Mamme infanticide

Psicologi e criminologi cercano di sondare nella psiche di queste donne per cercare di capire cosa scatti in una mamma che la spinga all’infanticidio. Secondo gli studiosi gli infanticidi non sono aumentati. Ce n’erano altrettanti, se non di più anche nei secoli scorsi, ma oggi i media ne parlano.
Secoli fa le donne venivano punite per gravidanze indesiderate, ripudiate o scacciate dalle famiglie stesse e dai loro paesini, mentre oggi medicina e psicologia sono subentrate in tutte le classi sociali, anche le più sfavorite, a protezione della donna e dei suoi diritti.
L’infanticidio sembra comunque avere un rapporto con la negazione della gravidanza. Ci sono criminologi come Roland Coutanceau che non ci credono e ritengono che la donna sia cosciente della sua gravidanza ma che non ci pensi. La gravidanza è anche un fenomeno sociale, se non viene comunicata la donna resta nel segreto, un meccanismo che si spezza con il parto e che la intrappola scatenando queste tragiche azioni.
Se queste tragedie che si svolgono fra le mura domestiche lasciano incredulo il vicinato e dividono le opinioni, non sono mancati i moti di comprensione verso queste mamme dalla psiche complessa.
Si tenta di trovare una qualche spiegazione all’infanticidio, si vanno a cercare per esempio spiegazioni inconsce con atti dettati da un’instabilità mentale, piuttosto che dirigere il pensiero verso un atto di pura crudeltà. Ogni volta che si presenta un caso come questo la demonizzazione si sposta più verso chi eventualmente sapeva come un padre complice.
La maggior parte di questi casi, resta un enigma per psichiatri e psicanalisti.

Chi cade, cade anche per non far inciampare quelli che passano dopo.

Fonte: miopapageno 

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