Samantha Cristoforetti, la prima donna italiana nello spazio

Partirà il 30 novembre 2014 e sarà la prima donna astronauta italiana a volare nello spazio: è il capitano pilota dell’Aeronautica militare Samantha Cristoforetti che raggiungerà la stazione spaziale internazionale a bordo della navetta russa Soyuz per una missione di circa sei mesi.  Samantha è la settimo (si dice così!!!) astronauta italiana a volare nello spazio, dopo 6 uomini.
Nata a Milano nel 1977, Samantha Cristoforetti dopo il liceo scientifico a Trento, si è laureata in Ingegneria Meccanica nell’università tedesca di Monaco e, nel 2005, in Scienze Aeronautiche nell’Accademia Aeronautica di Pozzuoli. Prima di lei soltanto un’altra donna ha fatto parte degli astronauti dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), la francese Claudie Andre-Deshays, mentre la belga Marianne Merchez era stata selezionata all’inizio degli anni ’90 ma non ha mai volato per restare accanto al marito, l’astronauta italiano Maurizio Cheli.


Oggi Samantha è l’unica donna fra i 14 astronauti dell’Esa. È appassionata di attività subacquee e i suoi hobby sono la lettura, lo yoga, il nuoto, lo sci e poi speleologia e mountain bike.Il cinema e letteratura occupano un posto speciale nel suo tempo libero, soprattutto la fantascienza: E’ una grande fan di Star Trek, forse la passione per lo spazio è cominciata da lì, o forse quando aveva 15 anni guardando le passeggiate spaziali della prima missione per riparare il telescopio Hubble.

Adesso che il suo sogno si è realizzato, che cosa consiglierebbe a un bambino che vuole fare l’astronauta? “Gli direi che la cosa più importante è sognare, e poi di scegliere lavori che siano compatibili, in modo da tenere vivo il sogno, perché non si sa mai quando arriva l’occasione per trasformarlo in realtà“.
Grazie Samantha  perché pur avendo scelto una professione piuttosto inusuale per una donna, affermi ancora una volta la caparbietà e la determinazione tipicamente femminile. Grazie Samantha, perché possiamo anche noi vantarci di essere italiani, possiamo ancora sperare che nel nostro bel Paese ci siano persone in grado di credere che i sogni si realizzano, ma per realizzarli occorre fatica, sudore e caparbietà.
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