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Toni di voce

A detta degli altri ho un tono di voce alto, troppo alto, stridulo, in certi momenti, non sempre per fortuna. Io non mi percepisco, ma quando riascolto i miei audio di whatsApp, mi accorgo che forse, un dubbio ce l’ho sempre, son proprio così.tono Continua a leggere

Un caffè tra donne

Ho scritto questo post mentalmente decine e decine di volte, è da un po’ che mi gira nella testa, ora che ho loamicizia schermo di fronte, le parole mi si accavallano e non riesco a scrivere una frase che non risulti lagnosa. Il fatto è che raramente ho l’opportunità di prendermi un caffè e perdermi in chiacchere in compagnia di qualcuna e ultimamente questa cosa mi pesa parecchio. Ecco, l’ho scritto. Continua a leggere

Oggi ospito un gatto curiosone

Con mia grande sorpresa Mammacongelo (se non la conoscete, dovete rimediare subitissimo) mi ha nominato per il Premio Curiosità 2014.

curioso

 

Ci sono poche regole:

inserire l’immagine del gatto curiosone
rispondere a 5  domande  scelte tra quelle proposte qui
nominare altri 5 blog


A che età hai imparato ad usare la lavatrice? 
Ero alle medie. Mia mamma prima di mettere i calzini e le mutande in lavatrice me li faceva insaponare e spazzolare per bene. Per me è stata una cosa traumatica, che mi faceva ribrezzo, ma per una che aveva lavato per 20 anni al fiume era difficile rinunciare a questo rito che riteneva indispensabile.

Esponici il tuo abbigliamento-tipo di quando avevi 14 anni.
Jeans strettissimi, come quelli che vanno di moda adesso, taglio skinny, magliettache copre un po’ i fianchi e American Eagle gialle, (uguali alle All Stars), anche oggi son vestita così e ho superato ampiamente gli anta.

Qual è la tua canzone preferita de Lo zecchino d’oro?
La bella tartaruga, la canto ancora oggi durante gli spostamenti in macchina in compagnia di Miciomao.

Descrivici il tuo comfort food per eccellenza, ossia, cosa mangi per tirarti su di morale? 
Patatine rustiche in sacchetto, ne mangerei a quintalate.

Consigliaci un libro
La saga di Hunger Games, se vi piace il genere, mi ha molto appassionato.

Nomino:

Mammanontiarrabbiare
TelodicePatalice
Federicasole
LavitadiVeronica
vederesehensee


La distanza è un dato soggettivo o relativo?

Premetto che nel paese dove ho abitato fino al giorno del mio matrimonio, ci abitano tutti i parenti da parte di mia mamma, molti zii e moltissimi cugini, circa una trentina, che a loro volta si son sposati, han messo su famiglia e sono rimasti ad abitare quasi tutti nei dintorni, quella che abita più lontano sono io.

Abitare lontano significa 30 km, ma non lineari, 15 inerpicati su per le montagne, ma son belle strade, non con dirupi o roba del genere, ci si passa in due macchine, per intenderci.
Detto questo, qualche giorno fa incontro mia cugina al paese dei miei genitori, è contenta di vedermi, ma subito mi rimprovera perchè non vado mai a trovarla.
Io ribadisco che nemmeno lei mi viene a trovare e sapete cosa mi ha risposto??? …
“Ma tu abiti lontano!!!”.
Io rispondo: “No, scusa, la stessa strada che fai tu x venire da me, la faccio io x venire da te, sono gli stessi km, non è che aumentano…”.
Lei: “Si, ma sei tu che te ne sei andata, sta a te tornare x venirci a trovare!”.
Ma che pensiero contorto è???
Io quando torno al mio paese vado a trovare mio papà, una mia zia a cui sono molto legata e una cugina che è come se fosse mia sorella, non è che posso girare tutto il parentado vario e poi, son sincera,  non mi interessa nemmeno.
Da quando abito lì, in culo ai lupi, nessuno è mai venuto a trovarmi. Va bene così, io non obbligo nessuno, è ovvio che non c’è un interesse reciproco, ma almeno non rompermi i maroni se io non vengo a trovarti, che poi non interessa nemmeno a te, è chiaro, è lampante.
Sbaglio???
A voi è capitato??
Se fossi andata dall’altra parte del mondo potrei capirli, ma non a 30 km!!
Ma per certe persone 30 km rappresentano 30.000, secondo me però quando la relazione che si ha con questa persona non è molto stretta.
Ora mi chiedo, e rivolgo la domanda alle tante amiche expat che seguo, ma non per questo mi voglio paragonare a loro, sia chiaro, è una curiosità:
I vostri parenti vi fanno sentire in colpa perchè siete dall’altra parte del mondo?
Aspettano sempre che siate voi ad andarli a trovare o vengono anche loro?
Vi rinfacciano il fatto che avete messo tra loro e voi mille miglia di distanza?
Ditemi che hanno una mente più aperta dei miei parenti.
Chissà se un giorno dovessi andarmene più lontano, mi darebbero per dispersa o farebbero come se fossi morta…chissà…
Secondo voi…qual’è…

Il gioco di Primavera di Cenerella

Grazie al blog Se avessi tempo ho conosciuto Oh mamma e il GIOCO DI PRIMAVERA DI CENERELLA. Che cos’è? Dobbiamo tirar fuori dal cassetto i nostri vecchi sogni, dargli aria e magari, se possibile, cercare di realizzarli. Ci sono sogni differenti, ci sono sogni che ci portiamo appresso da molto tempo, ci sono sogni che si realizzano, che si realizzeranno e ci sono sogni che resteranno tali per sempre, ma non per questo valgono meno di altri.
Le categorie sono quattro:


– Sogni di bambina: ho sempre sognato essere Bia la sfida della magia o di diventarlo, qualcuno di voi la conosce? Cavoli faceva di quelle cose che mi piacevano un sacco, senza sforzi, bastava che allungasse il braccio e con quel ditino faceva qualsiasi cosa. A volte mi concentravo intensamente per riuscire a spostare un oggetto, ma ovviamente non succedeva nulla, ci restavo male.
– Sogni realizzabili con molto lavoro: mi piacerebbe scrivere un libro, ma non un semplice libro, un bestsellers, un libro che arrivi primo in classifica e ci resti per mesi. Lo so è irrealizzabile, ma quando sogno, sogno alla grande!
– Sogni mostruosamente proibiti: vorrei poter tornare indietro nel tempo e cambiare qualcosina, non commettere qualche errore, non dire qualche frase, non fare qualche azione, ma tutto cambierebbe e oggi non sarei e non avrei quello che ho oggi, quindi non so nemmeno se questo sia giusto.
– Sogni impossibili: vivere serena e felice. In questo mondo è impossibile, i problemi ti aspettano sempre come metti giù il piede dal letto, a volte ancor prima di aprire gli occhi.

E voi che sogni avete?

Cose belle della settimana #3

Concentrarmi sulle cose belle della settimana appena trascorsa non mi sta aiutando come speravo. Essere alla ricerca continua di cose che non succedono, mi sta deprimendo. Forse sto sbagliando tutto, forse sto alzando troppo il tiro, forse sto pretendendo troppo.
Ha ragione Mathilda. Ieri ha scritto un post molto bello: Guarire richiede coraggio, leggetelo, ne vale la pena. Ho lasciato un commento e lei mi ha risposto così:


Buongiorno Moky, 
al posto di guardare a 360° prova a guardare dritto e scegli UNA cosa, la prima da cui partire e inizia il tuo cambiamento da quello. 
Se guardi contemporaneamente tutte le cose che non vanno rischi di soccombere e parti già stanca. Una cosa per volta, un passo per volta. 
Vedrai che così è più facile. 😉
Buon we


Il mio sguardo è troppo ampio, devo ridurre il raggio, anzi l’angolazione, devo ridimensionarmi, partire da cose piccole, o meglio ripartire, per vivere meglio, per vivere in modo più positivo. Devo imparare a volare basso prima di spiccare il volo nell’infinito e oltre…chi la diceva questa frase? Ah si, Buzz Laythear di Toy Story.
Ma da dove inizio? Sono così terribilmente negativa che non riesco nemmeno a trovare una cosa su cui fissarmi. Sembra che tutto intorno a me stia andando a rotoli.
Devo iniziare da me, da ciò che provo, da ciò che sento, da come percepisco io le cose. Forse mi arrivano distorte, forse non sono così male come a me sembrano, forse sono talmente stanca che non riesco più a vedere nulla di buono, anche se il buono c’è.
Oddio che post deprimente, scusate, ma una domenica così uggiosa non facilità i pensieri positivi e i nuovi inizi.
Una cosa bella c’è, ecco, l’ho trovata!!! Le belle parole che Antonella ha scritto nel suo post, se volete leggerle, andate QUI.
Ne ho trovata un’altra!!! Ho letto una ricetta in settimana e l’ho voluta fare, è uscita una Torta di rose salata strabuona, se volete leggerla, andate QUI. E’ di sicuro successo!!!

Che dite, sono a buon punto? Partire dalle piccole cose belle, per non perdermi nella tristezza. Forse funziona, forse!

Il dolore ti cambia la vita e mai in meglio

Nel sito di Famiglia Cristiana ho letto queste parole:

Un grande dolore non è vano se fa crescere: va espresso, nei suoi molteplici volti (la rabbia, la paura, l’impotenza, la colpa…), in modo anche da curare pian piano le ferite emotive e non lasciarle incancrenire. Va contenuto: le lacrime bisogna trasformarle in pensieri e in parole, affinché non si riducano ad una reazione emotiva forte ma passeggera. Va accompagnato: ritrovarsi insieme, guardarsi negli occhi, condividerlo rende più profonde e autentiche le relazioni tra le persone.   

dolore

Le trovo di una grande profondità, e le condivido pienamente.
Ma quanto è difficile però incanalare il dolore? Quanto è difficile riuscire a trarre qualcosa di buono dalla sofferenza? 
Quanto è difficile abbandonarsi al dolore per farsi avvolgere, viverlo in tutta la sua pienezza, per poi lasciarselo alle spalle? 
Ma quanto è difficile piangere e trasformare queste lacrime in parole?
Quanto è difficile quando sei in piena crisi del dolore trovare qualcuno che riesca a starti vicino nel modo giusto, come tu vorresti?
Quanto è difficile condividere il dolore altrui, farlo proprio per capirlo fino in fondo?
Il dolore fa paura, il dolore ti isola, il dolore sfinisce, il dolore cambia irrimediabilmente e mai in meglio.



Programmi per il week end..cosa sono?

La maggior parte dei blog a cui sono iscritta sono di mamme, molte di loro lavorano e cercano di conciliare lavoro, famiglia e se stesse, con non poche difficoltà, poi arriva il week end, il benedetto week end, durante il quale la maggior parte di loro non lavorano e si dedicano alla famiglia, agli amici, ai parenti, alle gite, o anche solo al riposo.
Leggo i loro post, solitamente il lunedì, in cui raccontano ciò che hanno fatto durante il fine settimana, o cosa non hanno fatto a causa dei malanni di stagione arrivati giusto giusto il venerdì sera per mandare a monte tutto.
Ebbene, io questo problema dei week end non ce l’ho,  non faccio mai programmi, ma non perchè non voglia farli, ma per me, per noi, per la mia famiglia, week end fa rima con lavoro!!!

Lavorare in un negozio all’interno di un Centro Commerciale significa non poter fare nulla né al sabato, né la domenica. Io lavoro al sabato e marito la domenica o viceversa e questo va avanti ormai da quasi tre anni. All’inizio si pensava che il C.C. fosse aperto solo una domenica al mese, ma ben presto si è passati ad una sola domenica di chiusura al mese, per poi arrivare, con quella bella riforma che è entrata in vigore dall’inizio del 2012, a nessuna domenica libera al mese. Nella pratica i giorni di chiusura del nostro centro sono sei: 1 gennaio, 2 giorni a Pasqua, Ferragosto, 2 giorni a Natale, sperando che non arrivino a toglierci anche quelli!!!
Certo, sei vuoi fare una gita o andare al cinema, sulla neve, al lago, o nei parchi a tema, ci puoi andare anche durante la settimana, sei avvantaggiato paghi anche una tariffa ridotta, ma ci vai da solo, o meglio ci andiamo noi tre, tutti gli altri lavorano. La pizza al sabato sera a casa nostra con amici? Cos’è? Chi se la ricorda? Andare insieme a trovare parenti? Cosa vuol dire? Se volete vado avanti, anzi, non è necessario, provate a pensare a tutto ciò che fate durante i fine settimana, vi è possibile farlo durante la settimana?
Qualcuno mi ha chiesto se ne vale la pena, rispondo sinceramente: NO!

Mi piace leggere.

Leggere è il mio passatempo preferito. Nella mia borsa non manca mai un libro, mai. Mi fa sentire completa portarmi ovunque un libro, anche se magari non avrò il tempo di leggerlo, ma sapere che è lì nella borsa e posso in qualsiasi momento prenderlo e leggere anche due sole pagine, mi aiuta a star meglio.
Quando leggo mi immergo nel racconto, mi trovo dove si trovano i personaggi del libro, sono accanto a loro, vedo ciò che vedono, soffro con loro, gioisco con loro. Leggere mi fa conoscere mondi nuovi, persone nuove, storie nuove, che entreranno a far parte della mia memoria.
Mi piace leggere soprattutto storie di vita reale, di vissuto, di esperienze belle o brutte che siano, ma non disdegno nemmeno i romanzi ambientati in altre epoche storiche.
A voi piace leggere? Che genere preferite?
Leggere ci dà un posto dove andare anche quando dobbiamo rimanere dove siamo.

                                                                           Mason Cooley

Chi vive, vive la propria vita. Chi legge, vive anche le vite altrui.

#10coseSuper Horror

Nel blog “Quando nasce una mamma” c’è un’iniziativa molto carina, a cui ho deciso di partecipare.
Questo di seguito è il post di Silvia:

“Quali sono le vostre #10coseSuper Horror”?

Il giorno 10 ottobre potete twittare con l’hashtag #10coseSuper le cose paurose o brutte che vi vengono in mente; potete postarle su FB sulla pagina di QuandoNasceUnaMamma; se siete blogger scrivete un post e segnalateci il link su tw, fb e nei commenti sotto a questo post entro il 13 ottobre. Dovrete elencare 5 cose frivole e 5 serie così da unire la leggerezza del gioco all’introspezione o all’attenzione. Possono essere cose che trovate brutte in voi o in chi vi sta attorno ma anche nell’ambiente.

Halloween, per quanto se ne dicano, è una festa che mi piace molto. Non m’importa che sia una festa importanta, che sia una festa pagana, mi piace e basta.
Per quest’occasione, grazie al suggerimento di “QNUM”, faccio un piccole elenco di cose brutte o paurose per me e sò già che non sarà per niente facile, però mi impegno, giuro!

5 cose frivolole brutte o paurose:

  1. La cellulite (veramente orribile, ma chi non ce l’ha alzi la mano!)
  2. Fare la spesa (è odiosa)
  3. Stirare (Uff)
  4. Dormire sul divano
  5. Avere il ciclo (lo odio)

5 cose serie brutte o paurose:

    1. La morte di una persona cara (la cosa più scioccante della vita)
    2. La malattia di una persona cara, il Parkinson (è degenerativa)
    3. Ammalarmi o che si ammalino i miei familiari (penso sia una paura che accomuna molti)
    4. La perdita dei valori (troppi lascismi nelle persone, pochi punti fermi)
    5. Di essere abbandonata (mi porto questa paura fin da piccola, mi crea molta ansia)

Per scrivere questo post c’ho messo molto tempo. Non è facile guardarsi dentro e mettere nero su bianco le nostre paure, che a dire il vero sono legate alla psiche, almeno le mie, quindi difficilmente gestibili o risolvibili. Solo vivendo avrò le mie risposte o le mi rivincite, solo vivendo!

“Con questo post partecipo all’iniziativa #10coseSuper e acconsento al trattamento a fini statistici del testo pubblicato e alla sua eventuale pubblicazione, con citazione, nel testo di presentazione conclusivo dell’iniziativa”