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Conviene dire la verità??

Sembra che lo sport più gettonato di questi tempi sia parlarsi alle spalle e far finta che tutto vada bene. Falsi sorrisi, falsi convenevoli.
Se provi poi a voler mettere in chiaro le cose, a chiedere il perchè di certe voci e maldicenze, passi anche per quella che crea casini.

Le maldicenze prolungate creano radici così profonde che difficilmente saranno estirpabili, bisognerebbe fare terra bruciata.
Dopo il 2005, l’anno in cui è morta mia mamma, il 2009, l’anno in cui mi hanno riscontrato un tumore maligno, questo 2013 mi sta mettendo davvero alla prova.
Se ne esco sana di mente, sarò in grado di affrontare qualsiasi cosa in futuro. Credo. Spero.
Ciò che non ti spezza,  ti fortifica.
Chi lo diceva? Ah si, Nietzsche, era uno che ne sapeva…., quindi, perchè non credergli?
Passerà anche questa, non so come, non so quando, non so come ne uscirò, ma passerà….
Ma io in questo 2013 ci credevo davvero, invece sembra che porti sfiga, eppure nonostante tutto credo che ci sia un perchè e che lo capirò a tempo debito.

Sei una persona paziente?

L’altro giorno stavo guardando la tv con il mio Miciomao, ha 5 anni, il suo cartoon preferito è propio Scooby Doo, che trasmettono su Boing. Non ci stanchiamo mai di guardarlo, anche se rifanno gli stessi episodi decine e decine di volte. Durante un episodio, sento questa frase….


Io non sono per la violenza, ma questo non significa che non sarei capace di strapparti i capelli uno ad uno.

Velma di Scooby Doo






Questa frase mi fa pensare che quando perdi la pazienza, non rispondi più di te, può dire o fare cose che non faresti mai per principio.

La vita purtroppo mette veramente a dura prova la nostra pazienza. I figli, il marito, i colleghi di lavoro, gli imprevisti, i ritardi, ogni cosa che non va come vorremmo, ci fà saltare i nervi.
Dicono che la pazienza vada coltivata, perchè l’impazienza non ci aiuta, anzi, crea molte sofferenze a noi stessi e a chi ci vive accanto.
Al giorno d’oggi avere pazienza è il segreto della felicità?
Non so rispondere, certo se sei una persona paziente, la vita è più facile. 
Noi donne dobbiamo conciliare molteplici attività nell’arco della giornata e vorremmo che tutto venga svolto al meglio, ma poi dobbiamo fare i conti con gli altri e allora perdiamo la calma, non rispondiamo più di noi, ci saltano letteralmente i nervi. Passato il momento nero, siamo mortificato per aver ceduto, per non esserci controllate, per aver mancato i nostri propositi, ma ormai quel che è fatto è fatto.
Sarà per un’altra volta!
Ritenta, sarai più fortunata!!

                       

Essere pazienti ti permette di non incorrere in quegli errori che la maggior parte delle persone fanno.

La pazienza insegna a vincere.

Stephen Littleword,


                       

In ricordo di SIC

Racconto di Gianni Incerti

Stai bene o stai male?

Quando uno sta bene lo si vede dalla faccia. Quando uno sta bene, ma bene veramente, ha negli occhi, nel sorriso, quell’espressione che si vede sempre più raramente in giro, ogni giorno di meno, una sorte di pace ritrovata, una tranquillità negli atteggiamenti, una calma nei tratti del viso, una quiete nello scostarsi i capelli dalla fronte, nella risata che è così pura e sincera da far tremare il cuore. E non ci sono più movimenti frenetici, o scatti impulsivi, come di chi sta sempre sull’attenti perchè teme di farsi male ogni tre secondi, ogni due passi. Quando uno sta bene lo si vede in faccia. E chi ti viene vicino se ne accorge, non te lo chiede neanche “come va”. Già lo sa. L’ha già capito.

Quando uno sta male lo si vede dalla faccia. Quando uno sta male, ma male veramente, ha negli occhi, nel viso quell’espressione che si vede sempre più spesso in giro, ogni giorno di più, una sorte di inquietudine, un nervosismo negli atteggiamenti, una distorsione nei tratti del viso, un modo di scostarsi i capelli nervoso, una risata così forzata che ti fa piangere il cuore. Ci sono movimenti frenetici, scatti impulsivi, come chi sta sempre sull’attenti, perchè teme di farsi male ogni tre secondi, ogni tre passi. Quando uno sta male lo si vede in faccia. E chi ti è vicino se ne accorge, non te lo chiede neanche “come va”. Già lo sa. L’ha già capito.
Un abbraccio sarebbe gradito, senza domande, senza cercare risposte, abbracciami e basta.
La prima parte di questa riflessione l’ho trovata nel web.

Amare a piene mani

AMORE A PIENE MANI
Spendi l’amore
a piene mani!
L’amore è l’unico tesoro
che si moltiplica per divisione ,
è l’unico dono che aumenta
quanto più ne sottrai,
è l’unica impresa
nella quale più si spende
più si guadagna.
Regalalo,buttalo via,

spargilo ai quattro venti,
vuotati le tasche,
scuoti il cesto, capovolgi il bicchiere
e domani ne avrai più di prima.

Amare fa parte del nostro io, del nostro essere. Non potremmo mai vivere appieno al nostra vita se non amassimo, nel più ampio significato del termine, amare ti fa sentire vivo. Amare senza porci limiti, senza confini, fà moltiplicare l’amore. Bisognerebbe essere capaci di amare gratuitamente, senza pretendere nulla in cambio, senza nulla volere, ma non è sempre così. E’ più facile amare qualcuno se si è ricambiati in pari misura, è più facile amare qualcuno che si lascia amare. L’amore verso il prossimo deve essere incondizionato, senza pregiudizi, senza remore, senza aspettative.

Ma chi è capace di amare così? Siamo tutti un po’ egoisti e se capiamo di non essere ricambiati, molte volte lasciamo perdere e ci allontaniamo da questa persona, pur soffrendo.


Ne uccide più la lingua che la spada

C’era una volta un ragazzo con un carattere irascibile. Un giorno decise di recarsi dal saggio del villaggio per chiedere il suo aiuto.

“Saggio, aiutami. Non riesco ad avere degli amici. La gente non ama stare in mia compagnia perché sono spesso critico e irascibile”.
Il saggio gli disse:
“Prendi questa scatola di chiodi. Pianta un chiodo nella palizzata ogni volta che ti renderai conto di aver dato un giudizio troppo severo, di aver criticato qualcuno ingiustamente, di aver perso le staffe, di aver fatto una battuta troppo sarcastica o di aver detto qualunque altro tipo di cosa spiacevole verso un’altra persona. Quando riuscirai a non piantare nemmeno un chiodo torna da me”.
Il giovane annuì e se ne andò. I primi giorni fu un disastro: arrivò a piantare fino a 37 chiodi. Poi gradualmente diminuì. Diventava sempre più consapevole delle sue reazioni e riusciva a controllarle. Scoprì anche che era più facile mantenere la calma che piantare chiodi nella palizzata! Finalmente arrivò il giorno in cui il giovane non piantò alcun chiodo. Tornò dal saggio fiero del suo risultato.
“E’ stato difficile ma ci sono riuscito. Eccoti i chiodi che restano”.

Il saggio gli sorrise. “Bravo” gli disse. Ora sei pronto per la seconda parte.
Torna dalle persone che hai accusato, giudicato o offeso in qualche modo e chiedi scusa in modo sincero per il tuo comportamento. Togli un chiodo dallo steccato per ognuna delle volte che lo farai. Quando avrai tolto tutti i chiodi torna da me”.
Il giovane annuì e se ne andò. Questo gli sembrava un compito davvero difficile ma decise di andare fino in fondo. Dopo diverse settimane il giovane tolse anche l’ultimo chiodo dalla palizzata, ritornò dal saggio e gli porse la scatola dei chiodi con fierezza.
“Ecco, questi sono tutti i chiodi che ho tolto dalla palizzata, non ne è rimasto nemmeno uno”.
“Bravo” disse il saggio. “Ora vieni con me”. Il saggio lo portò davanti alla palizzata e il giovane fu contento di dimostrare che effettivamente non ci fossero chiodi rimasti.
Il saggio disse “Che cosa vedi ora?”.
“Uno steccato con i buchi dei chiodi che ho tolto”.
“Ecco, questo è il punto. La palizzata non tornerà mai come prima. Quando dici delle cose preso dalla rabbia, esse lasciano una ferita, proprio come questi buchi. Non puoi piantare un coltello nella carne di un uomo e poi estrarlo. Non ha importanza quante volte dirai “mi dispiace”, la ferita sarà ancora lì. Anche se hai chiesto scusa ad una persona che hai ferito, il buco rimane. Le nostre parole restano nel tempo. E’ molto meglio comunicare con parole d’amore e di comprensione per poter vedere i frutti nel tempo.
”La fierezza sul viso del giovane si spense rapidamente. Il saggio proseguì: “Ecco, prendi questi semi. Ogni volta che dirai parole d’amore e di comprensione pianta un seme nel tuo giardino. Non dovrai più tornare da me ma ricordati di ringraziare Dio quando potrai godere della compagnia dei tuoi amici all’ombra delle piante che saranno cresciute”.

Conosco persone che sanno ferire con le parole, sanno fare un male tremendo, fanno sanguinare il cuore, l’anima. Le parole restano sospese, ti girano nella testa in modo vorticoso e anche a distanza di tempo ti possono fare ancora molto male. Bisognerebbe usare con molta accuratezza le parole, bisognerebbe essere come il saggio, bisognerebbe pensare bene prima di parlare.
Sarebbe buona regola prima di parlare, soprattutto in certi momenti, contare fino a dieci. ma chi di noi lo fa? Chi ci riesce? In certi momenti le parole ti scivolano fuori con una tale velocità che non riesci a fermarle e una volte dette, non sono più rimangiabili, mai più!
Le parole dividono le persone, le famiglie, possono annientare anche il bene più profondo e sincero.

Le parole possono avere o l’effetto di un abbraccio, o l’effetto di un pugno diretto in faccia, sta a noi decidere cosa preferiamo fare.
Al contrario una parola detta la momento giusto può risollevare un’anima, può cambiare un destino.

La tua lingua non corra davanti al pensiero.
(Chilone)

Ecco un po’ di proverbi…
È meglio essere di man battuto, che di lingua ferito.
E più facile tirar fuori una lingua da un sasso, che una buona parola da un malvagio.
La lingua d’uno stolto è lunga abbastanza per tagliargli la gola.

Ma voi ci credete al Karma?

Su Italia 1 tempo fà mandavano in onda una serie tv che mi piaceva tantissimo, My name is Earl. Un telefilm che ha avuto un sacco di riconoscimenti e ha vinto diversi premi. Gli episodi erano costellati di citazioni di Film importanti o frasi note ai cultori del cinema.
Earl era un trentenne fannullone che conduceva una vita disordinata e sregolata, era dedito a piccoli furti e crimini, assieme alla moglie Joy, ai suoi due figli legittimi ma non naturali, Earl Jr. e Dodge, e all’inseparabile fratello Randy. La sua vita cambia radicalmente quando una mattina vince 100 000 dollari grazie ad un biglietto del gratta e vinci. Mentre gioisce per la vincita viene investito da un’automobile, perdendo così il tagliando vincente e finendo all’ospedale. Dopo l’incidente, Earl perde anche la moglie. mentre è all’ospedale vede all tv il talk show di Carson Daly, in cui il popolare conduttore afferma che il successo consiste nel fare del bene per gli altri, ed ha un esperienza karmica. Dopo questo fatto Earl decide di iniziare una nuova vita, riesce a recuperare il biglietto vincente e con i soldi vinti decide di rimediare a tutti i suoi errori.
La frase introduttiva di ogni episodio è la seguente:

« Avete presente quel tipo di soggetto che fa una bastardata dopo l’altra e ad un certo punto si meraviglia che la sua vita fa schifo? Bene, quello ero io! Ogni volta che mi capitava qualcosa di buono, qualcosa di cattivo era in agguato dietro l’angolo: è il Karma! Ecco perché ho deciso di cambiare: ho fatto una lista di tutte le mie cattive azioni e da allora cerco di rimediare agli errori che ho commesso. Mi sto solo sforzando di essere una persona migliore. Il mio nome? Earl! »
Guardando questo telefilm, mi sono chiesta più volte se il karma esiste davvero.
Non alla reincarnazione, sia ben inteso e a tutto quello che ci sta dietro, ma semplicemnte, al fatto che ogni azione o pensiero che compiamo prima o poi porterà i suoi frutti, negativo o positivi a seconda dell’azione commessa. In pratica, se qualcuno ha fatto del male, vivrà prima o poi una situazione simile per sperimentare di persona cosa ha causato agli altri, o non sempre va così? Sarebbe buona regola che questo succedesse, di modo che la persona in questione capisse il male inflitto, e magari cambiasse atteggiamento nei confronti del prossimo, ma davvero capita del male a chi fa del male? Davvero la ruota gira per tutti? O le sfortune capitano sempre alle stesse persone e non a chi se le merita?
Ognuno di noi ha commesso delle azioni negative, nessuno escluso, magari anche di poco conto, ma le abbiamo fatte. Se poniamo rimedio a queste azioni, come ha fatto Earl, il Karma girerà meglio?
La mia lista non sarebbe lunghissima, anzi, direi breve, ad alcune azioni commesse che non erano propiamente positive, ho già provveduto e ho già espiato… e voi? Com’è la vostra lista?

Dalle sofferenze della vita, ti lasci sopraffare?

Ho trovato queso racconto del web e ve lo giro…

Un uomo si sentiva perennemente oppresso dalle difficoltà della vita e se ne lamentò con un famoso maestro di spirito.
«Non c’e la faccio più! Questa vita mi è insopportabile».
Il maestro prese una manciata di cenere e la lasciò cadere in un bicchiere pieno di limpida acqua da bere che aveva sul tavolo, dicendo:
«Queste sono le tue sofferenze».

Tutta l’acqua del bicchiere s’intorpidì e s’insudiciò. Il maestro la buttò via.
Il maestro prese un’altra manciata di cenere, identica alla precedente, la fece vedere all’uomo, poi si affacciò alla finestra e la buttò nel mare. La cenere si disperse in un attimo e il mare rimase esattamente com’era prima.
«Vedi?» spiegò il maestro. «La cenere rappresenta i tuoi problemi, le tue incertezze, le tue paure. Ogni giorno devi decidere se essere un bicchiere d’acqua o il mare».

Dai un appuntamento ad una ragazza che legge

Dai un appuntamento ad una ragazza che legge. Dai un appuntamento ad una ragazza che spende il suo denaro in libri anziché in vestiti. Lei ha problemi di spazio nell’armadio perché ha troppi libri. Dai un appuntamento ad una ragazza che ha una lista di libri che vuole leggere, che ha la tessera della biblioteca da quando aveva dodici anni.

Trova una ragazza che legge. Saprai che lo fa perché avrà sempre un libro ancora da leggere nella sua borsa. E’ quella che guarda amorevolmente sugli scaffali di una libreria, quella che tranquillamente emette un gridolino quando trova il libro che vuole. La vedi odorare stranamente le pagine di un vecchio libro in un negozio di libri di seconda mano? Questo è il lettore. Non può resistere dall’odorare le pagine, specialmente quando sono gialle.

Lei è la ragazza che legge mentre aspetta in quel caffè sulla strada. Se dai una sbirciatina alla sua tazza, la sua panna non proprio fresca galleggia in superficie perché lei è già assorta. Persa nel mondo dell’autore. Siediti. Potrebbe darti un’occhiataccia, poichè la maggior parte delle ragazze che leggono non amano essere interrotte. Chiedile se le piace il libro.

Offrile un’altra tazza di caffè.

Falle sapere ciò che tu davvero pensi di Murakami. Vedi se sta leggendo il primo capitolo di Fellowship. Cerca di capire che se dice che ha compreso l’Ulisse di Joyce, lo sta solo dicendo perché suona intelligente. Chiedile se ama Alice o se vorrebbe essere Alice.

E’ semplice dare un appuntamento ad una ragazza che legge. Regalale libri per il suo compleanno, per Natale e gli anniversari. Falle il dono delle parole, in poesia, in musica. Regalale Neruda, Pound, Sexton, Cummings. Falle sapere che tu comprendi che le parole sono amore. Capisci che lei sa la differenza che c’è fra i libri e la realtà ma che per dio, lei sta cercando di rendere la sua vita un poco simile al suo libro preferito. Se lo fa, non sarà mai colpa tua.

Ha bisogno di essere stuzzicata in qualche modo. Mentile. Se comprende la sintassi, capirà che hai la necessità di mentirle. Oltre le parole, ci sono altre cose: motivazione, valore, sfumature, dialogo. Non sarà la fine del mondo.

Deludila. Perché una ragazza che legge sa che il fallimento conduce sempre al culmine. Perché le ragazze come lei sanno che tutto è destinato a finire. Che tu puoi sempre scrivere un seguito. Che puoi iniziare ancora e ancora ed essere nuovamente l’eroe. Che nella vita si possono incontrare una o più persone negative. Perché essere spaventati da tutto ciò che tu non sei? Le ragazze che leggono comprendono che le persone, come i caratteri, si evolvono. Eccetto che nella serie di Twilight.

Se trovi una ragazza che legge, tienitela stretta. Quando la trovi alle due di notte stringere un libro al petto e piangere, falle una tazza di the e abbracciala. Potresti perderla per un paio d’ore ma tornerà sempre da te. Lei parla come se i personaggi del libro fossero reali perché, per un po’, lo sono sempre.

Chiedile la mano su una mongolfiera. O durante un concerto rock. O molto casualmente la prossima volta che lei sarà malata. Mentre guardate Skype.

Le sorriderai apertamente e ti domanderai perché il tuo cuore ancora non si sia infiammato ed esploso nel petto. Scriverete la storia delle vostre vite, avrete bambini con strani nomi e gusti persino più bizzarri. Lei insegnerà ai bimbi ad amare Il Gatto e il Cappello Matto e Aslan, forse nello stesso giorno. Camminerete insieme attraverso gli inverni della vostra vecchiaia e lei reciterà Keats sottovoce , mentre tu scrollerai la neve dai tuoi stivali.

Dai un appuntamento ad una ragazza che legge perché te lo meriti. Ti meriti una ragazza che possa darti la più variopinta vita immaginabile. Se tu puoi solo darle monotonia, e ore stantie e proposte a metà, allora è meglio tu stia da solo. Se vuoi il mondo e i mondi oltre ad esso, dai un appuntamento ad una ragazza che legge.

O, ancora meglio, dai un appuntamento ad una ragazza che scrive”.

Rosemarie Urquico

I cambiamenti ci fanno paura, perché?

Ho trovato in Fb questa storia e ve la ripropongo, mi ha fatto molto riflettere, vediamo a voi che effetto fà!
Per tutti coloro che vivono un cambiamento.
Un giorno, un uomo non vedente stava seduto sui gradini di un edificio con un cappello ai suoi piedi ed un cartello recante la scritta: “Sono cieco, aiutatemi per favore”. Un pubblicitario che passeggiava vicino si fermò e notò che aveva solo pochi centesimi nel suo cappello. Si chinò e versò altre monete. Poi, senza chiedere il permesso dell’uomo, prese il cartello, lo girò e scrisse un’altra frase.
Quello stesso pomeriggio il pubblicitario torno dal non vedente e notò che il suo cappello era pieno di monete e banconote. Il non vedente riconobbe il passo dell’uomo, chiese se fosse stato lui ad aver riscritto il suo cartello e cosa avesse scritto. Il pubblicitario rispose “Niente che non fosse vero. Ho solo riscritto il tuo in maniera diversa”, sorrise e andò via. Il non vedente non seppe mai che ora sul suo cartello c’è’ scritto: “Oggi e’ primavera… ed io non la posso vedere”.
MORALE:
Cambia la tua strategia quando le cose non vanno bene e vedrai che sarà per il meglio. Abbi fede: ogni cambiamento e’ il meglio per la nostra vita.
Cambiare non è facile, soprattutto dopo anni che si è abituati a vivere delle situazioni, che anche se scomode, ormai conosciute. Cambiare significa anche prendere delle decisioni importanti, stravolgere la propia vita, magari il cambiamento porta anche con sè la sofferenza. In questi casi inevitabile provare dolore, ma è anche possibile riuscire a risollevarsi ancora più forti di prima, non si dice che ciò che non ti spezza, ti fortifica? Si ha paura dell’ignoto e di fallire.
Bisogna  imparare ad ascoltarsi, per capire come comportarsi, per capire cosa è meglio per noi. 
Ognuno ha la forza necessaria per affrontare i cambiamenti.
Chi pensa di non avercela è solo perché non la sa riconoscere, o non vuole farne uso e si lascia irretire dalla paura.
Quante occasioni perse per paura!!!

Siamo noi che diamo alle cose il loro senso e il loro tempo, e quando il tempo non dà più senso alle cose, è ora di cambiare.

Il cambiamento non ci piace, ci fa paura, ma non possiamo evitare che arrivi, o ci adattiamo al cambiamento o rimaniamo indietro. Qualche volta, più le cose cambiano più restano le stesse. E qualche volta, oh, qualche volta il cambiamento è bello. Qualche volta il cambiamento è tutto.(Grey’s Anatomy)