Radioiodioterapia

Cinque anni fa, proprio in questo periodo stavo preparando il mio borsone da viaggio, quello che uso per i viaggi brevi. Mentre lo preparavo avevo il magone, mi sarei allontanata da casa per pochi giorni, da sola, per affrontare l’ennesima prova che mi si presentava davanti. Nel borsone l’unica cosa che mancava era il pigiama, mi sono rifiutata di inserirlo. E’ vero, dovevo star fuori tre notti, ma in quelle notti, non volevo indossare il pigiama. Mi sarei vestita con tutine colorate, una bluette, una lilla, una nera e fucsia e una rossa, con tanto di intimo in tinta, ho la fissa per questo, tutto deve essere nella tonalità di ciò che indosso, persino l’elastico che uso per raccogliermi i capelli e il trucco.

Ricordo di aver messo dei libri da leggere, che nei giorni precedenti avevo scelto con cura in biblioteca, ma non ricordo i titoli, ho rimosso molte cose di quei giorni.
La mia meta era il Reparto di Oncologia/Medicina Nucleare dell’Ospedale di Bergamo.
Dovevo essere in reparto per le 7.30. Sono partita intenzionalmente in ritardo, per una che arriva sempre prima, è un bel dire.
Ricordo il viaggio in macchina come infinito, eppure troppo breve, non avrei mai voluto arrivare.
Ricordo che mio marito mi ha salutato davanti alla porta d’entrata del reparto, ho varcato da sola quella soglia, con un groppo alla gola che non mi permetteva di respirare.
Mi avevano già assegnato la stanza, mi avevano messo con una signora anziana, ma l’infermiera come mi ha avuta davanti, forse vedendomi così spaventata, spaurita, mi ha cambiato stanza, mi ha assegnato come compagna un’altra signora un  po’ più giovane.
Dopo avermi fatto firmare carte, che ormai non leggevo nemmeno più, in cui mi venivano chiarite le controindicazioni della terapia che mi apprestavo a fare, mi hanno accompagnato in stanza.
Prima di essere ricoverata avevo fatto ricerche in internet e molte persone parlavano di essere state ricoverate in un bunker, in stanze senza finestre, collocate nei sotterranei, quindi ero molto preoccupata in proposito, invece per fortuna la mia stanza si trovava al terzo piano, godeva di un’ampia finestra da cui entrava il sole, la luce, l’aria.
In stanza c’era un televisore e una telecamera, eravamo monitorate 24 ore al giorno.
Durante questi tre/quattro giorni non abbiamo visto personale, se non all’entrata e prima della dimissione.
Dopo esserci sistemate mi è stata somministrata la dose radioattiva di Iodio 131 via endovena, ma credo di aver preso anche delle pastiglie, ho rimosso molte cose di quei giorni, comunque questa terapia  avrebbe ucciso qualsiasi cellula cancerogena che mi aveva invaso il corpo e che era sfuggita all’intervento.
Ero da più di un mese senza tiroide, senza terapia sostitutiva, per affamare le cellule cancerogene e ora iniziava un’altra battaglia dentro di me, diventavo però un pericolo per tutti.
Il cibo era senza sale, appositamente, nel sale c’è iodio e noi non dovevamo assumerne, tutto era quindi insipido, tutto scotto, tutto poco piacevole al palato, ma ho sempre mangiato tutto. Il pranzo veniva messo su dei carrelli che lasciavamo fuori dalla porta, una volta che avevamo finito dovevamo riposizionarlo nello stesso punto, personale addetto l’avrebbe recuperato.Vi devo dire come ci sente? Evito.
Ci fornivano un numero esagerato di bottigliette di acqua, più si beveva più espellevamo la radioattività.
La mia compagna di stanza era una signora che non hai mai smesso di parlare per tre giorni, di compagnia, certo, ma a volte facevo finta di dormire per non sentirla. Non ho mai letto una pagina del libro, lei parlava. Non ho mai guardato la tv, non era necessario, parlava lei. Mi ha raccontato tutta la sua vita, i problemi con il marito, una figlia che abitava a New York, l’altro figlio, (o erano due?) i nipoti, la suocera bastarda, il papà che è stato nei campi di concentramento, la mamma despota, la sorella naif…un sacco di cose interessanti.
Ho poi saputo che la signora anziana era una scoreggiona seriale, mi è andata ancora bene.
I giorni son passati, lenti, molto lenti, per fortuna non ho avuto effetti collaterali, sono sempre stata bene, nonostante fossi gonfia come una palla, col fiatone e con una ridotta capacità mnemonica a causa della mancanza della tiroide.
Voi che avete la tiroide e che funziona a dovere, non sapete e non immaginate l’importanza che ha per il nostro organismo questa piccola ghiandola.
Prima di uscire ci hanno passato la macchinetta per rilevare il grado di radiazione, se fosse stato troppo altro mi sarei fermata un altro giorno. Era strano sentire quel gracchiare persistente quando mi avvicinavano quell’aggeggio.
La cosa più difficile dopo questi giorni di reclusione, sono stati gli altri 15 che ho passato in mansarda da sola, perchè radioattiva.  Non potevo stare assolutamente vicino ai miei figli, guardavo Miciomao di nascosto, dal terrazzo, lui aveva due anni, non avrebbe capito che ero dannosa per la sua salute.
Quindici giorni passati in solitudine, piangendo molto, leggendo molto e dormendo molto, recuperando energie e la capacità di parlare, dato che ho iniziato la terapia di Eutirox.
Ho perso molti capelli a causa della Radioiodioterapia, mi scendevano a piccole ciocche, sono diventati pochi pochi, ma uniformi per fortuna,  li ho tagliati alle spalle, ma non vi ho rinunciato,  alle mie compagne di disavventura non è successo.
Ora son passati cinque anni, tutto sembra essersi risolto, la terapia ha fatto il suo dovere e nessuna cellula è sfuggita al massacro, ne avrò la certezza a settembre, ma sono fiduciosa.
Ieri ho preparato un’altra borsa, ho messo il telo, il salviettone, i braccioli di Micomao, la crema solare e siamo andati al lago, vuoi mettere che differenza?

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12 pensieri su “Radioiodioterapia

  1. Baby1979

    Io invece sono stata nel bunker come quello che avevi letto su internet, senza finestre se non a due metri di altezza e per vedere il sole mi mettevo in piedi sul letto! Il cibo invece era buonissimo, poi la mia compagna di stanza aveva il padre che veniva in ospedale tutti i giorni per vederla attraverso il monitor e ci portava l'impossibile…gelati, pizza, anche una bottiglia di vino!!
    Niente libri per me, mi ero portata l'esame di fisica da studiare! 😀

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  2. Il Frutto Della Passione

    Sei stata molto coraggiosa e forte!! Anche mia madre ha subito la stessa operazione e so che non è facile. A maggior ragione nel tuo caso.
    La mia migliore amica invece, ha vissuto un'altra esperienza. La sua secondogenita è nata senza la tiroide. Non c'è un motivo, una spiegazione. Quando aveva solo una settimana di vita, hanno scoperto che la piccola ne era priva. E non è facile, non lo è per niente, crescere così.
    Continua ad essere forte e fiduciosa. Un abbraccio.

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  3. maris

    Cara, grazie della tua testimonianza: spero che possa dare coraggio a chi è nelle tue condizioni di 5 anni fa.
    Ti abbraccio e son tanto felice che tutto vada bene adesso! E per settembre incrocio tutte le dita 🙂

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  4. antonellaVì

    Mi piace molto di più il borsone che hai preparato per andare al lago però le testimonianze come le tue servono, servono a chi deve trovare la forza di lottare e a chi lo sta già facendo! Ti abbraccio cara

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  5. Moky

    @baby…cioè, tu avevi lo spacciatore di cibo???? Spettacolo
    @frutto della passione…grazie tesoro, sono molto fiduciosa sul mio futuro, ma anche su quello della bimba della tua amica. Io credo molto nella medicina, nelle scoperte, nei nuovi farmaci.
    @maris….il mio post è positivo e se qualcuno sta per affrontare questa avventura, deve essere consapevole che si supera alla grande
    @antonella….vuoi mettere preparare il borsone per uil lago? Il primo bagno della stagione

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  6. THEPOCKET MAMA

    Cosa posso dire? Solo che secondo me sei una donna straordinaria…perché hai sconfitto la malattia, perché hai avuto la forza e il coraggio di raccontare e perché da quando ti seguo, mai e poi mai ti ho sentita lamentarti … Mi sembra di conoscerti da sempre… Prima o poi ci incontreremo!!!

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  7. NonPuòEssereVero

    Com’è strana la vita. Ieri ho scritto un post sui tumori che passano. Oggi, prima di pubblicarlo, ho avuto una notizia un pò così. Adesso cercavo su internet a caso e ho trovato questo post tuo. Non un post qualsiasi, ma uno tuo.
    Voglio vederla come una cosa positiva.

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  8. Pingback: Toni di voce | Sempre Mamma

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