Philomena di Sixsmith Martin

La riunione con sua madre sembrava la chiave per liberare il dolore e la sofferenza, un’ultima occasione per trovare le risposte all’enigma della sua vita.

Irlanda 1952, Philomena resta incinta giovanissima, viene mandata in un convento per partorire di nascosto,  nessuno deve sapere del grave peccato di cui si è macchiata. Philomena mette al mondo Anthony, un bimbo bellissimo e per tre anni si prenderà cura di lui, lavorando all’interno del convento per ripagare il debito che ha nei confronti delle suore. In convento nessuna ragazza viene chiamata col suo nome, hanno tutte nomi fittizzi, le suore privano le ragazze di un’identita, di una sotria, di una vita e anche dei figli che partoriscono. Si, perchè le suore vendono i bambini a facoltose famiglie americane, in cambio di generose donazioni.

Il clima all’interno del convento è di paura, le ragazze vengono maltrattate psicologicamente e fisicamente. Le suore le inducono a credere che i loro figli sono il frutto del peccato e rinunciando a loro si purificheranno e potranno rifarsi una vita.

Anthony viene adottato insieme a Mary, una bambina a cui lui era molto legato. Entra a far parte di una famiglia molto rigida e non viene ben accolto dagli altri tre figli. Ad Anthony viene cambiato nome, da quel momento in avanti sarà Michael, ogni legame col passato viene reciso.

Mike diverrà un esponente molto conosciuto della politica americana, lavorerà accanto a nomi illustri, arriverà ai vertici. Mike crede di essere stato abbandonato e questo fatto segna la sua vita sotto ogni aspetto, un profondo disagio farà sempre parte di lui. Dovrà affrontare un percorso di accettazione, che sarà lungo e faticoso, porterà tanto dolore a lui e a chi vivie con lui.

E’ un libro triste, pieno di dolore. Sapere che è una storia vera lo rende ancora più straziante.

Da leggere per conoscere le verità nascoste del traffico dei bambini tra Irlanda e America, per conoscere come e grazie a chi è avvenuta l’ascesa politica di personaggi come Ronald Regan e Bush, per conoscere com’era difficile la vita dei gay negli anni ’80 e per conoscere come fu presa dagli esponenti politici e non solo l’Aids quando venne scoperta, per chi se lo fosse dimenticato.

Con questo post partecipo al Venerdì del libro. 

La morte modifica gli eventi. Cambia i vivi e cambia i morti, e il giudizio che ne abbiamo.

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11 pensieri su “Philomena di Sixsmith Martin

  1. genitorialmente

    Non posso neppure pensare al dolore di queste persone. E in anni relativamente recenti. Non so se riuscirò a leggerlo sapendo che sono storie reali. Però la tua sintesi mi attira, anche io credo che lo segnerò per periodi meno faticosi.

    Ciao
    Flavia

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  2. stefania

    E’ piaciuto molto anche a me… Ne ho parlato non molto tempo fa nel mio blog… Come al solito, il titolo originale è diverso da quello italiano e quello italiano punta tutto sulla figura di lei mentre quello originale – “The lost child of Philomena Lee” – dice altro. Ciò non toglie che sia un libro meritevole di essere letto.

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  3. Pingback: Venerdi’ del libro… malaticcio |

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