Vita da commessa: Festa della mamma

Questa è la settimana dedicata alla mamma, domenica in molte case si festeggerà con piccoli pensieri e qualche dolcetto. Questa festa mi mette un po’ di malinconia, io la mamma non ce l’ho qui tra noi e non posso festeggiarla, se non portando dei fiori al cimitero.

E’ curioso vedere come le persone scelgono il regalino per la loro mamma:
– c’è chi da una rapida occhiata, sceglie e viene in cassa felice. O ha delle idee ben precise, o conosce perfettamente i gusti della mamma o ha una mamma dal carattere facile, che qualsiasi cosa le porti è sempre felice.
– c’è chi gira per il negozio anche mezz’ora e più, se ne va, poi ritorna, parla tra sé, si fa domande, si da risposte e poi arriva in cassa, ma non è sicuro della scelta fatta. O è una persona insicura, o ha una mamma a cui non va bene mai niente e qualsiasi cosa scelga sa già che avrà da ridire.
– c’è chi sceglie velocemente, la cosa che costa meno, arriva in cassa con il broncio. O ha una mamma con cui non va d’accordo o ha preso il regalo per una suocera indisponente.
– ci sono i bimbi, con i loro risparmi che scelgono un pensierino con attenzione e arrivano in cassa con un sorrisono enorme. Sono consapevoli dell’amore della mamma e ne sono felici. Sono tenerissimi.
Ieri però ci sono stati due clienti un po’ curiosi.
Una ragazza che dopo un continuo girare per il negozio, un’insistente richiesta al ragazzo che l’accompagnava di darle un consiglio, è arrivata in cassa con i lacrimoni agli occhi. Non so perchè, magari aveva la mamma in ospedale, malata, non so davvero, ma mi è venuto spontaneo poggiarle la mano sul braccio, darle una carezza e dirle che aveva scelto un regalo bellissimo e alla mamma sarebbe sicuramente piaciuto, di stare tranquilla, di non fare così, lei mia ha sorriso. Mi piace far ridere e sorridere le persone.
L’altro cliente invece era un ragazzo che doveva scegliere un braccialetto con i charms, alla mia domanda, per capire la misura del braccialetto che poteva andar bene, “Ma come ha il polso mamma?” lui mi risponde ” E non so, ha quarant’anni” e io ” Ma cosa vuol dire, più vai avanti con l’età e più si ingrossa il polso?” e giù a ridere tutti e due.
Anche per questo amo il mio lavoro.
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16 pensieri su “Vita da commessa: Festa della mamma

  1. Veronica

    Ma sai, in giro sento di questa festa e la ignoro completamente. Appartenevo al quarto caso che hai descritto, solo che più che fossi consapevole del suo amore, speravo che, quel giorno, con quel bel regalo, lei mi avrebbe accettata per come ero. Festa dopo festa, ciò non è accaduto, quindi da secoli non le faccio alcun regalo.
    Comunque, anche io ho lavorato come commessa e ciò che apprezzavo di quel lavoro era proprio il contatto con le persone, i loro gusti, il loro modo di fare, li osservavo e tutto ciò dava un senso diverso a quel lavoro.

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