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Pensieri bambineschi

Miciomao ogni settimana se ne esce con frasi che mi lasciano un po’ perplessa, mi fannbambino che pensao pensare, mi fanno ridere e sorridere.

Un po’ di tempo fa, forse prima dell’estate, mi disse una cosa, così di punto in bianco. Io ero sul divano e stavo leggendo, lui era seduto sulla panca e stava disegnando, all’improvviso se ne esce con questo pensierino. Me la sono subito appuntato, per non dimenticarlo e oggi voglio condividerlo con voi: Continua a leggere

In montagna i bambini si devono divertire

Per il secondo anno consecutivo abbiamo deciso di trascorrere il primo dell’anno sulla neve.
Quest’anno avremmo voluto spingerci un po’ più lontano, provare nuove piste, ma data la scarsità di neve e l’alto numero di impianti chiusi, abbiamo optato per il solito posto più vicino a casa, che dista un’ora e mezza, .
Arrivati in quota abbiamo notato che non c’erano molte macchine nel parcheggio, meglio, piste più libere, meno pazzi fulminati in giro, più possibilità di star tranquilli senza il terrore di venire falciati.

L’obbiettivo della giornata era insegnare a Miciomao ad andare con lo snowboard, innnanzitutto insegnargli a frenare e poi a fare tutto il resto.
Noi siamo attrezzatissimi, scarponi, tavola, casco, mascherina antiriflesso, ginocchiere, paragomiti, parapolsi e vogliamo che Miciomao abbia la nostra stessa sicurezza, quindi già l’anno scorso avevamo comprato tutto il necessario per la sua incolumità, mentre tavola, scarponi e casco li noleggiamo.
Lui era gasatissimo, adora lo snowboard e sin da piccolo ci guardava sfrecciare entusiasto e desideroso di divenire più grande per poterci imitare.
Noi acquistiamo un solo giornaliero, perchè mentre uno di noi se la spassa, l’altro ha il compito di insegnare a Miciomao ad andare con lo snowboard.
Alla fine della giornata Miciomao era già molto bravo, ha imparato a frenare bene, evitando così di andare addosso alle persone, ha imparato ad alzarsi velocemente quando cade, cosa importante per non essere investiti, ha imparato a prendere la direzione desiderata.
Si è divertito moltissimo, si è sentito fiero di se stesso per aver assimilato gli insegnamenti con una certa facilità.
I bambini hanno capicità particolari, avendo il baricentro basso riescono ad imparare prima di noi, io ho fatto una fatica incredibile, ne parlo QUI.
Per noi tre è stata una splendida giornata, ci siamo divertiti, ci siamo rilassati, non male come inizio dell’anno.
Sulle piste però ho notato due cose che mi hanno davvero infastidito.
Ero sulla seggiovia e ho sentito un papà urlare come un ossesso verso un bimbo più piccolo di Miciomao, si chiamava Andrea. Il bimbo scendeva tranquillo, era anche bravo secondo me, ma secondo suo papà no, non faceva le curve sufficientemente ampie e urlava, urlava, urlava continuamente.
La cosa che mi ha lasciato l’amaro in bocca è stato vedere un papà far scendere da una pista ghiacciata, piuttosto impegnativa a causa delle forte pendenza, un bimbo di circa quattro anni. Il povero piccolo è stato bravissimo, pian piano a spazzaneve è sceso, alla fine era stremato, piangeva, voleva riposarsi, ma i genitori non ne volevano sapere, loro volevano sciare e l’hanno trascinato sulla seggiovia.
Cari genitori, il vostro comportamento è stato deplorevole. Una giornata sulla neve deve essere divertente, soprattutto per un bambino, deve lasciare un bel ricordo e non essere fonte di frustrazione e tristezza.
La prossima volta lasciatelo a casa, dai nonni, dagli zii, o da una babysitter, andate voi a sciare e sfogatevi fino allo sfinimento.

Quando togliere il biberon?

Al lunedì e al mercoledì mi ritrovo con le mamme fuori da scuola e chiaccheriamo del più e del meno, il dialogo versa soprattutto sui nostri figli, ovvio.
Ieri si parlava del disordine che regna nella casa di ognuna di noi a causa dei nostri figli, giochi ovunque, vestiti abbandonati ai piedi del letto, sui tappeti, bicchieri sul tavolo, sul lavandino, sui mobili, briciole in ogni dove, anche in posti impensabili .
Tempo fa  avevo letto di una mamma che a causa del continuo disordine dei  figli, era entrata in sciopero,( ne avevo scritto QUI), per dare una lezione a tutta la famiglia. C’era riuscita ed aveva ottenuto dei risultati, dopo il caos più totale però, ma ne era valsa davvero la pena.
Forte di questa esperienza non mia, ho detto che avrei una gran voglia di entrare in sciopero, al che le mamme mie interlocutrici, rispondono che loro l’hanno già fatto, funziona davvero.

Sia MrD che Miciomao non hanno bevuto latte dal biberon, infatti ho avuto delle difficoltà con Miciomao dopo aver perso il latte, quando aveva solo quattro mesi. Non voleva il latte artificiale, è stato un incubo per me, ma soprattutto per lui perchè non mangiava e quindi non cresceva, ma questo è un altro argomento.
I miei figli hanno iniziato presto a mangiare latte e biscotti con il cucchiaino, a due anni mangiavano da soli.

Comunque sia, io  mi domando:
A che età è giusto togliere il biberon?
A che età voi gliel’avete tolto ai vostri pargoli?
Secondo voi non è sbagliato dare il biberon ad un bambino superati i 5 anni???
Cosa spinge una mamma a lasciare che i figli continuino ad alimentarsi con il biberon, un accessorio da neonato?
Cosa spinge questi bambini a desiderare ancora il biberon?

“Togliere” il biberon è un traguardo della crescita, come quello del ciuccio, come il vasino, come l’utilizzo delle posate, ecc, o sbaglio?
Gli esperti sostengono che dopo i 18 mesi sarebbe bene abbandonare il biberon per un problema di dentizione, di carie. Magari 18 mesi è anche presto per alcune mamme che trovano comodo utilizzare il biberon, ma non così ad oltranza, non fino ai 10 anni o forse più.
Voi che ne pensate?

Autolesionismo infantile

Una mamma che conosco l’altro giorno è stata convocata a scuola perchè la sua bambina, che aveva chiesto di poter andare in bagno, è stata trovata in corridoio che tentava di farsi del male.
Non era nuova a questi atteggiamenti di autolesionismo, così hanno finalmente deciso di entrare in terapia per poter aiutare questa bimba a veicolare la rabbia che sente nei suoi confronti e la spinge a farsi del male, a graffiarsi, a pizzicarsi, a darsi pugni, a sbattere la testa al muro.

Questa bimba ha avuto problemi alla scuola materna, del tipo di quella Cip e Ciop, per intenderci, solo che la storia non è finita sui giornali. Si pensava che la bambina non avesse riportato traumi, ma ora i nodi arrivano al pettine. Maltrattamenti e abusi lasciano sempre il segno.

Il fiocco arancione,
simbolo della giornata della
consapevolezza dell’autolesionismo.

Perchè i bambini si fanno del male? Perchè arrivano ad avere questi atteggiamenti nei propri confronti?
Vi sono diversi motivi per i quali un bimbo si fa del male, per problemi in famiglia, perchè soggetto ad atti di bullismo, per mancanza di affetto, di attenzioni, di autostima, per insicurezza, per disagio, difficoltà nel tollerare divieti e imposizioni,  per trascorsi di maltrattamenti…
Il dolore fisico li aiuta a far fronte allo stress emotivo, ad elaborarlo. mentre si fanno del male il loro cervello rilascia endorfine e si sentono subito meglio, è paradossale, ma purtroppo è così.
E’ importante entrare in terapia ed avere il supporto della famiglia, certo che se il problema è la famiglia è necessario intervenire anche sui genitori.
Questo tipo di comportamento si estingue con il tempo se si interviene prontamente e in modo adeguato, altrimenti questi atteggiamenti autolesivi accompagneranno la persona anche nell’adolescenza e nell’età adulta.

Io spero che per questa bimba ci sia un percorso che la porti a interiorizzare, elaborare e risolvere il disagio che prova. La mamma è pronta ad aiutarla, le maestre e il personale addetto anche, speriamo che lo sia anche lei.

Quando è il momento di passare dal lettino al letto normale?

Ad un certo punto ogni mamma si domanda quando è il momento di passare dal lettino al letto, oppure dal lettino in stanza nostra, al letto in stanza del bimbo, se vogliamo dirlo in modo più corretto, perchè è così che va..
Ogni bambino ha i suoi tempi e non è detto che quando tu sei pronta al distacco, anche lui lo è. Già, molte volte siamo noi mamme le prime a non essere pronte, posticipiamo all’infinito il momento della separazione. Ci lasciamo assalire da paure.
Solitamente il bimbo è contento di passare al letto grande, si sente gratificato, quindi non temporeggiamo troppo e facciamo questo passo.
L’età consigliabile è intorno ai due anni, ma questa è una mia opinione, non è detto che sia quella giusta.
Belle parole vero? A me non è andata per niente così. MrD il mio primo figlio, aveva una bella stanza pronta sin dall’età di un anno. Noi genitori eravamo così contenti di questa stanzetta, così fieri, ma MrD ci ha subito disilluso. Non ha mai voluto dormire in stanza da solo, mai. Le abbiamo provate tutte, abbiamo abbellito ulteriormente la stanza con piumone colorato, giochi, tende, nulla l’ha convinto. Abbiamo provato a lasciarlo piangere nel suo bel lettino con le sponde, avete presente il Metodo Estivill, è il male, non adottatelo! Angoscia il l bimbo ed è dannoso anche per i nostri nervi, ve l’assicuro e poi verrete prese da dei sensi di colpa che dureranno tutta la vita. Uno studio ha poi evidenziato quanto fosse sbagliato adottarlo in bambini al di sotto dei tre anni. Se ne volete sapere di più, andate QUI.
All’età di due anni abbiamo tolto il lettino con le sponde, ormai nel girarsi sbatteva ovunque svegliandosi, quindi abbiamo pensato che forse ora sarebbe passato nella sua stanzetta. Ci sbagliavamo ancora. Alla fine abbiamo optato per un lettone a tre piazze e MrD è stato nella nostra stanza fino ai 5 anni. Vi rendete conto? Fino ai 5 anni.
Un giorno, saputo che il cuginetto di 3 anni passava in stanzetta da solo, ha deciso che era ora anche per lui di andarci. Da quel momento noi ci siamo riappropriato della nostra stanza e lui si è appropriato della sua, con la soddisfazione di tutti.

Questo post partecipa al Blog Tank di Donna Moderna Bambino.

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Palloncini bianchi invadono i cieli per sensibilizzare le persone nell’XI Giornata Mondiale contro il Cancro Infantile

Oggi è l’XI Giornata Mondiale contro il Cancro Infantile.
Sai che il cancro infantile è la prima causa di morte tra i bambini?
Ricordo, nel mio peregrinare per ospedali nel 2009, una mamma col suo piccolo di pochi mesi, a cui avevano trovato un tumore all testa e dovevano decidere come era meglio intervenire. Un bambino pieno di vita, di energia, con un carcinoma grosso come un mandarino in testa, il cui esito era infausto.
Sarebbe sopravvissuto all’intervento? Non si sa.
Sarebbe sopravvissuto alle eventuali terapie? Non si sa.
Sarebbe sopravvissuto in seguito? Non si sa. 

Ricordo il volto di quei genitori, tirati, con occhi tristi.
Avevano tra le braccia la vita, ma sarebbe rimasta tale?
Avevano davanti un futuro, ma sarebbe stato con il loro bambino?
Sono domande senza risposta, solo il tempo risponde.
Non li ho mai più incontrati questi genitori, ma in cuor mio mi auguro che l’intervento sia andato bene, che il bimbo abbia potuto fare le terapie e che anche queste abbiano avuto successo. Me li immagino nella loro casa, con un bagaglio pesante sulle spalle, ma con un futuro insieme. Non voglio pensare altro. Non ci riesco. Non voglio.
Oggi molte persone si sono incontrate nelle piazze armate di palloncini bianchi con un bigliettino attaccato, un messaggio di speranza:
“Di cancro infantile si può guarire: se la diagnosi è precoce”.
Anche nella scuola di Miciomao hanno fatto questa bellissimo gesto. Venerdì mattina tutti i bimbi si sono muniti di pennarelli e sul bigliettino, precedentemente scritto dalle loro insegnanti, hanno disegnato dei palloncini tutti colorati. Il bigliettino è stato attaccato al palloncino bianco e via verso il cielo. Miciomao voleva portarlo a casa, voleva regalarlo a me, sempre molto affettuoso. Io spero che il suo palloncino arrivi lontanissimo, nelle mani di una mamma, magari la stessa mamma che ho incontrato nella corsia dell’ospedale quell’autunno del 2009. Immagino la mamma che sorride e dice: “Si, si può guarire!”

I capricci dei bambini, come affrontarli

Quando i bambini hanno pochi mesi, solitamente piangono per “bisogni primari”: hanno fame, hanno sonno, sono sporchi, vogliono le coccoline.

Più il tempo passa e più diventano consapevoli che il pianto serve per tiranneggiare i genitori, allora si appropiano di questa arma vincente e la fanno diventare un’arma perfetta. Questa consapevolezza avviene solitamente verso i due anni, ormai chiamati i “terrible two” e da lì, non se ne esce più.
I bambini vogliono opporsi alle nostre disposizioni, ai nostri insegnamenti, alle nostre regole e cosa fanno? Piangono. Ma non in modo normale, non nel modo che ci allarga il cuore e ci fa venire voglia di abbracciarli, no, è un pianto isterico, disperato, urlato al mondo e noi andiamo in iperventilazione. Già, perchè gli adulti di oggi difficilmente riescono a gestire i capricci dei bambini, restano spiazzati di fronte a questi atteggiamenti esagerati, anche perchè i piccoli affinano le armi ogni volta e vincono per esasperazione, per sfinimento.
Il modo migliore per affrontare i capricci è restare fermi sulla decisione presa, non farsi convincere, non cedere alla provocazione, non arrendersi, non sventolare bandiera bianca, mai farlo, la prossima volta, sappiatelo, sarà peggio.
E’ vero anche, che se il bimbo fa i capricci è un segnale che ci vuole mandare, vuol farci capire qualcosa, sta a noi capire cosa e poi agire di conseguenza. Mai essere impulsivi, mai affrettati, domandatevi sempre: ha fame? Ha sonno? Lo sto trascurando? E’ successo qualcosa di cui non mi sono accorta? Se la risposta a queste domande è no, state sereni e fermi, tenete testa al piccolo tiranno.
La maggior parte delle volte in cui i bambini ci dichiarano guerra è per motivi futili, sta a noi capire quando è il caso di soprassedere e quando invece è meglio non cedere, per non creare dei precedenti a cui poi difficilmente si riesce a risolvere.
Miciomao non è un bimbo molto capriccioso, ma quando ci si mette, non scherza per niente, ti porta allo sfinimento, all’esasperazione. Se ritengo sia il caso, dico si subito, altrimenti è no, difficilmente mi lascio convincere dai suoi capricci. E’ un 5enne che vuole spiegazioni, non puoi limitarti al no ed è finita lì, vuole capire perchè è no, cerca di controbattere, fa già le sue piccole battaglie, ha già i suoi modi di pensare, che non fanno una piega, sono sensati. Mi piace il suo modo di pensare, anche se a volte mi mette in difficoltà, ed ha solo 5 anni e poco più, quando ne avrà di più, cosa farò? Ci penserò a tempo debito.
Un giorno alla volta è il mio motto.
Con questo post partecipo al Blog Tank di Donna Moderna Bambino

Iscrivere il bambino a scuola online

Dal 21 gennaio al 28 febbraio potremo iscrivere i nostri figli a Scuola standocene seduti comodi comodi davanti ad un pc, senza dover compilare moduli cartacei e senza recarsi nella scuola scelta.Come si fa? Basta accedere al sito iscrizioni.istruzione.it dal 21 Gennaio e inviare il modulo elettronico predisposto dalla scuola scelta, i quali,  invieranno per email la ricevuta alle famiglie, con un codice personale, che servirà per accedere all’applicazione online “Iscrizioni online”.
Bisogna ovviamente, aver scelto la Scuola che avrà un suo codice meccanografico, necessario per compilare e indirizzare l’iscrizione, che si potrà trovare nella sezione “La scuola in chiaro” sullo stesso sito.
L’invio potrà avvenire online in formato PDF o JPEG, oppure via fax, per posta o consegnandola direttamente a scuola.
Le famiglie che non hanno un pc si possono presentare alla Segreteria della scuola scelta e faranno l’iscrizione online in luogo.
Sperando che il sito funzioni e vada tutto per il meglio…buona iscrizione!

Quando togliere il ciuccio al nostro bambino

Oggi stavo facendo il giro dei miei blog preferiti,  leggo il post di Mamma Studia,  parla del rapporto col ciuccio del suo Dede.
Alla fine del post pone una domanda:
COME E QUANDO AVETE TOLTO IL CIUCCIO AI VOSTRI PICCOLI?? COSA AVETE RACCONTATO LORO??
Ecco allora il mio post….
Il mio primo figlio non ha mai voluto il ciuccio, mai. A volte avrei voluto che lo prendesse, per trovare un po’ di consolazione, per farsì che smettesse di piangere, invece nulla.
Il secondo figlio invece era un ciuccione, ma lo prendeva solo per addormentarsi.
A causa di una malattia molto seria, sono stata ricoverata per 4 giorni e poi x delle cure x altri 14, il bimbo era affidato alla suocera e lei ogni tre x due, gli metteva in bocca il ciuccio. Quando sono rientrata Miciomao aveva il ciuccio tutto il giorno e guai a torglierlo, lo cercava in continuazione. Come non capirlo? Ero sparita di punto in bianco, lui aveva solo due anni, si consolava come poteva.
Dopo un annetto, mentre lavavo i dentini a Miciomao, ho notato che le due arcate dentarie non combaciavano più, i denti sopra erano sporgenti e lì ci siamo allarmati, io e maritino.

Prima abbiamo cominciato ad assottigliare il ciuccio, ogni giorno ne tagliavamo un pezzetto, ma non funzionava, lo voleva lo stesso, lo cercava e lo ciucciava in qualunque modo, allora ne abbiamo pensata un’altra.
Miciomao aveva tre o quattro ciucci, tutti diversi, li perdeva in continuazione, li abbandonava ovunque e ogni volta era un vero problema trovarli, quindi abbiamo deciso di lasciargliene solo uno, avvisandolo, se lo perdeva, restava senza, basta ciuccio.
Tempo un giorno, lo perde, lo cerchiamo, nulla, introvabile.
La prima sera piange un po’, ma avendolo perso lui, pian piano si rassegna.
La seconda sera piange un po’ di meno.
La terza sera dice dispiaciuto. “Vorrei il ciuccio, ma l’ho perso e sto senza”
Vittoria!!!
Nel giro di 6 mesi i dentini tornano apposto, ritornano perfetti, belli dritti e la bocca si chiude benissimo.
Sappiamo di aver fatto la cosa giusta, per lui, soprattutto per lui, ma anche per noi, con quello che costani gli apparecchi e i dentisti!!!!
Un dentista dei bambini mi ha confermato poi, che il ciuccio va tolto entro i tre anni, altrimenti le arcate dentarie poi possono deformarsi e necessitano di apparecchi correttivi.

Quando crescono i denti ai bambini?

Miciomao ha 5 anni e mezzo e si lava i dentini da solo ormai, è bravo, è attento ad arrivare negli spazi più nascosti. L’altra sera non aveva proprio voglia di lavarseli e così, mi sono offerta volontaria, si fa per dire. Ha spalancato per bene la bocca e cosa ci vedo?? Un dentone nuovo e un altro in crescita nell’arcata inferiore. Lì son partite domande a raffica: hai male? Ti da fastidio? Senti qualcosa? No, mamma, tranquilla, non sento niente. Meglio così, dai. Ha messo i secondi molari o sono i terzi? Lui ha tre dentini grossi, quindi dovrebbe essere il terzo, giusto? O gli altri sono i premolari e quello è il primo molare? Non ci capisco nulla, quindi sono andata alla ricerca nel web ed ecco ciò che ho trovato.

1) Terzo molare (Dente del giudizio 18-30 anni)

2) Secondo molare (molare dei 12 anni)

3) Primo molare (molare dei 6 anni)
4) Secondo premolare
5) Primo premolare
6) Canino (Cuspide)
7) Incisivo laterale

8) Incisivo centrale

9) Incisivo centrale
10) Incisivo laterale

11) Canino (Cuspide)
12) Primo premolare
13) Secondo premolare
14) Primo molare (molare dei 6 anni)
15) Secondo molare (molare dei 12 anni)
16) Terzo molare (Dente del giudizio 18-30 anni)
17) Terzo molare (Dente del giudizio 18-30 anni)
18) Secondo molare (molare dei 12 anni)
19) Primo molare (molare dei 6 anni)
20) Secondo premolare
21) Primo premolare
22) Canino (Cuspide)
23) Incisivo laterale
24) Incisivo centrale
25) Incisivo centrale
26) Incisivo laterale
27) Canino
28) Primo premolare
29) Secondo premolare
30) Primo molare (molare dei 6 anni)
31) Secondo molare (molare dei 12 anni)
32) Terzo molare (Dente del giudizio 18-30 anni)

Denti decidui
Incisivi mediani 6-8 mesi
Incisivi laterali 10-12 mesi
Primi molari 13-14 mesi
Canini 13-24 mesi
Secondi molari 24-30 mesi
Denti permanenti
Primi molari 6-7 anni
Incisivi mediani 7-8 anni
Incisivi laterali 8-10 anni
Primi premolari (sostituiscono i primi molari decidui) 9-11 anni
Canini 10-12 anni
Secondi premolari (sostituiscono i secondi molari decidui) 11-13 anni
Secondi molari 12-14 anni
Terzi molari (o “denti del giudizio”) 18-30 anni

La dentizione del bambino inizia a formarsi nelle gengive già durante la gravidanza, in particolare intorno alla sesta settimana, per poi uscire intorno al sesto mese di vita del neonato. I tempi di formazione dei diversi denti possono cambiare da bambino a bambino, addirittura ci sono alcuni neonati che nascono anche già con qualche dentino e altri che ad un anno non ne hanno nemmeno uno.
L’igiene è molto importante. Fino ai 12 mesi, si consiglia di detergere i dentini presenti con una garza umida. Dai 12 mesi in poi, può essere introdotto l’uso di uno spazzolino bagnato a setole morbide da usare senza il dentifricio finché il bambino avrà imparato a non ingoiarlo: di solito, dopo i 3 anni di età. Intorno ai 6-7 anni di età, la dentatura decidua inizia a lasciar posto a quella permanente,comincia con l’eruzione del primo molare definitivo (subito dietro il secondo molare deciduo); a seguire spuntano gli altri denti permanenti, in sostituzione dei corrispondenti elementi decidui, secondo lo stesso ordine con cui erano comparsi i loro predecessori.
Concludendo, i denti che sono cresciuti a Miciomao sono i primi molari permanenti, che sarebbero dovuti uscire intorno ai 6-7 anni, e io che credevo gli fossero cresciuti dei denti anomali!!!!