La nube di Seveso

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L’incendio di Mortara di ieri, ha riportato alla mia memoria quello che successe a Seveso nel 1976,  si ricorda come “Il disastro di Seveso”.  Avevo 6 anni, eppure ricordo che di quanto avvenne tutti ne parlavano. Noi abitavamo a pochissimi chilometri dal centro del disastro e c’era preoccupazione, ma una buona dose di ignoranza ha fatto sì che alla cosa non si diede il giusto peso. 

E’ uno dei più gravi incidenti industriali della storia, in quegli anni c’erano i telegiornali e i giornali cartacei, ma non c’era certo tutto il tam tam mediatico e i social che ci sono oggi, infatti lo stato d’allerta non è stato immediato, ma la zona viene chiusa e le persone a rischio vengono allontanate solo dopo alcuni giorni. Anche allora consigliarono di non consumare i frutti dell’orto nelle zone adiacenti il disastro, ma non credo che i miei diedero retta a questi avvertimenti. Ciò che non si vede non sembra pericoloso. 

La strage di Seveso ha avuto pesanti conseguenze sul territorio, nelle falde acquifere, sulla vegetazione, sugli animali, molti morirono nei giorni seguenti, altri furono abbattuti. Vi furono conseguenze anche sulle persone, nell’immediato e negli anni a venire hanno riportato malattie riconducibili all’avvelenamento da diossina.

La diossina è una delle sostanze più cancerogene al mondo,  è uno sregolatore endocrino. Studi epidemiologici condotti sull’uomo hanno evidenziato una correlazione significativa tra l’esposizione a diossine e incremento di determinati tipi di tumore, come il sarcoma dei tessuti molli, i linfomi Hodgkin e non-Hodgkin, i tumori tiroidei e polmonari, i mesoteliomi. (fonte)

Io sono stata sottoposta a tiroidectomia totale per carcinoma papillare multifocale. Sarà una coincidenza?

Mio fratello frequentava le medie al tempo ed erano a poca distanza dall’area ritenuta più a rischio e inizialmente quando le lezioni ripresero dopo le vacanze estive, non si svolsero correttamente, ma la scuola restò chiusa. E’ un mio ricordo, non so se qualcuno può confermarlo.

Seveso, è rimasto un paese sorvegliato speciale dalla scienza internazionale,  dove ancora oggi, ricercatori italiani e stranieri studiano gli «effetti a lungo termine» della Tdcc sulla popolazione. Dicono che l’insorgenza dei tumori in questa area non è molto più elevata che in altri posti, ma è anche vero che molti di quelli che abitavano lì al tempo, ora abitano sparsi per l’Italia.

Si vorrebbe che queste cose non succedessero più. Al giorno d’oggi abbiamo grandi tecnologie, ma l’errore umano o il malfunzionamento proprio di queste tecnologie portano a disastri inimmaginabili.

 

 

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