Come si può sopravvivere a così tanto dolore?

Quando ti ho visto la prima volta avevi le guancette paffute, un incarnato roseo, capelpurezzali fini fini castani. Eri una bella bambina, di quelle che ti soffermi a guardare, avevi la gioia negli occhi, saltellavi da un gioco all’altro e mostravi ai bimbi più piccoli, quelli appena arrivati, la stanza dei giochi.

La seconda volta che ti ho visto, dopo diversi mesi, avevi i capelli tagliati corti corti, un viso pallido e un po’ di occhiaie. Mi sono domandata il perchè di un taglio simile, non ti donava per niente. Dopo ho saputo. Avevi continue febbricciole, ti ammalavi spesso e non guarivi mai del tutto. Esami approfonditi hanno decretato che avevi la leucemia. Avevi 4 anni.

Sono iniziati per te anni difficili. Anni in cui venivi sottoposta a continue chemio, il tumore non ti dava tregua, si è ripresentato più volte.

Hai perso tutti i tuoi capelli, che puntualmente ti ricrescevano e poi ricadevano. Il tuo viso è cambiato, anche strutturalmente, è divenuto emaciato, avevi un incarnato pallidissimo, che richiamava alla mente le chemio. In alcuni periodi ti riempivi di macchie su tutto il corpo, ma soprattutto in viso, alcune ti sono rimaste per sempre.

Spesso eri in sedia a rotelle, le cure ti debilitavano a tal punto che le ossa divenivano fragilissime, bisognava  evitare qualsiasi rottura o complicazione e poi non avevi le forze per sorreggerti. Quando stavi un po’ meglio avevi le stampelle, quando stavi bene camminavi sulle tue gambe.

Un giorno è arrivata una bella notizia, avevano trovato un midollo compatibile, arrivava dall’estero. Una nuova speranza, una nuova battaglia e finalmente la vittoria.

Una cosa non ti mancava mai, il sorriso, anche gli occhi sorridevano. Avevi un sorriso che faceva bene al cuore, una gentilezza disarmante, una sensibilità che ha solo una persona che ha molto sofferto.

I tuoi genitori sono sempre stati delle persone forti, combattive, piene di speranza, ottimiste, sorridenti, fiduciose, allegre, nonostante le ricadute, nonostante le difficoltà, nonostante tutto, eppure avrebbero avuto tutte le scuse per essere incazzati a vita, ma loro no, loro erano diversi.

Ci siamo trasferiti e per molto tempo non ci siamo incrociate.

Un giorno ci siamo incontrate per caso, io, tua mamma e te, ti ho chiesto che studi volevi fare dopo le medie, la tua risposta è stata pronta: “Voglio fare l’alberghiero, mi piace molto cucinare”. Tua mamma mi racconta dei pomeriggi passati a far dolci, a sfornare torte. Cucinare ti da soddisfazione, ti rilassa, ti appaga. La mamma però vorrebbe che facessi ragioneria, pensa per te ad un lavoro in cui potrai star seduta, i cuochi son sempre in piedi e per te è impossibile, ti stanchi facilmente. Hai fatto ragioneria, ma la passione per la cucina ti è rimasta e l’hai sempre coltivata.

Due anni fa tuo papà è venuto a mancare a causa di un incidente in moto, mentre andava al lavoro. Non è giusto. Era il vostro pilastro, un uomo buono e gentile, sempre pronto a dare una mano a chiunque. Ora non c’è più. Siamo tutti costernati. Non bastava la tua malattia? Ora anche questo, ora che eravate sereni e lo spettro del tumore era lontano mille miglia.

Non vi ho più riviste da allora. Vi ho sempre pensato. Ho sempre sperato che stessi bene in salute.

Ieri MrD ha incontrato un’amica, una vostra compagna di classe, gli ha detto che sei morta. Un tumore al cervelletto ha avuto la meglio, il tuo povero corpo martoriato si è arreso.

Penso a tua mamma, a come si può sentire, a cosa pensa, a dove trova la forza ogni mattina di alzarsi dal letto.

Come si può sopravvivere alla morte di un marito tanto amato e della tua unica figlia?

Tua mamma ha deciso di partire per l’Africa, di dedicarsi ai bambini abbandonati.

Ecco come si sopravvive, trovando un altro motivo per vivere.

Tua madre è una grande donna, l’ho sempre pensato.

Addio piccola dolce guerriera. Non ti dimenticherò mai.

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26 pensieri su “Come si può sopravvivere a così tanto dolore?

  1. maris

    Oh….non ci sono parole.
    E noi che ci facciamo prendere dai problemi nostri, che pure ci sono, come se fossero i più gravi, i più insopportabili, i più brutti. Mi sento piccola piccola davanti a tragedie di questa portata.

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  2. antonellavi

    Sai una cosa? L altro giorno al Meyer mentro ero in attesa per un Dh davanti agli occhi mi si sono parate situazioni svariate e tutte difficilissime eppure quei genitori nonostante fossero stanchi avevano sorrisi per chiunque, così come i loro bambini. E ho pensato di essere ancora una volta piena di gratitudine verso la vita e allo stesso tempo una nullità in confronto a quei genitori. Grande donna questa mamma. Ti abbraccio e un pensiero celeste per quel papà e la sua bambina

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  3. sandraellery

    Ecco sì quando il destino si accanisce contro alcune persone ti viene da guardare lassù e dire: “non sei un po’ distratto ultimamente?” Eppure ho sempre creduto che Dio manda il freddo a chi ha i panni per coprirsi, come si dice dalle mie parti, questa donna dimostra di aver tanto calore da dare ancora, ma rimangono comunque pensieri molto tristi e dolorosi per queste vite e di immensa ammirazione per questa famiglia.

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  4. drusilladeserto

    E’ impossibile trovare le parole giuste per commentare ciò che hai scritto.
    Posso solo dire che questa è veramente una grande donna.

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