Sindrome premestruale, cos’è, i sintomi e rimedi per stare meglio

In Pianeta Mamma ho letto un bell’articolo riguardante la sindrome premestruale, è molto completo e voglio quindi riproporlo in buona parte qui sul blog.

La sindrome premestruale è un insieme di sensazioni che anticipano di 7/4 giorni la comparsa del ciclo mestruale e scompaiono non appena iniziano le mestruazioni. Sono causate soprattutto dai cambiamenti ormonali che si verificano in concomitanza con l’arrivo delle mestruazioni, ne soffre il 60% delle donne.

I sintomi più diffusi sono:

SINTOMI FISICI

– Dolore al seno

– Sensazione di gonfiore

– Rigonfiamento di volto, addome e dita
– Aumento di peso
– Cefalea

– Variazioni dell’appetito

– Acne e altre eruzioni cutanee
– Costipazione o diarrea

– Rigidità muscolare o articolare

– Dolorabilità generale, soprattutto alla schiena
– Crampi/dolori addominali
– Esacerbazione di crisi epilettiche, emicrania, asma, rinite od orticaria

SINTOMI PSICOLOGICI
– Alterazione dell’umore e depressione
– Voglia di piangere sentirsi “giù di corda”
– Stanchezza, affaticamento, letargia
– Tensione, disagio, inquietudine
– Irritabilità
– Difficoltà di coordinazione, maldestrezza
– Difficoltà di concentrazione
– Alterazioni dell’interesse sessuale

– Disturbi del sonno

– Appetito insaziabile
– Aggressività
– Perdita dell’autocontrollo

Per una donna su 20, i disturbi sono tanto intensi da interferire con le normali attività quotidiane.

Ecco dunque alcuni consigli che possono aiutare ad affrontare quei giorni in pieno benessere.

– La dieta: cereali, frutta, fibre

Nei giorni che precedono le mestruazioni, sono frequenti gli attacchi di fame, caratterizzati spesso dal desiderio di un alimento preciso: cioccolata, dolci o pastasciutta sono i più gettonati. Questi attacchi sono scatenati da un calo dei livelli di zuccheri nel sangue. Si pensa che siano influenzati anche da un calo dei livelli di serotonina: un neurotrasmettitore che favorisce sonni tranquilli, tiene a bada gli sbalzi di umore e influenza la regolazione degli ormoni estrogeni e progesterone. Soprattutto i livelli di zucchero ma anche quelli di serotonina, sono influenzati da ciò che si mangia. I cibi più adatti sono quelli ricchi di carboidrati complessi, che favoriscono la produzione di serotonina e aiutano a mantenere costante il livello di zuccheri nel sangue: cereali e cereali integrali, come per esempio pasta, riso, pane e crackers, i legumi, come fagioli, ceci e lenticchie, le patate. I nutrizionisti suggeriscono di aggiungerne una porzione a ogni pasto.

Via libera anche al pesce, apporta proteine nobili, contiene acidi grassi omega 3. Secondo gli studiosi, una carenza di queste sostanze può spingere l’organismo a produrre una maggiore quantità di prostaglandine, che causano crampi all’utero.
E’ importante anche il giusto apporto di sali minerali, come calcio e magnesio. Il calcio, infatti, aiuta a prevenire le contrazioni muscolari e i crampi, insieme al magnesio, ha effetti positivi sull’umore. Per fare il pieno di calcio senza eccedere con i grassi, conviene scegliere latte parzialmente scremato e yogurt magro. Alimenti ricchi di magnesio sono invece: banane, vegetali a foglia verde come spinaci, biete, carciofi, prezzemolo; crusca e pesci come le sardine.
Da evitare:

– Il sale favorisce la ritenzione idrica: meglio limitarlo

– Le bevande a base di caffeina: caffè, tè e cola

Ottima la frutta, soprattutto mele e pere, favoriscono il transito intestinale e aiutano a ridurre la stitichezza e il gonfiore addominale tipico di quei giorni.

Un trucco anti-fame nervosa? prendi 30/40 gocce di serotonina omeopatica D6 per 3 o 4 giorni

L’agnocasto riesce ad equilibrare l’equilibrio ormonale della prolattina, la responsabile della ritenzione idrica e della sensazione di fastidio al seno. Se prendi la pillola però, consultati con il tuo medico, perchè la sua azione aumenta la produzione di progesterone e potrebbe causarti uno squilibrio. Quanto prenderne? 300 mg al giorno in capsule. Un ottimo rimedio antigonfiore è anche la pilosella tintura madre; 40/50 gocce una volta al giorno nei giorni preciclo.

Quando i disturbi premestruali sono di leggera o media entità, l’attività fisica può aiutare. Bastano 10-20 minuti di esercizio fisico, per 3-4 volte a settimana: corsa moderata, nuoto, bicicletta e lunghe camminate. Il movimento favorisce il rilascio di endorfine, sostanze utili per combattere il dolore, che diminuiscono proprio nei giorni che precedono le mestruazioni. Lo sport aiuta a scaricare tensioni psicologiche e a cambattere instabilità emotiva, ansia e depressione. Inoltre le attività fisiche aerobiche aumentano il flusso di sangue diretto ai muscoli di tutto il corpo, e questo aiuta a sciogliere i crampi e a far scomparire il dolore.

Per contrastare i sintomi premestruali, possono essere efficaci gli infusi preparati con vari tipi di erbe. La dose giusta è di 25 g di erbe secche in 600ml d’acqua bollente. Per sfruttare al massimo i benefici delle erbe, bisogna lasciarle in infusione per 5-10 minuti, ben ricoperte, prima di filtrarle. E bere una tazza di infuso, 3 volte al giorno. Ecco quali sono le più indicate, a seconda del tipo di disturbo.

Tensione, ansia e tendenza alla malinconia: verbena, avena, camomilla

Gonfiore, ritenzione di liquidi: foglie di tarassaco officinale, mais

Gonfiore del seno: calendula, attaccavesti (Galium aparine)

Squilibri ormonali, ritenzione urinaria, spasmi: agnocasto

In casi di sindrome premestruale acuta e invalidante può essere utile l’intervento del medico. I farmaci più prescritti sono:

– antidepressivi: fanno salire i livelli di sostanze neurotrasmettitrici benefiche, come serotonina o endorfine

– sono d’aiuto in 6-7 casi su 10 farmaci inibitori delle prostaglandine: prevengono il dolore. Sono efficaci soprattutto contro il mal di testa e i crampi addominali. I più usati sono gli antinfiammatori non steroidei (Fans)

– pillola anticoncezionale: mette a riposo le ovaie e riduce le fluttuazioni ormonali. Per una donna su quattro è un aiuto efficace. Per molte altre, con la pillola i sintomi peggiorano
– ormoni: annullano l’ovulazione e fanno scomparire le mestruazioni. Scatenano una finta menopausa, reversibile. Il medico li prescrive solo in casi gravi
– vitamina B6: secondo recenti studi la vitamina B6 può ridurre la tendenza alla depressione
Curiosità:
Da cosa dipendono tutti questi disturbi? Non si conosce con precisione la causa, ma solo il meccanismo che li provoca. Che è una sorta di reazione autoallergica. In sostanza, le ovaie producono gli estrogeni e il progesterone che aumentano rispettivamente subito dopo l’ovulazione e appena prima della mestruazione ma, nel caso della sindrome premestruale, a causa di comandi errati dati dall’ipofisi, si ha un eccesso di secrezione: è una specie di autointossicazione ormonale! Chi ne fa le spese, poi, è il fegato che di norma deve lavorare di più nei giorni precedenti la mestruazione per metabolizzare gli ormoni di troppo, e che per questo si trova congestionato. Ma la chiave è nella psiche, perchè una cosa è certa: ormoni e umore sono strettamente collegati.
La sindrome premestruale può essere influenzata anche dallo stress: ecco perchè colpisce con più intensità le donne tra i 30 e i 40 anni. A questa età, infatti, hanno più impegni e si dividono tra lavoro, casa e figli.

IO FAREI LEGGERE QUESTA PAGINA AGLI UOMINI, FORSE E RIPETO…FORSE, CI CAPIREBBERO UN PO’ DI PIU’

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