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Ottobre: campagna nastro rosa,dedicata alla prevenzione del tumore al seno

La Campagna Nastro Rosa ha come obiettivo quello di sensibilizzare un numero sempre più ampio di donne sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce dei tumori della mammella.
Sebbene negli ultimi anni si sia registrata una costante riduzione della mortalità, il tumore al seno, e’ in costante crescita, con circa 42 mila nuovi caso ogni anno in Italia. E il 30% riguarda donne con meno di 50 anni.
Oggi sappiamo che riconoscere la malattia precocemente significa effettuare in tempo la terapia adeguata e quindi risolvere completamente la malattia. La Lilt insiste molto sulla prevenzione, invita tutte le donne durante il mese di ottobre, ad effettuare la visita senologica gratuita.

Per conoscere giorni e orari di apertura dell’ambulatorio LILT più vicino, in cui effettuare anche esami di diagnosi precoce e controlli, si può chiamare, per informazioni, il numero verde SOS LILT 800 998 877 o consultare i siti nastrorosa.it o lilt.it dove saranno pubblicati anche gli eventi organizzati nelle varie città italiane nel mese di ottobre.

Nel mese di ottobre, l’Italia e il resto del mondo si tingeranno di rosa, colore simbolo della lotta contro il tumore al seno. Tanti edifici, statue, fontane, piazze resteranno illuminati per una o più notti a testimoniare che, grazie a un’efficace e corretta prevenzione, questa malattia tumorale si può, e si deve, vincere.
Tra le location famose e prestigiose nel mondo che si accenderanno di luce rosa: l’Empire State Building di New York, le Cascate del Niagara, l’Opera House di Sidney, la Torre 101 a Taipei, il Ponte di Nan Pu di Shangai, la Torre di Tokyo, l’Arena di Amsterdam. In Italia Palazzo Reale a Milano, il Campidoglio a Roma, l’Arena di Verona e la via Montenapoleone.
Se volete aderire alla Campagna Rosa 2012, mettete questo logo nel vostro Blog per tutto il mese di Ottobre!

Il tumore ovarico uccide 500 donne ogni giorno in Europa

Il tumore ovarico può essere considerato un vero e proprio “cancro killer” in Europa. Le statistiche parlano chiaro: ogni giorno nel nostro continente almeno 500 persone muoiono ogni giorno per questa patologia. E in Italia sono 5mila i nuovi casi diagnosticati ogni anno.  I dati sulla sopravvivenza poi, sono ancora più desolanti: essa a cinque anni è raggiungibile solo dal 37% delle pazienti.
Sebbene il periodo di rilevazione per ciò che riguarda quest’ultimo particolare risalga al biennio 2005-2007, la situazione sembra essere rimasta pressoché invariata. Il carcinoma ovarico appare quindi essere il tumore di stampo ginecologico più mortale, addirittura più di quello relativo al collo dell’utero. Sono questi i dati emersi dal convegno organizzato da Acto Onlus-Alleanza contro il tumore ovarico tra medici specialistici e pazienti.
Uno dei dati più preoccupanti è quello che riguarda l’informazione in merito a questa malattia: la maggioranza delle donne italiane infatti non conosce questo tipo di tumore o lo confonde con quello concernente l’utero. A livello medico, le maggiori speranze di sopravvivenza sono legate all’impiego di terapie anti-angiogeniche che, impedendo di fatto lo sviluppo di nuovi vasi sanguigni, e quindi la vascolarizzazione del tumore hanno mostrato di essere in grado di potenziare l’efficacia delle terapie standard.

 

Flavia Bideri, presidente Acto Onlus, pur sottolineando di essere orgogliosa dell’operato della sua associazione spiega che: ancora molto deve essere fatto e ci stiamo muovendo su tre fronti: prevenzione, a favore di una diagnosi precoce; ricerca, raccolta e destinazione di fondi a nuovi studi; accesso alle cure, affinché’ pazienti italiane possano beneficiare delle terapie innovative.

E’ su questi fattori che l’Onlus ed i ricercatori vogliono puntare. Una corretta informazione, prima di tutto. Essa può essere in grado di rendere consapevoli le donne e quindi portare ad una diagnosi precoce se al primo mostrarsi dei sintomi le stesse fossero spinte a parlarne con il proprio medico o il proprio ginecologo.

Tra le proposte vi è anche quella dell’istituzione di una giornata nazionale dedicata: una simile iniziativa potrebbe portare la giusta attenzione sul tema.

Fonte: QUI

Nasce Network GPS per combattere l’obesità infantile

– Promuovere la massima attenzione di scuole e famiglie sul problema dell’obesità e del sovrappeso nei bambini;
– Coinvolgere i genitori e gli insegnanti nella lotta all’obesità fin dalla prima infanzia;
– Combattere la sedentarietà, gli eccessi nutrizionali e gli stili di vita scorretti attraverso una Campagna Educativa sul territorio.

Con questi obiettivi nasce il Network Genitori Pediatri Scuola, a cui partecipano il Ministero della Salute, la Società Italiana di Pediatria e la Società di Pediatria Preventiva e Sociale, che si inserisce nel contesto della Campagna Nazionale di Educazione Nutrizionale “Mangiare bene Conviene”, volta a combattere l’obesità infantile.

I più recenti dati diffusi dal Ministro della Salute sono allarmanti: nel nostro Paese, più di 1 milione di bambini è in sovrappeso o obeso. Questo significa che oltre un bambino su 3, di età compresa tra i 6 e gli 11 anni, ha un peso superiore a quello che dovrebbe avere per la sua età. Inoltre, nel 75% dei casi l’obesità presente nei primi dieci anni di vita si traduce in obesità nell’individuo adulto.

“È indispensabile educare il bambino ad un corretto stile di vita, fin dalla prima infanzia. In questo il Pediatra riveste un ruolo di primaria importanza nel guidare la famiglia verso scelte responsabili e nel favorire una società più consapevole e informata” – ha dichiarato Alberto Ugazio, Presidente SIP – “I dati raccolti in Italia parlano chiaro: è necessario agire fin dai primi anni di vita per combattere l’obesità, una vera e propria patologia che spesso si protrae anche in età adulta provocando gravi implicazioni, come l’insorgenza del diabete e delle malattie cardiovascolari”.

“Se lasciato solo nella lotta all’obesità, il Pediatra è destinato ad ottenere risultati fallimentari.” – aggiunge Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS – “L’azione congiunta di pediatri, genitori e scuola è l’unica strategia vincente per affrontare efficacemente l’obesità del bambino.”

Il Network GPS si attiverà in due fasi: il reclutamento dei pediatri e il coinvolgimento delle scuole, con il supporto di Editeam per la parte organizzativa ed editoriale.

Nel corso della prima fase verranno coinvolti circa 10.000 pediatri, sparsi sul territorio italiano, a cui verrà inviato un kit di materiale informativo da condividere con i genitori: la Guida* “Allarme Obesità, combattiamola in 10 mosse”; un Poster da affiggere nello Studio Medico per illustrare le 10 mosse vincenti della prevenzione e il Diario Motivazionale, uno strumento di monitoraggio indispensabile a Pediatri e Genitori per individuare il percorso alimentare corretto del bambino.

Nel corso della seconda fase i Pediatri SIP e SIPPS si recheranno nei principali Istituti didattici per incontrare i bambini e coinvolgerli, con il supporto degli insegnanti, in attività ludico-didattiche mirate a guidarli verso stili di vita sani, combattendo così l’obesità.

Ecco le 10 mosse che tutti i genitori dovrebbero mettere in atto per prevenire l’obesità dei bambini:

1) Allattare al seno per almeno 6 mesi

2) Svezzare il bambino dopo i 6 mesi

3) Controllare l’apporto di proteine

4) Evitare bevande caloriche

5) Sospendere l’uso del biberon entro i 24 mesi

6) Evitare l’uso del passeggino dopo i 3 anni

7) Controllare l’indice di Massa Corporea (BMI) prima dei 6 anni

8) Consentire TV e giochi sedentari solo dopo i 2 anni

9) Incentivare i giochi di movimento

10) Preparare porzioni corrette dei cibi

GIORNATA MONDIALE CONTRO L’IPERTENSIONE ARTERIOSA

Il 17 maggio prossimo sarà celebrata in ogni angolo del globo la Giornata Mondiale contro l’ipertensione arteriosa. Una malattia tra le più diffuse, in particolare nel mondo civilizzato, ed in grado di apportare notevoli danni alla salute umana aprendo la strada a patologie di estrema gravità ed invalidanti come l’ictus e l’infarto.

Vita sana, pressione sana“: è questo il motto lanciato in quest’ottava edizione promossa in tutto il mondo dalla World Hypertension League. E’ in questo momento, come ogni anno, che viene fatto il punto della situazione sulla patologia e su come inficiando “dal basso” la salute delle persone possa essere poi in grado di rovinarla inesorabilmente.
Quando si parla d’ipertensione, va però ricordato che spesso il problema è strettamente legato anche allo stile di vita condotto dalla persona. A meno di compromissioni patologiche derivanti da fattori genetici, l’ipertensione spesso vede come maggiore fattore di rischio una condizione di sovrappeso o obesità correlate ad una scarsa attività fisica.
Seguire una dieta bilanciata ed evitare un modus di vita sedentario è di buona norma uno degli approcci preventivi più semplici da mettere in atto.  In Italia, dove almeno 15 milioni di persone soffrono d’ipertensione, ma una su quattro ne è all’oscuro, ancora una volta sarà la SIIA, la Società italiana dell’ipertensione Arteriosa, a promuovere di verse iniziative sul suolo nazionale, sia per ciò che riguarda l’informazione, sia la diagnosi di questa malattia.
Con il supporto della Croce Rossa Italiana, saranno allestite in circa 70 capoluoghi di provincia, numerose postazioni mediche per dare l’opportunità a tutti i cittadini di effettuare il controllo gratuito della pressione. Lo stesso avverrà, senza bisogno di prenotazione, all’interno di ambulatori, e presso le strutture ospedaliere e le farmacie che aderiranno all’iniziativa.

Fonte: QUI

Campagna shock sul tema della violenza sui minori di Save The Children

Si chiama “La circolarità del salotto” (o della camera da letto, o della cucina, a seconda dell’ambiente) ed è la nuova campagna di sensibilizzazione di Save the Children, che mostra come dentro ogni bambino o bambina abusata, sgridata, trattata a strilli ed urli persino dai genitori si nascondano un padre o una madre a loro volta abusanti e verbalmente violenti. Con uno splendido effetto ottico il bambino o la bambina maltrattata si trasformano nel genitore che saranno.

Una campagna shock per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema delle violenze sui minori. È così che Save the Children intende promuovere una questione scomoda e per lo più ignorata. Sono circa 6 milioni i bambini costretti a lavorare e dall’ultimo rapporto Onu sulla violenza dei minori si stima che i bambini e gli adolescenti che subiscono forme di violenza siano tra i 500 milioni e un miliardo e mezzo. L’abuso sui minori è un fenomeno sempre più dilagante, che si consuma principalmente tra le mura domestiche. Ecco perché la campagna si chiama “La circolarità del salotto”: per ogni bambino violato o abusato si cela un potenziale genitore violento e con un effetto grafico viene mostrato il minore che, crescendo, maltratterà a sua volta.

Un’immagine che disturba e che svela un problema sempre più diffuso, che si consuma spesso nell’indifferenza o nell’omertà. La violenza domestica tende a tramandarsi come fosse una peculiarità genetica e lo dimostrano i dati: il 70% dei bambini maltrattati diventano dei genitori che maltrattano. Claudio Tesauro, presidente di Save the Children, racconta nel dettaglio cosa si intende per abuso, oltre a quello sessuale: “Tra le forme di violenza a cui un minore può essere sottoposto, ci sono anche le punizioni corporali, schiaffi, botte, maltrattamenti inferti con vari mezzi spesso in famiglia, dagli stessi genitori o comunque da adulti che dovrebbero prendersi cura dei bambini. Si tratta di pratiche troppo spesso sottovalutate o addirittura ammesse perché considerate educative. In realtà siamo in presenza di violenze che ledono profondamente il diritto all’integrità fisica e psichica di un bambino e quindi assolutamente inammissibili e da vietare al pari di altre forme di abuso”.

Risale oramai al 2008 la richiesta dell’ente al Parlamento italiano una riforma normativa che vieti espressamente le punizioni corporali, come già è previsto in altri paesi europei quali la Svezia, Norvegia, Finlandia, Austria, Cipro, Danimarca, Lettonia, Bulgaria, Ungheria, Germania, Romania, Grecia e, dal 2007, anche nei Paesi Bassi, in Portogallo e Spagna.

Fonte: yahoo

Iodio in gravidanza

Dal 18 al 25 Maggio, nei reparti di endocrinologia e ginecologia delle strutture interessate, la brochure informativa e un questionario per la diagnosi precoce.

In gravidanza il fabbisogno di iodio raddoppia: ne servono 100 microgrammi in più al giorno. La sua carenza, causata dal cattivo funzionamento della tiroide fa aumentare i rischi di infertilità, di aborto, di deficit cognitivi nei bambini. È questo il messaggio lanciato dagli endocrinologi in occasione della Giornata mondiale della tiroide, in programma in Italia il 23 Maggio.

«Per prevenire e trattare le forme di ipotiroidismo, che in gestazione aumentano e possono provocare danni alla salute della mamma e del bambino» annuncia Aldo Pinchera, presidente onorario dell’Associazione italiana tiroide «è stato lanciato nei reparti di endocrinologia e ginecologia di oltre 100 ospedali italiani, un Progetto Pilota destinato alle donne che desiderano avere un figlio». Progetto che prevede la verifica del corretto funzionamento della tiroide delle potenziali puerpere e la somministrazione di un questionario finalizzato ad informarle sui possibili gravi danni alla salute che la carenza di iodio può provocare.

«Con questa iniziativa» dice Pinchera «contiamo di incrementare le diagnosi precoce e colmare eventuali carenze di iodio con opportune integrazioni, assicurando in breve un normale decorso della gestazione. È molto meglio» sottolinea l’endocrinologo «non attendere la gravidanza, ma arrivare alla gestazione già con un fisico che non presenta carenze di iodio».

Le donne in età fertile in Italia sono oltre due milioni, quelle che hanno una gravidanza programmata sono 500-600 mila ogni anno. Con questi numeri non è possibile ipotizzare uno screening generalizzato della funzione tiroidea a carico del Servizio sanitario. «Proprio per questo» conclude Pinchera «ci proponiamo, con il progetto pilota, di informare tutte le future mamme sull’importanza di sottoporsi a controllo prima della gestazione».

Aspiranti mamme, attente alla tiroide. I disturbi a questa ghiandola ’jolly’ che regola moltissime funzioni dell’organismo interessano oltre 6 milioni di italiani, colpiscono soprattutto le donne e possono comparire o aggravarsi proprio in gravidanza. Con rischi anche gravi per madre e bebè.

Per l’occasione, nei reparti di endocrinologia e ginecologia di oltre 100 ospedali lungo tutta la Penisola, parte il primo programma sperimentale di prevenzione e cura della ‘tiroide pigra’(ipotiroidismo) dedicato alle future mamme. Dal 18 al 25 maggio, nelle strutture che aderiscono alla Giornata, le donne riceveranno una brochure informativa e un questionario per la diagnosi precoce. L’iniziativa, patrocinata fra gli altri dal ministero della Salute, è promossa da Ait (Associazione italiana tiroide), Ame (Associazione medici endocrinologi), Sie (Società italiana di endocrinologia), insieme al Comitato delle associazioni dei pazienti endocrini (Cape). In Italia – ricordano gli esperti – una donna su 10 soffre di ipotiroidismo, mentre 2 su 100 hanno il problema opposto e cioè la tiroide iperattiva (ipertiroidismo). In particolare, in gravidanza aumenta fino circa a raddoppiare il fabbisogno giornaliero di iodio (ne servono 100 microgrammi in più), elemento chiave per la salute della ghiandola a forma di farfalla che abita alla base del collo.

Fonte: dica33 e  CN

Oral Cancer Day

L’appuntamento per la tutela della salute del cittadino, e in particolare per la salute e la prevenzione del tumore del cavo orale, è per sabato 5 maggio nelle principali piazze d’Italia con la VI edizione dell’Oral Cancer Day.

L’iniziativa organizzata dalla Fondazione ANDI – Associazione Nazionale Dentisti Italiani onlus, con il patrocinio del Ministero della Salute, ha lo scopo di sensibilizzare i cittadini sull’importanza della prevenzione e della salute del cavo orale per la salute generale.

Saranno oltre 80 le piazze in diverse regioni su tutto il territorio nazionale nelle quali i dentisti ANDI scenderanno in campo per sensibilizzare la popolazione sulla grave patologia del tumore del cavo orale e per motivarla a sottoporsi a visite per la prevenzione ed eventuale diagnosi di questa neoplasia che interessa gengive, lingua e tessuti molli della bocca.

L’elenco delle piazze sarà visibile su http://www.oralcancerday.it/.

Il tumore del cavo orale rappresenta in Italia il 5% dei tumori nell’uomo e l’1% nella donna, ma la sua incidenza complessiva è in aumento, così come il tasso di mortalità a esso legato. Ogni anno si registrano circa 8.000 nuovi casi e più di 3.000 sono i decessi (al sesto posto per mortalità correlata al cancro).

In altre parole, ogni tre ore, un italiano muore a causa di questa grave malattia. L’elevato tasso di mortalità è dovuto al fatto che il tumore del cavo orale è troppo spesso scoperto in ritardo. Un’adeguata prevenzione e soprattutto una diagnosi precoce, possono fare un’enorme differenza: quando il carcinoma è rilevato e curato nella sua fase iniziale, è possibile ottenere una guarigione completa.

Durante l’Oral Cancer Day, raggiungendo i gazebo allestiti nelle varie piazze, i cittadini avranno la possibilità di ricevere materiale informativo e soprattutto di parlare direttamente con i dentisti ANDI dei fattori di rischio e degli stili di vita da adottare per prevenire questa terribile malattia, dei motivi per cui è necessario per i soggetti a rischio effettuare frequenti visite di controllo e di come la prevenzione sia davvero lo strumento più efficace.

I dentisti ANDI motiveranno inoltre i cittadini a recarsi dal proprio dentista di fiducia per una visita di controllo e saranno loro stessi disponibili a organizzare visite gratuite presso i propri studi nel mese successivo all’evento, dal 7 maggio al 7 giugno. Sul sito http://www.oralcancerday.it oppure al numero verde 800.911.202 è disponibile l’elenco dei dentisti presso cui prenotare le visite.

Contro gli abusi per l’infanzia, Mimì Fiore di Cactus

I diritti dei bambini sono riconosciuti e protetti in modo universale dalla Convenzione ONU Sui Diritti dell’Infanzia.


(Art. 12 CRC)

Diritto di esprimere la propria opinione e ad essere ascoltato

Rispettare le opinioni del bambini offrendo loro uno spazio sicuro in cui i bambini possano parlare può aiutare gli operatori sociali a identificare potenziali rischi di abuso.

(Artt. 13 e 17 CRC)

Il diritto dei bambini all’informazione

Fornire ai bambini le informazioni per un utilizzo sicuro di Internet può aiutarli a evitare abusi.

(Art. 23 CRC)

Diritto ad una vita dignitosa se fisicamente o mentalmente handicappato

Offrire sostegno ai bambini con disabilità può aiutarli a contrastare il rischio di sentirsi trascurati.

(Art. 28 CRC)

Il diritto all’educazione

Educare i bambini sui loro diritti può aiutarli a contrapporsi agli abusi.

(Artt. 19 e 34 CRC)

Diritto alla protezione da ogni forma di violenza, maltrattamento, sfruttamento

Informare i bambini che “Gli Stati parti adotteranno ogni misura appropriata di natura legislativa, amministrativa, sociale ed educativa per proteggere il fanciullo contro qualsiasi forma di violenza, danno o brutalità fisica o mentale, abbandono o negligenza, maltrattamento o sfruttamento, inclusa la violenza sessuale, mentre è sotto la tutela dei suoi genitori, o di uno di essi, del tutore e dei tutori o di chiunque altro se ne prenda cura” (Art. 19 CRC) e che “Gli Stati parti s’impegnano a proteggere il fanciullo conto ogni forma di sfruttamento sessuale e violenza sessuale” (Art. 34 CRC) può aiutare soprattutto gli adolescenti a denunciare gli abusi e la violenza.
La prevenzione contro la violenza e qualsiasi forma di abuso è fondamentale.
A scuola, in famiglia, nelle nostre comunità.

Fonte e per approfondire: Terre des Hommes

Boobstagram, campagna di prevenzione contro il tumore al seno

L’iniziativa Boobstagram parte da Julien GLT (fondatore di Boobstagram)e Lionel Pourtau (sociologo), che hanno invitato le donne di tutto il mondo a condividere sul social network fotografico Instagram (di recente comprato da Facebook) alcuni scatti del proprio decoltè, hanno già coinvolto moltissime donne.

La scelta di instagram, spiegano gli ideatori sul sito, è stata fatta perchè l’educazione alla prevenzione va fatta proprio sui più giovani, quelli più abituati all’uso delle nuove teconologie e ai social network per raggiungere due obiettivi: la prevenzione primaria cercando di abituare le giovani donne a comportamenti meno pericolosi e quella secondaria per far comprendere l’importanza dello screening per identificare la malattia e permettere alla medicina di agire con maggiore efficacia in tempo.

Lo slogan recita: «Mostrare il seno online va bene, ma mostrarlo al medico è meglio». Molte ragazze hanno risposto positivamente all’iniziativa, inviando foto bizzarre ma anche molto sensuali.

Ci sono molte foto sia sul sito che su instagram con l’hashtag #boobstagram (è possibile trovarle anche su twitter), speriamo non sia solo un momentaneo fenomeno di tendenza ma, invece, un ottimo modo per informare e comunicare l’importanza della prevenzione e dei rischi.

Il corpo come veicolo di messaggio sociale?

Fonte: La lotta contro il cancro al seno

Settimana della Tiroide, dal 16 al 20 Aprile

La tiroide, una piccola ghiandola importantissima per il nostro corpo, sistemata alla base del collo, che produce ormoni responsabili dell’attività di buona parte dell’organismo, sempre più porta problemi, a causa di inquinamento e aumento spropositato di emissioni radio e onde elettromagnetiche di ogni tipo. Ma anche un problema ereditario e ambientale, che si manifesta in determinate aree per via della composizione del terreno intorno.

Il suo malfunzionamento determina insonnia, irritabilità, gonfiore al collo, oscillazioni di peso e soltanto un endocrinologo o un endocrino-chirurgo potranno stabilire se si tratta di problemi alla tiroide o di infiammazioni minori.

La Settimana della Tiroide, in programma da lunedì 16 a venerdì 20, servirà a informare, esaminare ed eventualmente diagnosticare. Perchè moltissime persone non sanno nemmeno di avere un rischio latente di tiroide e solo una visita approfondita potrà metterli all’erta.

In molte zone in tutta Italia, sarà possibile effettuare controlli gratuiti per i problemi alla tiroide, e, se necessario anche una diagnosi e una cura completa in uno dei 100 centri specializzati sparsi su tutto il territorio nazionale. Tutto questo grazie alla quarta edizione della Settimana della tiroide, promossa dal Club delle Uec, Associazione delle Unità di Endocrinochirurgia Italiane, che comprende più di 300 specialisti in tutto il paese.

Per saperne di più sui disturbi della tiroide, guarda QUI

Fino al 20 aprile è attivo il numero verde 800-122910 (dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18), per chiedere informazioni sul centro più vicino in cui prenotare la visita gratuita completa al collo.

La prevenzione e la diagnosi precoce diventano fondamentali per un trattamento mirato e tempestivo.

Fate questa visita, non vi costa nulla, anzi vi è solo d’aiuto!
Io sono una tiroidectomizzata, ma questa è un’altra storia!