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Dalle sofferenze della vita, ti lasci sopraffare?

Ho trovato queso racconto del web e ve lo giro…

Un uomo si sentiva perennemente oppresso dalle difficoltà della vita e se ne lamentò con un famoso maestro di spirito.
«Non c’e la faccio più! Questa vita mi è insopportabile».
Il maestro prese una manciata di cenere e la lasciò cadere in un bicchiere pieno di limpida acqua da bere che aveva sul tavolo, dicendo:
«Queste sono le tue sofferenze».

Tutta l’acqua del bicchiere s’intorpidì e s’insudiciò. Il maestro la buttò via.
Il maestro prese un’altra manciata di cenere, identica alla precedente, la fece vedere all’uomo, poi si affacciò alla finestra e la buttò nel mare. La cenere si disperse in un attimo e il mare rimase esattamente com’era prima.
«Vedi?» spiegò il maestro. «La cenere rappresenta i tuoi problemi, le tue incertezze, le tue paure. Ogni giorno devi decidere se essere un bicchiere d’acqua o il mare».

6 Mamme du 10 cercano risposte sul web

La maggior parte delle mamme italiane (60%), per far stare bene il proprio bambino, cerca le risposte di pediatri e specialisti su internet. A dirlo e’ l’indagine ‘Mamma quanti dubbi’, lanciata con un questionario su Facebook e che ha coinvolto 500 mamme di tutta Italia.

”Pediatra e internet, presi singolarmente – spiegano gli autori dell’indagine – sono le due fonti cui le mamme si rivolgono piu’ spesso quando vogliono informarsi sulla salute del proprio figlio. Al pediatra si rivolge circa il 66% delle mamme, per il web e’ il 60%. Ma il vero picco di preferenze si ha quando queste due fonti di informazione si combinano insieme: una larga maggioranza di mamme, 3 su 4, ritiene che interagire con uno specialista via web sia lo strumento online migliore per avere informazioni chiare e autorevoli sulla protezione e la cura del proprio bambino”.

Sulla scorta di questi risultati e’ nato il portale Crescere Protetti , sviluppato con la consulenza scientifica della Societa’ italiana di pediatria (Sip) e della Societa’ italiana di igiene. ”I pediatri che fanno parte della task force di Crescere Protetti, oltre a garantire una risposta tempestiva alle mamme nel giro di 48 ore sulle tematiche generaliste – spiegano i realizzatori – interverranno anche a rotazione ogni mese durante sessioni di chat live, in cui verranno affrontati gli argomenti piu’ interessanti segnalati dalle mamme stesse”.

”Il pediatra resta la figura piu’ autorevole a cui rivolgersi – dice Alberto Ugazio, presidente Sip – ma il web 2.0 e’ un’ottima opportunita’ per migliorare ulteriormente il rapporto mamma-pediatra, per riuscire a essere divulgativi senza perdere di vista la correttezza scientifica dei contenuti.

Questo progetto e’ un utile strumento per aiutare le mamme nel loro ruolo al tempo stesso bellissimo e impegnativo, nonche’ una piattaforma di dialogo e confronto tra loro e i pediatri”.

La campagna ‘Crescere Protetti’ prevede, oltre al lancio del portale, anche la distribuzione di materiale informativo all’interno degli studi pediatrici. Il progetto e’ stato realizzato grazie al contributo incondizionato di Napisan-Dettol.

“Napisan e Dettol hanno scelto di sostenere questo progetto forti di un impegno nei confronti delle famiglie italiane che da sempre li ha contraddistinti – afferma Patrizio Gregori, brand manager Napisan-Dettol – Abbiamo pensato a un luogo che potesse offrire alle mamme lo stesso senso di sicurezza e fiducia per aiutarle ad affrontare i dubbi e le incertezze relative alla cura e protezione dei loro bimbi e di se stesse”.

Fonte : ansa

Disturbi alimentari nel bambino

Obesità e anoressia, bulimia e sovrappeso: tutte patologie dovute ad un difficile rapporto con il cibo. E se aumenta il numero delle persone in sovrappeso o obese, anche anoressia e bulimia fanno registrare numeri più che preoccupanti.

Il problema del cibo inizia a manifestarsi già a 8 anni e nel nostro Paese fa 8mila morti l’anno, il doppio di quelli causati da incidenti stradali.

Una “epidemia sociale”, considerato che nel nostro Paese si pensa siano almeno 3 milioni le persone che soffrono di un qualche disturbo legato all’alimentazione.

Sono più le bambine, nella fascia 8-10 anni, ad avere problemi di questo tipo, ma basterà qualche altro anno perchè non si potrà più parlare di queste malattie come di disturbi di genere: oggi i maschi sono il 20%, e accusano lo stesso, profondo, disagio provato dalle bambine.

Dei 3 milioni, almeno 500mila fanno anche uso di alcol, e stupefacenti, entrando a far parte del gruppo (una novità per il nostro Paese) della drunkoressia. Questa patologia provoca, in individui già sottopeso, un ulteriore dimagrimento e, crea dipendenza dall’alcol, causando a lungo andare anche cirrosi epatica, tumori al fegato e al seno, oltre che ovvi problemi psicologici.

Al momento, in Italia, non sono moltissimi i centri che ospitano le persone affette da questi disturbi. A Varese, a Villa Miralago, il più grande centro in Italia, ne sono ricoverate 46, tra donne e uomini, alcuni anche inorenni, che trascorrono anche anni della propria vita nella struttura prima di riuscire a riprendere la propria, normale, vita.

Di anoressia di muore, perchè ci si suicida, o per gli effetti collaterali della malattia. Attualmente l’anoressia fa più morti anche della depressione, anche 7-8 mila ogni anno.

Dietro ad un disturbo alimentare c’è una richiesta di aiuto e il desiderio di essere considerati. alimentare del loro bambino fin da quando è piccolo e che, alla prima avvisaglia, si rivolgano subito ad uno specialista.

Le cose alle quali prestare attenzione sono: il fatto che il bambino, sistematicamente, rifiuti il cibo (di qualunque tipo esso sia) o che si abbuffi a dismisura e che abbia episodi di vomito.
Di solito questi comportamenti alimentari sono accompagnati da una chiusura del bambino verso il mondo esterno: il bambino, in pratica, rifiuta o schiva il contatto con i coetanei e tende a chiudersi in se stesso.

Fonte: QUI e QUI