Archivio dell'autore: Sempre Mamma

La degenerazione del Parkinsoniano

Malattia di Parkinson segni e sintomi secondari

Era l’estate del 2004 quando mia madre con una faccia funerea mi comunicava che mio papà aveva il Parkinson. Da tempo si era notato in lui un certo rallentamento nelle attività quotidiane, si stancava alla guida velocemente, tanto che doveva guidare sempre più spesso mia mamma, una visita neurologica ci ha aperto gli occhi, anzi spalancati, su una realtà che speravamo non conoscere mai. L’anno seguente, dopo la dipartita di mia mamma, mi sono sempre occupata io dell’onere di portarlo a fare le visite e tutto ciò che comporta la malattia.

I primi anni la malattia è degenerata lentamente, con i farmaci si riusciva a tenerla sotto controllo e lui svolgeva una vita con piccole difficoltà superabili, riusciva a fare tutto ciò che voleva senza impedimenti.

L’estate di qualche anno fà, credo fosse il 2011,  è stata quella che ha lasciato il segno, quella che ha dato una svolta negativa alla sua vita e da lì è stato tutto un decadere, anno per anno, estate dopo estate, sempre peggio.

Anche quest’anno l’estate ha portato un peggioramento notevole, papà cammina sempre meno e con  più fatica, ormai la sedia a rotelle sostituisce quasi sempre le sue gambe deboli, portando anche ad un peggioramento del suo umore, vedendosi ostacolato dalla malattia anche nelle più piccole cose. Da un po’ di tempo a questa parte ha espresso il desiderio di morire, si cerca di dargli coraggio, di essere positivi, ma è sempre più difficile.

parkinson

Decidiamo insieme di attivare l’RSA aperta,  che offre l’istituto per anziani del paese, per poter fare la fisioterapia a domicilio, per cercare di rallentare questo suo rallentamento, scusate il gioco di parole e la postura, sempre più incurvata in avanti.  Preparo tutta la documentazione necessaria, la presento in segreteria,  dopo pochi giorni vengo chiamata dall’infermiera che se ne occupa e mi viene dato un appuntamento per la visita domiciliare effettuata da due dottori. I dottori devono stabilire l’indice di Barthel, che è una scala per misurare le capacità di mio papà nello svolgere le operazioni quotidiane, si da un punteggio alla capacità di alimentarsi, vestirsi, gestire l’igiene personale, lavarsi, alla mobilità nello spostarsi dalla sedia al letto, deambulare in piano, salire e scendere le scale.

Per fortuna, ma in questo caso purtroppo, mio papà in alcuni atti quotidiani, è ancora abbastanza autosufficiente, mangia da solo, non ha incontinenza intestinale, riesce ancora, a fatica, a fare le scale e questo l’ha penalizzato, quindi avendo un indice di Barthel alto, non si potrà attivare l’RSA aperta, con nostro grande dispiacere.

Non è un controsenso che per combattere il rallentamento vorremmo intervenire in tempo utile, ma non si può perchè per ora si muove troppo, si potrà attivare quando sarà completamente infermo.

I dottori, molto gentili, ci hanno consigliato di fare una visita specialistica fisiatrica per aggravamento, così che possano mandare a casa un medico fisiatra almeno due volte l’anno per un ciclo di dieci sedute, durante le quali addestreranno il badante.

Meglio di niente. Così faremo.

Vedere il decadimento del proprio genitore è molto, molto  doloroso.

Se non fosse che mio papà ha il Morbo di Parkinson avrei pensato che i Parkinsoniani fossero un popolo decimato dai Klingon e salvati in extremis dall’Enterprise.

Annunci

7 Regali alle maestre di sicuro successo

Quest’anno Miciomao finisce il percorso scolastico nella scuola primaria. Insieme alle mamme del gruppo si è deciso di fare un regalino alle maestre per il lavoro da loro svolto e per la pazienza avuta in questi cinque anni. Ma cosa fare? Da parte mia sono iniziate le ricerche nel web per dare suggerimenti nel gruppo di 5^ e questo è ciò che mi è piaciuto di più: Continua a leggere

L’albero degli zoccoli

albero degli zoccoliQuando girarono questo film ero una bambina, non ricordo quando uscì al cinema, non ero una frequentatrice allora, ma ricordo quando arrivò in tv. Non so che anno fosse, presumo i primi anni 80, essendo che il film venne proiettato al cinema nel 1978. 

Ricordo quella sera come fosse ieri, davano il film in tv, era un vero evento per me figlia di una bergamasca Doc. Noi avevamo la tv in bianco e nero, ma i miei nonni da anni ce l’avevano a colori, quindi tutti a casa dei nonni. Continua a leggere

Cose a cui non potrei rinunciare

falchettoSi dice che tutto è importante e nulla indispensabile, sia per ciò che riguarda le cose, sia per ciò che riguarda le persone. La mia vita è piena di oggetti, come quella di ognuno di noi, ad alcuni diamo un’importanza esagerata, altri li usiamo solo perchè li abbiamo. Continua a leggere

Lascia un segno

Una volta leggevo tanti blog, ci perdevo ore, ora ho scremato parecchio, ne leggo solo alcuni. Molti li ho persi per strada, altri si son persi da soli. like Continua a leggere

Sognando casa

Io sogno tutte le notti e al risveglio ricordo cosa ho sognato, sempre. I miei sogni sono casacosì coinvolgenti, movimentati e nitidi che li vivo intensamente, talmente tanto che durante la notte parlo, piango, urlo, scalcio, ne combino di ogni, povero Marito cosa deve sopportare. Continua a leggere

4 maestre in un anno? Se va bene!

Buona Scuola.jpgL’anno scolastico non è iniziato nei migliori dei modi. La maestra di matematica ha chiesto il trasferimento, forse per incomprensioni con le colleghe, forse per incomprensioni con le mamme o per motivi suoi, il fatto sta che la sua richiesta è stata accettata pochi giorni prima dell’inizio della scuola, quindi la classe si è ritrovata scoperta.  Continua a leggere

Vita da commessa: Emoji

Cliente: Buonasera
Io: Buonasera, mi dica… Continua a leggere

Non si smette mai

girasoleIeri sera ho avuto la brillante idea di bermi una tazzona di latte bianco caldino prima di andare a letto, era molto tardi e avevo cenato ore prima, quindi avevo un po’ fame. Alle 4 mi sono dovuta alzare per ovvi motivi. Prima di tornare a letto ho dato un’occhiata nella stanza dei miei figli e un letto era vuoto. Continua a leggere

Diario di un coniglietto: Una nuova casa

Non  ricordo dove sono nato, non  ricordo quanti fratellini avevo e nemmeno dove vive la mia mamma, ma  ricordo quando sono arrivato nella mia nuova casa. Da qualche giorno ero in un posto strano, pieno di cose, con gente che andava e veniva, non ci ho capito molto. Un pomeriggio è arrivato un bambino, mi ha guardato, ha cercato di toccarmi, l’ho annusato, se n’è andato. Lo sento lagnarsi. Ritorna con qualcuno. Il bambino piccolo mi voleva a tutti i costi, l’uomo grande biondino sembrava disinteressato, l’uomo grande brizzolato ha ceduto alle insistenze del piccoletto, così mi hanno portato via con  loro.  Continua a leggere