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Il dolore ti cambia la vita e mai in meglio

Nel sito di Famiglia Cristiana ho letto queste parole:

Un grande dolore non è vano se fa crescere: va espresso, nei suoi molteplici volti (la rabbia, la paura, l’impotenza, la colpa…), in modo anche da curare pian piano le ferite emotive e non lasciarle incancrenire. Va contenuto: le lacrime bisogna trasformarle in pensieri e in parole, affinché non si riducano ad una reazione emotiva forte ma passeggera. Va accompagnato: ritrovarsi insieme, guardarsi negli occhi, condividerlo rende più profonde e autentiche le relazioni tra le persone.   

dolore

Le trovo di una grande profondità, e le condivido pienamente.
Ma quanto è difficile però incanalare il dolore? Quanto è difficile riuscire a trarre qualcosa di buono dalla sofferenza? 
Quanto è difficile abbandonarsi al dolore per farsi avvolgere, viverlo in tutta la sua pienezza, per poi lasciarselo alle spalle? 
Ma quanto è difficile piangere e trasformare queste lacrime in parole?
Quanto è difficile quando sei in piena crisi del dolore trovare qualcuno che riesca a starti vicino nel modo giusto, come tu vorresti?
Quanto è difficile condividere il dolore altrui, farlo proprio per capirlo fino in fondo?
Il dolore fa paura, il dolore ti isola, il dolore sfinisce, il dolore cambia irrimediabilmente e mai in meglio.



Neonata creduta morta viene trovata in vita all’obitorio

Una bambina, che si credeva fosse nata morta, è stata ritrovata viva nell’obitorio dell’ospedale. A compiere l’incredibile scoperta è stata la stessa madre 12 ore dopo che la piccola era stata dichiarata deceduta. Analia Bouter era incinta da 26 settimane, quando ha partorito prematuramente la sua quinta figlia in un ospedale a Resistencia, nella provincia di Chaco nel nord dell’Argentina. Ma dopo che il personale medico le ha detto che la neonata era venuta al mondo senza segni di vita, i genitori disperati sono tornati a casa con un certificato di morte.

Come scrive il Daily Mail, dodici ore dopo Analia e il marito hanno deciso di andare a vedere il corpo della piccola, tenuto in un contenitore refrigerato nell’obitorio dell’ospedale “Perrando”. La signora Bouter ha dichiarato al quotidiano argentino Clarin: “Quella notte mi sono recata all’obitorio. Volevamo scattare una foto a nostra figlia. Ma quando un dipendente ha aperto il contenitore abbiamo sentito piangere e abbiamo scoperto che era viva. Sono tornata indietro e sono caduta sulle mie ginocchia, dopo che ho visto che si muoveva. La mia bambina era nata alle 10.24 e alle 11.05 era già in obitorio. Ha trascorso 12 ore nel freddo ghiacciato dell’obitorio. Ho visto con i miei occhi il ghiaccio sul suo corpo”.
La gravidanza era stata normale, ma improvvisamente il 3 aprile scorso la signora Bouter ha iniziato ad avere delle doglie precoci. “All’inizio i medici mi avevano detto che mia figlia era nata morta, poi che si era spenta poco dopo il parto perché era troppo piccola per sopravvivere. Non so di chi sia la colpa, in questo momento non ci sto pensando. La gioia di sapere che è viva è più forte di qualsiasi altro sentimento. Sono cristiana, e credo nel fatto che sia stato un miracolo voluto da Dio”.
Fonte: Yahoo

Non so come sia possibile una cosa del genere.
Fortunatamente la mamma ha voluto vederla prima che morisse sul serio.