Giornata contro l’omofobia

Oggi 17 maggio, in occasione della Giornata della lotta contro l’omofobia, ci pensa un’azienda privata a vestire i panni del politico di turno. Con un’iniziativa che farà certamente discutere, ma che intanto anticipa, con i fatti, qualsiasi dibattito o futura legge in merito al riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali nell’ambito lavorativo.

A bruciare tutti sul tempo è stata Ikea, che ha annunciato che i trattamenti aziendali riservati ai coniugi degli addetti sulla rete Italia legalmente sposati e alle coppie di fatto etero, saranno da ora in avanti estesi anche alle coppie di fatto composte da membri dello stesso sesso.

Un’altra iniziativa anticonformista del gruppo svedese, dunque: dopo le campagne pubblicitarie provocatorie (come per esempio lo spot “The very Good Fellas” con il clan mafioso che utilizza una cucina Ikea, e tante altre idee innovative), questa volta l’impegno sociale si è tramutato in un gesto concreto.

Basterà infatti presentare, da parte dei diretti interessati, il certificato di famiglia anagrafica (previsto dal Dpr 223 del 1989), rilasciato obbligatoriamente dagli uffici comunali, in seguito a richiesta di annotazione negli appositi registri (articolo 21). Le coppie gay potranno così ottenere (come tutti gli altri conviventi more uxorio) permessi legati a emergenze familiari e lutti del partner, estensione al partner della tutela sanitaria prevista per i dirigenti, congedo matrimoniale, permesso per la nascita di un figlio del partner, buono acquisto di 120 euro riservato a chi si sposa o inizia una convivenza e, infine, estensione al partner dello sconto dipendenti e dell’uso dell’auto aziendale.

L’iniziativa nasce dalla volontà di riconoscere i diritti civili lanciando un messaggio forte, visto fra l’altro che la multinazionale svedese è socio fondatore di Parks-Liberi e Uguali, un’associazione di imprese fondata da Ivan Scalfarotto che si propone come obiettivo l’inclusione delle persone Glbt (acronimo che sta per “gay-lescbiche-bisessuali-transgender”) nei vari contesti professionali. Parks esiste da oltre un anno e conta tra i soci anche altre aziende come Telecom Italia, Johnson&Johnson, Roche, Citi, Lilly, Il Saggiatore, Linklaters, Sixty Group, Gruppo Consoft e Ibm.

Ma l’impegno sociale non è l’unico elemento alla base della scelta, che ha una valenza più che mai attuale e circostanziata: secondo un’indagine condotta proprio da Ikea tra i suoi dipendenti nei punti vendita di Roma, Bologna e Catania, è difatti emerso che il 14% di loro di era definito un Glbt, mentre solo una minoranza (il 12%) ha espresso imbarazzo nel lavorare di fianco a un collega dichiaratamente omosessuale. Ma soprattutto, all’Ikea trionfa la diversità: sarà per l’ambiente giovane, favorito dalla mentalità aperta di un’azienda senza pregiudizi e con lo sguardo sempre rivolto al futuro, ma l’82% dei dipendenti che hanno partecipato all’indagine ritiene che la diversità deve diventare una priorità strategica per l’azienda.

In attesa che politica e istituzioni facciano la loro parte nell’affrontare e capire tematiche che ormai rappresentano la quotidianità sociale e lavorativa italiana ed europea, tra gli scaffali dell’Ikea non c’è stato neanche bisogno di dirselo.

Fonte: QUI
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