Archivi categoria: Femminicidio

La forza delle donne

Domani è l’ 8 Marzo, una giornata dedicata alle donne, una giornata piena di significato, almeno per me è così, ma c’è anche chi dà a questa giornata una piega ben diversa da quella che dovrebbe avere,  questa è una linea di pensiero che non mi appartiene, ma credo che ognuno sia libero di fare ciò che crede.

Da sempre le donne devono essere un bel mix di femminilità e forza, che poi perchè si dice che la forza è uomo non lo capisco, come non capisco nemmeno quando si dice di una donna tosta, che “è una donna che ha le palle”, come se essere determinate, capaci, avere fiducia in se stesse, fosse una prerogativa degli uomini.
La donna è sempre stata un essere forte, pieno di grinta, di voglia di emergere, con grandi capacità di adattamento e grandi energie, non dimentichiamoci che anni addietro, gli uomini andavano in guerra, ma le donne restavano a casa, piene di figli a far andare avanti la baracca, una di queste era mia nonna, un grande esempio di coraggio, forza, determinazione e tanta tanta pazienza!! Voglio dedicarla a lei questa giornata, lei che ora non c’è più.
Io sono una sostenitrice della forza delle donne, abbiamo fatto tanti passi avanti grazie alle lotte che hanno sostenuto tante donne che sono nate prima di noi, ma ancora molto c’è da fare, non dimentichiamoci che una donna ogni due giorni viene massacrata per mano di un uomo.

Vorrei segnalarvi un’iniziativa: Donne è bello
Quello che negli anni delle lotte era nata come un’affermazione, ora diventa una domanda, tu cosa rispondi?

25 Novembre 2013 : Sciopero delle Donne

Oggi è stato indetto uno sciopero che interesserà quasi tutti i comparti pubblici e privati.
La data è stata scelta dall’Onu, che ha deciso che il 25 Novembre di ogni anno sarà La Giornata Internazionale per l’eliminazione  della violenza sulle donne.
Oggi tutte le donne dovrebbero indossare un indumento rosso come simbolo di denuncia contro gli abusi e le violenze a cui le donne stesse sono sottoposte.

Non si può nascondere che la nostra società è maschilista e che nei confronti delle donne c’è discriminazione sia nell’ambito familiare, dove la donna è soggetta a violenze sia fisiche che mentali, ma anche in quello lavorativo, dove ancora oggi a parità di lavoro le donne sono pagate meno e dove le donne vengono obbligate a firmare le dimissioni in bianco, che verranno utilizzate nel caso in cui la donna resti incinta.
Ci vogliono leggi che ci tutelino maggiormente, leggi che vengano però rispettate e messe in pratica quando serve, leggi che aiutino le donne e non leggi che le si ritorcono contro.
Il femminicidio è un problema troppo grande per essere sottovalutato, per essere nascosto sotto il tappeto. E’ vero se ne parla, ma non basta, non più, non nel 2013 dove non passa giorno durante il quale non si legga sui giornali che una donna è stata uccisa per mano di un uomo.
Buon 25 Novembre a noi tutte, nella speranza che qualcosa cambi.

Se volete sapere perchè è stato scelto proprio il 25 Novembre, andate QUI.

I diritti delle donne sono una responsabilità di tutto il genere umano; lottare contro ogni forma di violenza nei confronti delle donne è un obbligo dell’umanità; il rafforzamento del potere di azione delle donne significa il progresso di tutta l’umanità.
Kofi Hannam

Cose che non avrei mai voluto leggere

Avete letto questo articolo? E’ di qualche giorno fa, ma io l’ho letto solo oggi, se anche a voi è sfuggito, leggetelo e ditemi cosa ne pensate.

Jesolo: vietato assumere donne per non offendere gli immigrati islamici

Io sono allibita, ma ormai lo sono sempre più.
Le notizie che si leggono in rete mi lasciano con l’amaro in bocca.
Il rispetto in ogni cultura è alla base di una convivenza civile.
Io rispetto te che la pensi in modo diverso, tu rispetti me.
Io capisco le tue tradizioni, anche se non le condivido, tu dovresti capire le mie e rispettarle.
Io se vengo nella tua terra, cerco di non urtare la tua sensibilità, tu dovresti non urtare la mia.
Io non ti impongo nulla, tu non la imponi a me.

Adesso, il fatto che tu uomo islamico, consideri la donna meno di niente, a me da fastidio, sappilo.
Il fatto che tu non consideri la donna al tuo pari, non lo sopporto proprio.
Se una donna, per motivi lavorativi, ti fa un osservazione per un tuo errore, un tuo comportamento sbagliato, tu dovresti rispettare ciò che lei ti ha fatto notare, non offenderti, in quel momento è un’autorità, non è tua moglie nelle tue mura domestiche.
Tu sei in un paese civile, avanzato, (anche se certi fatti ultimamente questo lo smentiscono), nel quale le donne si stanno battendo da anni per avere pari diritti degli uomini, nel quale le donne non sono disposte a stare in seconda fila solo perchè sono nate con la vagina (Scusate).
Tu uomo islamico hai portato la tua famiglia nel nostro paese per offrire loro un futuro migliore, ecco, in questo futuro migliore è compreso anche la dignità della donna, il riconoscimento della donna come essere uguale a te, sappilo.
Credo che non tutti gli uomini islamici siano così, non voglio generalizzare, mi riferisco all’uomo islamico, come pure a quello occidentale, o orientale, di qualsiasi etnia, che ritiene la donna  un essere di serie B, un essere senza  diritti, ma solo doveri.

Ci sono state dure potreste in seguito a questa notizia, quindi si è fatta mezza marcia indietro, si mezza, le donne potranno essere assunte, ma se devono contestare qualcosa ad un uomo islamico, si dovranno presentare accompagnate da un altro uomo.
Non ho parole.
Se non sopportano di essere ripresi da una donna, non dovrebbero far altro che non presentarsi sull’arenile di Jesolo, molti di loro sono anche abusivi, quindi andrebbero allontanati, , io aggiungerei, da un gruppo di donne.

Violenza domestica

Una decina di giorni fà, una signora è stata aggredita da un parente, è stata presa a calci e pugni in modo violento e gratuito. Una cosa inaspettata, c’era nell’aria un certo risentimento misto a rabbia da parte di quest’ uomo, ma si pensava non arrivasse a tanto, ha lasciato sgomenti tutti, in primis la signora stessa, i figli e la comunità intera. La signora ha riportato contusioni su tutto il corpo, ma soprattutto nell’anima.
Lunedì l’ho incontrata all’uscita da scuola, le sono andata incontro, era in compagnia di un’altra mamma, ma non potevo passare oltre, non potevo far finta di nulla. Mi sono avvicinata e le ho chiesto come stava, lei mi ha risposto “bene”, ma il suo sguardo diceva ben altro.
L’ho abbracciata forte, l’ho tenuta stretta per un po’, lei tremava, gli occhi erano lucidi.
La mamma presente se ne esce con una frase a mio parere inopportuna. Va bene che bisognava stemperare la tensione, va bene che bisogna passare oltre, ma nemmeno minimizzare l’accaduto, non era proprio il caso.
“Si, dai, tanto tu sei forte e superi tutto!!!”
Se solo ti fossi fermata a guardare il suo viso, i suoi occhi, le sue mani tremanti, avresti capito che è ancora sotto schock, avresti capito che cose simili non si superano con la forza di volontà, fatti del genere ti segnano per sempre, segnano i bambini per sempre.
Come si può superare un’aggressione così feroce? Come si può superare una paura così grande?
Non è detto nemmeno che quest’uomo starà rinchiuso per molto, quindi la paura del futuro è lecita.
Sapendo poi cosa sta già affrontando, perchè chiudere l’incontro così??
“Si, dai, tanto tu sei forte e superi tutto!!!”
Non si può minimizzare, anche se lo fai perchè sei imbarazzata, perchè non sai cosa dire, non si può, lei c’è rimasta male, te ne sei accorta almeno?
Ricordo quando mi ammalai nel 2009 le persone mi dicevano:
“Ma si dai, una come te che ride sempre queste cose le supera!”
Bene, vi dico che non ho superato un bel niente, le cose gravi non si superano, si impara a conviverci, ma non si superano mai, lasciano il segno e ti porti il marchio per sempre.
Ci son persone che dalle esperienze negative ne escono fortificati e più determinati di prima, non è il mio caso e non credo nemmeno quello della signora. La vita è già stata severa con lei, per non dire cattiva, questo proprio non ci voleva..

Se nasci femmina in certe parti del mondo, è una sfortuna

In certe parti del mondo, se sanno che sei femmina, non vieni nemmeno al mondo, praticano l’aborto selettivo, questo avviene soprattutto in Cina e in India, ma se nasci non è detto che diventi grande, il 75% delle femmine muore, per malnutrizione, per violenze subite, per abbandono, per maltrattamenti, per aborti ripetuti, per molteplici cause, tra le quali, anche infezioni dovute alla  mutilazione genitale, come succede in Africa.
In India nell’arco di tre generazioni sono state uccise 50 milioni di donne.
Muoiono 100 femmine ogni 56 maschi,  questo crea un enorme squilibrio a livello demografico, troppi uomini rispetto al numero delle donne, nei paesi occidentali è il contrario!

Le bambine vengono annegate, avvelenate, seppellite vive, vengono obbligate a mangiare sale fino a morire, le si fa ammalare e non le si cura, così sono condannate a morte certa.
Ogni 5 minuti in India muore una donna a causa dell’aborto, o per una gravidanza, o per parto.
Le donne non hanno diritti, sono considerate un fardello, un costo, a causa della dote matrimoniale che viene pretesa dalle famiglie dei mariti.
Tutto ciò è allucinante, inverosimile ma vero, se poi si pensa che l’India è stato tra i primi paesi al mondo ad avere un leader donna, Indira Ghandi nel 1966 e che ha una donna, Sonia Ghandi, a capo del primo partito del paese, fa ancora più impressione.

Festeggiare la donna in modo appropriato è un dovere verso noi stesse

Non ho mai festeggiato la Festa della Donna, per una questione di coerenza sul motivo per la quale è stata istituita. Lo sappiamo tutti il motivo, vero? Spero di si, mi auguro di si.
La Festa della Donna si festeggia l’8 Marzo di ogni anno per ricordare le conquiste sociali, economiche delle donne, ma anche le discriminazioni e le violenze di cui, ancora oggi, le donne sono oggetto.
In questa giornata si ricordano tutte le donne morte per mano di qualcuno, tutte, nessuna esclusa, tutte le donne maltrattate sia fisicamente che moralmente, le donne segregate, dimenticate, stuprate, eliminate solo perchè nate femmine.
L’unica volta che ho “festeggiato” la festa della donna è stato quand’ero una ragazzina, insieme a mia mamma ci siamo recate all’oratorio del paese, dove proiettavano un film, non ricordo il titolo, ma ricordo che un uomo picchiava sua moglie, la umiliava, non la lasciava uscire da casa. Non ricordo nemmeno come finisse, era una realtà che non mi apparteneva, che non conoscevo e ne rimasi colpita. Dopo la visione del film, c’è stato un dibattito tra tutte le donne presenti, ero l’unica adolescente in sala, erano tutte molto coinvolte, le ho ascoltate attenta, ammutolita. Chissà se fra di loro c’era qualcuna che subiva le stesse violenze, non lo saprò mai. E’ seguito un piccolo rinfresco e poi tutte a casa. Ricordo questa serata con nostalgia, mia mamma mi aveva portato ad una “cosa da grandi” e per questo gliene sarò sempre grata. Lo sai vero mamma? Grazie ancora, mi hai lasciato un bellissimo ricordo di una giornata speciale, vissuta come dovrebbe essere vissuta e non come fanno oggi, che, lasciatemelo dire, è una vera schifezza! Donne assatanate che sbavano in discoteca di fronte ad un uomo mezzo nudo. Una volta, per motivi lavorativi, ho dovuto assistere anche a questo, ma è un episodio che preferisco dimenticare. Che vergogna, che disgusto.
E poi….Cosa c’è da festeggiare?

Ma a voi il Doodle di Google dedicato alla Giornata della donna piace? A me no, nemmeno un pochino, tutte questi visi deformi…

Le donne non escano da sole se non accompagnate

Nei giorni scorsi nella mia città è stata stuprata una giovane ragazza all’uscita da un locale. Stava recandosi alla macchina, quando è stata avvicinata da un uomo di origine kosovara, che l’ha prima importunata e poi violentata. Nei giorni seguenti ci sono state anche delle proteste perchè l’uomo è stato rilasciato quasi subito e messo ai domiciliari (e già qui ne avrei da dire, in galera doveva stare quell’essere). Ci vorrebbero pene esemplari in queste casi, servirebbero da deterrente.
La una dichiarazione rilasciata dal Procuratore di Bergamo Francesco Dettori, ha lasciato tutti senza parole:
“Le donne sono l’anello debole della società, sarebbe bene che di sera non uscissero da sole”.

A voi questa sembra una soluzione? Ma dove siamo? Come è possibile che una donna non debba uscire la sera o se esce deve essere accompagnata? E’ inammissibile dover essere costrette a un tale comportamento di vita, per evitare tragedie simili. 

Non sarebbe meglio che mettessero più sorveglianza? Invece di impiegare soldi per pagare gli ausiliari del traffico a dar multe a manetta non potrebbero impiegarli per pagare della sorveglianza da far circolare la notte, per farsì che  ci proteggano da queste sottospecie di uomini? E’ solo un’idea certo, ma nemmeno tanto assurda! 
Può essere che il suo sia stato solo un consiglio, come ce lo darebbe un buon padre, ma questo non toglie che non è la giusta soluzione!
Non è giusto che la nostra libertà venga limitata, quando nemmeno quella dello stupratore lo è stata!!! ogni donna, in ogni città d’Italia, in ogni momento della giornata, deve avere il diritto di camminare dove e quando vuole. 
Ripeto, pene esemplari!!!



Prete di Lerici dice: ‘Femminicidio, colpa delle donne! Telefono Rosa: Grave offesa’

Don Piero Corsi, alcuni giorni fà, aveva affisso un volantino sul portone della chiesa San Terenzio di Lerici. Riproponeva un passo della lettera apostolica di Giovanni Paolo II Mulieris Dignitatem, in cui il Papa richiamava le donne alla loro virtù. Un volantino che ha suscitato tantissime giuste polemiche a causa del commento aggiunto dal Don: “Una stampa fanatica e deviata attribuisce all’uomo che non accetterebbe la separazione la spinta alla violenza. Possibile che in un sol colpo gli uomini siano impazziti? Non lo crediamo. Il nodo sta nel fatto che le donne sempre più spesso provocano, cadono nell’arroganza, si credono autosufficienti e finiscono con esasperare le tensioni. Bambini abbandonati a loro stessi, case sporche, piatti in tavola freddi e da fast food, vestiti sudici. Dunque se una famiglia finisce a ramengo e si arriva al delitto (forma di violenza da condannare e punire con fermezza) spesso le responsabilità sono condivise”.  “Quante volte vediamo ragazze e signore mature circolare per strada con vestiti provocanti e succinti? Quanti tradimenti si consumano sui luoghi di lavoro, nelle palestre e nei cinema? Potrebbero farne a meno. Costoro provocano gli istinti peggiori e poi si arriva alla violenza o abuso sessuale (lo ribadiamo. Roba da mascalzoni). Facciano un sano esame di coscienza: forse questo ce lo siamo cercate anche noi?”.

Lo sdegno delle donne di Telefono Rosa si fa immediatamente sentire: “Chiediamo allle massime autorita civili e religiose che si attivino perché venga immediatamente rimosso il manifesto affisso dal parroco (che ci è peraltro anche giunto via mail) e che riteniamo una gravissima offesa alla dignità delle donne”,
“In Italia, che è il paese con il maggior numero di femminicidi d’Europa e ha un altissimo numero di violenze consumate all’interno delle mura domestiche, un episodio come questo non è più tollerabile”. E quindi, “diciamo basta e chiediamo che si argini tanta violenza e che si ponga fine a messaggi culturali che danno un’interpretazione assurda della nostra società”.
Il presidente di Telefono Rosa Maria Gabriella Carnieri Moscatelli aggiunge anche che questo messaggio è una vera e propria istigazione ad un comportamento violento nei confronti delle donne, perché si offre una inaudita e insensata motivazione ad atti criminali contro di esse.
Dopo tutte queste polemiche Don Corsi ha deciso di lasciare il sacerdozio ammettendo che il volantino che giustificava il femminicidio è stata una “imprudente provocazione”. “Adesso mi sento indegno di indossare l’abito talare”, ha spiegato il sacerdote nella mail inviata questa mattina. A questo punto il parroco di San Terenzo di Lerici spera che “la riflessione e la penitenza mi consentano un giorno di riconquistare quella serenità che ho oggi innegabilmente smarrito”.

IL MIO PENSIERO:
Sapete cosa mi fà più paura in tutto ciò? Che il pensiero di questo prete è condiviso da molti uomini. Danno la colpa a noi donne se arrivano a certi eccessi, danno la colpa a noi donne se arrivano ad insultarci, danno la colpa a noi donne se arrivano a commettere un crimine efferato. Ma loro? Dove mettono le loro responsabilità?
E sapete cosa mi demoralizza? Che questi uomini sono stati cresciuti da donne e non hanno imparato il rispetto verso la donna. Perchè? Perchè si sentono forti e potenti solo se sottomettono una donna, perchè? Perchè si sentono in diritto di dominarla, di comandarla, di picchiarla, di renderla schiava, perchè?
Sono amareggiata, sono delusa, sono preoccupata per noi donne di oggi, ma soprattutto per le donne del futuro.
Questri tipi di atteggiamenti nei confronti di noi donne ci sono sempre stati, ma tempo fà le donne erano più remissive e sottomesse, accettavano tutto o quasi, senza rivoltarsi, per il bene dei figli. Oggi si sà che un padre violento, un padre padrone, fà del male anche ai figli, se non fisicamente, mentalmente di sicuro, quindi le donne trovano il coraggio di dire basta, di girare pagina, ma questo certi uomini non lo ammettono ed arrivano al femminicidio.
Finirà mai questa violenza nei confronti delle donne?

La violenza non è il nostro destino

Ieri sera ho guardato il programma su Rai3 “Amore Criminale”. L’ho sempre seguito, è un argomento che mi tocca molto, il femminicidio è un atto tremendo. In questa puntata si parlava di Anna, era la truccatrice del Teatro Petruzzelli di Bari, una donna  uccisa dal suo compagno. Non sto a raccontarvi tutta la vicenda, potete vederla nel video, hanno fatto una ricostruzione da pelle d’oca, quello che mi ha stupito è stata la condanna data a questo uomo, poco più di 16 anni.
Io sinceramente in questi casi sono spietata, non pensate alla pena di morte, sono contraria, ma ad una condanna esemplare, si! Cosa significa per me esemplare?
Personalmente tutti quelli come lui, li abbandonerei su un’isola deserta rocciosa, senza nemmeno un albero, farei loro rimpiangere quel gesto per tutti i giorni a venire. Li manderei in miniera con una pietra al collo a spaccare pietre senza più fargli vedere la luce del sole per sempre. Mi vengono in mente altri modi per queste sottospecie di persone e invece no, siccome vogliono rieducarli, reinserirli, gli danno solo un pugno d’anni, poi quando escono si rifanno una vita, alla faccia della famiglia che ha persona la persona cara. Non ci siamo, no, no!
Bisognerebbe eliminare patteggiamenti, riti abbreviati e i domiciliari verso chi commette reati di questo tipo.
Ma cosa si può fare per prevenire questo atteggiamento maschile nei confronti delle donne? Noi mamme come possiamo prevenire e prevedere che un figlio possa arrivare a tanto? Perchè dietro ad un uomo che uccide, c’è una mamma che l’ha cresciuto, ma non credo che il suo progetto di madre includesse questo. Vi sono radici profonde radicate nella cultura, radici che bisogna sradicare, radici malsane, radici così profonde che fanno paura.
Cosa dire alle nostre bambine, alle nostre adolescenti, alle nostre figlie? Come metterle in guardia? Come possono fare per capire chi si cela dietro ad una ragazzo?