Archivi categoria: Curiosità

Differenza tra disoccupato e inoccupato. Le ingiustizie della Regione Lombardia

Voi sapete la differenza tra disoccupato e inoccupato?
E’ disoccupato colui che ha perso il posto di lavoro o ha cessato la propria attività di lavoratore autonomo ed è iscritto all’Ufficio per l’Impiego, mentre è inoccupato colui che non ha mai svolta un’attività lavorativa, sia come lavoratore dipendente che come lavoratore autonomo ed è iscritto all’Ufficio per l’Impiego, oppure può essere uno studente o una persona in cerca del suo primo impiego.
Nel caso di malattia, di incidente, di necessità di ricorrere al servizio sanitario, di visite, queste due persone hanno in comune il fatto di essere senza lavoro, MA….c’è un grosso MA, se la famiglia in cui vivono, ha un reddito inferiore a € 27.OOO, il disoccupato è esente dal pagare le cure sanitarie, l’ inoccupato,  invece le deve pagare tutte, pur non disponendo di un reddito.
Ma non è finita qui, c’è un altro MA…solo se abiti in Lombardia, se abiti in una qualsiasi altra regione d’Italia, allora il disoccupato e il non occupato hanno gli stessi diritti. Vi sembra giusto????
Trovo semplicemente inaudito che nella “ricca” regione Lombardia, quella dei palazzi avveniristici sede della Regione che noi paghiamo e dove si spendono soldi anche per cose poco importanti, sia stato adottato il “subdolo” principio di distinzione tra disoccupati ed inoccupati per l’esenzione dal ticket sanitario. Come si è potuto arrivare a tanto e perchè solo in Lombardia, non dovrebbe valere in tutta Italia?
Io capisco che molte persone lavorano in nero e risultano inoccupate e quindi un reddito ce l’hanno, ma questo non vale per tutti, non vale per le persone oneste, eppure qui in Lombardia funziona così!!!
Io penso che anche gli inoccupati abbiano il diritto di essere aiutati nel momento del bisogno con l’esenzione del ticket sanitario, infondo se uno si ammala non è colpa sua, ne farebbe anche a meno.

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Il camerino di H&M

Comprare da catalogo mi è sempre piaciuto, ricordo che anni fa c’erano la Postalmarket, la Vestro e altri cataloghi simili. Arrivava a casa due volte l’anno il catalogo cartaceo, era una vera pacchia sfogliarlo, segnare con una crocetta ciò che più mi piaceva, fare l’ordine e aspettare giorni e giorni in trepida attesa che arrivasse il pacco consegnato dal postino.
Ora tutto è diverso, si accende il pc, si sceglie il sito, si guarda su un monitor, si carica ciò che piace in un ipotetico carrello, si sceglie il metodo di pagamento e si aspetta, nel giro di una settimana al massimo l’arrivo del corriere.

Ieri sono incappata nel sito di H&M, non vende on line direttamente, però nella sezione camerino,
puoi sbizzarrirti a scegliere la donnina che meglio ti rappresenta e vestirla come più ti piace, con tanto di accessori e scarpe, creando completi di tuo gusto.
Questo cosa mi ha fatto venire in mente un giochetto che facevo da piccola. Al tempo, molti, molti anni fa, vendevano delle bamboline di carta da ritagliare, con dei vestiti abbinati anch’essi da ritagliare, si appoggiavano sopra la bambolina e si poteva cambiare abito, cappellino, borsa, scarpe, etc., mi piaceva un casino.
Il fatto è che ieri sera, in memoria dei vecchi tempi, ho passato un’ora buona a vestire e svestire la modella di H&M, a creare completi anche improbabili. Troppo bello, son tornata bambina!!!

A Siviglia, biblioteche all’interno dei parchi

Essendo un’ amante dei libri e della lettura, quando leggo queste notizie, ne rimango sempre positivamente affascinata.
La notizia in questione è questa: a Siviglia, in Spagna, il Municipio in collaborazione con l’ Instituto de las Artes y Cultura, ha deciso di mettere a disposizione di tutti coloro che frequentano i Parchi María Luida e della Pirotecnica, circa cinquemila libri, ci saranno libri di poesia, romanzi storici e vari altri generi.
I libri sono stati donati dall’Instituto de las Artes y Cultura, dalla biblioteca del distretto ma anche da privati cittadini. Nei Parchi vi sono delle librerie mobili (fornite da Ikea) nei pressi dei bar, i libri saranno custoditi dai gestori dei bar. L’obbiettivo di questa iniziativa è condividere il più possibile la cultura, per farsì che la lettura diventi una sana abitudine. E’ un progetto culturale lodevole, di tutto rispetto, chissà mai che arrivi anche qui in Italia.

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Leggere per me era evasione e conforto, era la mia consolazione, il mio stimolante preferito: leggere per il puro gusto della lettura, per il meraviglioso silenzio che ti circonda quando ascolti le parole di un autore riverberate dentro la tua testa.(
P. Auster, Follie di Brooklyn)

 

Book Therapy: leggere per combattere l’ansia, la solitudine, la tristezza

Con un buon libro non si è mai soli.

Secondo gli esperti il modo più sano e più semplice per ricaricare le batterie e dimenticare lo stress, è leggere.
La “book therapy”, così viene definita, è una vera terapia, infatti un libro non è solo sinonimo di cultura o passatempo, ma anche un efficace strumento antidepressivo. Secondo gli psicologi, può essere un’arma vincente per sconfiggere ansia, depressione, disturbi della personalità e problemi psichiatrici. Una buona lettura può aiutare, infatti, a superare un periodo di malessere e malinconia, in particolare nei mesi invernali.

Leggere aiuta soprattutto chi viene da un anno impegnativo e stressante, a chi ha bisogno di viaggiare con la fantasia, aiuta a rilassarsi ed evadere dalla routine quotidiana a tenere la mente leggera.
Io amo molto leggere, ogni giorno mi ritaglio del tempo da dedicare alla lettura. Dato che leggo moltissimi libri nell’arco di un anno, mi reco in Biblioteca a sceglierli, altrimenti la mia casa sarebbe invasa da libri, migliaia di libri, quindi o noi, o loro.
Il momento in cui preferisco leggere è la mattina, appena sveglia, quando tutti sono ancora a letto oppure sono già usciti, mi metto sul divano, in totale silenzio, il mio cagnolino accanto, la copertina, una buona tazza di caffè in mano….è il massimo. Mi piace leggere anche la sera prima di addormentarmi, mi rilassa, mi isolo dal mondo che mi circonda. mentre leggo mi faccio il film in testa, vedo i personaggi, gli ambienti, tutto ciò che li circonda, i miei pensieri volano insieme alle parole che scorrono veloci sotto i miei occhi attenti e curiosi.


Sono posseduto da una passione inesauribile che finora non ho potuto né voluto frenare. 
Non riesco a saziarmi di libri.(F. Petrarca)
… non avendo mai io avuto un dolore che un’ora di lettura non abbia dissipato. (G. Maupassant)
Niente come la lettura di un libro, nell’apparente quiete e nel silenzio può dischiudere in modo imprevedibile la vista di nuovi orizzonti di vita.(T. De Mauro)
La parola letta non è uno spettacolo che può essere seguito distrattamente, parlando d’altro. Leggere è un’attività che ci impegna, che mobilita le nostre risorse interne, che esige il nostro giudizio intimo.
(G. Rodari)
Non leggete per divertirvi o istruirvi. Leggete per vivere.
(G: Flaubert)

In Cina una legge che costringe i figli ad andare a trovare i genitori più volte l’anno

Gli anziani in Cina sono sempre stati riveriti,  rispettati e accuditi.  E’ risaputo che i nonnini cinesi non dovevano preoccuparsi per la loro vecchiaia, ci pensavo i figli, i nipoti, ma ora non è più così.
Nel 1979 in Cina è stata introdotta la legge del figlio unico, questo ha fatto sì che non ci siano più persone che si prendano in carico gli anziani, anche perchè molti cinesi, per motivi lavorativi, si sono spostati dal loro paese d’origine, quindi gli anziani sono stati abbandonati a loro stessi.

Cosa ha pensato il governo cinese? Ha istituito una legge nella quale i figli sono obbligati ad andare a trovare più volte l’anno i genitori anziani e i datori di lavoro devono garantire loro il permesso.
Può funzionare una legge simile? Può un figlio andare a trovare un genitore, solo perchè la legge lo obbliga?
Io penso che un figlio se non va a trovare il suo genitore ha dei motivi validi, che possono essere economici, o caratteriali. Qualcosa c’è, uno non si astiene dall’andare a trovare una persona che ama, che stima, se può farlo.
Io dico sempre ai miei figli che se dovessi diventare di peso a causa di una malattia, o a causa della vecchiaia, se le condizioni economiche lo permetteranno, di mettermi in una Casa di Riposo. Io non voglio essere di peso, non voglio ostacolare la vita di nessuno. Se mi verranno a trovare, bene, ma non vorrei mai che fossero costretti da una legge, non sarebbe sincero, non sarebbe giusto.

21 Dicembre 2012, ma basta raccontar panzanate, non se ne può più!

Domani è il 21 Dicembre, e allora?

Ci hanno massacrato i maroni da un anno e più con questa storia della fine del mondo.

Quanti ci hanno marciato per specularci, per farci soldi? Hanno fatto film, documentari, scritto libri, fatto servizi giornalistici, di tutto e di più, ma credo che infondo infondo, nessuno ci ha mai creduto, nessuno e nemmeno io.

Però qualcuno che ci crede c’è, se siano tutti giusti non lo so. Come è possibile credere ad una tale cretinata? Scusate la franchezza!

A Sydney (Australia) è già il 21 dicembre e non sembra che sia successo ancora nulla, quindi, come la mettiamo???
In Siberia si vende il kit «Apocalisse», un pacco con medicine, sapone, una corda che non lascia presagire niente di buono e, immancabile, una bottiglia di vodka, il prezzo è di 22 euro. Ma vi pare possibile una cosa del genere?
I video più cliccati in questi giorni «A che ora è la fine del mondo?» di Ligabue, la classica «It’s The End Of The World» dei R.E.M» e  «Until The End Of The World» degli U2.
Buona notte e a domani!!!

Cicciobello compie 50 anni

Ciccobello è nato un giorno non ben specificato nel 1962, a crearlo è stato Gervasio Chiari, titolare della Tecnogiocattoli Sebino Spa, un ex alpino che iniziò costruendo soldatini per arrivare al bambolotto superstar: «L’ho creato nella convinzione che i bambini avessero bisogno soprattutto del “gioco dell’affetto”».
All’interno del corpo aveva un  giradischi, che imitava fedelmente il pianto del bambino, nel momento in cui gli si toglieva il ciuccio. Il Cicciobello originale aveva un abitino di lana azzurro con cuffietta e calze identiche, poi ne seguire molti molti altri, se siete curiose guardate qui.

Per festeggiare il suo compleanno, Cicciobello ha diverse sorprese per tutte le sue grandi e piccole fan:  un nuovo sito internet nonché una pagina Facebook tutta sua, in cui “dialoga” tutti i giorni con le sue ammiratrici.

Il sito online prevede una gallery con i bambolotti e tutti gli accessori che sono usciti nei vari anni e addirittura un museo virtuale per ripercorrere tutti i più celebri modelli.
Io non ho mai avuto un Cicciobello, non ricordo nemmeno di averlo mai desiderato, mia cugina l’aveva, quello neretto, era davvero carino e ci giocavo.
Ma al giorno d’oggi è ancora un dono desiderato il Cicciobello o è stato soppiantato da altre cose? Avendo due figli maschi non so propio. Mamme di femminucce a rapporto, che dite? Le vostre bimbe lo chiedono per Natale o l’hanno chiesto gli anni scorsi e se si ci giocano?

Biblio-Mat, distributore automatico di libri

A Toronto c’è una libreria, The Monkeys Paw, specializzata in libri rari, di antiquariato, che ha creato un nuovo servizio: il Biblio-Mat, un distributore di libri usati a soli 2 $ canadesi.

Con questo metodo si rimettono in circolazione centinaia di libri che rischiavano di rimanere per sempre dimenticati nel magazzino, libri di un certo spessore, libri che costano anche moltissimo.

Biblio-Mat, che sembra un distributore di snack, non contiene mai un libro uguale all’altro e ognuno dei volumi è selezionato con attenzione dal proprietario della libreria, quando tu inserisci la monetina esce un libro a caso.
Ritengo che sia una bellissima idea, almeno da provare una volta e vedere che libro ci è destinato.

Cosa c’è nell’armadietto del tuo bagno?

L’altro giorno mio marito mi fà una domanda:
Ma si può sapere cosa sono tutti quei flaconi che hai nel tuo armadietto del bagno?
Quanto tempo hai a disposizione per ascoltarmi?
Noi donne effettivamente, abbiamo l’armadietto pieno di ogni cosa. Tutto serve, nulla va sprecato, ogni flacone ha un suo perchè. Se tu che mi stai leggendo sei donna, sai che ho perfettamente ragione.
Se facessi un elenco, sarebbe lunghissimo. Se spiegassi a cosa serve ogni prodotto, ci metterei un’ora. Si assomigliano tutti, ma son tutti prodotti diversi.
Bisogna ammettere che le mie cose occupano più della metà dell’armadietto, ma è anche vero che noi donnine curiamo il nostro corpicino con svariati prodotti e in diverse ore del giorno.
Faccio degli esempi semplici:

– la crema per il viso = c’è quella da giorno, quella da notte, il contorno occhi, l’idratante, l’antirughe, la rassodante, lo struccante, il tonico, vado avanti?
– prodotti per capelli: c’è lo shampoo lisciante, il nutriente, il balsamo, la maschera, l’olio per il sole, vado avanti?
– creme per il corpo: l’ anticellulite, la rassodante, la nutriente, l’elasticizzante, oli vari profumati ed energizzanti, vado avanti?
Ci sono poi i prodotti per le mani, per i piedi, per depilarsi le varie parti del corpo per evitare l’effetto scimmia, il kit di primo soccorso, i cotton fioc, gli assorbenti di varie misure, interni esterni, il phon, la piastra, insomma una miriade di cose.
I trucchi, le spazzole, i pettini, gli elastici, le mollettine varie li tengo in un cassetto a parte!!!
Voi avete millemila prodotti in bagno o siete più pacate e ordinate?

Sbarca in USA la bambola da allattare al "seno", è subito polemica

Nonostante sia solo Novembre siamo in pieno spirito natalizio, ovunque vi sono già addobbi, alberi. I negozi espongono già da giorni articoli natalazi e giochi vari da regalare ai nostri bambini per natale. Se i bambini durante le visite ai negozi vedono qualcosa che a loro piace, la risposta della mamma è : “Lo scriviamo nella letterina di Babbo Natale” oppure, qui da noi si dice anche: “Lo facciamo portare a Santa Lucia”, che passa il 13 Dicembre.
Io ho due figli maschi, solo uno è piccolo e crede ancora a Santa Lucia, babbo Natale e la Befana, da noi passano tutti e tre, purtroppo, aggiungo io.
Guardando in internet sono incappata in in bambolotto da regalare alle bambine, si chiama “Bebè Glòton“. In pratica all’interno della confezione oltre al bambolotto c’è una magliettina, a cui sono stati aggiunti dei sensori a forma di fiorellino, posizionato all’altezza del seno, quando il bambolotto si avvicina, inizia a succhiare, se lo allontani, piange!!!

Questo bambolotto arriva dalla Spagna ed è sbarcato ora negli Stati Uniti, creando diverse polemiche, ma trovando l’appoggio delle associazioni a favore dell’allattamento al seno, in Europa invece non ci sono state difficoltà.
Stevanne Auerbach, un’esperta dello sviluppo infantile e dei giocattoli nota come Dr. Toy, ha elogiato l’idea, affermando che la bambola può aiutare i bambini ad affrontare la curiosità legata all’arrivo di fratelli più piccoli. “In Europa – ha notato Auerbach – l’allattamento al seno è accettato e lì la bambola ha avuto successo”. Altri esperti concordano su questo aspetto; secondo Lewis le vendite della bambola negli Usa sono state colpite dai persistenti pregiudizi riguardo all’allattamento al seno.
Negli USA costa 89 dollari e nessuna grande catena di negozi negli Usa ha voluto metterla in vendita, in Inghilterra 35 sterline, in Spagna 39,50 €.
In Italia la vedremo esposta nei negozi di giocattoli? Aspettiamo e vediamo!!!
Voi la regalereste alle vostre figlie?