Colonia estiva Fiat, la mia esperienza negativa

Negli anni ’70 mio papà lavorava per la Fiat, al tempo era una ricca azienda in continua espansione, i figli dei dipendenti avevano diversi privilegi: regali di Natale, regali alla Cresima e colonia gratis d’estate.
Quello che per altri era considerato un beneficio per me era una tortura psicologica, una vera condanna:  20 giorni gratis in una colonia Fiat, o in montagna a Bratto e al mare a Igea Marina.
Avevo solo 6 anni la prima volta che sono salita piangendo su quel pullman blu, l’età di Miciomao. Non so con quale coraggio i miei genitori mi abbiano affidato a mani estranee per ben 20 giorni, una bambina come me poi, che soffriva molto del distacco, dell’abbandono, è vero sono partita con mio fratello, ma lui era confinato nella parte maschile e non potevamo frequentarci, se non per pochi minuti al giorno.

Qualche giorno prima di partire ci veniva consegnata la divisa: magliette bianche con logo Fiat, pantaloncini azzurri, sandaletti di plastica azzurri, (che facevano sudare tantissimo e mi riducevano i piedi ad una bolla unica), calzini bianchi in nylon, (non erano certo traspiranti), mutandine bianche e pullover blu. Non ricordo se la mamma contrassegnava i vestiti, ricordo però di aver messo molte volte mutandine che non erano della mia misura e l’anno in cui sono andata al mare anche il costume, quello che rimaneva, rimaneva, le più grandi arraffavano tutto.
Io ero uno scricciolino di bambina, con un bel caratterino, ma ero attorniata da ragazzine di ogni età anche delle medie, che ovviamente avevano la meglio su di me e sulle altre piccoline, in ogni occasione.
Ricordo che in camera eravamo tantissime e la mattina dovevamo farci il letto, avevamo i minuti contati e doveva essere fatto perfettamente, altrimenti venivamo sgridate dalla responsabile della camerata, per paura di non essere in grado dormivo sopra il copriletto, così la mattina il letto era già fatto.
Ricordo che mi obbligavano a mangiare cibi che non mi piacevano, con conseguenti conati di vomito.
Ricordo molti pianti, tantissimi, una malinconia pazzesca.
Ricordo che ci facevano scrivere le cartoline da spedire a casa, ma ci obbligavano a riportare solo aneddoti allegri o parole positive. Una volta però sono riuscita ad inviare una cartolina, nascondendola sotto le altre, nella quale c’era scritto: Venite a prendermi io qui sto male. Un chiaro messaggio di aiuto, che ancora conservo, rimasto però inascoltato.
Ricordo che un anno ho avuto la dissenteria e dato che avevo sporcato troppe mutandine, mi hanno lasciato senza!!!!!!!!!!
Capisco che i miei genitori dovessero lavorare, quindi io e mio fratello ci beccavamo 20 giorni di colonia e 1 mese di centro estivo, ma almeno nella seconda ipotesi si tornava a casa a dormire la sera!!!
Odio la colonia estiva, anche se credo che ora siano molto molto diverse da allora, almeno spero!!!!
I vostri genitori vi hanno mai mandato in colonia??? Raccontate la vostra esperienza.
Ho cercato delle foto in internet delle due colonie in cui sono stata e ho trovato questo articolo che parla della demolizione del sovrappasso pedonale che portava dalla colonia alla spiaggia…
Ecco un’altra immagine QUI me lo ricordavo proprio così….e QUI..che tristezza!!!



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61 pensieri su “Colonia estiva Fiat, la mia esperienza negativa

  1. Beat

    A volte penso che siamo passati da un eccesso all'altro: la nostra generazione si fa mille paranoie, prima (complice, credo, l'impellenza del lavoro) i genitori erano più “semplici”. C'è la colonia: vai. C'è da fare il vaccino: lo fai (zero problemi su possibili complicazioni!). Personalmente sono andata poche volte, ma tornavo a casa a dormire, era vicino la città…e mi divertivo, era tutto pulito, bravo gli animatori e sopratutto io, figlia unica e orsetto timido, potevo giocare con tanti bambini. Credo ci siano casi e casi. Ma il tuo racconto mi ha fatto tanta tenerezza!

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  2. Alessia

    Io credo di si, che ogni colonia fosse diversa, io sono andata più anni per due mesi ogni volta (anche i miei dovevano lavorare) e mi sono trovata benissimo sempre. Era una colonia gestita da suore e preti e io avevo la mia adorata suora-maestra dell'anno scolastico e questo ha sicuramente influito in positivo perchè la adoravo.
    Certo la convivenza in grosse comunità non può essere come stare a casa ma anch'io credo che al giorno d'oggi ci facciamo davvero troppe paranoie e non aiutiamo i figli ad essere autonomi e ad affrontare anche situazioni un pochino più complesse. Io sono la prima, anche se in colonia ce li manderei eccome, purtroppo quella dove sono andata io non esiste più 😦
    Certo però bisogna vigilare sul dove e come…

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  3. Shanta

    Ti parlo della mia esperienza di bambina che NON poteva andare in colonia perché di famiglia “benestante” (mi vien a ridere, papà era un funzionario statale, mica Onassis..) e con mamma casalinga (non c'era spazio per me, come non c'era all'asilo per il tempo pieno…). Io ho sofferto tantissimo nel vedere lungo la spiaggia le file compatte di bambini che venivano accompagnati dalle “signorine” a fare la passeggiata mattutina. Piangevo disperata perché non potevo essere come loro, tant'è che mia madre un anno prese accordi con una delle assistenti affinchè, almeno la mattina, potessi andare a spasso con loro. E' stata felicità pura, da non crederci.
    Fino a quando, all'età di 10 anni, ho scoperto gli scout. Loro mi hanno accolta senza se e senza ma, che mamma non lavorasse non era un problema (anzi, meglio, così preparava torte e crostate per tuttti!) ed è stata gioia infinita partire con il mio grosso zaino per il primo campeggio estivo “da sola”.
    Credo comunque le cose siano cambiate parecchio, anzi i ricordi che tu hai della colonia appartengano davvero ad un'epoca chiusa: ora gli assistenti devono essere diplomati e/o laureati, devono seguire corsi specifici di formazione, c'è una diversa attenzione agli aspetti sanitari e legali. E poi mentre scrivo ho una rivelazione improvvisa: le colonie non esistono più… soppiantate da campi estivi parrocchiali o centri estivi (la maggior parte delle volte a pagamento) organizzati da privati.
    Comunque io fossi in te il cucciolo, magari non subito ma prima dei 10 anni, un'esperienza comunitaria estiva, gliela farei fare… fa bene all'autostima e fa crescere l'autonomia!

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  4. Mimma Zizzo

    mi hai messo una tristezza…povera bimba Moky, io mai stata, mio marito si e anche lui pessimo ricordo. Credo che adesso sia diverso, però pure poveri genitori che pensavano di fare il tuo bene. Comunque prima davvero si facevano poche menate…ora forse troppo…figli tiranni e futuri bamboccioni. E' il mio terrore. Io non sono mai andata in una colonia, ma dall'età di 8 anni tutti i sabati e vacanze a lavorare nel negozio di papà…
    senza chiacchiere e storie.

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  5. Baby1979

    Mia sorella ci è andata per 5-6 anni e le è piaciuto moltissimo, io ho fatto un paio d'anni e ne ho ricordi abbastanza brutti, ma per colpa mia credo. Nel senso che le accompagnatrici erano carine e disponibili e facevamo tante attività divertenti, ma io ero una bimba cicciotta e molto timida e non facevo che piangere per la lontananza da casa e le angherie di quelli più grandi.

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  6. mammapiky

    Io non sono mai andata in colonia,ma mia madre mi racconta spesso della sua esperienza in colonia, certo erano altri anni ma anche lei ne ha un ricordo tragico, per la distanza e per il regime che c'era. Avevano (i bambini) inventato una canzone tristissima che ancora canta.

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  7. Moky

    Io penso di essere stata una bimba che ha sofferto di abbandono a causa di un intervento subito in ospedale a 3 anni di tonsillectomia, ne ho parlato anche nel blog…
    Mio fratello la viveva in maniera diversa, era felice…io no.

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  8. Moky

    Oggi le chiamano in maniera diversa, ci sono i campi estivi. Certo se lui dovesse chiedermelo valuterei la cosa, ma se considero che ha fatto una settimana di CRE e poi non è più voluto andare….mi sa che non me lo chiederà mai!!!

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  9. Moky

    I miei genitori siano stati costretti a mandarmi proprio perchè quando loro erano a lavorare io e mio fratello eravamo sempre in giro x strada…almeno lì sapevano che qualcuno ci teneva d'occhio!!!

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  10. Moky

    Infatti ogni bimbo viveva la colonia a modo suo, mio fratello si trovava benissimo, era contento di partire…io che ho sofferto di crisi di abbandono per anni, nn sarei mai dovuta partire.

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  11. Moky

    Caro bagnino aprimi il cancello che il tempo è bello che il tempo è bello…
    Caro bagnino aprimi il cancello che il tempo è bello e noi vogliamo partir…ecc
    Questa è quella che cantavo io….mentre piangevo!!!

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    1. Alessia B

      Le colonie di adesso sono stupende!!!!!!io non lo chiamo ‘abbandono’ ma una sorta di vacanza senza genitori e poi sn solo 20 giorni, io pagherei per vivere sempre in colonia…poi non ci aono piu le divise ma ti porti i vestiti e la roba da casa e ce la lavatrice x lavarsi i vestiti,poi Moky non so se era cosi a quei tempi

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  12. Mamma Avvocato

    Mi spiace tantissimo per questi terribili ricordi!
    Io non sono mai stata in colonia, un po' perché avrei dovuto andare a quelle a pagamento (centri estivi di oggi) e costava non troppo, un po' perché ho sempre odiato i giochi organizzati e le regole in vacanza, così sia io che mio fratello ci siamo sempre opposti.
    Mia madre, che ha pochi ricordi belli della Colonia Olivetti (non perché non la trattassero bene ma perché c'erano troppe regole, poco gioco libero, divise e troppi bimbi sconosciuti), non ha mai insistito.
    Mio padre, invece, della stessa colonia ha ricordi belli ma forse anche perché a lui, essendo maschio, facevano fare attività più interessanti, come gite in montagna ecc.
    Vedremo se il nano chiederà…
    Intanto, però, una cosa e' certa, secondo i miei genitori: in colonia non erano al sicuro, anzi, spesso erano portato in luoghi pericolosi o lasciati a farsi male.

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  13. giuliano balboni

    Anch'io sono stato a igea marina con la fiat nel 1973 ed è stato un mese di tortura. Cibo pessimo e poca igiene. Ho perso 12kg e a casa ho dovuto fare una cura perchè mi si era rimpicciolito lo stomaco e non digerivo più niente. Un banalissimo raffreddore si è trasformato in non so quale infezione; il fazzoletto da naso dopo 10 minuti era già bagnato e lo dovevo tenere fino al giorno dopo; per di più quando la sera ci lavavamo i denti la signorina ci spalmava un velo di dentifricio sugli spazzolini ovviamente con lo stesso tubetto cosi che microbi e germi passavano con facilità da una persona all'altra. Conseguenza: vesciche purulente nel naso e agli angoli della bocca. del bagno ne parliamo prossimamente.

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    1. emanuela

      Ho 61 anni e pensando alla colonia fiat di marina di massa provo ancora dispiacere, ci sono stata negli anni 1962, 1963 e 1964, mi mandavano perchè a quell’epoca non c’era la possibilità economcia di portarci al mare e dicevano che faceva bene alla salute, (non a quella mentale però), disciplina come da militare, costrette a mangiare cibo che non ci piaceva, costrette a cambiarci in spiaggia tutte nude, quegli orribili costumi di lana blu che mi viene ancora ora il prurito sulla pelle talmente erano duri, e poi al pomeriggio in pineta, quando da fuori , oltre la recinzione, i bambini più fortunati ci guardavano, come fossimo in un lagher! Li invidiavo perchè loro erano liberi di andare al mare coi nonni ed io no. Mi fermo qui per ragioni di spazio ma credetemi è stato un trauma

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  14. Moky

    Certe cose negli anni 70 non le sapevano proprio, ma certe cose le facevano di proprosito, sensibilità 0!!!!
    Vogliamo parlare delle infestazioni di pidocchi….???????

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  15. giuliano balboni

    Non ho avuto a che fare per fortuna con casi di pidocchi ma ricordo bene le violenze psicoogiche che ho subito durante quella sventurata vacanza. Dopo il bagno in mare ci cambiavamo il costume in spiaggia senza nessun riparo a pochi metri dalla strada; io avevo 12 anni ed ero già piuttosto sviluppato e provavo una vergogna tremenda. Due volte a settimana c'era la doccia. Se erano presenti solo le inservienti che aiutavano i più piccoli a lavarsi noi grandi potevamo tenere le mutande ma spesso si presentavano la giovane vice direttrice bionda bella e cattiva assieme ad un'altra ragazza bruna bella e antipatica che ci obbligavano a denudarci sotto i loro occhi e in risposta ai nostri goffi tentativi di coprirci un po' con le mani ci insultavano con frasi del tipo: vergognati! potrei essere tua madre! Io non riuscivo a capire il motivo di queste ''ispezioni''; voi cosa ne pensate? Di proposito e con malizia!

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  16. Moky

    Non so se ci fosse malizia in loro, ma sicuramente molta ignoranza e nemmeno un po' di rispetto verso noi bambini. Per fortuna non erano tutte così!!!
    Ricordo anch'io che ci facevano cambiare in spiaggia in mezzo a tutti!!!

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  17. giuliano balboni

    Credo che le colonie avessero tutte un unico filo conduttore che era quello di dare ai ragazzi una educazione pseudo militare, abituarli cioè ad avere poche ''pippe'' e di conseguenza venivano gestite come caserme senza considerare però che gli ''ospiti'' di queste strutture avevano max 12 anni e non 20 e che ai militari veniva praticata una vaccinazione che li preservava dalla maggior parte delle malattie e infezioni varie per tutto il periodo della leva; a noi facevano solo l'antitetanica, giusto per evitare che qualcuno ci rimanesse secco…….

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  18. Moky

    Si Lucy…Quando mio papà si è licenziato dalla Fiat perchè ci siamo trasferiti e ha iniziato a lavorare in un altra fabbrica io ero troppo felice, non sarei più andata in colonia!!!!!

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  19. Serena Semplicemente

    Io ho frequentato una colonia in modo molto marginale, nel senso che andavo in campagna con mia nonna tutte le estati affittando una stanza da una signora e consumando tutti i pasti in una colonia vicina. Non mi ricordo che i bambini ci si trovassero male, ma per me, visto il mio carattere chiuso e molto timido, non sarebbe stata sicuramente la soluzione giusta

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  20. Ciccola

    Ho un brutto ricordo anch'io della colonia. Ero a Spotorno, dalle suore, che da quella lontana estate (avevo 7 anni) ho iniziato ad avere in antipatia. Mi ricordo i turni da 10 minuti per fare il bagno in mare divisi per gruppi e l'obbligo di fare il pisolino pomeridiano (già a 2 anni ho smesso, e non capivo per quale motivo dovevo essere sgridata se invece di dormire preferivo disegnare e scrivere sul mio quaderno).

    Però mi ricordo di aver scoperto la bellezza di un'amicizia nata spontaneamente, che mi sono sentita indipendente e alla fine, se lasciamo da parte le notti in cui ho pianto di nascosto, mi sono anche divertita.

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  21. Ivano Straga

    si ma ricordo bene che voi femminucce avevate il tendone sulla struttura metallica mentre noi maschietti ci facevano denudare in spiaggia a 20 metri da voi femminucce e senza che potessimo coprirci in alcun modo perchè il nostro tendone aveva solo la struttura metallica….1980

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  22. Ivano Straga

    ho fatto il primo anno a igea marina ed è stato un vero incubo. La situazione nelle camerate era da squadristi, veniva nominato un capo-camerata che girava con i sandali in mano a darle a chiunque fiatasse. La notte dovevi stare attento ad una specie di nonnismo persecutivo da caserme che rimaneva impunito, tipo cuscinate o botte nel sonno. Fortunatamente per me pur essendo piccino (7 anni) sapevo stare al mio posto senza infastidire nessuno ed infatti avevano preso di mira un paio di poveretti che subivano ogni sorta di angheria. La situazione in spiaggia la conoscete già: essendo il 22 esimo e ultimo della camerata in ordine alfabetico ho dovuto passare 4-5 minuti al giorno col culetto al vento come coprifila, sì perchè ci facevano mettere in fila indiana e ci facevano denudare tutti insieme e poi uno alla volta dovevamo andare verso la struttura metallica del tendone dove c'erano gli appendini con mutande e pantaloni. Per quel che riguarda il cibo, non ho mai avuto problemi perchè mangiavo e mangio di tutto; ricordo con piacere il panino con la cioccolata la domenica a merenda.

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  23. Ivano Straga

    i 3 anni successivi con tanto di medaglia finale li ho passati a castione della presolana…..spettacolare ricordo, dopo 35 anni i nomi di qualche amico. Le educatrici erano + a modo ed il trattamento in sostanza è stato diverso.

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  24. Manuela

    ciao a tutti. leggendo i vari post.. sto facendo una ricerca riguardo le Colonie FIat, in modo particolare sui personaggi famosi che vi hanno partecipato (tipo Rita Pavone presso la Torre di Marina di Massa). In risposta ai vostri messaggi, io per fortuna ho un bellissimo ricordo delle colonie, frequentate negli anni ’90 (Igea Marina, Castione della Presolana e Marina di Massa). Quest’anno (come ogni stagione estiva ormai da 6 anni) parto come responsabile.
    In attesa di vostre info! Buona giornata.

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    1. Domenico

      da qualche tempo vago su internet in cerca di notizie…foto…contatti delle colonie dei primi anni 90 a marina di massa…vorrei provare a cercare le mie vecchie educatrici…per caso qualcuno ha qualche info, ho un ricordo vago una si chiamava Barbara una Alessandra, una delle 2 era di Grugliasco. Grazie 😉

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  25. maury75

    Mi dispiace per questa triste esperienza. Io ho trascorso due estate in colonia da figlio di due dipendenti alfa romeo. Quella di Igea Marina con il ponte, nella, nel 87, la ricordo bene. Purtroppo ho potuto vedere anch’io dei bambini tristi per la lontananza di casa e non mi nascosto nel dire che lo sono stato anch’io. Mi sono però affezionato a tutti i bambini e ricordo ancora i loro nomi. Dopo questa esperienza e dopo aver letto i vostri racconti sono sempre più convinto che il distacco dai genitori deve essere evitato se non per casi estremi in quanto a quell’età il bambino può assorbire come una spugna, modi di parlare ed insegnamenti che è meglio ricevere a casa dai propri genitori. Alcune cose mi hanno un po segnato ma nel frattempo comprendo anche i miei che dovevano lavorare in fabbrica. Questi articoli sono davvero belli. Un caro saluto a tutti gli ex partecipanti di ogni colonia.

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    1. Sempre Mamma Autore articolo

      Molti bimbi hanno vissuto la colonia in modo negativo e hanno sofferto, altri in modo positivo e si son divertiti.
      A mio fratello piaceva andare, a me no.
      Forse dipende dalla squadra a cui sono stata assegnata, dalle compagne, dalla signorina, dalla mia sensibilità, dalla mia nostalgia che non mi ha fatto vivere l’esperienza al meglio.
      Un caro saluto a te e grazie x essere passata di qua.

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  26. Elisa Asprone

    Sono andata 3 anni in colonia uno a Igea Marina avevo circa 9 anni e gli altri 2 a Marina di Massa erano i primi anni 90 e devo dire che non mi era piaciuto tanto a causa delle docce aperte,mi vergognavo da morire e a causa delle camerate,sembrava essere in caserma, quegli anni c’erano veri e propri fenomeni di bullismo,le ragazze più grandi sapevano essere molto cattive io sembravo piú grande e mi facevo rispettare quel tanto che mi lasciassero in pace,ricordo dentifricio nei capelli mentre dormivano,il burro sul cuscino,la marmellata nelle tasche dei pantaloncini.A Marina di massa invece è stata tutta un’altra storia lo ricordo con nostalgia,un anno capitai nella casetta eravamo 3 per camera e ogni camera aveva un bagno per cui massima privacy e poi le canzoncine per asciugarci,la merenda, le gare,la radio della colonia che mandava i saluti agli amici degli altri gruppi è stato bellissimo per non parlare dell’anno successivo ero nel penultimo piano della torre vinsi una gara di ballo organizzata dalla colonia mia madre ha conservato il “certificato” della vittoria con le firme delle animatrici fino a pochi anni fa.poi la sera restavano sveglie fino a tardi per ascoltare i rumori della città semi addormentata e ci raccontavamo le storie è stato meraviglioso.Sono rimasta in contatto con alcune di quelle ragazze per un bel pò poi però ci siamo perse di vista,la mia famiglia non andava in vacanza e gli ultimi 2 anni a Marina di Massa li ricordo come i più belli e spensierati di tutta la mia vita

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  27. Giuliano Corti

    Io mi chiamo Giuliano e scrivo da Brescia. Ho letto tutto il racconto soprastante. Anch’io sono stato in colonia x due anni a Igea Marina Bellaria dove c’era il ponte che C portava dalla colonia alla spiaggia. Ancora oggi all’età di 49
    anni porto le cicatrici psicologiche delle colonie FIAT del epoca. X 25 anni sono stato in terapia da uno psicologo. Una cicatrice che nn si rimarginerà più. Un mio collega di lavoro ha sposato una donna che anche lei riporta le stesse cicatrici su se stessa nonostante abbia anche lei 45 anni. Credo che abbiamo fatto più danni che benefici su noi bambini dell’epoca. Quando tramite Google mappa ho visto che la demolizione della colonia è stata effettuata, visto che c’è solo uno spazio vuoto al posto della colonia ho brindato. Credo che i nostri genitori nn erano preparati x tutto questo
    e invece di ascoltare le nostre inquietudini, ascoltavano le psicologhe della mutua interna che i dipendenti OM qui di Brescia erano agevolati. Consiglio a tutti i genitori di ascoltare sempre prima i propri figli, anche se adesso è cambiato tutto. La mia vita è stata segnata x sempre e tutto quello che ho letto sull’esperienza della ragazzina che all’epoca e adesso donna ha scritto è pura e dura verità.

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  28. Beppe72

    Credo fosse il 1978 o 1979, montagna Castione delle Presolana. Ricordo terribile e orribile, esperienza da lager, oggi sarebbe su ogni giornale lo scandalo di quello che accadeva in quel posto. Subivamo persino castighi corporali tipo stare sulle ginoccha col sedere sollevato fino a quando l’acido lattico giungeva e tu soffrivi come una bestia e se cedevi rimanevi senza cena. Avevamo 6-7 anni nella mia camerata. Camminate al limite della sopportazione. Bambini che venivano derisi davanti a tutti i compagni se per caso se la facevano sotto… Ricordo persino un bambino Ernesto, aveva qualche problema di ritardo… cosa non gli veniva detto e fatto… Esperienza traumatica, vorrei dimenticare ma a 45 anni ancora certi ricordi sono vivi dentro di me.

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  29. Istriano

    Tutto vero e tuttavia confortante. Non posso che ringraziare per questo articolo e per gli altri commenti lucidi e sinceri, seppure carichi della stessa esperienza traumatica. Addirittura le famose cartoline… da scrivere rigorosamente a matita e vagliate con attenzione dai censori della colonia. 20 giorni di disagio, a partire dalla prima sera fino alla domenica di visita con i genitori (i miei non potevano permettersi il viaggio) dove i più fortunati riuscivano a farsi riportare a casa.

    Anche se parlare di lager può apparire irrispettoso nei confronti di chi ha vissuto quelle tragedie, sono convinto che l’approccio generale fosse quello di contenere e reprimere, piuttosto che educare e intrattenere.

    La mia fetta di agonia l’ho passata a Dorga (il “resort” della cartolina riportata nel post), avevo progettato anche la fuga attraverso la scala antincendio, di notte… Ma certi pensieri sono difficili da attuare a 8 anni, comunque tutto è servito a farmi aprire gli occhi su come stava girando il mondo. Una sola esperienza mi è bastata; nell’ultimo giorno, i gruppi dei fedelissimi pluriennali venivano premiati con delle medaglie, mentre tra compagni di sventura ci guardavamo schifati per quella messinscena manipolatrice. Grazie alla colonia Fiat, ho imparato quanto potesse essere meschino il mondo e me ne sono fatto una prima parte di corazza.

    2 anni più tardi, alla 10 giorni di campeggio parrocchiale la musica era totalmente diversa, sarà stato anche il luogo a favorire la distensione (Savoulx in Valle di Susa) tuttavia era l’approccio che faceva la differenza, dove gli animatori e in genere gli educatori che partecipavano lo facevano in modo volontario a differenza dei mercenari marchiati Fiat.

    Sono esperienze che vanno comunque raccontate, soprattutto quando appaiono talmente irreali per essere credute. Complimenti per l’iniziativa.

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