Infezioni alimentari, vademecum dei pediatri

Bambini e alimentazione, una relazione piuttosto complicata, soprattutto nel periodo estivo. Lo dicono i pediatri della Società Italiana di Infettivologia Pediatrica (SITIP) che approfittano dell’estate alle porte per ricordare quali riguardi riservare ai più piccoli con un vademecum per scongiurare le infezioni alimentari.

Nel periodo estivo, infatti, le temperature elevate fanno aumentare il tasso di sopravvivenza dei batteri che spesso si trovano negli alimenti ma che, pur entrando in contatto con l’organismo umano non riescono a dare il via ad una vera e propria infezione. Nei bambini, però, un fisico non ancora preparato a sopportare l’attacco di agenti patogeni (virus, batteri, parassiti), necessita certamente un’attenzione maggiore.

 Le infezioni alimentari, tecnicamente definite tossinfezioni o intossicazioni, sopraggiungono quando i batteri, o i virus, riescono a superare le barriere difensive dell’uomo. Nella maggior parte dei casi, queste infezioni si risolvono nel migliori dei modi ma, se trascurate o non riconosciute in tempo, possono causare anche gravi danni.

L’intossicazione più pericolosa è il botulismo, riconoscibile in difficoltà della vista e della parola, nella secchezza della bocca e nella debolezza muscolare. Un’intervento non tempestivo potrebbe portare anche, in casi estremi, alla paralisi dei muscoli, a difficoltà respiratoria e anche alla morte.

Il botulino, la tossina colpevole del botulismo solitamente si trova nelle conserve alimentari, specialmente quelle prodotte in casa, la cui accuratezza nei metodi di conservazione non sempre è adeguata. Miele e conserve, dunque, rimangono i prodotti a più alto rischio, soprattutto perchè prodotti assunti principalmente dai bambini.

Altra infezione è quella da stafilocco, presente molto frequentamente nei prodotti alimentari, ma altrettanto innocuo. In condizioni particolari, però, anche lo stafilococco può dare principio a infezioni importanti, il cui sintomo primo e distintivo è la diarrea. In questi casi, consigliano i pediatri, la cura migliore è bere acqua: un buon quantitativo di liquidi, infatti, aiuta l’espulsione del batterio e quindi la guarigione del malato.

Diarrea, dolori addominali e vomito che non si arrestano per 3, o anche 7 giorni, sono invece i sintomi di un’infezione da Rotavirus, prima causa di gastroenterite in età pediatrica. Anche qui la guarigione è, solitamente spontanea, in ogni caso non richiede trattamenti antibiotici.

Ecco quindi il vademecum dei pediatri:

– curare l’ igiene della mani quando si manipolano gli alimenti;
– cuocere bene i cibi in modo che tutte le parti raggiungano almeno i 70° di temperatura;
– consumare gli alimenti subito dopo la cottura, specialmente nei ristoranti;
– conservare in frigorifero gli alimenti cotti in casi se nn consumati sul momento;
– surgelare il cibo qualcora si pensi di doverlo conservare per troppi giorni;
– riscaldare rapidamente e ad alta temperatura gli alimenti cotti prima del loro consumo;
– scegliere prodotti che abbiano subito trattamenti idonei ad assicurarne l’innocuità;
– utilizzare solo acqua potabile e portare con sè, almeno in viaggio, una bottiglietta d’acqua accuratamente sigillata.
Fonte

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