Archivi categoria: Morbo di Parkinson

Badante cercasi: come rispondere all’ annuncio

Siamo in cerca di un badante per il fine settimana per mio papà, ne avevo parlato pochi giorni fa QUI. Ho chiesto a dei conoscenti se avevano qualcuno da annuncio2consigliarmi che abitasse in zona, ma purtroppo non conoscono nessuno, così abbiamo deciso di mettere un annuncio online e ricevere proposte solo via mail, per non essere tempestati di telefonate a qualsiasi ora del giorno e della notte.

Continua a leggere

Badante cercasi

Se hai un malato di Parkinson in famiglia prima o poi dovrai rassegnarti ad assumere una badante, soprattutto se si lavora, si ha una famiglia con figli ancora piccoli, si abita lontano dal papà  e poco tempo a disposizione.primula

La prima badante che abbiamo assunto l’avevamo trovata grazie al passaparola, amica di un’altra badante dell’amico di una conoscente. Era una signora dell’Est, abbastanza giovane, carica di energia e di voglia di fare.

Continua a leggere

Cosa mettere nella borsa da portare in ospedale

Pochi giorni fa mi lamentavo perchè nel cercare di prenotare una visita per mio papà, avevo trovato posto nel Gennaio del 2016. (QUI) papà Continua a leggere

Prenotazioni ospedaliere

Stamattina, armata di santa pazienza , ho prenotato delle visite specialistiche per mio papà.

Sono allibita. Una cosa simile non mi era mai capitata, mai, mai, mai.ricette Continua a leggere

Caro papà

Oggi è la Festa del papà, un giorno speciale per molti uomini, ma anche un giorno speciale per noi figli. Due anni fa avevo scritto un post amaro in merito, un post triste, oggi invece ho nel cuore sentimenti diversi.frase festa del papà Continua a leggere

Bonus di 1200 € a chi assiste un familiare

Ieri un amico mi ha girato un articolo, invitandomi a leggere e informarmi, ecco il link

http://www.newslavoro.com/arriva-il-bonus-di-1200-euro-al-mese-per-chi-assiste-un-familiare/

Leggo il titolo e trovo subito interessante la cosa. Finalmente si decidono ad aiutare le famiglie che hanno un parente stretto bisognoso di assistenza continua, un aiuto economico davvero importante e per alcuni indispensabile, era ora che qualcuno ci pensasse, (penso io). Vi sono situazioni familiari drammatiche, persone che hanno dovuto lasciare il lavoro per assistere i propri cari perchè impossibilitati ecomicamente a pagare una badante o un istituto, questo sarebbe utile, (penso io).
Leggo, leggo e zac, la fregatura….

E’ rivolto essenzialmente alle persone non autosufficienti, ai familiari di dipendenti e pensionati pubblici, e promosso dalla sezione dell’Inps che gestisce i dipendenti pubblici. la persona non autosufficiente che sia anziano o disabile, dovrà essere iscritto nella banca dati del dipendente pubblico o del pensionato INPDAP.

Un contributo assistenziale in certe situazioni di disagio è davvero un aiuto prezioso, ma perchè a questo contributo ha accesso solo una certa categoria di cittadini, ossia il familiare del dipendente pubblico?
Perchè vengono sostenute solo le famiglie dei dipendenti pubblici e gli altri no?

Il mio amico ha provato a chiamare l’Inps per avere informazioni a riguardo e l’operatore non ha potuto che confermare ciò che aveva letto, l’Home Care Premium, che esiste da anni, è solo per alcuni, è solo per privilegiati, se un tuo familiare non lavora per un ente pubblico, t’attacchi.
Capisco che è un’iniziativa promossa dall’Inps, ma tutte le persone che lavorano in regola pagano i contributi Inps, ma non hanno gli stessi diritti di coloro che lavorano per un ente pubblico, perchè?

Potete leggere la stessa cosa nei link sotto:

http://it.blastingnews.com/salute/2014/11/in-arrivo-il-bonus-di-1200-euro-al-mese-per-chi-assiste-un-familiare-disabile-o-un-anziano-00183745.html

http://www.retenews24.it/rtn24/societa/assisti-un-tuo-familiare-disabile-hai-diritto-un-bonus-fino-1200-euro-al-mese/

Qualcuno che ne sa più di me può spiegarmi perchè? Avete un parente, dipendente pubblico che usufruisce di questo bonus?

La sedia a rotelle, un anno dopo

Per me è stata dura abituarmi a vedere papà gironzolare per casa sulla sua sedia a rotelle blu e lo è tutt’ora, quando lo guardo sento sempre una stretta al cuore. So che a lui è utile, anzi indispensabile, soprattutto in certe giornate, in cui i muscoli si rifiutano di collaborare, il cervello ordina, ma loro non sentono ciò che dice. Ne avevo parlato anche QUI.

Per i primi mesi papà si è rifiutato di uscire con la sedia a rotelle, si vergognava, sapeva che avrebbe attirato molti sguardi pietosi e non voleva. Lui è un tipo discreto, non gli piace essere al centro dell’attenzione, è un tipo energico, è sempre stato indipendente, volenteroso e mai fermo, quindi assoggettarsi a quel mezzo di locomozione, non credo sia stato semplice, inevitabile, ma difficile da accettare.
Passati alcuni mesi, dopo la mia ennesima richiesta, ha accettato di uscire, quindi insieme a Miciomao, siamo andati a trovare una zia, che abita abbastanza vicino.
Gli sguardi perplessi, tristi e angosciati di chi ci conosce, me li ricordo ancora oggi, eppure è passato un bel po’ di tempo.
Certi commenti poi mi risuonano ancora nelle orecchie e se non mi è partito il vaffanculo (scusate, ma lo meritavano) è solo perchè ho rispetto per mio papà. Come si può dire ad un uomo, che fino a pochi mesi prima camminava spedito e tranquillo per la strada e ora è costretto a spostarsi con la sedia a rotelle, che la utilizza perchè gli piace farsi portare in giro e far faticare gli altri? La mente umana partorisce delle bestialità che sarebbero da censurare nel momento in cui nascono, anzi, meglio abbattere chi pronuncia certe frasi.
Quel giorno, forse per ciò che le persone incontrate gli hanno detto, per far vedere che ancora poteva camminare, decide di tornare a casa sulle sue gambe malferme, quindi mi sono ritrovata a spingere la sedia a rotelle vuota, ma non per molto, Miciomao prende l’occasione e ci si siede tranquillamente, tutto allegro, io no invece.
Per lui la sedia a rotelle del nonno è un gioco, una cosa divertente, non la vede come la vediamo noi. In casa, se il nonno non vi è seduto, la usa per spostarsi da una stanza all’altra, imita il nonno, sotto il mio sguardo angosciato, che mai vorrei vederlo seduto lì.
Se all’andata le persone che abbiamo incontrato ci hanno guardato con compassione, al ritorno gli sguardi erano raggelati, mortificati, ancora più tristi, perchè vedere un bimbo in sedia a rotelle fa ancora più male al cuore.
Avrei voluto dire a quelle persone che mio figlio non aveva nulla, che lui può correre e saltare, che è sano, che per lui è un gioco. Non vedevo l’ora di arrivare per togliermi di dosso quegli sguardi, che poi non è che fossero molti, ma erano troppi lo stesso. Ad un certo punto si è messo mio papà alla guida della carrozzella, era un po’ stanco, ma ha resistito fino a casa, per poi stramazzare sul divano.
Da quel giorno papà non ha più avuto vergogna di uscire. Mi piace pensare che sia anche un po’ merito di Miciomao, che si è seduto con spensieratezza su un oggetto che non ha niente da invidiare.

La sedia a rotelle

Papà mi ha chiamato tutto contento perchè finalmente è arrivata la sua sedia a rotelle. Era esaltato perchè è veramente bella.

E’ vero, ora può muoversi nei momenti di maggiore difficoltà, ora non rischierà di cadere quando le gambe non lo reggeranno a causa del Parkinson, ora riuscirà ad andare in bagno senza metterci mezz’ora…
Ma io sono tanto tanto triste.
Un passo in più, anzi in meno, verso l’infermità.
Scusami papà se ho fatto finta di gioire con te per questo.
Scusami se ti ho mentito, spero che tu non l’abbia capito.
La tua malattia sta galoppando e io son sempre più triste.

Quando i genitori invecchiano e hanno bisogno di assistenza…i figli litigano?

Quando arrivi oltre gli anta, solitamente hai dei genitori anziani, o anche uno solo, come nel mio caso. I genitori anziani hanno bisogno di cure, di attenzioni, di compagnia, soprattutto se sono affetti da una patologia, ma non sempre i figli possono essere d’aiuto nel modo adeguato.
Ogni figlio ha la sua famiglia, se è fortunato di questi tempi ha anche un lavoro, i figli da scarrozzare a destra e manca, il tutto non concilia con le esigenze di un ammalato anziano e iniziano così i rimpalli tra fratelli.

Si creano attriti, si creano silenzi, cose non dette, parlotti dietro le spalle, nonostante si sia più volte detto che per qualsiasi cosa basta parlare, per chiarire, per non avere malintesi, per non creare disaccordi.
Si  creano scompigli familiari, non sempre perchè i fratelli non vanno d’accordo, ma perchè persone esterne ci mettono lo zampino..
E già, in questo caso c’è sempre lei, la cognata che sotto sotto lavora, sparla, mette zizzania e crea un terreno fertile per la discordia.
Ma volevo dirti cara, che nonostante tutto, non mi farai litigare con mio fratello solo perchè lui non ha la forza e la capacità di contraddirti con le parole, mi hai già messo contro i miei nipoti e questo basta.
Hai fatto del male a mio padre e questo non te lo perdonerò mai.
Se ci fosse stata mia madre non ti saresti mai permessa di dire e fare certe cose, te ne saresti ben guardata, la temevi molto e ne avevi tutte le ragioni.
Ti sei rivelata per quello che sei veramente e non è un bel vedere.
La ruota gira, il fiume scorre e io mi siedo ad aspettare il tuo passaggio.


Siediti lungo la riva del fiume e aspetta, prima o poi vedrai passare il cadavere del tuo nemico.
Proverbio cinese