Archivi categoria: Ricordi

Stessa spiaggia, stesso mare

Per noi non era solo una canzone, era una regola, la meta dei miei genitori era Jesolo. fiat-500-f-blu-Ho passato ben 13 estati lì.

La partenza era fissata alle 4 del mattino, si partiva quando i più erano addormentati nei loro letti scaldati dall’afa estiva, si doveva viaggiare col fresco, non c’era  l’aria condizionata. Continua a leggere

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Il lupo cattivo

Immaginate:lupo-cattivo

mattina ore 9, corridoio del centro commerciale in cui lavoro, spazioso, luminoso, pulito, colorato, una bimba piccola, che deve aver imparato da poco a muovere i primi passi, zampetta a tutta velocità ovunque le sue corte gambette la portino, dietro di lei una coppia, presumo siano i nonni, che a ripetizione le dicono:

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Una valigia pesante

La prima volte che mi son preparata la valigia da sola, ero una ragazzina, prima ci pensava sempre mamma. Avevo 14 anni, io e mamma dovevamo partire per la Calabria con un’amica/collega  di mamma e la sua famiglia, due ragazzine di 12 e 13 anni, un bimbo di 8 anni e il marito. ragazza con la valigia

Siamo partite per una vacanza di 15 giorni,  mi ero portata una valigia tutta per me. Era una valigia abbastanza capiente e avendola riempita in modo esagerato, era pesantissima e al tempo non avevano le rotelle. Continua a leggere

Festa dei nonni. Li ricordo così….

Oggi è la giornata dedicata alla Festa dei nonni, mi sembra doveroso rivolgere un pensiero ai miei nonni, che non ci sono più.
Mio nonno C. era un uomo semplice, come mio papà, di poche pretese, di poche parole. Un cuore grande, un amore sconfinato per noi nipoti. Ricordo che girava sempre con un carrettino attaccato ad una bici e raccoglieva carta e cartone. Ricordo che lo vedevo arrivare dalla via e correvo a vedere cosa portava a casa. A volte trovava anche bamboline, oggetti vari che ci regalava. La mia prima ed enica, pseudoBarbie, me la diete lui, trovata chissà dove, buttata (chissà perchè?), aveva le gambe rigide, bionda, magra. Ero felicissima!
Mia nonna A. non era affettuosa, non era simpatica, non era nemmeno alta. Era una nonnina minuscola, cattivella anche. Ricordo che batteva col bastone sul suo soffitto, era il nostro pavimento, per farci capire che facevamo troppo rumore. Ricordo che faceva piangere mia mamma con le sue frasi. Ricordo che in famiglia si diceva che aveva affidato l’ultimo figlio ad un’altra famiglia, ma quando divenne grande e poteva lavorare, lo chiese indietro.

Mio nonno B. mi incuteva timore, che paura che avevo. Mai una carezza, mai un abbraccio, mai una parola gentile, ma non perchè non lo fosse, era così e io lo capivo. Ricordo delle bellissime partite a carte alla domenica pomeriggio. Se ero in coppia con lui tremavo, avevo paura di perdere, la colpa sarebbe stata mia, ovviamente, e allora sarebbero cominciati i rimproveri.
Mia nonna M., come la stimo!!! Madre di un’infinità di figli, mai vista scoraggiata, mai vista perdere la pazienza. Ha cresciuto anche i figli di sua sorella, altri 3, senza perdersi d’animo. Un esempio per me, esempio di costanza, di forza, di coraggio. L’aiutavo a dare da mangiare alle galline, ma io ne avevo paura. Ho visto mentre uccideva i conigli, un colpo sul collo e via!! Terrore puro nei miei occhi.
Potrei scrivere per ore di lei. L’ho amata più di tutti, vorrei avere metà delle forza che aveva lei e avere una visuale della vita simile alla sua, quando si accettava tutto con più serenità, quando non si lottava contro i mulini a vento, c’era ben altro per cui lottare…mettere il cibo in tavola per tutti!!