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Il dolore ti cambia la vita e mai in meglio

Nel sito di Famiglia Cristiana ho letto queste parole:

Un grande dolore non è vano se fa crescere: va espresso, nei suoi molteplici volti (la rabbia, la paura, l’impotenza, la colpa…), in modo anche da curare pian piano le ferite emotive e non lasciarle incancrenire. Va contenuto: le lacrime bisogna trasformarle in pensieri e in parole, affinché non si riducano ad una reazione emotiva forte ma passeggera. Va accompagnato: ritrovarsi insieme, guardarsi negli occhi, condividerlo rende più profonde e autentiche le relazioni tra le persone.   

dolore

Le trovo di una grande profondità, e le condivido pienamente.
Ma quanto è difficile però incanalare il dolore? Quanto è difficile riuscire a trarre qualcosa di buono dalla sofferenza? 
Quanto è difficile abbandonarsi al dolore per farsi avvolgere, viverlo in tutta la sua pienezza, per poi lasciarselo alle spalle? 
Ma quanto è difficile piangere e trasformare queste lacrime in parole?
Quanto è difficile quando sei in piena crisi del dolore trovare qualcuno che riesca a starti vicino nel modo giusto, come tu vorresti?
Quanto è difficile condividere il dolore altrui, farlo proprio per capirlo fino in fondo?
Il dolore fa paura, il dolore ti isola, il dolore sfinisce, il dolore cambia irrimediabilmente e mai in meglio.



Dalle sofferenze della vita, ti lasci sopraffare?

Ho trovato queso racconto del web e ve lo giro…

Un uomo si sentiva perennemente oppresso dalle difficoltà della vita e se ne lamentò con un famoso maestro di spirito.
«Non c’e la faccio più! Questa vita mi è insopportabile».
Il maestro prese una manciata di cenere e la lasciò cadere in un bicchiere pieno di limpida acqua da bere che aveva sul tavolo, dicendo:
«Queste sono le tue sofferenze».

Tutta l’acqua del bicchiere s’intorpidì e s’insudiciò. Il maestro la buttò via.
Il maestro prese un’altra manciata di cenere, identica alla precedente, la fece vedere all’uomo, poi si affacciò alla finestra e la buttò nel mare. La cenere si disperse in un attimo e il mare rimase esattamente com’era prima.
«Vedi?» spiegò il maestro. «La cenere rappresenta i tuoi problemi, le tue incertezze, le tue paure. Ogni giorno devi decidere se essere un bicchiere d’acqua o il mare».