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Firma anche tu per le famiglie abbandonate di Chernobyl

27 anni fa a Chernobyl avvenne un disastro dai risvolti che ancora oggi si stanno pagando in termini di salute.
Ricordo ancora quel giorno, mai avremmo pensato ad una simile tragedia.
Ricordo ancora che solo dopo giorni ci consigliarono di non consumare le verdure dell’orto, c’era pericolo di contaminazione, mio papà non cambiò abitudini, continuò a fare ciò che aveva sempre fatto, come se nulla fosse accaduto.
Che siano dovuti a quello i miei problemi di tiroide e tutto ciò che è successo nel 2009?

A causa di quel disastro Greenpace ha presentato una stima: nel giro di 70 anni moriranno circa 6 000 000 di persone in tutto il mondo per tumore riconducibile a questa tragedia.
Perchè sto parlando di questo?
Molte zone contaminate sono state evacuate e chiuse alle persone a causa della forte radioattività che ancora oggi è presente nell’aria e nel terreno. Ultimamente però, diverse famiglie hanno occupato queste aree bandite, definite “zone morte”, si stanno ripopolando, pur essendo state bandite.
Ogni giorno queste persone consumano acqua contaminata, si cibano di verdure cresciute in terra contaminata, vivere lì significa avere un’aspettativa di vita ridotta e malattia quasi certa.
Le istituzioni locali sono indifferenti a ciò che sta accadendo e anche le comunità internazionali fanno finta di non vedere.
Legambiente in occasione dell’anniversario del disastro (26-04-1986), ha lanciato una petizione online per chiedere di intervenire, se anche tu vuoi fare qualcosa per queste famiglie, per questi bambini, firma QUI.
Se volete saperne di più di ciò che è successo a Chernobyl e dintorni, andate QUI.

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24 Novembre: Giornata dell’informazione sulla Malattia di Parkinson

Sabato 24 Novembre si celebra la Giornata dell’informazione sulla Malattia di Parkinson, organizzata da LIMPE e DISMOV-SIN, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il Patrocinio del Ministero della Salute. La Giornata della Malattia di Parkinson nasce per diffondere la conoscenza sulla malattia, che ancora oggi non viene prontamente riconosciuta dai famigliari e si interviene con la cura un po’ troppo tardi.
Presso circa 100 Strutture ospedaliere italiane, esperti neurologi saranno a disposizione per dare informazioni sulla patologia. Per conoscere le sedi più vicine è possibile visitare il sito giornataparkinson.it o chiamare il Numero Verde 800 14 96 26.

Nel corso della presentazione della giornata è stato dato un rilievo particolare al PROGETTO DI PREVENZIONE DELLE CADUTE, che prevede il reclutamento di circa 1000 pazienti
I pazienti con malattia di Parkinson cadono con frequenza, le cadute si verificano durante le attività della vita quotidiana, anche se la cura che stanno facendo e ottimale. Le cadute possono avere conseguenze traumatiche, la persona si spaventa, si muove sempre meno, diminuisce quindi l’autonomia personale, si isola e ha più bisogno di assistenza. Le cause delle cadute sono molteplici e ancora non si conosce esattamente il motivo.
Questo argomento mi tocca molto da vicino, conosco la malattia, conosco i problemi che dà al malato, conosco ogni cosa. Mi sono fatta una cultura sulla mia pelle, non l’ho io, ma una persona che amo profondamente. E’ triste vedere che più passa il tempo, nonostante le terapie all’avanguardia, si sta pian piano immobilizzando. Ormai non può più vivere solo, dipende da noi, dalla sua famiglia. Lui lo sà, si rattrista, ma accetta il suo destino con una grande dignità, un esempio per noi azione, ma anche di lotta quotidiana.
Io spero sempre nella medicina e nella scienza, nelle nuove scoperte e nelle nuove terapie che migliorano la qualità della vita, anche se non fermano il decorso della malattia, ma almeno lo rallentano.
Vi è una predisposizione genetica nella Malattia del Parkinson, questo mi spaventa molto, ma spero che se mai dovesse succedere a noi, abbiano trovato nuove terapie e nuove cure.
I primi sintomi della malattia possono insorgere anche a 40 anni, giusto la mia età, per poi sfociare in malattia conclamata verso i 60. Delle volte mi soffermo a domandarmi se posso già averla, so che non è sbagliatissimo vivere così, ma non riesco a non pensarci.