Archivi categoria: Morbo di Parkinson

Quando i genitori invecchiano e hanno bisogno di assistenza…i figli litigano?

Quando arrivi oltre gli anta, solitamente hai dei genitori anziani, o anche uno solo, come nel mio caso. I genitori anziani hanno bisogno di cure, di attenzioni, di compagnia, soprattutto se sono affetti da una patologia, ma non sempre i figli possono essere d’aiuto nel modo adeguato.
Ogni figlio ha la sua famiglia, se è fortunato di questi tempi ha anche un lavoro, i figli da scarrozzare a destra e manca, il tutto non concilia con le esigenze di un ammalato anziano e iniziano così i rimpalli tra fratelli.

Si creano attriti, si creano silenzi, cose non dette, parlotti dietro le spalle, nonostante si sia più volte detto che per qualsiasi cosa basta parlare, per chiarire, per non avere malintesi, per non creare disaccordi.
Si  creano scompigli familiari, non sempre perchè i fratelli non vanno d’accordo, ma perchè persone esterne ci mettono lo zampino..
E già, in questo caso c’è sempre lei, la cognata che sotto sotto lavora, sparla, mette zizzania e crea un terreno fertile per la discordia.
Ma volevo dirti cara, che nonostante tutto, non mi farai litigare con mio fratello solo perchè lui non ha la forza e la capacità di contraddirti con le parole, mi hai già messo contro i miei nipoti e questo basta.
Hai fatto del male a mio padre e questo non te lo perdonerò mai.
Se ci fosse stata mia madre non ti saresti mai permessa di dire e fare certe cose, te ne saresti ben guardata, la temevi molto e ne avevi tutte le ragioni.
Ti sei rivelata per quello che sei veramente e non è un bel vedere.
La ruota gira, il fiume scorre e io mi siedo ad aspettare il tuo passaggio.


Siediti lungo la riva del fiume e aspetta, prima o poi vedrai passare il cadavere del tuo nemico.
Proverbio cinese
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24 Novembre: Giornata dell’informazione sulla Malattia di Parkinson

Sabato 24 Novembre si celebra la Giornata dell’informazione sulla Malattia di Parkinson, organizzata da LIMPE e DISMOV-SIN, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il Patrocinio del Ministero della Salute. La Giornata della Malattia di Parkinson nasce per diffondere la conoscenza sulla malattia, che ancora oggi non viene prontamente riconosciuta dai famigliari e si interviene con la cura un po’ troppo tardi.
Presso circa 100 Strutture ospedaliere italiane, esperti neurologi saranno a disposizione per dare informazioni sulla patologia. Per conoscere le sedi più vicine è possibile visitare il sito giornataparkinson.it o chiamare il Numero Verde 800 14 96 26.

Nel corso della presentazione della giornata è stato dato un rilievo particolare al PROGETTO DI PREVENZIONE DELLE CADUTE, che prevede il reclutamento di circa 1000 pazienti
I pazienti con malattia di Parkinson cadono con frequenza, le cadute si verificano durante le attività della vita quotidiana, anche se la cura che stanno facendo e ottimale. Le cadute possono avere conseguenze traumatiche, la persona si spaventa, si muove sempre meno, diminuisce quindi l’autonomia personale, si isola e ha più bisogno di assistenza. Le cause delle cadute sono molteplici e ancora non si conosce esattamente il motivo.
Questo argomento mi tocca molto da vicino, conosco la malattia, conosco i problemi che dà al malato, conosco ogni cosa. Mi sono fatta una cultura sulla mia pelle, non l’ho io, ma una persona che amo profondamente. E’ triste vedere che più passa il tempo, nonostante le terapie all’avanguardia, si sta pian piano immobilizzando. Ormai non può più vivere solo, dipende da noi, dalla sua famiglia. Lui lo sà, si rattrista, ma accetta il suo destino con una grande dignità, un esempio per noi azione, ma anche di lotta quotidiana.
Io spero sempre nella medicina e nella scienza, nelle nuove scoperte e nelle nuove terapie che migliorano la qualità della vita, anche se non fermano il decorso della malattia, ma almeno lo rallentano.
Vi è una predisposizione genetica nella Malattia del Parkinson, questo mi spaventa molto, ma spero che se mai dovesse succedere a noi, abbiano trovato nuove terapie e nuove cure.
I primi sintomi della malattia possono insorgere anche a 40 anni, giusto la mia età, per poi sfociare in malattia conclamata verso i 60. Delle volte mi soffermo a domandarmi se posso già averla, so che non è sbagliatissimo vivere così, ma non riesco a non pensarci.


Quando in famiglia hai un malato affetto dal Morbo di Parkinson

Avere a che fare con un malato affetto dal Morbo di Parkinson non è facile. Anni fa non sapevo nemmeno cosa fosse, poi quando lo diagniosticarono ad una persona che conosco, imparai a conoscerlo, ma non ad accettarlo. E’ una malattia subdola, lenta, ma progressiva. Non si ferma mai, lentamente trasforma quella persona attiva e piena di voglia di fare, in un corpo che non risponde a ciò che tu comandi. Quanta sofferenza fisica, quanto sofferenza psicologica.
Le cause del sopraggiungere della malattia, non sono ancora note. Sembra che vi siano molteplici elementi che concorrono al suo sviluppo. Questi fattori sono principalmente:
Genetici:  familiari di persone affette da malattia di Parkinson presentano, rispetto alla popolazione generale, un rischio di sviluppare la patologia lievemente superiore.
Fattori tossici: il rischio di malattia aumenta con l’esposizione a tossine quali alcuni pesticidi (per esempio il Paraquat) o idrocarburi-solventi (per esempio la trielina) e in alcune professioni (come quella di saldatore) che espongono i lavoratori a metalli pesanti (ferro, zinco, rame).
I principali sintomi motori della malattia di Parkinson sono il tremore a riposo, la rigidità, la bradicinesia (lentezza dei movimenti automatici) e, in una fase più avanzata, l’instabilità posturale (perdita di equilibrio). Questi sintomi si presentano in modo asimmetrico, un lato del corpo è più interessato dell’altro.
Il morbo di Parkinson è una malattia cronica, non se ne va mai più, e progressiva, col passare del tempo si aggrava.
Le persone con morbo di Parkinson ormai le riconosco a distanza, hanno un’andatura tutta particolare, una tendenza a sporgersi in avanti, fanno piccoli passi veloci come se si affrettassero e hanno una ridotta oscillazione delle braccia.
Col tempo poi, sopraggiunge anche la depressione, gli sbalzi di umore. possono verificarsi diifficoltà nell’inghiottire e nel masticare, il linguaggio cambia, diventa più difficoltoso.
Si hanno problemi urinari o di stitichezza, problemi alla pelle, problemi del sonno, demenza o altri problemi cognitivi. vi sono anche improvvisi cali della pressione sanguigna quando si alza in piedi , crampi ai muscoli e distonia, dolore diffuso, stanchezza e perdita di energia, insomma un lento declino.
Non esiste speranza di guarigione per il morbo di Parkinson. Molti pazienti affetti da forme lievi non hanno bisogno di cure per diversi anni dopo la diagnosi iniziale, ma quando i sintomi si aggravano i medici di solito prescrivono inzialmente  la levodopa (L-dopa), che aiuta a ristabilire gli equilibri di dopamina nel cervello.
Il morbo di Parkinson viene di solito diagnosticato da un neurologo che valuta i sintomi e la loro gravità, una sentenza che ti lascia inebetito, ti cambia il futuro.
Nelle persone giovani oggi si interviene, vengono impiantati due elettrostimolatori sotto pelle, ma mio papà è troppo anziano e questo intervento non è possibile farlo.
La convivenza con la malattia di Parkinson non è facile e richiede al malato e alla sua famiglia una capacità di adattamento continua. Occorre conoscere le caratteristiche della malattia per imparare a gestirla, per non subirla passivamente, ma combatterla, ossia accettarla e imparare a “farci i conti” giorno dopo giorno senza lasciarsi sopraffare dallo sconforto.
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