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La forza delle donne

Domani è l’ 8 Marzo, una giornata dedicata alle donne, una giornata piena di significato, almeno per me è così, ma c’è anche chi dà a questa giornata una piega ben diversa da quella che dovrebbe avere,  questa è una linea di pensiero che non mi appartiene, ma credo che ognuno sia libero di fare ciò che crede.

Da sempre le donne devono essere un bel mix di femminilità e forza, che poi perchè si dice che la forza è uomo non lo capisco, come non capisco nemmeno quando si dice di una donna tosta, che “è una donna che ha le palle”, come se essere determinate, capaci, avere fiducia in se stesse, fosse una prerogativa degli uomini.
La donna è sempre stata un essere forte, pieno di grinta, di voglia di emergere, con grandi capacità di adattamento e grandi energie, non dimentichiamoci che anni addietro, gli uomini andavano in guerra, ma le donne restavano a casa, piene di figli a far andare avanti la baracca, una di queste era mia nonna, un grande esempio di coraggio, forza, determinazione e tanta tanta pazienza!! Voglio dedicarla a lei questa giornata, lei che ora non c’è più.
Io sono una sostenitrice della forza delle donne, abbiamo fatto tanti passi avanti grazie alle lotte che hanno sostenuto tante donne che sono nate prima di noi, ma ancora molto c’è da fare, non dimentichiamoci che una donna ogni due giorni viene massacrata per mano di un uomo.

Vorrei segnalarvi un’iniziativa: Donne è bello
Quello che negli anni delle lotte era nata come un’affermazione, ora diventa una domanda, tu cosa rispondi?

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Avete voluto la parità? Adesso arrangiatevi.

Ma che cavolo di frase è? Quando la sento pronunciare vado subito in bestia.
Secondo me pronunciano questa frase, ma non sanno nemmeno cosa vuol dire, non sanno cosa è successo ai tempi e sinceramente lo so poco anch’io, ero in fasce, anzi nemmeno ero nata quando sono cominciate queste lotte da parte delle donne.
Le prime proteste delle donne iniziano nella seconda metà dell’Ottocento, ma non sono iniziate per motivi futili, perchè non avevano nulla da fare, avevano delle ottime ragioni.
Le condizioni delle donne lavoratrici erano pessime, erano sottopagate rispetto agli uomini, pur svolgendo lo stesso tipo di mansione.
Erano costrette a lavorare fino al giorno del parto, altrimenti venivano licenziate, con conseguenze anche gravi.
Non possono frequentare le scuole, non possono possedere nulla, non possono votare.

Nelle donne di qualsiasi estrazione sociale nasce il desiderio di opporsi a queste regole dettate dagli uomini e nascono così le suffragette.
In Inghilterra nel 1928 le donne con più di trent’anni possono votare, in Italia dovremo arrivare al 1946!
L’emancipazione delle donne ha inizio, chi le ferma più?
Il culmine viene raggiunto negli anni ’60, chi non ne ha sentito parlare, ognuna di noi immagino.
Avvengono proteste e manifestazioni sia nelle università che nelle fabbriche, che nelle piazze, le donne combattono per la propria identità e il proprio riconoscimento, non vogliono più essere assoggettate all’uomo, voglio cambiare lo stato delle cose.
Portano a casa diverse vittorie, le più importanti sono la legge sul divorzio e la legge sulla regolamentazione dell’aborto.
Secondo me, e secondo molte donne, la parità dei sessi però, non è avvenuta veramente, la nostra società ha un tipo di pensiero prettamente maschilista, dove si da ancora poco spazio alle donne, dove le donne vengono ancora emarginate, soprattutto in ambito lavorativo. Ci sono pochissime donne nei posti di comando, pensate che c’è una sola donna alla Corte Costituzionale, un’ambasciatrice, una al vertice delle Banca d’Italia e voi questa la chiamate parità?
Eppure siamo noi donne che cresciamo i futuri uomini, dove sbagliamo?
Perchè ci sono uomini che pronunciano questa frase così orticante?
Perchè gli uomini fanno così fatica ad accettare che siamo esseri umani diversi, ma con i loro stessi diritti? Perchè la violenza sulle donne anzichè diminuire, aumenta?
Perchè gli uomini mal sopportano le lotte avvenute negli anni precedenti e ne parlano con rancore?
Una miriade di domande si affollano nella mia testa, domande senza risposta.