Il terrazzino dei gerani timidi Anna Marchesini Rizzoli

Questo è il primo romanzo di Anna Marchesini, autrice teatrale e attrice di successo.
E’ la storia di una bambina solitaria, che ha una madre, un padre e un fratello tranquillissimi, noiosi direi, incapaci di rispondere alle domande e ai vuoti della bambina, sono genitori incapaci di colmare i suoi vuoti e rispondere alle sue domande. Ha come amici i gerani del suo terrazzino, a loro racconta tutto.

In questo libro si narra la vita nei mesi che precedono il giorno della prima comunione, il ritiro in Chiesa, le prove del vestito dalla sarta che è anche la vicina di casa, la domenica pomeriggio in oratorio, le visite di cortesia agli ammalati e alle sorelle di Don Luigi.

Vi è un fatto molto curioso che capita alla bambina, il primo giorno di scuola si presenta, ma non compare in nessun registro, nessuno la chiama. Si sente esclusa, abbandonata e inizia a piangere, ma fortunatamente viene salvata da una maestra che apre la porta di un’aula qualunque, scrive il suo nome sul registro di classe. Con questo gesto le insegna la gioia dell’essere salvati da qualcuno.

Questo libro è molto triste. E’ scritto anche in modo strano, senza punteggiatura, frasi lunghissime con vocaboli molto ricercati, forse troppo. La storia di per sè regge, ma ho avuto delle difficoltà nel continuare a leggerlo, soprattutto per la mancanza di punteggiatura, mi dava un po’ fastidio.

Una cappa opprimente di tristezza si era distesa sopra la mia vita; una tristezza che mi avrebbe protetto con endemico andamento da qualunque assedio della felicità.
Da bambini si vivono solo prime volte, sono tutte prime volte quelle in cui si accende la storia e l’esperienza delle cose.
Tutto esiste anche se non si vede.
Le illusioni hanno il destino segnato, non sono reali e non lo diventano mai….ma come sarebbe il mondo se non ci fossero le illusioni?
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4 pensieri su “Il terrazzino dei gerani timidi Anna Marchesini Rizzoli

  1. Moky

    Non è che non vi sia punteggiatura, più che altro mancano le virgole, quindi risulta strano leggere.
    Cmq non l'ha spiegato e non ne capisco nemmeno il motivo.

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  2. Lafranci

    Non l'ho letto ma una storia simile mi ricorda “Matilde” di Roald Dahl. Però…è scritto in modo divertente e qui la punteggiatura c'è…e poi c'hanno fatto pure il film! 😀

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