I capricci dei bambini, come affrontarli

Quando i bambini hanno pochi mesi, solitamente piangono per “bisogni primari”: hanno fame, hanno sonno, sono sporchi, vogliono le coccoline.

Più il tempo passa e più diventano consapevoli che il pianto serve per tiranneggiare i genitori, allora si appropiano di questa arma vincente e la fanno diventare un’arma perfetta. Questa consapevolezza avviene solitamente verso i due anni, ormai chiamati i “terrible two” e da lì, non se ne esce più.
I bambini vogliono opporsi alle nostre disposizioni, ai nostri insegnamenti, alle nostre regole e cosa fanno? Piangono. Ma non in modo normale, non nel modo che ci allarga il cuore e ci fa venire voglia di abbracciarli, no, è un pianto isterico, disperato, urlato al mondo e noi andiamo in iperventilazione. Già, perchè gli adulti di oggi difficilmente riescono a gestire i capricci dei bambini, restano spiazzati di fronte a questi atteggiamenti esagerati, anche perchè i piccoli affinano le armi ogni volta e vincono per esasperazione, per sfinimento.
Il modo migliore per affrontare i capricci è restare fermi sulla decisione presa, non farsi convincere, non cedere alla provocazione, non arrendersi, non sventolare bandiera bianca, mai farlo, la prossima volta, sappiatelo, sarà peggio.
E’ vero anche, che se il bimbo fa i capricci è un segnale che ci vuole mandare, vuol farci capire qualcosa, sta a noi capire cosa e poi agire di conseguenza. Mai essere impulsivi, mai affrettati, domandatevi sempre: ha fame? Ha sonno? Lo sto trascurando? E’ successo qualcosa di cui non mi sono accorta? Se la risposta a queste domande è no, state sereni e fermi, tenete testa al piccolo tiranno.
La maggior parte delle volte in cui i bambini ci dichiarano guerra è per motivi futili, sta a noi capire quando è il caso di soprassedere e quando invece è meglio non cedere, per non creare dei precedenti a cui poi difficilmente si riesce a risolvere.
Miciomao non è un bimbo molto capriccioso, ma quando ci si mette, non scherza per niente, ti porta allo sfinimento, all’esasperazione. Se ritengo sia il caso, dico si subito, altrimenti è no, difficilmente mi lascio convincere dai suoi capricci. E’ un 5enne che vuole spiegazioni, non puoi limitarti al no ed è finita lì, vuole capire perchè è no, cerca di controbattere, fa già le sue piccole battaglie, ha già i suoi modi di pensare, che non fanno una piega, sono sensati. Mi piace il suo modo di pensare, anche se a volte mi mette in difficoltà, ed ha solo 5 anni e poco più, quando ne avrà di più, cosa farò? Ci penserò a tempo debito.
Un giorno alla volta è il mio motto.
Con questo post partecipo al Blog Tank di Donna Moderna Bambino
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