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Ti consiglio un libro: Moonlight Mile di Dennis Lehane edito da Piemme

Patrick Kenzie viene svegliato nel cuore della notte da una telefonata. E’ una donna, una voce dal passato, gli chiede di ritrovare Amanda, è nuovamente scomparsa. Patrick inizia così la sua ricerca, glielo deve alla zia di Amanda. Dodici anni prima l’aveva riportata alla mamma, che grosso errore, una donna deprecabile, che non ha fatto altro che drogarsi e bere nella sua vita e vivere ai margini della società, trascinando con sè la figlioletta Amanda. Amanda ora ha 17 anni, una stidentessa modello, dal carattere forte, è nuovamnete sparita nel nulla. L’hanno di nuovo rapita o se n’è andata di sua spontanea volontà?
Perchè poi? Patrick seguendo le sue tracce si imbatte nella mafia russa, in pestaggi, in omicidi, in inseguimenti e nel mercato dei bimbi, venduti a ricchi personaggi. Un libro ben scritto, con una trama che regge fino alla fine. L’unico neo, ma questo è un mio pensiero personale, sembra scritto appositamente per trarne un film, battute spiritose, colpi di scena al momento giusto, molti dialoghi diretti. E’ anche vero che dai libri di questo scrittore ne hanno fatti di film, quindi il suo modo di scrivere è poco romanzato, non so se mi spiego. Comunque val la pena leggerlo.

                                         

A ogni atto di violenza segue sempre una rappresaglia. Fai male a qualcuno, e quel male ti tornerà indietro.
Come fai a rassegnarti alla mediocrità? Come fai ad accettare di arrivare sempre tra gli ultimi in tutte le gare della vita?
Mi piace quello che non si può riparare se si rompe. Che non si può sostiutire se và smarrito.

Non ti addormentare * S.J. Watson * Piemme

A causa di un incidente avvenuto 25 anni prima, Christine tutte le mattine si sveglia senza riconoscere il luogo in cui si trova. Ogni cosa, intorno a lei, risulta nuova: il letto in cui dorme, la casa in cui vive, l’uomo che ha sposato, il proprio aspetto fisico. Soltanto il marito, Ben, può aiutarla quotidianamente a comprendere cosa stia accadendo,  a spiegarle chi è lui, chi è lei, e che cosa le è successo anni prima. Christine è segretamente in cura da un giovane neuropsichiatra, Nash, deciso a studiare il suo caso, con cui si incontra di tanto in tanto e che la spinge a tenere un diario. Ma sulla prima pagina di questo diario Christine ogni mattina legge…“Non fidarti di Ben”. Così, giorno dopo giorno, Christine rilegge incredula il proprio diario, e aggiunge, di volta in volta, di nascosto dal marito, un nuovo pezzetto di memoria. 
La scrittura in prima persona crea pathos e la voglia di scoprire la verità cresce di pagina in pagina.

Mi è piaciuto molto questo libro, è stato avvincente. Non è scontato, è un buon triller, è scritto bene.
Mentro lo leggevo, mi sono chiesta più volte come sarebbe risvegliarsi senza alcun ricordo, senza avre un passato. La memoria è importante, noi siamo il frutto delle nostre scelte, delle nostre vicissitudine. La nostra personalità si scolpisce grazie alle nostre esperienze. Come può essere un’esistenza priva di ricordi? Come sarei? Speriamo di non scoprirlo mai.

Tutti noi non facciamo che cambiare le nostre versione dei fatti, riscrivendo la storia per farla combaciare con la nostra visione degli eventi. Lo facciamo automaticamente. Ci inventiamo ricordi senza nemmeno pensarci. Se ci ripetiamo abbastanza spesso che qualcosa è andato in un certo modo finiamo per crederci, e a quel punto possiamo addirittura ricordarlo.

Ci sono ricordi di cui è meglio fare a meno. Cose che è meglio perdere per sempre.

E’ soltanto con il senno di poi che riusciamo a vedere le cose per quello che sono.