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Aborto e medici obiettori, inizia la campagna "Il buon medico non obbietta"

Sono trascorsi 34 anni dall’approvazione della legge 194 che continua a rappresentare uno dei traguardi più importanti della lotta delle donne per la propria autodeterminazione ed il patrimonio comune di un paese civile. E’ diminuito il numero di donne che ricorrono all’interruzione volontaria della gravidanza, si tratta prevalentemente di donne extra comunitarie per le quali l’ivg è una pratica anticoncezionale.

Tutti i medici possono praticare l’obiezione di coscienza rispetto all’aborto, ma le donne hanno diritto ad abortire.

Lo scenario ideale sarebbe quello di trovare una soluzione che permetta di conciliare il diritto alla salute e l’autonomia del paziente con quella del medico: la libertà della donna di decidere se continuare o no la gravidanza con la libertà del medico di decidere se partecipare o no all’interruzione di gravidanza, ma la ricerca di questa soluzione ideale è fallita. I ginecologi obiettori sono ormai più dell’80% e l’obiezione di coscienza cresce anche tra gli anestesisti e le ostetriche superando ormai abbandonamento il 50 % e per le donne diventa ogni giorno più difficile riuscire a interrompere la gravidanza.
Viviamo in una società sempre più laica, quindi l’opinione pubblica si stupisce che ci siano sempre più medici obiettori.

Alla luce di questo la Consulta Bioetica Onlus lancerà in tutta Italia la Campagna contro l’obiezione di coscienza: “Il buon medico non obietta. Rispetta la scelta della donna di interrompere la gravidanza”.

Nel grembo della donna c’è un essere in via di sviluppo, e non un essere che non merita rispetto, ma, in certe situazioni, è necessario scegliere il male minore. Un caso esemplare è la gravidanza a seguito di stupro, soprattutto se si tratta di una ragazza minorenne, o addirittura di una bambina. In questo caso la salute psichica e fisica della bambina è una priorità assoluta.

La Campagna ha due obiettivi: da una parte, incoraggiare un dibattito pubblico sulla legittimità del diritto all’obiezione di coscienza a più di trent’anni dall’approvazione della legge sull’interruzione di gravidanza e, dall’altra, rendere più chiaro che il buon medico non è quello che non pratica le interruzioni di gravidanze ma quello che sta vicino alla donna e non la lascia sola in un momento difficile.

Sono tanti gli argomenti correlati all’aborto, ma sono anche tante le leggi sulle quali bisognerebbe discutere.

E’ un tema molto delicato questo, ognuno di noi ha la sua opinione, positiva o negativa che sia, credo che una scelta così porti sempre delle conseguenze negative nella vita di una donna.

Ricordo una ragazza degente, dagli occhi tristi, sola, confortata da un’infermiera che passava ogni tanto e le accarezzava una mano. Aveva appena abortito e l’avevano messa, per mancanza di letti, in camera con una mia parente che aveva appena partorito ed era al settimo cielo. Non so cosa stesse pensando quella ragazza…ma non era niente di bello!!!