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Cosa succede negli allevamenti degli animali? Ce lo dice Earthlings

Vi segnalo un documentario, EARTHLINGS .
E’ un film che gira nel web da tempo, fa riflettere ed è finora il più completo documentario mai prodotto sulla correlazione tra la natura, gli animali e gli interessi economici degli umani.
Il film è narrato dall’attore Joaquin Phoenix, nomitato dall’Academy Award (GLADIATOR) e la colonna sonora è di Moby, artista acclamato dalla critica.
Attraverso uno studio approfondito svolto all’interno di negozi di animali, allevamenti di animali domestici, rifugi, ma anche negli allevamenti intensivi, nell’industria della pelle e della pelliccia, in quella dello sport e dell’intrattenimento, e infine nella professione medica e scientifica, EARTHLINGS usa telecamere nascoste e filmati inediti per tracciare la cronaca quotidiana di alcune delle più grandi industrie del mondo, che basano i loro profitti interamente sugli animali.

E’ un documentario sull’assoluta dipendenza dell’umanità dagli animali (usati come compagnia, come cibo, come vestiario, per divertimento e per la ricerca scientifica) ma illustra anche la nostra completa mancanza di rispetto per questi cosiddetti “fornitori non umani”.
Dura 1 ora e mezza circa, è in lingua originale, ma ha i sottotitoli. Se siete delle persone sensibili, meglio non guardarlo.

Avere un animaletto in famiglia è un impegno serio e costante

I miei genitori mi hanno sempre permesso di avere un gatto. Il primo gattino era nero, bellissimo e morbido. Avevo circa 5 anni, però lo ricordo benissimo. Mi ricordo anche benissimo che mia nonna lo odiava, non voleva che lo tenessimo e ha rotto talmente, che i miei genitori l’hanno portato via, da una mia zia. Aveva un grande giardino e lì il gattino era felice, fino a quando mia zia l’ha investito con la sua 500, facendo una retro. Questo è solo il primo gattino morto di una lunga serie. Quando avevo 8 anni abbiamo cambiato casa, la prima cosa che mia mamma e mio papà hanno fatto….han portato a casa un gattino, stavolta bianco, Vicky. Purtroppo dietro casa mia c’erano i boschi, quindi quando si apriva il periodo della caccia, i miei amici gatti, non facevano più ritorno. Non vi dico i pianti!

Quando son cresciuta non ho più voluto gatti, a dir la verità non volevo proprio animali. Ma la vita ci riserva sempre delle sorprese, infatti sul cancello trovammo Pitty. Se volete leggere la sua storia, la trovate QUI.

Avere il cane è il sogno di ogni bambino, quindi i miei figli sono ben felici di avere Pitty per casa. Bisogna però dire che avere un cagnolino in casa è come avere un altro bambino. Richiede attenzioni, cure, tempo e affetto, senza contare poi il pelo che perde. Di solito le incombenze poi ricadono su noi genitori, ma ne vale la pena, ciò che Pitty ci dona ogni giorno non è paragonabile a nessun piccolo sacrificio che noi facciamo per lui.

Il 5enne, Gatto Furioso, nonostante la presenza di Pitty, ha iniziato insistentemente chiedere un cricetino, ma per quanto siano carini, io ne ho una paura assurda. Qui è intervenuta la nonna dal cuore d’oro, mia suocera, ha preso una cricetina, Minnie, per Gatto Furioso, ma se la tiene a casa sua. Brava nonna, così si fà! Gatto Furioso voleva anche un pesce, una tartaruga, un gatto, degli uccellini…che voglia aprire uno zoo????!!! Il no è categorico, non c’è ombra di trattiva.

Intorno alla nostra casa, non mancano di certo gli animali, ci tengo a precisare che non sono miei, ecco una piccola rappresentanza: