Archivi categoria: Cancro

L’attacco a Nadia Toffa

Pochi giorni fa Nadia Toffa ha rilasciato un’intervista nella quale dichiara che per lei il cancro è stato un dono. Non l’avesse mai detto, non l’avesse mai scritto, le hanno augurato le peggior cose. Io sono rimasta allibita. odio
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Tanto vinco io. Francesca e la sua storia

Francesca Cardia ha 30 anni, nel 2011 scopre di avre un tumore al colon al quarto stadio e per trovare una cura alla sua patologia, carcinosi peritoneale, si tratta di una diffusione incontrollata di cellule tumorali (nel suo caso originate dal colon) nelle pareti del peritoneo, con formazione di noduli difficilmente controllabili perché, a causa della scarsa vascolarizzazione di questa parte del corpo, i classici chemioterapici riescono a penetrare poco e male. Purtroppo al momento la situazione si è complicata ulteriormente: l’ultimo chirurgo consultato a Milano si è rifiutato di intervenire, poiché la malattia sembra essersi diffusa a tutti i quadranti dell’addome.

Pochi giorni fa Francesca ha aperto un blog ”Tanto vinco io”, nel suo blog mostra le sue cartelle cliniche, i suoi esami e promette che darà aggiornamente sull’evolversi della sua malattia e delle sue cure sperimentali.

Si rivolge a medici e oncologi in Italia e all’estero, a tutte le persone che possono essere in grado di aiutarla a trovare una soluzione, una cura, una possibilità chirurgica, e a tutti coloro che vogliono contribuire economicamente per aiutarla a trovare una cura per il suo male.
Francesca nel suo blog scrive: Non mi arrendo, voglio vivere e credo di avere ancora molte, troppe, cose da fare, luoghi da visitare, esperienze da vivere.
Come darle torto? A 30 anni sei all’inizio della tua vita consapevole, fai progetti, hai un futuro davanti e poi ti cade tra capo e collo una notizia del genere. La positività di Federica è un esempio per tutti coloro che si trovano nella stessa situazione, in un periodo difficile della vita, dove si è chiamati a combattere con tutte le propie forze, anche quando queste sembrano abbandonarti.
Francesca, spero che questa scelta di aprire un blog, di metterti a nudo, di porti risposte e molta molta solidarietà.
Auguri Francesca, con tutto il cuore da chi comprende in parte, ciò che stai passando.

1000 nuovi casi di cancro al giorno, ma aumentano le guarigioni

Oggi al ministero della Salute, è stato presentato un volume, redatto dall’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) e dall’Associazione italiana registri tumori (Airtum) sulla situazione dell’oncologia in Italia.
I dati non sono poi così confortanti, ogni giorno vengono diagnosticati 1.000 nuovi casi di cancro e per il 2012 se ne prevedono 4mila in più rispetto al 2011 e sono le regioni del nord ad essere maggiormente colpite.
Bisogna ammettere che si muore meno oggi di cancro rispetto a molti anni fa, vuoi per la prevenzione, vuoi per le tecniche di intervento, vuoi per le terapie, comunque cancro non è più sinonimo di morte.
L’importante dicono sempre che sia la prevenzione, accorgersi per tempo che qualcosa non va. Sottoporsi a controlli, essere scrupolosi, attenti e non fidarsi mai troppo di un medico sbrigativo.

Malata terminale di cancro Talia Joy Castellano e i suoi video su Youtube

Talia Joy Castellano è una piccola beniamina del web.

Ha solo 13 anni e dal 2007 combatte contro il cancro. Un anno fa ha iniziato a postare sul canale i suoi video, dove principalmente si cimenta con il make up, sua grande passione, nata soprattutto come alternativa alle odiate parrucche. Talia spiega i passaggi per realizzare i suoi make up, si destreggia tra ombretti sgargianti e lip gloss, il trucco è la sua “iniezione di fiducia”, per se stessa ma anche per chi la guarda. Ed è triste pensare che, parallelamente, Talia debba anche avere a che fare con ospedali, trasfusioni, chemioterapie, trapianti: tutto quello che soprattutto un bambino non dovrebbe mai conoscere. Nell’ultimo video messo su Youtube, nel quale racconta l’evoluzione della sua malattia. Talia, in questo blog, spiega che i medici le hanno diagnosticato un secondo cancro e che le sue possibilità di sopravvivere si sono ridotte. Talia ha  sia il neuroblastoma che la leucemia,  il tempo di vita stimato dai dottori….dai 4 ai 12 mesi. Il trapianto potrebbe salvarla, ma dopo 5 anni di cure intensive, non si sa se il suo corpo è in gradi di affrontarlo, e poi Talia non se la sente di sottoporsi al trapianto. Eppure questa ragazzina riesce a trovare dentro di sè il coraggio di sorridere alla vita, di girare video amatoriali sul make-up, insegnando a truccarsi con eleganza e grazia, mentre racconta con il sorriso la sua triste storia.
Una sua dichiarazione: E’ bello che le persone si stiano rendendo conto che la lotta contro il cancro non è solo chemio, e che ci sono altri elementi che ci aiutano attraverso il percorso. A me ha aiutato la passione per il make up.
Ho ottenuto tanti benefici dal cancro. Avere un canale su Youtube, ispirarele persone, avere la gente che mi ammira…Il viaggio attraverso l’avere il cancro è stato incredibile. ma ogni viaggio ha una fine.
Avere il cancro è stato un dono, ma è una cosa orribile, orribile”.
Sono le persona più fragili che ci insegnano la forza della vita.
17-07-2013
Talia è volata in cielo ieri. Ha lasciato molti video, ma soprattutto una testimonianza bellissima di amore per la vita, nonostante le difficoltà e la malattia.
Grazie Talia.

L’annuncio della morte di Talia passa da Facebook, con l’hashtag “#prayfortalia”, dalla pagina “Angels for Talia”.

Una foto per Dirk, un bimbo affetto da un cancro

Dyrk Burcie è un bambino di soli quattro anni affetto da un cancro. Quando un anno fa gli venne diagnosticato il male incurabile suo padre Dameon, vigile del fuoco di Dallas, decise di fare qualcosa per rallegrarlo e portare il buonumore in famiglia: ideò la scritta del suo nome con i camion dei pompieri e la immortalò in uno scatto da regalare al figlio. La foto venne postata sulla pagina Facebook dedicata al piccolo e da lì il passaparola ha fatto tutto il resto. I pompieri di tutta la zona si sono presi a cuore la vicenda e hanno creato nel corso dei mesi una catena di messaggi di solidarietà, pubblicando le immagini più disparate con il nome di Dyrk. Da allora la campagna – che si può anche sostenere con un versamento in denaro – porta il nome di “Dyrk Strong”.

Una dimostrazione di solidarietà molto importante per la famiglia, perché nel mese di aprile – dopo nove cicli di chemioterapia e un trapianto di fegato senza risultati – i genitori del piccolo hanno deciso di sospendere tutte le cure per godersi il più possibile gli ultimi mesi di vita di Dyrk. Grazie all’eco che la vicenda ha avuto su televisioni locali e poi nazionali, la catena solidale di foto si è diffusa ovunque, tra le associazioni o le squadre di football fino ai vigili del fuoco di Houston, che accanto al nome hanno aggiunto i loghi dei Transformers, il cartone animato preferito di Dyrk. Non solo: l’iniziativa spontanea ha stimolato la fantasia e spinto alcuni pompieri a trovare metodi spettacolari, come il nome fatto da balle di fieno infuocate e ripreso da un’altezza vertiginosa. Vale tutto, insomma, purché si regali un sorriso al piccolo Dyrk.
 

10 Frasi da non dire mai ad un ammalato di tumore

Aiutare e sostenere chi ha scoperto di avere un cancro non è semplice, bisogna sempre ricordare che l’affetto e le attenzioni di una persona cara sono fondamentali per chi deve affrontare la malattia.

Una giornalista del Guardian, Deborah Orr, è appena uscita dalla terapia contro il tumore ed ha stilato le 10 frasi che non si dovrebbero mai dire a chi lotta per uscire da questo male.

E’ sulla base della propria esperienza che la cronista ha capito cosa davvero nuoce a chi è costretto a vivere in questo stato, una condizione che può peggiorare dal punta di vista psicologico se coloro che affiancano il malato usano frasi fatte o comunque nocive, anche se involontariamente.

Il cancro è una malattia grave, che ti pone al centro di attenzioni affettuose da parte della tua famiglia e dei tuoi amici”, racconta la Orr. “Ma sovente si diventa il bersaglio di parole dette con le migliori intenzioni che sortiscono l’effetto di farti sentire peggio”, ha scritto nel suo articolo pubblicato sul Political Guardian.

Non sai quanto mi dispiace per te”, è la prima frase della lista nera della cronista. Un’affermazione che porta il malato a sentirsi oggetto di compassione, stato che non dà certo piacere, spiega la cronista.

La seconda è: “Se c’è qualcuno che può combattere questa malattia, sei proprio tu!”, altro commento infelice che non rassicura chi si sente particolarmente fragile.

Segue la frase “Ti trovo proprio bene” che, per chi ha coscienza del proprio stato, è sinonimo di grande falsità.

Così come ha effetti negativi l’eccesso di sincerità con la frase “Hai un pessimo aspetto“, perché “Un malato – scrive Orr – non ha certo bisogno di ricevere una conferma del proprio stato”.

La quinta frase è “Fammi sapere i risultati degli esami“, e ancora “Qualunque cosa io possa fare per aiutarti, sono a tua disposizione“, la Orr suggerisce invece di offrirsi per un aiuto concreto.

Non bisogna neanche dare giudizi fuori luogo del tipo “Le tue preoccupazioni sono infondate”, oppure domande che possono irritare come “cosa si sente davvero con la chemioterapia?“.

Concludono la lista altre due frasi: “Ho davvero bisogno di vederti”, sconsigliata perché l’agenda dell’ammalato trabocca di spiacevoli appuntamenti dal dottore, e “Sono terribilmente sconvolto per la tua condizione“.

Il malato di tumore ha bisogno di persone positive, con pensieri che possano alleviare la sua difficile condizione. Meglio lasciare a casa le lacrime.

Deborah Orr