Una mia paura divenuta realtà

Alcuni giorni fa siamo andati in montagna, L’obbiettivo di quest’anno è insegnare a Miciomao ad andare con lo snowboard.  Noi vogliamo che impari divertendosi, quindi alterniamo una discesa al riposo, al gioco, alla capatina al bar per sgranocchiare qualche leccornia, di modo che si stanchi il meno possibile e serbi un bel ricordo di queste giornate sulla neve. valtortaSolitamente uno di noi sta con Miciomao e l’altro fa discese a raffica, andando in settimana le piste sono libere, non ci sono file agli impianti e si scende che è una meraviglia.

Il posto in cui andiamo dista da casa nostra un’oretta e mezza, per arrivare alle piste dobbiamo prendere una seggiovia e poi percorrere una pista stretta abbastanza lunga,  noi la percorriamo a piedi perchè Miciomao non è ancora in grado di farla sulla tavola e non ci sono protezioni sul lato sinistro. Alla fine della giornata dobbiamo fare lo stesso percorso per poter scendere dalla montagna, l’unico neo è che è tutta in salita ed è davvero una faticaccia. Potremmo scendere a valle attraverso una pista nera lunghissima, ma  dato le capacità minime del nostro piccolo snowborder, non è proprio il caso.

Tre quarti d’ora prima della chiusura dell’impianto io e Miciomao ci incamminiamo, mentre mio marito fa la pista nera. Io con due tavole, una per braccio, pian piano percorriamo la distanza che ci separa dalla tanto agognata seggiovia, con la paura di arrivare tardi e perdere la corsa. Dopo una faticaccia immane, mi avvicino all’impianto esausta, senza fiato, con le braccia a pezzi e mi accorgo che la seggiovia è CHIUSA. Fino a due minuti prima andava. Se fossi stata sola avrei messo la tavola ai piedi e sarei scesa senza alcuna preoccupazione, ma se fossi stata sola non sarei stata lì,  avendo Miciomao con me era impossibile affrontare una discesa simile.

Mi guardo in giro smarrita, un silenzio irreale ci circonda, si sente solo il nostro respiro affannoso, mi viene quasi da piangere, mi trattengo, Miciomao mi sta guardando in silenzio con due occhioni preoccupati, non osa farmi domande. Scorgo l’operatore. Tiro un sospiro di sollievo. L’operatore ci spiega che non può far ripartire l’inpianto, è programmato ad una certa ora e quando si spegne, resta spento fino all’indomani. Sono preoccupata.  L’operatore chiama in soccorso i colleghi del fondo valle e mi dice di aspettare. Mi guardo in giro, mi gusto questo silenzio irreale, fiduciosa sul fatto che non ci avrebbero abbandonato lì. Rassicuro il mio cucciolo spaurito e aspettiamo.

Il silenzio viene rotto da un rumore sordo, un motore, una motoslitta. Arriva il nostro salvatore a bordo di una potentissima motoslitta nera, carica le nostre tavole dietro, ci fa accomodare e iniziamo a scendere a tutta birra. Miciomao era felicissimo, io ero un po’ terrorizzata, tagliava tutte le curve, smanettava di brutto, non percorreva le piste, ma si gettava giù dalla montagna a random.

Un’esperienza davvero unica e che resterà unica, la prossima volta io scenderò lungo la pista nera, non voglio più rischiare!

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13 pensieri su “Una mia paura divenuta realtà

  1. The Pocket Mama

    Ecco. Questa è sempre stata anche la mia paura…ecco perché faccio sempre l’ultima discesa mezz’ora prima che chiudano gli impianti. Però adesso so che se dovessi rimanere bloccata in mezzo ai monti, qualcuno verrebbe a riprendermi 😉

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    1. Sempre Mamma Autore articolo

      Io ero partita 3/4 d’ora prima, ma non ho fatto in tempo lo stesso, la strada è davvero lunga. Sai che non mi hanno nemmeno fatto pagare nulla? E’ stato davvero gentilissimo.

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    1. Sempre Mamma Autore articolo

      Mio marito era a valle e non poteva fare nulla, se non aspettarci. La tentazione di piangere l’ho avuta anch’io, ma Pensa Miciomao che avrebbe pensato? No, non potevo proprio.

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  2. maris

    Oh Dio, io mi sarei sentita anche peggio di te guarda!
    Per fortuna che in queste località sciistiche sono attrezzati per dare una mano nei momenti di necessità.

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  3. Silvia

    Che avventura! Per fortuna è finita bene, così avrete un ricordo emozionante di una giornata speciale: non capita a tutti un’avventura così. E soprattutto di trovare un operatore così gentile che si è attivato per farvi tornare a valle sani e salvi!

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  4. Mamma avvocato

    Be’, dai, ci hai guadagnato una discesa in motoslitta!
    Comunque, non farti frenare troppo dalle indicazioni sulle difficoltà della pista: io ho imparato a sciare a 5 anni su una nera, perché era l’unica che c’era e non sono mica morta!!
    P.s. Speriamo che a miciomao non sia piaciuto troppo, se no magari la prossima volta rallenta apposta per prendere la motoslitta…mio figlio ne sarebbe capace!

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