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Crescere un atleta olimpico, mamme da medaglia

Oggi è un campione olimpico, tre medaglie d’oro nel suo palmarès, di cui due ai Giochi Olimpici di Pechino, ma all’inizio della carriera Ryan Lochte non la prendeva così seriamente, gli piaceva farsi cacciare dagli allenamenti. Il suo problema? Sua mamma era l’allenatrice.

“Quando aveva quattro o cinque anni, Ryan partecipò alla sua prima gara e sconfisse un bambino di 9 anni – racconta la mamma Ileana – Dopo quella vittoria, lo vedevo giocherellare in giro e mi domandavo: ‘Mi prendi in giro? Devi darci dentro! Io sono molto competitiva’”.

L’importanza deol gioco di squadra. Questa la lezione di vita che Rudy Fernandez ha imparato sul campo. Medaglia d’argento ai Giochi di Pechino 2008 con la sua squadra, la Spagna, la sua prossima sfida saranno le Olimpiadi di Londra 2012.
“Devo ringraziare mia madre per il giocatore che sono oggi, perché sul campo da basket devi portare le cose che impari nella vita quotidiana. Preferisco passare un pallone così un compagno è felice ed essere un buon compagno di squadra, così posso aiutare la squadra a vincere. E’ ciò che mi ha insegnato la mia famiglia” aggiunge il cestista spagnolo.
“Se vuoi andare alle Olimpiadi, vai per vincere la medaglia d’oro, non così tanto per andarci”: questo l’insegnamento che Margie Walsh ha trasmesso alla figlia Kerri Walsh. E così è stato. Kerri, giocatrice statunitense di beach volley, ha portato a casa ben due ori olimpici. Nel 2004 ad Atene e nel 2008 a Pechino.
“Mia mamma è una forza della natura. La porto sempre ad ogni partita – racconta Kerri, che lei stessa ha due figli – Voglio il suo cuore, la sua tenacia, il suo impegno a vincere ad ogni costo. Sono cose che penso di avere”.
La madre di Kerri le è stata accanto anche nei momenti duri, come quando prima delle Olimpiadi di Sydney nel 2000 le trovarono un livello sospetto di testosterone. Ma dopo nuovi test, risultò che Kerri non aveva assunto nessuna sostanza e continuò i Giochi Olimpici.
E riguardo alla sua esperienza di mamma dice “Se potessi essere la madre dei miei figli come la mia è stata per me, sarei una mamma fantastica. Voglio essere una leonessa per i miei figli”. 

Crescere un’ atleta olimpico, mamme da medaglia

Cresciuta in un piccolo villaggio dell’India, Kavita Raut è ora l’orgoglio della sua nazione grazie al suo talento da atleta. Dalle strade sterrate del suo paese fino alla medaglia di bronzo ai Giochi del Commonwealth nel 2010. La prossima grande sfida di Kavita saranno i Giochi Olimpici di Londra 2012.

Dietro ogni campione olimpico c’è una madre che lo ha sostenuto da sempre.
Come nel caso di Matteo Tagliariol, oro nella spada ai Giochi Olimpici di Pechino, uno degli schermidori più premiati nella storia recente dello sport italiano. Matteo ha sacrificato parte della sua gioventù” racconta mamma Francesca “Chi era attorno a lui era consapevole della sua bravura, mentre lui aveva qualche dubbio”. Proprio a superare i momenti difficili il sostegno della famiglia è fondamentale. “Il 2003 è stata l’anno più difficile. Ha avuto la tentazione di mollare, rinunciare a tutto. periodo di riflessione. Abbiamo parlato a lungo e alla fine sono riuscita a fargli capire che quella era la sua vita”.

Crescere un atleta olimpico, non è cosa da tutti, ci vuole molta costanza e determinazione anche da parte dei genitori. Confortarli in caso di sconfitta e spingerli se vogliono arrendersi, perche si sa che ce la possono fare, non è facile, è un comportamento che può essere frainteso e creare incomprensioni, ma alla lunga le risposte arrivano e allora si esulta!!!
Brave mamme, bravi figlioli!!