Archivi categoria: Vita da commessa

Vita da commessa: Furti in negozio

Non capita spesso, ma a volte qualcuno ruba. Quando mi accorgo del furto, ci resto davvero male. banda bassottiQuesta volta però hanno superato il limite. Continua a leggere

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Vita da commessa : turni di lavoro

Se sei un’addetta alla vendita, nome corretto della commessa, i turni dovresti saperli almeno con turnidue settimane di anticipo, lo dice la legge. Succede? Certo che no. Al massimo li sai la settimana prima, se ti va bene. Continua a leggere

Vita da commessa : Domenica è sempre domenica

Sono molti anni che lavoro e per più di 20 anni la domenica è stata un giorno festivo, un giorno dedicato al riposo, alle gite, alla famiglia. Da cinque anni non è più così, la domenica per noi è giorno lavorativo. Nonostante sia così da tempo, questa cosa non sono ancora riuscita a metabolizzarla, a digerirla, ad accettarla, quando sono di turno la domenica e devo passare tutta la giornata in negozio, sono di malumore, ma di brutto.


Mi gira per ore una canzoncina in testa: Dammi una lametta che mi taglio le vene…
Non è un buon segno, vero?
Vedere le famiglie a passeggio in  galleria con amici e parenti, che ridono, che se la raccontano, mi rende ancor più triste.
Da bambina ero abituata a questa cosa, mia mamma era infermiera, mio papà turnista, quindi capitava spesso che la domenica uno dei miei genitori non ci fosse, se non addirittura tutti e due. Mi sarebbe piaciuto non riproporre questa dinamica nella mia famiglia e per più di vent’anni ci siam riusciti, ma non ora.
Vorremmo  ritrovare la domenica come giorno della famiglia, ma nonostante i vari sforzi, siamo ancora qui a smazzarci la domenica chiusi all’interno di un negozio e la canzoncina nella mia testa si ripete all’infinito.

Notate nella foto come la persone agiscano da pecoroni. Uno lascia il carrello sul marciapiede accanto al muro e tutti gli altri, per non fare tre metri a piedi, vi agganciano il loro, invadendo la strada, obbligando le macchine ad invadere la corsia opposta.
Notare che dietro l’angolo c’è la tettoia attrezzata dove riporre i carrelli.

Vita da commessa: che lapsus!!!!

Cliente: Scusi, quanto costa questo scaccia angeli?

Io le dico il prezzo e poi aggiungo: Signora, comunque è un chiama angeli

Cliente: E io che ho detto?

Vita da commessa: ciò che vedi tu non è ciò che vedo io e nemmeno ciò che è in realtà

I giorni più faticosi per una commessa sono questi, l’antivigilia e la vigilia di Natale, i clienti sono alla ricerca sfrenata degli ultimi regali natalizi e solitamente sono molto nervosi, impazienti, insicuri e molto molto stanchi.

La perla di prima mattina è questa:
Signora, questo è un gufo vero?

Buone Feste a tutti voi che mi leggete.

Biglietti natalizi

Entra una cliente e mi cerca i biglietti portasoldi natalizi, li vede ed esclama:
– Ma che belli, davvero bellissimi.
Ne sceglie qualcuno e se ne va soddisfatta.


Entra un’altra cliente, mi cerca lo stesso tipo di biglietto, li vede e con fare scocciato dice:
– Oh, ma sempre i soliti.
Se ne va senza salutare.

A parte il fatto che ogni anno i biglietti cambiano soggetto, colori, sfondi, frasi e quest’anno ce ne sono di davvero particolari, ma che necessità c’è di fare così?

Nella foto si può vedere una parte delll’esposizione dei biglietti del Natale,  ne abbiamo anche su altri espositori.
Direi che ce n’è per tutti i gusti e se non trovi un biglietto adatto o che ti piace, il problema è tuo.

Vita da commessa: La pazienza è la virtù dei….

Nonna e nipote in negozio, acquistano un cerchietto di Halloween e uno scheletro, li metto nel sacchetto piccolo. Acquistano un altro scheletro, il bimbo, di 5 anni,  vuole metterlo nel sacchetto ma non riesce, tira fuori tutto e domanda alla nonna:


– “Nonna come ha fatto la signora a mettere tutto in questo sacchetto piccolo?”
– “Con la pazienza L., perchè la pazienza è la virtù dei….”
– “Romani…”, dice il piccolo.

Io la signora siamo scoppiate a ridere.
I bimbi sono adorabili

Vita da commessa: Posso entrare?

Come ogni mattina,dopo aver lavato il pavimento inizio a spolverare ovunque, (la polvere è maledetta, non fai in tempo a toglierla che si riposa), sento una presenza accanto a me, mi giro, una signora mi si avvicina pian piano, tutta timida mi chiede:

“E’ entrata libera?”
“Certo signora, ovunque è entrata libera”, rispondo io.
“Ah, davvero?”, dice lei.

Succede molto spesso che le  persone, soprattutto di una certa età, ma anche alcune giovani, mi chiedano il permesso di poter guardare, di poter entrare, perchè si fanno certi problemi? Noi siamo aperti per quello, proprio perchè le persone entrino, guardino e questo non comporta alcun obbligo d’acquisto.
Forse una volta quando si entrava in un negozio eri obbligato ad acquistare? Qualcuno mi illumini.

Vita da commessa: i parcheggi…benvenuti a Sodoma

Si avvisa la gentile clientela che  il centro commerciale è disseminato di telecamere, attraverso le quali il centro viene monitorato costantemente.

Vi sono pochi angoli ciechi, quindi se volete fare incontri clandestini, scambi di coppie, zozzerie di vario tipo, ubriacarvi o defecare  (i bagni sono presenti su ogni piano e in più punti), siete pregati di recarvi in ambienti più idonei e magari tenuti meno sotto controllo.
Nei parcheggi dei centri commerciali, verrete visti dal personale delle pulizie, che si aggira ignaro per pulire, ma soprattutto verrete notati nei monitor della sicurezza e gli addetti non si esimeranno dal commentare ciò che vedono sugli schermi.

Voi siete avvisati, poi fate come credete.

Ah, se riuscite a parcheggiare meglio, negli appositi spazi, sarebbe cosa gradita.

Vita da commessa: clienti e cellulare

Trovo insopportabile l’atteggiamento di certi clienti che mi parlano a gesti e movimento d’occhi, che io devo interpretare, mentre loro continuano imperturbabili a parlare nel loro smartphone.
Non puoi concludere la tua telefonata prima di venire in cassa a pagare?

Ma sopporto ancora meno chi entra parlando e se ne esce parlando, senza salutare, ignorandomi completamente, nemmeno fossero sul terrazzo di casa loro.
C’è una cosa positiva nel  negozio, più ti addentri e meno arriva il segnale, quindi il più delle volte cade la linea, con mia grande soddisfazione e il resto delle volte avviso i clienti, (dopo aver sentito un po’ di volte: Mi senti? Mi senti?) che se vogliono continuare la telefonata devono uscire perchè all’interno del negozio non c’è campo.
Tieh!!!