Archivi categoria: Problemi del bambino

Quando il bambino mangia e cresce poco

omogeneizzato

Omogeneizzato acquistato in USA

Quando Miciomao aveva quattro mesi ho perso il latte, penso a causa dello stress, ho iniziato a lavorare a pieno regime quattro giorni dopo il parto. La scelta di passare al latte artificiale è stata molto sofferta, ma necessaria, Miciomao cresceva poco e piangeva spesso. Il brutto però è stato constatare che il latte artificiale non era di suo gusto, li abbiamo provati tutti, ma lui ne mangiava 100 gr. Aveva 4 mesi e ne mangiava 100 gr.  Continua a leggere

Annunci

Quando togliere il biberon?

Al lunedì e al mercoledì mi ritrovo con le mamme fuori da scuola e chiaccheriamo del più e del meno, il dialogo versa soprattutto sui nostri figli, ovvio.
Ieri si parlava del disordine che regna nella casa di ognuna di noi a causa dei nostri figli, giochi ovunque, vestiti abbandonati ai piedi del letto, sui tappeti, bicchieri sul tavolo, sul lavandino, sui mobili, briciole in ogni dove, anche in posti impensabili .
Tempo fa  avevo letto di una mamma che a causa del continuo disordine dei  figli, era entrata in sciopero,( ne avevo scritto QUI), per dare una lezione a tutta la famiglia. C’era riuscita ed aveva ottenuto dei risultati, dopo il caos più totale però, ma ne era valsa davvero la pena.
Forte di questa esperienza non mia, ho detto che avrei una gran voglia di entrare in sciopero, al che le mamme mie interlocutrici, rispondono che loro l’hanno già fatto, funziona davvero.

Sia MrD che Miciomao non hanno bevuto latte dal biberon, infatti ho avuto delle difficoltà con Miciomao dopo aver perso il latte, quando aveva solo quattro mesi. Non voleva il latte artificiale, è stato un incubo per me, ma soprattutto per lui perchè non mangiava e quindi non cresceva, ma questo è un altro argomento.
I miei figli hanno iniziato presto a mangiare latte e biscotti con il cucchiaino, a due anni mangiavano da soli.

Comunque sia, io  mi domando:
A che età è giusto togliere il biberon?
A che età voi gliel’avete tolto ai vostri pargoli?
Secondo voi non è sbagliato dare il biberon ad un bambino superati i 5 anni???
Cosa spinge una mamma a lasciare che i figli continuino ad alimentarsi con il biberon, un accessorio da neonato?
Cosa spinge questi bambini a desiderare ancora il biberon?

“Togliere” il biberon è un traguardo della crescita, come quello del ciuccio, come il vasino, come l’utilizzo delle posate, ecc, o sbaglio?
Gli esperti sostengono che dopo i 18 mesi sarebbe bene abbandonare il biberon per un problema di dentizione, di carie. Magari 18 mesi è anche presto per alcune mamme che trovano comodo utilizzare il biberon, ma non così ad oltranza, non fino ai 10 anni o forse più.
Voi che ne pensate?

Autolesionismo infantile

Una mamma che conosco l’altro giorno è stata convocata a scuola perchè la sua bambina, che aveva chiesto di poter andare in bagno, è stata trovata in corridoio che tentava di farsi del male.
Non era nuova a questi atteggiamenti di autolesionismo, così hanno finalmente deciso di entrare in terapia per poter aiutare questa bimba a veicolare la rabbia che sente nei suoi confronti e la spinge a farsi del male, a graffiarsi, a pizzicarsi, a darsi pugni, a sbattere la testa al muro.

Questa bimba ha avuto problemi alla scuola materna, del tipo di quella Cip e Ciop, per intenderci, solo che la storia non è finita sui giornali. Si pensava che la bambina non avesse riportato traumi, ma ora i nodi arrivano al pettine. Maltrattamenti e abusi lasciano sempre il segno.

Il fiocco arancione,
simbolo della giornata della
consapevolezza dell’autolesionismo.

Perchè i bambini si fanno del male? Perchè arrivano ad avere questi atteggiamenti nei propri confronti?
Vi sono diversi motivi per i quali un bimbo si fa del male, per problemi in famiglia, perchè soggetto ad atti di bullismo, per mancanza di affetto, di attenzioni, di autostima, per insicurezza, per disagio, difficoltà nel tollerare divieti e imposizioni,  per trascorsi di maltrattamenti…
Il dolore fisico li aiuta a far fronte allo stress emotivo, ad elaborarlo. mentre si fanno del male il loro cervello rilascia endorfine e si sentono subito meglio, è paradossale, ma purtroppo è così.
E’ importante entrare in terapia ed avere il supporto della famiglia, certo che se il problema è la famiglia è necessario intervenire anche sui genitori.
Questo tipo di comportamento si estingue con il tempo se si interviene prontamente e in modo adeguato, altrimenti questi atteggiamenti autolesivi accompagneranno la persona anche nell’adolescenza e nell’età adulta.

Io spero che per questa bimba ci sia un percorso che la porti a interiorizzare, elaborare e risolvere il disagio che prova. La mamma è pronta ad aiutarla, le maestre e il personale addetto anche, speriamo che lo sia anche lei.

Herpes oftalmico o Herpes oculare

Occhietto di Miciomao

Sabato sera ho notato un segno rosso sotto l’occhio di Miciomao, pensavo si fosse graffiato. Domenica mattina aveva un occhio gonfissimo e tutto rosso. pensavo fosse un’allergia, ne è soggetto e mi sono limitata a mettere del Colbiocin. Lunedì mattina era sempre gonfissimo e pieno di pustole bianche. Un giro dalla pediatra era d’obbligo. Risultato?
Per non farci mancare mai niente abbiamo vinto  l’Herpes Oftalmico!!!
Non è una cosa da poco e va curata bene e prima possibile, altrimenti si verificano delle complicanze a carico della cornea.
Non so dove l’abbia preso, può essere a scuola, oppure allo spazio giochi, o al cinema 3D, si è messo gli occhiali portati da altri, anche se prima di essere indossati erano stati ulteriormente disinfettati dal marito.
Ho fatto una ricerca in rete e questo è quello che ho trovato:

L’herpes oftalmico deriva dall’herpes zolter, il contagio avviene per contatto diretto con una persona che ha l’herpes labiale, o con secrezioni contaminate.
L’occhio presenta vescicole  sulle palpebre, occhio rosso con lacrimazione e diventa fotosensibile.
Va immediatamente curato con terapia adeguata con farmaco antivirale per bocca e pomata, il più indicato è l’Aciclovir. Le dosi da prendere sono quelle consigliate dal dottore, solitamente 4  dosi al giorno ogni 6 ore.
RarAmente l’herpes oftalmico può provocare danni alla cornea, QUINDI va prontamente curato. 
Purtroppo è recidivo e quando torna è in forma più aggressiva. (AIUTO)
Se il bimbo frequenta la scuola va tenuto a casa perchè infetto.

Miciomao quando è malato è molto paziente, ma anche molto pauroso, ho delle difficoltà nel mettergli la cremina, ha paura di sentir male, povero, lo sciroppo invece lo prende senza lamentarsi.
Oggi sembra che le pustoline gialle si stiano seccando, poi diventeranno crosticine. Questo vuol dire che il farmaco funziona.
Venerdì ho una visita oculistica e vedremo cosa dice il dottore.

Comitato di Liberazione della Mamma

50 sfumature di mamma in occasione dell’approssimarsi della Festa della Mamma, ha lanciato un’iniziativa molto utile e anch’io voglio dare il mio piccolo contributo.
Lo scopo di questa iniziativa è condividere la propria esperienza da mamma, sia nei lati postivi, che in quelli negativi, per far sentire le neomamme che ci leggeranno meno sole in questo difficile compito, perchè diventare mamma è diverso da come ce la raccontano o ce l’ha raccontato la nostra mamma.

Quando ho partorito il primo figlio ero molto giovane, anche un po’ immatura direi, ero spaventata dal ruolo che andavo a coprire e facevo bene ad esserlo, mi aspettavano anni difficili, per fortuna che non lo sapevo. Durante il parto ho avuto qualche difficoltà, poi superata grazie all’intervento del ginecologo, il vero problema è stata la lacerazione che ha richiesto molti punti e la comparsa di un livido su tutta la coscia. Per più di un mese mi son dovuta sedere su una ciambella, ma questo non era nulla in confronto a quando ho varcato la soglia di casa.
MrD all’ospedale era un bimbo modello, mangiava e dormiva, ma come abbiamo messo il piede in casa ha spalancato gli occhietti e son rimasti chiusi ben poco. MrD dormiva pochissimo, faceva sonni frammentati che duravano pochi minuti, un’oretta al massimo. Io non riuscivo a recuperare per affrontare la giornata con le dovute energie e mi deprimevo sempre più.Siamo arrivati a fare i turni io e mio marito, lui stava sveglio fino alle due di notte, poi mi alzavo io e passavo il mio tempo in cucina con MrD. Lo cullavo fino allo sfinimente, riuscivo a farlo addormentare, correvo a letto, mi mettevo sotto le coperte, ma avevo un’ansia tale che faticavo a prendere sonno, quando mi addormentavo poco dopo lui si svegliava, sembrava lo sentisse. Vivevo in pigiama, non mi vestivo nemmeno più, non mi curavo, non pensavo più a nulla se non a dormire, ero distrutta, piangevo sempre, avevo anche brutti pensieri nei confronti di mio figlio, pensieri che poi mi facevano stare ancora più male di quello che già stavo.
Pian piano il tempo è passato, MrD è cresciuto, siamo riusciti a dormire anche per più ore la notte, poi, quando ha iniziato ad andare alla scuola materna tutto si è sistemato, ma son dovuti passare tre anni per riuscire a dormire una notte intera, tre anni.
Non abbandonate le vostre speranze, prima o poi i vostri bimbi dormiranno da soli, nel loro lettino, nella loro stanzetta. Io ho dovuto aspettare 5 anni per questo, ma è arrivato anche per noi quel momento.
Vi faccio presente che quando ho partorito il mio primo bimbo era il  ’92, quando pc e web erano un mondo lontano e le mamme blogger non esistevano!

Se anche voi volete partecipare a questa iniziativa andate QUI.
Ringrazio Anna, Chiara, Roberta per l’idea.

Se tu guardassi con il cuore…

Qualche giorno fa ho letto un post di Antonella intitolato: Se tu guardassi con il cuore oltre la disabilità, se non l’avete ancora letto, leggetelo e partecipate anche voi, è un’iniziativa non facile, vi avviso, dovete dare voce al vostro cuore, ascoltarlo e riportare ciò che vi suggerisce.

Questo è ciò che mi è venuto in mente, sapevo già di chi volevo parlare, ma volevo farlo col giusto tatto, col giusto modo, loro meritano la mia stima, hanno tutto il mio affetto e io il loro. Meritano il giusto rispetto e la loro privacy. Sono una parte di me, anche se non abbiamo il sangue in comune, ma il cuore si. Vi lovvo!!!

Se tu mi guardassi  vedresti un bimbo di 8 anni, alto, allampanato, che ne dimostra più di 10, ma si comporta come uno di 5. Se mi guardassi con il cuore vedresti solo un bimbo che sta crescendo, con i suoi tempi, che non sono come quelli degli altri.
Se tu mi guardassi vedresti un bimbo che salta in modo esagerato, penseresti che sto facendo lo stupido, che i miei genitori non mi sanno educare. Se tu mi guardassi con il cuore, capiresti che i miei movimenti non riesco a fermarli, che anche se lo volessi fortemente, non ci riuscirei comunque, il mio corpo si muove senza il mio permesso.
Se tu mi guardassi vedresti  un bimbo chiuso, un bimbo che non vuole rispondere e parlare, arriveresti a credere che sono un maleducato. Se mi guardassi col cuore vedresti un bimbo affetto da mutismo selettivo, non parlo perchè le parole non mi escono, anche se lo vorrei tanto.
Se tu mi guardassi diresti che un bimbo così grande non dovrebbe comportarsi così, che i miei genitori mi hanno viziato, che me le danno tutte vinte. Se  mi guardassi con il cuore capiresti che i miei genitori fanno così per evitarmi una crisi isterica, che stanno cercando in tutti i modi di educarmi, ma non è facile perchè io ho un disturbo cognitivo con comportamenti autistici.
Bisognerebbe ascoltare di più il cuore che la mente, per capirmi mamma e papà ascoltano il cuore e stanno facendo un ottimo lavoro, soprattutto la mamma, non potevo trovarne una più adatta a me e poi lei è bellissima.
Questo racconto lo dedico ad una famiglia che amo tantissimo e che ho sempre nel cuore.

Quando è il momento di passare dal lettino al letto normale?

Ad un certo punto ogni mamma si domanda quando è il momento di passare dal lettino al letto, oppure dal lettino in stanza nostra, al letto in stanza del bimbo, se vogliamo dirlo in modo più corretto, perchè è così che va..
Ogni bambino ha i suoi tempi e non è detto che quando tu sei pronta al distacco, anche lui lo è. Già, molte volte siamo noi mamme le prime a non essere pronte, posticipiamo all’infinito il momento della separazione. Ci lasciamo assalire da paure.
Solitamente il bimbo è contento di passare al letto grande, si sente gratificato, quindi non temporeggiamo troppo e facciamo questo passo.
L’età consigliabile è intorno ai due anni, ma questa è una mia opinione, non è detto che sia quella giusta.
Belle parole vero? A me non è andata per niente così. MrD il mio primo figlio, aveva una bella stanza pronta sin dall’età di un anno. Noi genitori eravamo così contenti di questa stanzetta, così fieri, ma MrD ci ha subito disilluso. Non ha mai voluto dormire in stanza da solo, mai. Le abbiamo provate tutte, abbiamo abbellito ulteriormente la stanza con piumone colorato, giochi, tende, nulla l’ha convinto. Abbiamo provato a lasciarlo piangere nel suo bel lettino con le sponde, avete presente il Metodo Estivill, è il male, non adottatelo! Angoscia il l bimbo ed è dannoso anche per i nostri nervi, ve l’assicuro e poi verrete prese da dei sensi di colpa che dureranno tutta la vita. Uno studio ha poi evidenziato quanto fosse sbagliato adottarlo in bambini al di sotto dei tre anni. Se ne volete sapere di più, andate QUI.
All’età di due anni abbiamo tolto il lettino con le sponde, ormai nel girarsi sbatteva ovunque svegliandosi, quindi abbiamo pensato che forse ora sarebbe passato nella sua stanzetta. Ci sbagliavamo ancora. Alla fine abbiamo optato per un lettone a tre piazze e MrD è stato nella nostra stanza fino ai 5 anni. Vi rendete conto? Fino ai 5 anni.
Un giorno, saputo che il cuginetto di 3 anni passava in stanzetta da solo, ha deciso che era ora anche per lui di andarci. Da quel momento noi ci siamo riappropriato della nostra stanza e lui si è appropriato della sua, con la soddisfazione di tutti.

Questo post partecipa al Blog Tank di Donna Moderna Bambino.

Diventa una blog thinker!

Oggi è la Giornata Mondiale della Sindrome di Down

Oggi è la Giornata Mondiale della Sindrome di Down. Perchè proprio oggi? L’ha spiegato benissimo Antonella del blog COLORIDELLAMORE:
Perchè il 21 è il numero della cellula su cui si appoggia il terzo cromosoma e il 3, ovvero marzo, richiama il numero dei cromosomi presenti nel DNA nelle persone con Sdd.

A novembre del 2012 la Terza Commissione ONU, con la risoluzione A/C.3/66/L.27/Rev.1, sancisce ufficialmente e definitivamente, il 21 marzo come Giornata Mondiale sulla Sindrome di Down.

Antonella ha un bimbo con Sdd, chi meglio di lei sa cosa significa questa giornata? Leggete il suo post, è molto bello, pieno di amore, un amore senza limiti, un amore con una marcia in più.
Leggete anche il post di Barbara del blog Mammafattacosì. Ha postato delle foto meravigliose, piene di gioia, di amore allo stato puro e poi Killò, lasciatemelo dire, è un bimbo stupendo, di una bellezza che toglie il fiato.
Lascio parlare loro, le loro foto, i loro bambini, chi più di loro può dirvi e farvi capire cosa significhi essere la mamma di un bimbo con un cromosoma in più, delle difficoltà, delle paure, delle lotte, delle vittorie e delle gioie inattese, che la loro vita può offrire.
Io da parte mia posso dire solo una cosa, quando aspettavo Miciomao non ho voluto fare la villocentesi, l’amniocentesi e nulla di più dei soliti controlli. Avevo aspettato Miciomao per anni e ciò che la vita mi aveva riservato avrei preso, senza “se”, senza “ma”. Alcuni non hanno capito questa mia scelta, alcuni l’hanno criticata, andavo già verso i 40, i rischi della Sdd erano alti, altri mi hanno appoggiato e sapevo che, nel caso, mi avrebbero aiutato. Anche nel non sapere ci vuole forza, sappiatelo, ci si prepara a tutto, ci si prepara ad accogliere il futuro, qualunque esso sia. Per la cronaca, non ho voluto nemmeno sapere di che sesso fosse Miciomao, poteva essere una Miciomaa ed ero contenta lo stesso.

La paura del buio nei bambini, come aiutarli a superarla

Miciomao è uno spavaldo, sembra che non abbia paura di nulla, solo del buio, ma quella è una paura che abbiamo avuto un po’ tutti, io per prima.
Ricordo che io avevo un terrore cieco, non capivo più nulla, urlavo e sudavo freddo, se mi capitava di trovarmi al buio. Avevo quasi delle crisi isteriche, senza quasi, forse anche a causa di mio fratello che si divertiva a spaventarmi in ogni modo possibile e immaginabile. Ve l’ho mai detto che mi rincorreva con i topi morti? Che mi afferrava le caviglie di notte mentre dormivo? Sono cresciuta un po’ traumatizzata, ora mi spiego molte cose, ma ritorniamo a noi, non divaghiamo troppo.
L’assenza di luce mette in moto dei campanelli d’ allarme, non giustificati, che creano delle emozioni forti, quasi palpabili, delle emozioni irrazionali e poco controllabili, se non quando arriviamo ad essere più grandi, ma nel frattempo cosa possiamo fare per aiutare i nostri bambini?

Non dobbiamo deriderli e creare quindi in loro un senso di vergogna, è un atteggiamento molto negativo, che non farà che peggiorare la situazione.
Non dobbiamo sforzarli ad affrontare il buio, ma accompagnarli nel tragitto che devono percorrere, nel frattempo spiegare che nulla si nasconde dove non c’è luce.
Dobbiamo essere consapevoli che è una fase transitoria che avrà termine quando il bambino avrà maturato una certa sicurezza in se stesso, quindi ci vuole pazienza.
Dobbiamo abolire dal nostro vocabolario: il lupo, l’uomo nero, l’orco. Io ero terrorizzata dalla “Gatta Miagola” che scendeva dalla soffitta, ma questa è un’altra storia che un giorno vi racconterò.
Dobbiamo mettere una bella lucina notturna, se il bimbo si sveglia la notte, non sarà nel buio completo.
Dobbiamo nominare un peluche “guardiano della notte” da posizionare accanto alla finestra, davanti alla porta o accanto al lettino, questo è un consiglio di Tata Francesca, lo trovo ottimo.
Ogni bambino ha bisogno di una figura di attaccamento, di transizione, su cui riversare le proprie paure, a cui affidarsi, prima di imparare a contare su se stesso, quindi ogni sera designare il compagno della notte, sarebbe una buona regola.
Il compagno di Miciomao di queste notti è Maestro Shifu, non lo molla mai, nemmeno quando si sveglia di notte e arriva nel mio letto, così ci ritroviamo in 4!!!

Recupero dei compiti e del programma svolto in classe, se il bambino è malato

E’ un periodo molto impegnativo in famiglia, non sempre riesco a portare il bambino a scuola a causa di un sovrapporsi di impegni e di orari, così lo tengo a casa, lui è ben contento, ovvio.
L’anno prossimo inizierà la Scuola Primaria, quindi si limiteranno moltissimo le assenza da scuola, giusto il necessario se starà male, da parte nostra ci sarà un maggior impegno per limitare le assenze.
Quando i bambini sono assenti, uno dei doveri del genitori è andare alla ricerca del programma svolto in classe e farlo recuperare al bambino. Ma se uno sta male come può recuperare, scrivere, pensare o quant’altro?
Faremo il possibile, ci impegneremo per farlo, ma certo se ha la febbre, col cavolo che lo metterò sotto coi recuperi e i compiti.

Con l’altro figlio mi limitavo a fare le fotocopie, incollarle, fargliele leggere più volte e basta. Avevo spiegato agli insegnanti i miei problemi per reperire i compiti dai compagnetti di MrD , per motivi di lavoro, di spostamenti, e loro mi hanno dato questa possibilità.
Capisco che l’insegnante non può prendersi l’onere di fare fotocopie ogni giorno del programma svolto in classe, dato che qualcuno è sempre assente , ma allora qual’è la soluzione migliore?
Parlandone con una signora oggi, mi ha detto che la rappresentate della loro classe ha aperto un gruppo in Fb, ogni giorno posta i compiti della classe e al bisogno anche il programma svolto in mattinata, così i genitori  non devono correre a destra e manca, ma con un semplice click, hanno tutto il programma.
Mi piace come metodo, chissà se si potrà fare anche nella nostra classe, chissà se qualcuno si prenderà questo impegno, a mio parere non da poco!!
Voi come fate quando i vostri bimbi non possono frequentare regolarmente le lezioni?
Altri consigli in merito?