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Ognuno porta la sua croce

Qualcuno di molto importante ha lasciato scritto per tutti quelli che sarebbero arrivati dopo di Lui una frase confortante e la certezza che Dio non affida una croce troppo pesante a chi non è in grado di portarla.
Potremmo disquisire per giorni, essere o no d’accordo, ma l’esperienza mi dice che non è proprio così.
Le croci ti piegano, le croci ti spezzano, le croci ti possono anche sotterrare.

Ammiro chi ne esce fortificato dai periodi bui, ammiro che si colma di consapevolezza e di nuova energia.
Io sto cercando di uscirne con tutte le mie forze e forse (il forse è d’obbligo), nonostante le silurate da destra e manca che continuano ad arrivare, ce la posso fare, da sola o con l’aiuto di Qualcuno, ma sento che ce la posso fare.
Settimana scorsa sistemando una scatola ho trovato sperduta in un angolino la croce che portava al petto sempre mia mamma, anche quando è mancata, l’avevo cercata a lungo, ma inutilmente L’ho indossata, nonostante da almeno 10 anni io non uso portare alcunché addosso, se non semplice bigiotteria giusto per qualche ora.
Io ora porto la mia croce e mi sento più forte.
Pensatela come volete, sarà utopia, ma voglio crederci se ciò mi può essere d’aiuto.

Odori molesti

Io ho un olfatto molto sviluppato, sento moltissimo gli odori, questo può essere un pregio, una cosa positiva, ma in moltissimi casi vi assicuro che non lo è.
Quando è nato il mio primo bambino ero una giovane donna inesperta, non avevo mai cambiato un bambino, non sapevo come si faceva, ma soprattutto mi faceva enormemente schifo.
La prima volta per me è stato traumatico, ma anche la seconda, la terza, la quarta, c’ho messo un bel po’ per abituarmi a quella consistente schifezza che è la pupù.
Ero assalita da conati di vomito pazzeschi, con tanto di bava alla bocca, una cosa assurda da vedere. Ero una mamma, una mamma non può essere schifata dalla pupù del suo bimbo, ma io lo ero.
Pian piano mi sono abituata e ho smesso di avere questi attacchi vomitosi, ma non ha mai smesso di farmi schifo, ma proprio schifo schifissimo.
Ma non era solo quello a farmi questo effetto, tutt’ora vengo assalita dai conati quando sento l’odore dell’aceto, quando guardo un film un po’ truculento, se vedo programmi in cui mangiano cose strane e molto altro.
Tenete conto che se i miei figli vomitano perchè stanno male e io devo assisterli, come una buona mamma fa, vomito con loro. La dice lunga!!!
C’è un video compromettente sul cell di MrD in cui pulisco del vomito per terra (del cane, povero, si era sentito male), non vi dico le scene e le risate di quell’ignobile di mio figlio che ha osato riprendermi mentre ero intenta a un’attività così a me poco avvezza.
Tutta questa premessa per arrivare a ieri.
Ieri Miciomao era in bagno e io pensavo che avendo quasi 6 anni, è ora che impari a pulirsi da solo (è giusto il verbo o dovevo usare sia? Boh). Stavo meditando sul metodo da intraprendere per abituarlo a fare questa cosa, stavo programmando un piano, stavo progettando cose, quando lui mi chiama e mi fa vedere che ha fatto tutto da solo e l’ha fatto bene, l’unica cosa è che ha usato mezzo rotolo di carta igenica, ma son dettagli, giusto?
Un passo in più verso la maturità!!!
Voi avete odori che odiate profondamente? Odori che vi causano spasmi di vomito? Ditemi di si, io mi sento strana, non conosco nessuno come me, cerco un po’ di solidarietà!!!

Coppetta mestruale, ma cos’è???

L’altro giorno stavo leggendo il Blog di mammaeconomia, il titolo del suo post era Domande e risposte sulla coppetta mestruale. Bene, io ho una certa età, non sono vecchissima, ma ho passato i fatidici anta e sinceramente non sapevo cosa fosse una coppetta mestruale, mai sentita nominare e si che sono una che si tiene un po’ informata. Così sono andata in cerca di una spiegazione, per capire di cosa stava parlando e ho trovato un sito dove tutto è ben spiegato.

La coppetta mestruale è un dispositivo igienico per il ciclo femminile costituito da una coppetta in silicone, materiale plastico o gomma naturale, che va inserito in vagina per raccogliere il flusso.
Una volta inserita, non si avverte più, ed è possibile indossarla tranquillamente anche per 8 ore, quindi anche durante la notte.  La coppetta non provoca secchezza ed irritazioni, perchè non interferisce con le normali secrezioni della vagina, ed è assolutamente sicura perchè costituita da materiali di grado medicale (utilizzati, ad esempio, anche per cateteri, valvole protesiche ecc.).
Non interferisce nè con diaframma, nè con la spirale. Si può inserire sin dalla prima mestruazione, infatti c’è in due misure, small e large, a seconda se siete già mamme o no. La coppetta mestruale può durare fino a 10 anni, dopo ogni utilizzo và sterilizzata o tramite bollitura o con pastiglie sterilizzanti.
Saputo tutto ciò mi domando…ma la userei? Ora rispondo di no, ma ho letto che dicono tutte così, poi alla fine molte la provano e la usano. Sinceramente mi fa un po’ schifo raccogliere il tutto e poi svuotarle la coppetta, lavarla, riinserirla….Non mi convince.
Voi sapevate che esisteva? La usate? Se si, è veramente così comoda come decantano?
Ho trovato anche in Youtube un video in cui Luciana Littizzetto parla della coppetta mestruale, in modo scherzoso, come lei sa fare….esilerante!!!

Depressione. Quando si vede bianco, nero o grigio.

Il bianco, il nero, il positivo, il negativo, la presenza, l’assenza, la luce, il buio, la vita, la morte…
Nei momenti difficili della nostra vita, nulla ha più colore, nulla è facile, nulla ci stimola, nulla ci rende felici.
Avete mai avuto dei periodi così? Io penso che nella vita di una persona, prima o poi accade qualcosa, qualcosa di così grave, di così inaspettato, di così diverso, di così nuovo, di così responsabilmente difficile, che rende impossibile il semplice “continuare come prima”.
Tutto continua a girare nello stesso modo, ma il nostro punto di vista è cambiato, è diverso, ha un’altra prospettiva, forse più lontana o forse più vicina, ma comunque differente. Sono momenti di svolta, di non ritorno, a volte di non vita. Si lascia scorrere il tempo senza fare nulla, o forse facendo troppo, per non pensare, per non farsi troppe domande.

Se vi trovate in una nebbia persistente, se vi sembra di avere i piedi nelle sabbie mobili, se vi sentite costantemente confusi e incapaci di decidere, forse, anzi, senza forse, è il caso di chiedere aiuto a qualcuno. Se avete qualcuno di cui vi fidate e che abbia un minimo di iniziativa, confidategli il vostro stato d’animo, ditegli tutto ciò che vi passa per la testa, svuotate il vostro cuore e sperate che sia in grado di aiutarvi, di darvi una mano, di tirarvi fuori da questo buco nero.
Non disperatevi, qualcuno vi può aiutare, qualcuno vi può capire, qualcuno sa cosa state passando, c’è passato prima di voi. Se non siete in grado di aiutarvi, fatevi aiutare, senza sentirvi in colpa, senza sentirvi inadatte, senza sentirvi inutili, fatelo e basta. Vi siete mai sentite così? Io si, ne sono uscita, tutto è cambiato, tutto è diverso, la paura persiste, ma si continua a vivere, mettendoci forza e coraggio.

Christina Aguilera tartassata dalla stampa e dalla sua casa discografica dice: Sono una ragazza grassa, fatevene una ragione!

All’inizio della sua carriera, nel 1999, Christina Aguilera era una ragazza magra, anzi  magrissima. Si presentava fasciata in abiti super aderenti ed era un icona per le ragazzine, che la imitavano. Sono passati 13, nel frattempo Christina è diventata madre e il suo corpo è cambiato, si è arrotondato.
La stampa per questo motivo l’ha presa di mira, ma anche la sua stessa casa discografica, ma la cantante risponde a tono e risponde pubblicamente alle critiche che le sono state fatte.
In occasione della promozione del nuovo disco Lotus, la sua casa discografica le avrebbe chiesto di dimagrire, ma Christina ha sempre manifestato l’intenzione di non dimagrire.

In una sua intervista rilascia queste dichiarazioni: Sono una ragazza grassa, fatevene una ragione! Mentre promuovevo il mio album Stripped, nel 2002, mi sono stancata di essere una ragazza bianca e magra. Sono ecuadoriana, ma tutti continuavano a vedermi in un altro modo. Quando la mia etichetta mi ha rivista dopo il tour, avevo preso sette chili. Non è stata una cosa facile da digerire per loro. Hanno convocato una riunione d’emergenza per capire se ci sarebbero state ripercussioni. Mi dissero che non avrei venduto biglietti se fossi ingrassata, che questo avrebbe influito sulla vita di tante persone che lavoravano con me. Ero giovane, ho perso peso in fretta, in tempo per il tour di Back to Basics.
 
In quel periodo Christina, pensava che la casa discografica avesse ragione e fece questo sacrificio, era convinta che per avere successo bisognasse essere magra. Oggi invece è più consapevole delle sue doti, della sua bravura e non vuole scendere a patti.
Durante la promozione dell’album Lotus, in uscita il 16 novembre, dice:
A volte hanno bisogno che gli si ricordi che non gli appartengo. È il mio corpo, e non può mettere a rischio i guadagni di nessuno.
Finalmente qualcuno che si discosta dall’immagine che ci viene continuamente propinata dalla stampa, dall tv, dalle casa di moda. Finalmente qualcuno che non si lascia raggirare e punta tutto sulla sua personalità e sulla sua bravura. Essere sempre magrissima non è affatto facile, sei costantemente a dieta, sei sempre in palestra, sei sempre sotto pressione. Christina ora dice di stare meglio psicologicamente, può mangiare ciò che vuole, quando vuole. Come darle torto?

Allattamento al seno, al via la compagna per promuoverlo.

Questa settimana è dedicata a promuovere l’allattamento al seno, infatti in questi giorni diversi consultori organizzeranno degli incontri per sensibilizzare noi mamme sull’importanza dell’allattare al seno, soprattutto nei primi sei mesi di vita. Allattare un bimbo al seno è vantaggioso sia per il bambino che per noi, se volete sapere in modo esauriente quali sono questi vantaggi, leggete QUI.
Prima di partorire leggiamo libri su libri, ci documentiamo in internet, tutto sembra facile, spontaneo, ma quando ti ritrovi fra le braccia quell’esserino così piccolo, che urla ogni momento, capisci che stabilire un ritmo, dare degli orari, non cedere alle continue richieste, come avevi letto…non è così facile, anzi è difficilissimo.
Sai che allattare è importantissimo, crea un legame, è meraviglioso, ma non sempre è questo idillio. Quando siamo all’ospedale abbiamo le infermiere che ci aiutano, che ci spiegano, ma quando siamo a casa sembra che non funzioni nulla. Fortunate coloro che hanno qualcuno che le supporta, che le ascolta, che hanno esperienze positive nell’allattamento.
Molte di noi devono conciliare sin da subito casa, famiglia e lavoro, quindi la scelta più facile è passare all’allatamento artificiale così si può delegare, ma per il bimbo, non è la scelta migliore. L’importante è non scoraggiarsi mai.
Personalmente il primo figlio l’ho allattato fino a nove mesi, ho dovuto smettere perchè mi morsicava. Più volte nell’arco dei nove mesi sono stata sul punto di gettare la spugna, di passare al latte artificiale, ma la piccola pesta lo rifiutava, quindi ho dovuto insistere, insistere e ancora insistere, per il suo bene, ma è stato un bene anche per me. Etro fiera di me stessa, mi sentivo “brava”.
Con il secondo figlio non mi è andata così bene. Al quarto mese ho notato una perdita consistente di latte, era tutto un pianto, il latte artificiale lo rifiutava. Ho cambiato molteplici marche, ma nulla da fare, beveva 100 gr, giusto per saziarsi un pochino e poi piangeva, quindi di conseguenza cresceva poco. E’ stato un vero dramma, anche psicologico da parte mia, l’ho vissuta come una sconfitta.

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Mamme in divisa allattano al seno…è polemica!

Bai Jai Bei, la coperta dell’amore

Oggi ho letto nel blog, nel quale ho scritto anch’io un post, Speriamo che sia femmina, ma va bene anche maschio, un post bellissimo scritto da Marta, una mammina in attesa.

Nel web ha trovato un’iniziativa bellissima, una tradizione nata in oriente e particolamente amata dalle mamme adottive, ma che in realtà può benissimo applicarsi anche ai figli naturali: si tratta di una coperta patchwork realizzata cucendo insieme cento riquadri di stoffe diverse che cento tra amici e parenti abbiano regalato per completarla. Questa è chiamata “coperta dell’amore”, il suo nome tradizionale è Bai Jai Bei.

In Cina è nata la tradizione del Bai Jia Bei, allo scopo di attirare sul bambino tutte le forze benefiche provenienti dalle persone che gli vogliono bene, in modo che sia protetto per tutta la vita dalle avversità.

I
 bimbi di Marta sono stati cercati a lungo, voluti, amati fin da quando erano piccoli embrioncini e vorrebbe accoglierli con questa bella copertina dell’amore.

Marta chiede ad ognuna di noi di inviare un pezzetto di stoffa, con la quale lei realizzerà questa copertina. Penso che sia una richiesta bellissima, la “copertina dell’amore delle mamme blogger”
Se volete partecipare le istruzioni sono le seguenti:
1) Scegliere e ritagliare un riquadro di stoffa (non importa quale stoffa!!) delle dimensioni di (circa!) 25 cm. per 25 cm. che in qualche modo vi rappresenti e rappresenti l’augurio che volete fare ai bimbi (potrebbe essere anche dipinto o ricamato a mano da chi lo regala). Sono comunque apprezzatissimi ritagli di qualsiasi dimensione!
2) ritagliare un ulteriore piccolo pezzetto della stessa stoffa da allegare al biglietto di auguri che scriverete (in modo da capire poi a coperta fatta a chi appartiene ogni pezzetto)
3) Inviare il tutto.
Andate ovviamente sul blog di Marta e contattatela.

Gloria, tetraplegica diventa mamma, un vero esempio e una speranza per altre donne

Ventotto anni , sulla sedia a rotelle per colpa di una malattia -tetraparesi spastica- che la limita in molti movimenti,con handicap alle braccia e alle gambe, per problemi avuti nel momento della nascita. Nonostante tutto ciò, non ha mai nascosto a se’ stessa ne’ agli altri la sua volonta’ di diventare madre. Per lei una gravidanza era un rischio molto alto, ma insieme al marito ha deciso di affrontarlo ed è stata premiata. Ha portato a termine i nove mesi e ha dato la vita ad Alessandra. Un evento, quello di una nascita normale da madre tetraplegica, che non si era ancora registrato nel mondo e che ha portato l’Italia nella storia dei record della medicina. Il tutto si è realizzato, oltre che per la ferma volontà dei giovani genitori, anche per l’attento monitoraggio continuo del personale medico.
Tetraplegica dalla nascita e senza speranze di divenire madre ha vinto paure e rischi ed ha dato alla luce la piccola Alessandra. Gloria, ha ”scommesso” su se’ stessa, con a fianco sempre il marito e ha avuto una figlia quando le donne con la sua malattia non potrebbero averle.
A seguire Gloria costantemente per i nove mesi di gestazione fino al parto cesareo e’ stata l’equipe ostetrica guidata dal dott. Gianluca Straface, con il responsabile dell’attivita’ di neonatologia dott. Vincenzo Zanardo e la ginecologa dottoressa Marina Pace.

La vita che batte la malattia è sempre una vittoria da celebrare. Per Gloria lo è ancor di più.

Cristianne Ray, la mamma più piccola al mondo

A soli 84 cm è la madre più piccola del mondo e lei rivela che era pronta a morire per avere la sua bambina. Kyrsten, la figlia è nata di 4 kg ed era alta 36 cm – circa la metà dell’altezza della madre, ma il papà Jeremy è 1,93 cm.
Una rara malattia genetica, la displasia scheletrica, ha fatto di Cristianne una nana,  ma alcune delle sue ossa sono le stesse dimensioni di una donna “normale” alla sua età.
I suoi medici, hanno informato Cristianne, che una gravidanza poteva esserle fatale, ma lei ha ignorato i loro consigli, ha portato avanti la gravidanza, nonostante la paura per se e per la bambina.
“Diventare mamma è spaventoso per ogni donna, ma per qualcuno della mia taglia è ancora più spaventoso. E ‘stato così complicato. Perché io sono piccola, i medici erano preoccupati che il feto avrebbe schiacciato il mio cuore e i polmoni. Sono stata avvertita, avrei dovuto portare il bambino per almeno 30 settimane per dargli una possibilità di sopravvivere al di fuori dell’utero. L’ho fatto per 28, poi 30, poi 32 e 34. È stato allora che hanno decisodi far nascere prematura Kyrsten “.
Vedere la figlia per la prima volta è stata un’esperienza incredibilmente emotiva, lei non riusciva a credere quanto grande fosse Kyrsten.
“Lei era minuscola, ma al tempo stesso, era enorme rispetto a me. Era così bella. Io e Jeremy finalmente eravamo una famiglia ed è stato travolgente.”
Cristianne e il suo fidanzato, che viveva con i suoi genitori in un sobborgo di Seattle negli Stati Uniti, si sono conosciuti al liceo. In un primo momento, hanno condiviso una classe insieme, ma nel corso del tempo i due amici hanno cominciato a frequentarsi.

Camminare è difficile per lei perchè una delle sue gambe è due centimetri più corta dell’altra, spesso Jeremy la porta in braccio, questo attira solo più attenzione e Cristianne ne soffre molto.

Negli Stati Uniti la reazione del pubblico alla gravidanza di Cristianne sono state le più disparate, alcuni lo consideravano un oltraggio che una persona affetta da nanismo potesse essere madre. Questi comportamenti, questi attacchi anche via web hanno fatto molto soffrire Cristianne.
Purtroppo a Kyrsten è stata diagnosticata una displasia scheletrica dopo la sua nascita. Quando i medici di Seattle hanno confermato che aveva effettivamente ereditato la malattia genetica dalla sua mamma, Cristianne era molto affranta per la notizia, ma ha promesso di aiutare la figlia a condurre una vita normale.

“Questo è tutt’altro che facile, la displasia scheletrica provoca una serie di difficoltà e Kyrsten è nata anche con una palatoschisi, che è un buco tra il naso e la bocca, si può soffocare con il latte, quando sarà grande dovrà affrontare un intervento”.

“Ho pianto quando ho scoperto che Kyrsten era piccola. Io non volevo che dovesse passare attraverso tutte le cose che ho passato io, ma ora l’ho accettato, la guardo e penso che è bella. Voglio per Kyrsten una vita felice e normale. Spero che lei sia di circa cinque o sei centimetri più alta di me, in questo modo lei sarà in grado di camminare un po ‘meglio.”
Per Cristianne, tutto è una sfida, fa molto affidamento su Jeremy.
Ma, nonostante i problemi che affrontano i due giovani sono al settimo cielo con la loro bambina, sperano di poter avere un altro bambino.
Una mamma davvero speciale!!!

La Mamma

La mamma e’ la persona con la quale ti confidi,la mamma è come una rosa senza spine: non ti farebbe mai del male.
La mamma è come la radice dell’albero: sostiene il tronco,rafforzando i rami e tenendoli uniti.
La mamma solo se ti guarda negli occhi ti trasmette: amore, fiducia, gioia e serenità e con la sua semplicità ti fa sorridere.
La mamma è come l’acqua che nasce dalla sorgente:naturale, limpida, fresca, pura e a volte effervescente che ti fa rallegrare la mente.
La mamma è sempre pronta ad aspettarti a braccia aperte, per qualsiasi avversità e difficoltà.
La parola mamma è l’unica che quando si pronuncia le labbra si baciano fuoriuscendo una dolce melodia…..
Ricorda la mamma è l’unica che ti fa sognare,ma è anche l’unica che ti sa amare…..