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Ognuno è speciale * Sara Filanti * Ananke

Io e il mio 5enne, Gatto Furioso, abbiamo l’abitudine di recarci in Biblioteca, dove facciamo incetta di libri, 3 o 4 a testa. Ogni sera prima di dormire abbiamo la sana abitudine di leggere insieme, lui sceglie il libro e io gli leggo tre o quattro pagine.

Tra i libri scelti da Gatto Furioso, mi salta all’occhio un libro intitolato “Ognuno è speciale” di Sara FilantiIo e il mio 5enne, Gatto Furioso, abbiamo l’abitudine di recarci in Biblioteca, dove facciamo incetta di libri, 3 o 4 a testa. Ogni sera prima di dormire abbiamo la sana abitudine di leggere insieme, lui sceglie il libro e io gli leggo tre o quattro pagine.

Tra i libri scelti da Gatto Furioso, mi salta all’occhio un libro intitolato “Ognuno è speciale” di Sara Filanti, nell’immagine di copertina c’è raffigurato un coniglietto con una zampina corta. Leggo l’introduzione e capisco subito che è un libro utilissimo, è uno strumento di lavoro per insegnanti e formatori che devono affrontare il difficile tema dei giovani portatori di handicap inseriti in un contesto scolastico.
La fiaba parla di un coniglietto, Zampy, accolto con amore dalla sua famiglia, del difficile rapporto con gli amici,  e dell’incontro con la fata Zucchero Filato che aiuta tutti organizzando…..Non vi svelo più nulla, dovete leggerlo ai vostri bambini, , ne vale proprio la pena.
Il suo fine è far capire ai bambini che vi sono delle diversità in ognuno di noi e dobbiamo saperle comprendere ed accettare, ma soprattutto dobbiamo imparare a valorizzare gli aspetti belli che ognuno di noi ha, perchè ogni persona è unica.
Alla fine del libro vi è una postfazione dell’autrice, che è psicoterapeuta, psicologa, analista transazionale, esperta in età evolutiva, nella quale speiega il perchè di questo libro.
Vi sono anche delle schede operative per analizzare il libro insieme al bambino.

Il regno di Op

Il libro raccoglie i post del blog Il regno di Op che la giornalista Paola Natalicchio, a Roma dal 1997, ha aperto pochi mesi dopo la diagnosi della malattia del suo primo figlio per raccontare la vita dei bambini e dei genitori che ha incontrato presso il reparto di oncologia pediatrica del Gemelli.
Nel libro Paola racconta la sua vicenda personale di mamma per la quale all’improvviso a causa della scoperta del cancro all’addome nel suo bambino, tutto è cambiato. Di lì a poco per lei e il marito si è prospettato un lungo periodo di isolamento all’interno del reparto di oncologia pediatrica – il regno di Op – del “Grande ospedale”. E anche se oggi il figlio sta meglio, la scrittrice precisa che il libro non racconta una storia di guarigione ma parla di un’infanzia diversa, segnata dall malattia e dalle cure. Nonostante la stanchezza e la poca voglia di comunicare la inducessero a rinunciare a scrivere, non voleva dimenticare la storia di chi, come lei, ha vissuto quel dolore. In Italia ogni anno sono circa 1500 le famiglie che ricevono la notizia che un figlio si è ammalato di tumore.
Paola racconta di questi eroi bambini che combattono assumendo medicine, mettendo alla prova i loro piccolo fisici e sono proprio loro il centro della narrazione con la loro saggezza in miniatura, il loro essere piccoli uomini che non si fanno piegare neanche dal vento più forte, piccoli uomini che rimangono sempre bambini .
E’ un mondo duro quello di Op, un mondo che fa paura. E’ una battaglia di amore e di civiltà quella che questo libro ci regala, mentre ci apre gli occhi sul mondo dei bambini di oncologia pediatrica.
Concita De Gregorio, giornalista e scrittrice, è autrice della prefazione del libro, ritiene che il libro di Paola diventa terapia, dono, servizio. E’ un dono messo a disposizione del lettore per dare vita a un’informazione che, ancorata a un’emozione, resta per sempre. Concita aggiunge che Paola ha trasformato il dolore in forza, senza retorica o narcisismo.