Sara e la sua vita da reclusa a causa della Mcs

Stamattina ho letto questa notizia su un quotidiano locale, L’Eco di Bergamo, voglio riproporvela.
Mi piacciono le storie di donne, donne forti e combattive, nonostante la vita le sia avversa, sono un esempio di positività anche se non mancano i momenti di sconforto,loro reagiscono con rinnovata energia.
Sara Capatti fino a poco più di 10 anni fà, ha avuto una vita regolare, come quasi la maggior parte delle persone. Il primo segnale l’ha avuto a 20 anni, si trovava in ferie a San Giminiano, dopo un pranzo a base di funghi ha avuto uno choc anafilattico, un’iniezione di cortisone le salva la vita e tutto sembra finito lì. Poi, a 23 anni, una forte infiammazione alle spalle e alle braccia la blocca per sei mesi., ma nessun medico riesce a capire l’origine di questi disturbi così gravi. Apre un negozio di parrucchiera, ma essendo sempre in contatto con prodotti chimici le sue condizioni peggiorano, ha forti dolori muscolari, allergie multiple, fino agli shock anafilattici, ma ancora nessuno capisce cosa sia.

Nel 2010 una trasmissione su RaiTre presenta il caso di una ragazza con Mcs. Sara riconosce i sintomi, sono i suoi, contatta la ragazza e arriva al Policlinico Umberto I di Roma, dal  professor Genovesi, gli esami confermano la diagnosi: Mcs, Multiple chemical sensitivity.
Sara è allergica a tutto ciò che è chimico, anche a sostanze volatili, da tre anni è chiusa in casa.
Dopo aver finalmente capito da cosa è affetta la sua vita cambia radicalmente: non può più usare saponi, ma solo acqua, usa solo vestiti in fibre naturali e li lava solo con acqua, usa bottiglie in vetro, cucina in pentole di ceramica, non può leggere nè libri, nè giornali, a causa dell’odore del petrolio, infatti questa patologia sviluppa l’olfatto in maniera sensibilissima. Esce raramente e quando esce deve portare una mascherina per proteggersi, nella stanza in cui dorme il depuratore è acceso 24 ore su 24.
Ci sarebbe una soluzione per Sara, per stare meglio, per avere una vita normale, trasferirsi a San Candido, in Val Pusteria, a 1200 m, lì sta bene, è un posto incontaminato, ma trasferirsi con la famiglia per ora è impossibile.
Sara sta scrivendo un libro che parla di lei, della sua malattia, della sua vita, delle sue difficoltà, in questo progetto è aiutata dalla giornalista Patrizia Piolatto.
Sara ha aperto un Blog, la trovate in Twitter e in Fb.
Auguro a Sara di poter realizzare i suoi sogni e che la sua vita possa solo migliorare.

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