Depressione. Quando si vede bianco, nero o grigio.

Il bianco, il nero, il positivo, il negativo, la presenza, l’assenza, la luce, il buio, la vita, la morte…
Nei momenti difficili della nostra vita, nulla ha più colore, nulla è facile, nulla ci stimola, nulla ci rende felici.
Avete mai avuto dei periodi così? Io penso che nella vita di una persona, prima o poi accade qualcosa, qualcosa di così grave, di così inaspettato, di così diverso, di così nuovo, di così responsabilmente difficile, che rende impossibile il semplice “continuare come prima”.
Tutto continua a girare nello stesso modo, ma il nostro punto di vista è cambiato, è diverso, ha un’altra prospettiva, forse più lontana o forse più vicina, ma comunque differente. Sono momenti di svolta, di non ritorno, a volte di non vita. Si lascia scorrere il tempo senza fare nulla, o forse facendo troppo, per non pensare, per non farsi troppe domande.

Se vi trovate in una nebbia persistente, se vi sembra di avere i piedi nelle sabbie mobili, se vi sentite costantemente confusi e incapaci di decidere, forse, anzi, senza forse, è il caso di chiedere aiuto a qualcuno. Se avete qualcuno di cui vi fidate e che abbia un minimo di iniziativa, confidategli il vostro stato d’animo, ditegli tutto ciò che vi passa per la testa, svuotate il vostro cuore e sperate che sia in grado di aiutarvi, di darvi una mano, di tirarvi fuori da questo buco nero.
Non disperatevi, qualcuno vi può aiutare, qualcuno vi può capire, qualcuno sa cosa state passando, c’è passato prima di voi. Se non siete in grado di aiutarvi, fatevi aiutare, senza sentirvi in colpa, senza sentirvi inadatte, senza sentirvi inutili, fatelo e basta. Vi siete mai sentite così? Io si, ne sono uscita, tutto è cambiato, tutto è diverso, la paura persiste, ma si continua a vivere, mettendoci forza e coraggio.

Annunci

6 pensieri su “Depressione. Quando si vede bianco, nero o grigio.

  1. mammapiky

    Credo che nessuno passi indenne dal vivere certi momenti no, prima o poi ci tocca a tutti, e non necessariamente per un brutto evento. Basta un cambiamento radicale, magari inaspettato o a cui non eravamo preparati a sufficienza, e le difese crollano, i nervi si spezzano e le gambe cedono. Si mi è' capitato, ho provato a chiedere una mano, l'ho trovata ma non mi è' servita a molto. Forse sono io a non essere predisposta all'aiuto, mi riesce difficile aprirmi completamente e quando lo faccio, spesso chi ho di fronte,non mi capisce o forse sono io che non mi spiego…..insomma mi sono girata le maniche e mi son data da fare per venirne fuori. Da quelle esperienze ho imparato a non prendersi troppo sul serio ed a lasciare che il tempo che passa, faccia il suo lavoro cancellando i momenti bui.

    Mi piace

    Rispondi
  2. Moky

    Sei stata bravissima ad uscirne da sola, significa che dentro di te hai una forza notevole. Io sono dovuta anche andare dalla dott.ssa, non ne uscivo senza un valido aiuto, dentro di me quella forza non l'ho trovata, non c'era.
    I tuoi commenti sono sempre uno spunto ulteriore di riflessione. Grazie

    Mi piace

    Rispondi
  3. mammapiky

    Sai in realtà non credo di esserne uscita, ho più che altro imparato a conviverci, ma forse dipende dal fatto che non si trattava di una vera depressione, piuttosto di un sentimento di malinconia, nostalgia, inadeguatezza, o non so che altro, che mi portava a non vedere le cose dalla giusta prospettiva, ad ingigantire i problemi e a perdermi le cose belle, che invece in quel momento, la vita mi stava offrendo. Tutto questo però non mi è capitato con la maternità, ma in concomitanza con altri eventi, tipo il cambio del lavoro, in cui mi sono dovuta rimettere in discussione ed in cui spesso mi sono sentita sola. Poi ripeto, io non sono una persona capace ad aprirsi, non so raccontare me stessa (se non in chiave ironica) e questo a volte, impedisce a chi mi sta vicino di darmi una mano. Spesso se sono in difficoltà, invece di aprirmi, alzo un muro e non esco da li, fino a quando non ho risolto tutto……in poche parole SONO UN CASO GRAVE!!! PATOLOGICO DIREI!!!

    Mi piace

    Rispondi
  4. Moky

    Il primo figlio non ha avuto un sonno regolare per i primi tre anni, il primo anno poi stava sveglio di notte. E' stato difficilissimo x me restare sana di mente. Piangevo sempre, sempre, anche perchè lavorando in propio di giorno non potevo assolutamente dormire. Il secondo invece, sarà che io ero più maura, ero più pronta al sacrifico e lui più bravo, è andata molto meglio. L'altro caso che mi ha sbarellato è stata la perdita di mia mamma….

    Mi piace

    Rispondi
  5. Moky

    Vigliacca? Non credo propio. La morte è difficile da affrontare perchè non ha speranza. Qualsiasi cosa che non si può cambiare è diffcile da affrontare, da accettare. Mia mamma è mancata nel 2005. Solo oggi riesco a parlarne senza scoppiare a piangere, ma dire che l'ho superata è una parola grossa. Con lei è morta una parte di me. Tutti mi dicono che sono cambiata molto dopo la sua perdita. Prima ero più felice.

    Mi piace

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...