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Martha Peake di Patrick McGrath edito da Bompiani

La storia di Martha è narrata da William al nipote, in un freddo inverno, in una casa fredda, enorme, teatro appunto di una parte della storia.
Questo romanzo è ambientato nel XVIII secolo, la protagonista è una giovane donna, Martha Peake e il padre Harry, un contrabbandiere di gin, di cui ne fa ampiamente uso. E’ proprio a causa di questo suo vizio del bere, che una notte Harry da origine ad un incendio, in cui perde la vita la moglie e lui resta orribilmente deformato. Una volta guarito, Martha e il padre si trasferiscono nella parte povera di Londra e per mantenersi Harry mostra le sue deformità nelle birrerie londinesi.
Nonostante gli scatti d’ira e la violenza di Harry, Martha sostiene e ama profondamente suo padre, ma pian piano l’uomo precipita nella follia, finchè Martha scappa terrorizzata e si rifugia a Drogo Hall. Dopo un essimo atto di violenza da parte del padre che riesce a trovarla, Martha decide di fuggire in America presso una zia, dove viene ben accolta, ma dove è appena esplosa una rivolta contro gli inglesi, che sfocerà poi in rivoluzione, durante la quale avrà un ruolo importante e diverrà un’eroina della Rivoluzione Americana.
Mi fermo qui, ho detto fin troppo. Spero di avervi incuriosito e che leggiate questo libro che parla di una donna forte, che sa reagire alle tragedie che la vita le mette di fronte.

              
Spesso un avvenimento a lungo atteso sorprende la mente come un trauma al suo effettivo accadere.
              
Forse è la più pericolosa delle illusioni credere di conoscere un altro essere umano, specialmente se morto..
                 

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Il mito degli USA nella moda

 
 
Gli Stati Uniti, non hanno concorrenti nella propria forza di attrazione. In noi Italiani vi è tanta «voglia d’ America». Basta guardarsi in giro e in ogni dove vedi bandiere americane. Se non vi piace dovrete conviverci: quasi tutti i principali brands, si sono lasciati concquistare dalla bandiera americana.
Ci sono le scarpe, di ogni forma e prezzo,  le borse, i foulards, le sciarpette, i costumi, i bikini, gli occhiali, gli orecchini, insomma su ogni accessorio o capo di abbigliamento vi hanno riportato la bandiera americana. 
Ma vi siete mai chieste perchè gli americani hanno scelto proprio quei colori e proprio quel disegno che a noi piace tanto? Ho fatto una piccola ricerca…
   

La bandiera americana presenta tre colori, ciascun colore ha un significato ben preciso:
il rosso simbolizza la forza e il valore;
il bianco, la purezza e l’innocenza;
il blu, la giustizia e la perseveranza.
Ha tredici fasce orizzontali, sette di colore rosso alternate a sei di colore bianco. Queste tredici fasce rappresentano le corrispondenti colonie americane originarie. Nella parte superiore sinistra, un rettangolo, con uno sfondo blu, riporta cinquanta stelle a cinque punte che rappresentano i cinquanta stati dell’Unione statunitense.

Noi ce ne andiamo in giro con magliette su cui vi è riportata un’immagine di una citta degli Stati Uniti con relativo nome, tipo Las Vegas, Los Angeles, New York, magari anche con la targa americana o addirittura una bella maglietta gialla con scritto TAXI…e ne andiamo fieri!!
Un pensiero mi sorge spontaneo..Ma gireremmo mai per le nostre strade con magliette con scritto Bergamo (una città a caso, la mia), oppure Firenze, o ancora Cagliari, tanto per citarne qualcuna? Io credo che non lo faremmo. E se ci fosse disegnata una nostra targa? Direi ancora no, son proprio bruttine… Forse l’unica è la scritta Taxi…forse!!!

Radiator Springs ricostruita a Disnyeland in California

Disneyland è il nome del primo parco divertimenti aperto dalla Disney, concepito per lo svago familiare, si trova ad Anaheim, nella periferia di Los Angeles, è stato inaugurato nel 1955. L’edificio più importante del parco, quello centrale e immancabile in qualsiasi altro parco Disney, è il Castello della Bella Addormentata.
Quest’anno hanno inaugurato una nuova attrazione….Radiator Spring Racer. E’ stato ricostruito INTERAMENTE il Canyon della cittadina immaginaria di Radiator Springs. Si tratta di un’opera imponente ed evoluta, la corsa mozzafiato avviene su un percorso doppio affiancato, a bordo ovviamente dei beniamini del film, Saetta McQueen compreso !
Disney's California Adventure Da poche ore aperta la nuova area, più di 4 ore di coda
Inaugurazione

Ho trovato nel web questa pagina dedicata a Cars Land, è molto carina ed interattiva,adatta ai nostri bimbi.

Il viaggio inizia abbastanza tranquillo, a bordo di un auto per 6 persone, attraverso la strada panoramica Ornament Valley, si passa anche per la  famosa cascata della valle, Radietor Falls.
Successivamente, si dirige verso la città di Radiator Springs e lungo il percorso incontrerete alcuni volti noti, tra cui Saetta McQueen, Mater, Sally, Luigi, Guido, Mack, Ramone e Doc Hudson – che vi darà il benvenuto.

 Per concludere ti verrà contrapposto un’altra macchina piena di ospiti per una competizione amichevole per vedere chi può arrivare alla bandiera a scacchi per primo. Non vi è un solo vincitore, tutti faranno una bella gara – proprio come nei film Cars, l’importante è il viaggio, non il traguardo!

Non vedo l’ora di tornare in California, per poter fare tappa a Disneyland, è vasto 650000mq e si stima che siano necessari circa 3 giorni per poter visitare i parchi, provare le attrazioni e assistere agli spettacoli in tutta calma, infatti comprendente due parchi tematici, l’originale Disneyland Park e il più recente Disney’s California Adventure, un’area di svago con negozi e ristoranti, il Downtown Disney District e tre hotel.