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Non si smette mai

girasoleIeri sera ho avuto la brillante idea di bermi una tazzona di latte bianco caldino prima di andare a letto, era molto tardi e avevo cenato ore prima, quindi avevo un po’ fame. Alle 4 mi sono dovuta alzare per ovvi motivi. Prima di tornare a letto ho dato un’occhiata nella stanza dei miei figli e un letto era vuoto. Continua a leggere

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Gite scolastiche e ansie materne

Oggi Miciomao è in gita insieme a tutti i suoi compagni e alle maestre, è a Liiliput, un villaggio creativo con aree attrezzate divise in aree sportive, laboratori, area teatrale, area creativa e molto altro. So che a Miciomao piacerà tantissimo, si divertirà e passerà una magnifica giornata.
Ma…c’è sempre un ma…fin quando lui non sarà arrivato sul piazzale della scuola, io non starò tranquilla.
Quando fanno queste gite ho sempre paura che possa capitare qualcosa, un incidente, che si perda, che si faccia male, che me lo rapiscano, forse vedo troppi film americani tipo “Senza traccia”, “Cold case”, “C.S.I.” e compagnia bella.
In questi giorni poi sono ancora più preoccupata, in Valle c’è stato un bruttissimo incidente, a causa del ghiaccio il pullman degli scolare si è ribaltato e sono finiti in una scarpata. Per fortuna nulla di grave,  l’autista ha rotto un braccio, ma i ragazzi sono usciti solo con graffi e botte, nulla di più. Qui si è urlato al miracolo e sinceramente visto il volo che hanno fatto, non mi permetto nemmeno di dubitare.
Comunque a causa di ciò che è appena successo e alla mia immaginazione catastrofica, oggi sarò preoccupata tutto il giorno.
Voi come vivete queste uscite scolastiche? Siete tranquille?

Il colpo di sonno, può anche uccidere #sapevatelo

Lo sapete che un incidente su 20 è causato dal colpo di sonno? No? Nemmeno io lo sapevo, ma ora lo so, cavoli se lo so.
E’ un giorno come tanti altri, mi sveglio, entro nella stanza dei miei figli, un letto è vuoto! Non è la prima volta, è adulto. Guardo il cellulare per vedere se mi ha mandato un sms, niente. Lo chiamo, niente, muto. Sono un po’ incavolata, gli scrivo un sms serio, di rimprovero. Lo dico a mio marito, continuo a prepararmi ed esco per andare al lavoro.
Guardo in tutte le macchine che incrocio per strada, per vedere se lui è alla guida, nulla.
Mi ritrovo in colonna, comincio a pensar male, è un incidente, si passa in modo alternato.
Inizio a pensare che sia lui, continuo a pensare che sia lui, pian piano mi avvicino, sono vicinissima…E’ LA SUA MACCHINA!!!

Colpo di sonno
E’ la macchina di mio figlio

Il cuore mi arriva in gola, un urlo mi esce dalla bocca: E’ LA MACCHINA DI MIO FIGLIO!!!
Mi blocco in mezzo alla carreggiata, non riesco a proseguire fermo tutto il traffico, quella E’ LA MACCHINA DI MIO FIGLIO. E’ vuota, è distrutta, è divelto il tetto, è quasi irriconoscibile.
Si avvicinano coloro che hanno soccorso mio figlio, hanno un giubbetto arancione, dico loro che quella E’ LA MACCHINA DI MIO FIGLIO. Loro mi dicono che non si è fatto nulla, si è rotto solo un braccio, di non preoccuparmi. Io gli dico che mi stanno mentendo, che non è possibile, che lo fanno con tutti,  mi stanno mentendo e basta.
Mi fanno accostare, scendo, ma non mi avvicino alla macchina, ne ho paura, paura di vedere sangue, di vedere qualcosa che non voglio vedere, che non voglio ricordare.
Cerco di chiamare mio marito, ma è impossibile, trovo occupato, forse lui sta chiamando nostro figlio, per sapere dov’è..io so già dov’è!
Cerco di chiamarlo ancora, segnale inesistente. Il carabiniere presente sul posto mi da il suo cellulare, faccio il numero, ma non riesco, sbaglio, rifaccio, risbaglio. Sono fuori di me.
Entro in macchina, voglio andarmene da lì, voglio uscire da quell’incubo. Cercano di fermarmi, dico loro che sto bene, dico loro che io sono una donna forte. Perchè l’ho detto? Non lo so.
Esco dalla zona morta, chiamo mio marito, ancora occupato, chiamo mia suocera e gli dico cosa è successo. non mi capisce, parlo agitata, svanvero, non lo so.
Voglio andare all’ospedale, voglio vedere con i miei occhi che sta bene, che è vero che si è rotto solo un braccio, che non è morto, come credo io.
Lo vedo, si è rotto solo un polso, mi sorride, si commuove e io ringrazio di avere ancora tra le braccia il mio amato figlio maggiore.
Ecco cosa è successo il 13 Dicembre a causa di un colpo di sonno. Ha invaso la corsia opposta e ha fatto un frontale con un camion, ma lui è ancora qui a raccontarlo. Andava piano per fortuna, anche il camion. Sarebbero bastati pochi km orari in più e non sarei qui a raccontarvi questa versione.
L’incidente è successo alle 6.20, io ho visto la sua macchina due ore dopo. Lui è sempre stato cosciente, più volte ha chiesto di avvisarci, ma nessuno ci ha chiamato, in due ore, nessuno ci ha avvisato, nessuno!
Dopo quella mattina son successe altre complicazioni, altre corse in ospedale, alcune negligenze da parte di alcuni medici, un Natale passato in corsia, dolore, pianti, preoccupazione, di tutto.
Ora il più si è risolto, sul braccio bisogna ancora lavorarci, sperando che sia finita qui e sperando che non si ripeta mai più.

Giornata difficilissima

Stanotte qui da noi è passata la Santa Lucia.
Avrei voluto scrivere un post in proposito, un post positivo, pieno di magia, ma la vita riserva sempre delle sorprese e la giornata che avrebbe dovuto essere serena e tranquilla è diventata un mezzo incubo.

Ora sembrerebbe che nulla di ciò che credevo fosse successo in realtà sia successo, o meglio è successo, ma non è poi così grave, anche se è grave.
Lo so che è un discorso ingarbugliato e sembra senza senso, ma un senso ce l’ha, per me, per noi, per la mia famiglia.
Incrociate le dita per noi, per lui e speriamo che dopo tutto ciò rinsavisca.

Non aggiungo altro, ma qualsiasi parola di conforto è molto gradita, anche qualche incrocino, perchè non succeda mai più, ma siccome non c’è due senza tre, mah!!!