Avete voluto la parità? Adesso arrangiatevi.

Ma che cavolo di frase è? Quando la sento pronunciare vado subito in bestia.
Secondo me pronunciano questa frase, ma non sanno nemmeno cosa vuol dire, non sanno cosa è successo ai tempi e sinceramente lo so poco anch’io, ero in fasce, anzi nemmeno ero nata quando sono cominciate queste lotte da parte delle donne.
Le prime proteste delle donne iniziano nella seconda metà dell’Ottocento, ma non sono iniziate per motivi futili, perchè non avevano nulla da fare, avevano delle ottime ragioni.
Le condizioni delle donne lavoratrici erano pessime, erano sottopagate rispetto agli uomini, pur svolgendo lo stesso tipo di mansione.
Erano costrette a lavorare fino al giorno del parto, altrimenti venivano licenziate, con conseguenze anche gravi.
Non possono frequentare le scuole, non possono possedere nulla, non possono votare.

Nelle donne di qualsiasi estrazione sociale nasce il desiderio di opporsi a queste regole dettate dagli uomini e nascono così le suffragette.
In Inghilterra nel 1928 le donne con più di trent’anni possono votare, in Italia dovremo arrivare al 1946!
L’emancipazione delle donne ha inizio, chi le ferma più?
Il culmine viene raggiunto negli anni ’60, chi non ne ha sentito parlare, ognuna di noi immagino.
Avvengono proteste e manifestazioni sia nelle università che nelle fabbriche, che nelle piazze, le donne combattono per la propria identità e il proprio riconoscimento, non vogliono più essere assoggettate all’uomo, voglio cambiare lo stato delle cose.
Portano a casa diverse vittorie, le più importanti sono la legge sul divorzio e la legge sulla regolamentazione dell’aborto.
Secondo me, e secondo molte donne, la parità dei sessi però, non è avvenuta veramente, la nostra società ha un tipo di pensiero prettamente maschilista, dove si da ancora poco spazio alle donne, dove le donne vengono ancora emarginate, soprattutto in ambito lavorativo. Ci sono pochissime donne nei posti di comando, pensate che c’è una sola donna alla Corte Costituzionale, un’ambasciatrice, una al vertice delle Banca d’Italia e voi questa la chiamate parità?
Eppure siamo noi donne che cresciamo i futuri uomini, dove sbagliamo?
Perchè ci sono uomini che pronunciano questa frase così orticante?
Perchè gli uomini fanno così fatica ad accettare che siamo esseri umani diversi, ma con i loro stessi diritti? Perchè la violenza sulle donne anzichè diminuire, aumenta?
Perchè gli uomini mal sopportano le lotte avvenute negli anni precedenti e ne parlano con rancore?
Una miriade di domande si affollano nella mia testa, domande senza risposta.

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10 pensieri su “Avete voluto la parità? Adesso arrangiatevi.

  1. antonellaVì

    Cara credo che noi diamo i valori ma questa società del cappero per un pò li distorce e allora dobbiamo insistere in famiglia magari con l'esempio positivo degli uomini di casa. Però penso anche che questa parità ci affatica di più perchè i ruoli si sono triplicati! 😦

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  2. mammapiky

    Mi verrbbe da usare un episodio biblico e farci una battuta…ma non mi sembra il caso. Però posso dirti che questa frase io la sento spesso uscire anche dalla bocche delle donne, di quelle che vorrebbero quello che hai tu (che poi si sostanzia nel doppio del lavoro e della fatica e nell'annullamento del riposo) ma non ne hanno il coraggio. Quando questo succede mi rendo conto che, nonostante le “conquiste” e le battaglie, le cose non sono poi cambiate di molto.

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  3. Moky

    E se in famiglia il maschio alfa di riferimento non è poi così positivo in questo senso? Come la mettiamo? Sforzo doppio x noi donne e nessun riconoscimento

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