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Per dieci minuti * Chiara Gamberale* Feltrinelli

Essendo Kindle munita,  sono entrata in un gruppo di lettrici e sto partecipando ad una lettura collettiva. Il primo libro della lista, quello più votato era questo. Non sapevo nemmeno di cosa parlasse, mi sono fidata del voto delle mie compagne di lettura e ho fatto bene, mi è piaciuto davvero molto, più che altro lo spunto che da. E’ un libro di scorrevole lettura.

Dopo aver lasciato la sua casa materna per andare a vivere in città, Chiara da una settimana all’altra si ritrova abbandonata dal marito e senza lavoro. Entra in una crisi profondissima, non mangia, non si lava, non esce di casa. Ad un certo punto capisce che ha bisogno di aiuto, cerca di reagire, si rivolge ad una psicologa che le suggerisce di fare un giochetto per un mese intero: ogni giorno deve fare una cosa nuova per almeno dieci minuti, una cosa mai fatta prima. Quella che all’inizio sembra una cosa da poco, si rivela un’ottima strada per risollevarsi dall’apatia in cui è caduta.

Scegli: o dentro o fuori, ma se stai sulla porta mi blocchi il traffico.

Con questo post partecipo al Venerdì del Libro

Per dieci minuti

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Ti consiglio un libro: Moonlight Mile di Dennis Lehane edito da Piemme

Patrick Kenzie viene svegliato nel cuore della notte da una telefonata. E’ una donna, una voce dal passato, gli chiede di ritrovare Amanda, è nuovamente scomparsa. Patrick inizia così la sua ricerca, glielo deve alla zia di Amanda. Dodici anni prima l’aveva riportata alla mamma, che grosso errore, una donna deprecabile, che non ha fatto altro che drogarsi e bere nella sua vita e vivere ai margini della società, trascinando con sè la figlioletta Amanda. Amanda ora ha 17 anni, una stidentessa modello, dal carattere forte, è nuovamnete sparita nel nulla. L’hanno di nuovo rapita o se n’è andata di sua spontanea volontà?
Perchè poi? Patrick seguendo le sue tracce si imbatte nella mafia russa, in pestaggi, in omicidi, in inseguimenti e nel mercato dei bimbi, venduti a ricchi personaggi. Un libro ben scritto, con una trama che regge fino alla fine. L’unico neo, ma questo è un mio pensiero personale, sembra scritto appositamente per trarne un film, battute spiritose, colpi di scena al momento giusto, molti dialoghi diretti. E’ anche vero che dai libri di questo scrittore ne hanno fatti di film, quindi il suo modo di scrivere è poco romanzato, non so se mi spiego. Comunque val la pena leggerlo.

                                         

A ogni atto di violenza segue sempre una rappresaglia. Fai male a qualcuno, e quel male ti tornerà indietro.
Come fai a rassegnarti alla mediocrità? Come fai ad accettare di arrivare sempre tra gli ultimi in tutte le gare della vita?
Mi piace quello che non si può riparare se si rompe. Che non si può sostiutire se và smarrito.

Martha Peake di Patrick McGrath edito da Bompiani

La storia di Martha è narrata da William al nipote, in un freddo inverno, in una casa fredda, enorme, teatro appunto di una parte della storia.
Questo romanzo è ambientato nel XVIII secolo, la protagonista è una giovane donna, Martha Peake e il padre Harry, un contrabbandiere di gin, di cui ne fa ampiamente uso. E’ proprio a causa di questo suo vizio del bere, che una notte Harry da origine ad un incendio, in cui perde la vita la moglie e lui resta orribilmente deformato. Una volta guarito, Martha e il padre si trasferiscono nella parte povera di Londra e per mantenersi Harry mostra le sue deformità nelle birrerie londinesi.
Nonostante gli scatti d’ira e la violenza di Harry, Martha sostiene e ama profondamente suo padre, ma pian piano l’uomo precipita nella follia, finchè Martha scappa terrorizzata e si rifugia a Drogo Hall. Dopo un essimo atto di violenza da parte del padre che riesce a trovarla, Martha decide di fuggire in America presso una zia, dove viene ben accolta, ma dove è appena esplosa una rivolta contro gli inglesi, che sfocerà poi in rivoluzione, durante la quale avrà un ruolo importante e diverrà un’eroina della Rivoluzione Americana.
Mi fermo qui, ho detto fin troppo. Spero di avervi incuriosito e che leggiate questo libro che parla di una donna forte, che sa reagire alle tragedie che la vita le mette di fronte.

              
Spesso un avvenimento a lungo atteso sorprende la mente come un trauma al suo effettivo accadere.
              
Forse è la più pericolosa delle illusioni credere di conoscere un altro essere umano, specialmente se morto..
                 

Mi piace leggere.

Leggere è il mio passatempo preferito. Nella mia borsa non manca mai un libro, mai. Mi fa sentire completa portarmi ovunque un libro, anche se magari non avrò il tempo di leggerlo, ma sapere che è lì nella borsa e posso in qualsiasi momento prenderlo e leggere anche due sole pagine, mi aiuta a star meglio.
Quando leggo mi immergo nel racconto, mi trovo dove si trovano i personaggi del libro, sono accanto a loro, vedo ciò che vedono, soffro con loro, gioisco con loro. Leggere mi fa conoscere mondi nuovi, persone nuove, storie nuove, che entreranno a far parte della mia memoria.
Mi piace leggere soprattutto storie di vita reale, di vissuto, di esperienze belle o brutte che siano, ma non disdegno nemmeno i romanzi ambientati in altre epoche storiche.
A voi piace leggere? Che genere preferite?
Leggere ci dà un posto dove andare anche quando dobbiamo rimanere dove siamo.

                                                                           Mason Cooley

Chi vive, vive la propria vita. Chi legge, vive anche le vite altrui.

Dai un appuntamento ad una ragazza che legge

Dai un appuntamento ad una ragazza che legge. Dai un appuntamento ad una ragazza che spende il suo denaro in libri anziché in vestiti. Lei ha problemi di spazio nell’armadio perché ha troppi libri. Dai un appuntamento ad una ragazza che ha una lista di libri che vuole leggere, che ha la tessera della biblioteca da quando aveva dodici anni.

Trova una ragazza che legge. Saprai che lo fa perché avrà sempre un libro ancora da leggere nella sua borsa. E’ quella che guarda amorevolmente sugli scaffali di una libreria, quella che tranquillamente emette un gridolino quando trova il libro che vuole. La vedi odorare stranamente le pagine di un vecchio libro in un negozio di libri di seconda mano? Questo è il lettore. Non può resistere dall’odorare le pagine, specialmente quando sono gialle.

Lei è la ragazza che legge mentre aspetta in quel caffè sulla strada. Se dai una sbirciatina alla sua tazza, la sua panna non proprio fresca galleggia in superficie perché lei è già assorta. Persa nel mondo dell’autore. Siediti. Potrebbe darti un’occhiataccia, poichè la maggior parte delle ragazze che leggono non amano essere interrotte. Chiedile se le piace il libro.

Offrile un’altra tazza di caffè.

Falle sapere ciò che tu davvero pensi di Murakami. Vedi se sta leggendo il primo capitolo di Fellowship. Cerca di capire che se dice che ha compreso l’Ulisse di Joyce, lo sta solo dicendo perché suona intelligente. Chiedile se ama Alice o se vorrebbe essere Alice.

E’ semplice dare un appuntamento ad una ragazza che legge. Regalale libri per il suo compleanno, per Natale e gli anniversari. Falle il dono delle parole, in poesia, in musica. Regalale Neruda, Pound, Sexton, Cummings. Falle sapere che tu comprendi che le parole sono amore. Capisci che lei sa la differenza che c’è fra i libri e la realtà ma che per dio, lei sta cercando di rendere la sua vita un poco simile al suo libro preferito. Se lo fa, non sarà mai colpa tua.

Ha bisogno di essere stuzzicata in qualche modo. Mentile. Se comprende la sintassi, capirà che hai la necessità di mentirle. Oltre le parole, ci sono altre cose: motivazione, valore, sfumature, dialogo. Non sarà la fine del mondo.

Deludila. Perché una ragazza che legge sa che il fallimento conduce sempre al culmine. Perché le ragazze come lei sanno che tutto è destinato a finire. Che tu puoi sempre scrivere un seguito. Che puoi iniziare ancora e ancora ed essere nuovamente l’eroe. Che nella vita si possono incontrare una o più persone negative. Perché essere spaventati da tutto ciò che tu non sei? Le ragazze che leggono comprendono che le persone, come i caratteri, si evolvono. Eccetto che nella serie di Twilight.

Se trovi una ragazza che legge, tienitela stretta. Quando la trovi alle due di notte stringere un libro al petto e piangere, falle una tazza di the e abbracciala. Potresti perderla per un paio d’ore ma tornerà sempre da te. Lei parla come se i personaggi del libro fossero reali perché, per un po’, lo sono sempre.

Chiedile la mano su una mongolfiera. O durante un concerto rock. O molto casualmente la prossima volta che lei sarà malata. Mentre guardate Skype.

Le sorriderai apertamente e ti domanderai perché il tuo cuore ancora non si sia infiammato ed esploso nel petto. Scriverete la storia delle vostre vite, avrete bambini con strani nomi e gusti persino più bizzarri. Lei insegnerà ai bimbi ad amare Il Gatto e il Cappello Matto e Aslan, forse nello stesso giorno. Camminerete insieme attraverso gli inverni della vostra vecchiaia e lei reciterà Keats sottovoce , mentre tu scrollerai la neve dai tuoi stivali.

Dai un appuntamento ad una ragazza che legge perché te lo meriti. Ti meriti una ragazza che possa darti la più variopinta vita immaginabile. Se tu puoi solo darle monotonia, e ore stantie e proposte a metà, allora è meglio tu stia da solo. Se vuoi il mondo e i mondi oltre ad esso, dai un appuntamento ad una ragazza che legge.

O, ancora meglio, dai un appuntamento ad una ragazza che scrive”.

Rosemarie Urquico

Un fiume di libri nelle strade di Melbourne, avrei voluto esserci anch’io!

Io amo leggere, mi piace tenere un libro in mano, sfogliarlo, sentirne l’odore, se poi un libro è nuovo, allora non rispondo di me, lo annuso continuamente.
Ricordo che sin da piccolina amavo sentire leggere, obbligavo mio fratello a leggermi qualsiasi cosa avesse in mano. Quando poi ho imparato a mia volta, allora non mi teneva più nessuno. Ricordo un episodio: tornavo a casa a piedi da scuola, avevo poco più di 6 anni, in prima elementare, avevo un libro in mano e mentre camminavo leggevo. Ad un certo punto sento un forte rumore, un clacson, alzo gli occhi dal libro e avevo un camion al mio fianco. Ero in mezzo alla strada, non mi ero accorta camminando, ero così concentrata.

Io vado in biblioteca a prendere i libri, ne prendo 4 o 5 alla volta, più 3 per il mio 5enne, sto avvicinando anche lui alla lettura, chissà che si appassioni. Trovo che leggere sia un’avventura, entrare nella vita, nella storia del protagonista. Io mi faccio il mio film in testa e di solito è meglio di quello che poi i registi realizzano!!! (modestamente)
Stamattina nel web ho visto delle foto nelle quali c’erano migliai di libri lungo delle strade, ogni libro era illuminato da piccole luci Led e delle persone ci camminavano sopra. Che orrore!! Per me il libro è sacro, va conservato e tenuto bene, quindi mi son chiesta come mai e ho trovato la spiegazione.
In occasione del festival Light in Winter, dedicato al National Year of Reading 2012, luzinterruptus ha creato nella trafficatissima Fed Square di Melbourne, un’opera grandiosa. 
L’intento è stato quello di trasformare la piazza in un luogo che invitasse i cittadini alla lettura. Sono stati utilizzati più di 10.000 libri scartati dalle biblioteche pubbliche locali, destinati al macero, perchè ritenuti ormai sorpassati. Ci è voluto un mese, poi, per assemblarli, arricchendoli con le piccole luci, che sono il  loro marchio di fabbrica , e disporli lungo le grandi gradinate, i marciapiedi e la strada che costeggia la piazza.
E’ un gesto simbolico per cui la letteratura si impossessa delle strade e si converte in forza conquistatrice dello spazio pubblico, offrendo alle persone un luogo incantato in cui le macchine lasciano spazio alla parola scritta. In concreto, tutta una corsia di Flinders Street si è trasformata in una sala di lettura illuminata da una luce pallida, tenue e poetica.
Alla fine di questa mostra, che è rimasta sulle strade un mese, i libri sono stati regalati a chiunque li volesse.
Avrei voluto esserci, avrei voluto vedere questo spettacolo grandioso, accarezzare con mano tutti quei libri, incantarmi di fronte a tanta saggezza. Mi accontento di guardare queste bellissime immagini e mi auguro che chiunque abbia raccolto uno qualsiasi di quei libri lo conservi.

Dona un libro alla Biblioteca della tua città

Anche quest’anno, e per il terzo anno consecutivo, le librerie Giunti al Punto lanciano la campagna estiva per sensibilizzare le persone che entrano in libreria a donare un libro ad associazioni, enti, ospedali e a tutti quei luoghi in cui e’ utile far arrivare i libri. L’iniziativa ha l’obiettivo di arricchire con nuovi volumi le biblioteche, sottolineando l’importanza del loro ruolo come centri di cultura, spazi di aggregazione e integrazione sociale sul territorio.

Nel 2011 l’iniziativa era In ospedale c’e’ un bambino che… grazie alla quale sono stati donati, in un solo mese, ben 113.885 libri ai reparti pediatrici degli ospedali italiani, e nel 2010 Regala un libro all’Aquila sono stati raccolti 37.420 libri per la ricostruzione delle biblioteche della citta’ distrutte dal sisma del 2009.

Dall’1 al 31 agosto, nelle 164 librerie Giunti al Punto di tutta Italia, sarà dunque possibile acquistare un libro, scontato del 15% per chi aderisce all’iniziativa, da donare alle biblioteche del nostro paese, con la possibilità di personalizzare la donazione scrivendo una dedica sull’apposito adesivo fornito dalle librerie. Ciascuna libreria avrà una biblioteca di riferimento che verrà segnalata a tutti i clienti: in questo modo ogni persona saprà dove verranno inviati i libri donati e potrà anche visitare la biblioteca, arricchita dei nuovi libri.

Giunti al Punto sosterrà tutti i costi dell’operazione e organizzerà centri di raccolta dei libri disposti all’interno di ciascuna libreria, dove il personale addetto sarà a disposizione dei clienti per fornire tutte le informazioni sull’iniziativa.

Partecipa anche tu e segui l’iniziativa su Facebook alla pagina Dona un libro alla biblioteca… e sul sito http://www.giuntialpunto.it

 

Ho smesso di piangere Veronica Pivetti

Il problema vero della depressione è che non la puoi raccontare, non la puoi descrivere. È invisibile e non è uguale per tutti, ma per tutti è un male profondo e assoluto e va affrontata, perché tanto non si scappa. Anche per questo Veronica Pivetti ha deciso di condividere con noi il suo momento buio e lo fa con toccante onestà, senza censurare i momenti dolorosi che, come spesso accade nella vita, finiscono per diventare involontariamente molto comici.
“Lei è malata, la sua tiroide non funziona più”: questo si è sentita dire Veronica nel lontano 2002. Era così. La sua tiroide ha cominciato a dare i numeri, si è starata e l’ha traghettata verso una forte depressione, complici alcuni farmaci sbagliati che le erano stati prescritti. Così è iniziata la sua odissea medica. Alcuni dottori l’hanno salvata, altri massacrata, alcuni le hanno ridato la vita, altri gliel’hanno tolta.
Veronica Pivetti racconta che “se mi fossi rotta tutto il corpo sicuramente una schiera di parenti sarebbero venuti a trovarmi in ospedale, ma se ti rompi dentro, nessuno ci crede”. E lo racconta con la sua verve di sempre, perché ha compreso bene che, una volta usciti dalla malattia, si possono descrivere alcuni episodi dolorosi con comicità. Del resto lei è un’attrice comica, amata anche per la sua autoironia, oltre che per la sua bravura.
Diventa difficilissimo comunicare il dolore e il vuoto che si ha dentro, che ti trascina in un buco nero fatto di angoscia e odio verso la vita. Parole che suonerebbero nefaste e miscredenti a chi ha avuto la fortuna di non conoscere la depressione o anche – e qui siamo volutamente un po’ forti – a chi ha problemi più gravi tanto da ‘deridere’ i depressi, senza comprenderne il dramma.

Veronica Pivetti ha infatti dovuto anche sopportare il peso di coloro che credevano impossibile che la depressione potesse colpire una persona tanto fortunata. Ma la fortuna non c’entra, la depressione può colpire chiunque. Da quel momento Veronica ha trascorso sei anni infernali di cui ci racconta ogni dettaglio, ogni momento di sofferenza e di buio.
Finalmente, nel 2008, Veronica ha incominciato a rivedere la luce e a uscire da questo micidiale periodo nero. Sono stati sei anni infami, “anni nei quali mi sono detta continuamente che era inutile vivere così. Il tempo triste sembra sempre tempo perso”. Anni difficilissimi che, però, non sono passati senza lasciare un segno. “Una volta ero perfettamente funzionante, ero nuova di trinca. E credevo che fosse quella la verità. Ora sono un po’ rattoppata, ho un’anima patchwork e una psiche in divenire. Ed è questa la verità. Ma va bene così, perché la vita si fa con quello che c’è… “
Sono a venuta a conoscenza di questo libro vedendo una puntata delle Invasioni Barbariche di Daria Bignardi, nella quale Veronica Pivetti era ospite, ecco qui come si racconta lei…

Pronto e indossato * Lavinia Biagiotti

Un ricettario della moda. Lo si può definire così il nuovo libro scritto da Lavinia Biagiotti edito da Mondadori. «L’idea di “Pronto e indossato” – spiega l’autrice – nasce da una trasmissione che conduco su Radio 2 con le Brave Ragazze, Michela Andreozzi e Federica Gentile. A marzo 2011 mi hanno chiesto di creare uno spazio di moda nel loro programma. Ci ho pensato un po’ cercando una chiave di lettura inedita, l’importante è personalizzare, aggiungere un tocco, suscitare una piccola emozione. Così è nato “Pronto e indossato”, che unisce due passioni di noi donne: moda e cucina, ma soprattutto perfezione e rapidità, caratteristiche che rendono forte il cosiddetto sesso debole».

L’autrice costruisce il libro come un amico con il quale consigliarsi e risolvere piccole nevrosi quotidiane e dubbi di stile: un manuale per migliorare il rapporto con il proprio fisico, l’armadio e l’abbigliamento. Lavinia Biagiotti, con un approccio vivace, ironico e tutto al femminile, si rivolge direttamente alle lettrici: insegna loro ad imparare a vestirsi per il piacere personale, a non indossare mai nulla a caso, a scegliere un bel capo o un accessorio divertente con cura, tramite una serie di semplici regole e piccoli segreti.

Lavinia Biagiotti propone «ricette» per ogni situazione: dalla mise da lavoro al weekend fuori porta, dall’aperitivo fino alle «ricette per cuocerlo a puntino», alle «ricette per matrimoni» o alle «ricette col pancione».

A Milano mercoledì 16 alle 18.30 Lavinia Biagiotti presenterà il suo libro alla Mondadori Multicenter in piazza Duomo a Milano.

Fonte: QUI

Profumo di libro

Gli amanti del libro sono restii a passare a l’e-book, in parte perchè un buon lettore ama tenere in mano il libro stesso e sfogliarlo, ma ama anche l’odore della carta. Ebbene oggi può sopperire a questo profumo e leggere i libri elettronici senza rinunciare all’odore che tanto si ama.

Si può avere il meglio di entrambi i mondi, la convenienza di un e-book e l’odore del tuo libro preferito di carta.

Funzionerà? Non resta che provarlo.