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Razzismo…ma perchè?

Quando ero piccola io, c’erano pochi extracomunitari al mio paese, giusto qualche persona di colore che girava per le case a vender tappeti. La frase per far paura ai bambini allora era: “Guarda che chiamo l’uomo nero”. Facevano paura, si temevano le persone differenti da noi, che poi tanto diversi non erano, solo la pelle era diversa, ma allora era già troppo.
Quando mi sono sposata la meta del viaggio di nozze sono stati gli Stati Uniti. Sbarcata al JFK a New York, sono rimasta sorpresa dalla quantità di persone di etnia diversa, in ogni dove vedevo bimbi di ogni colore, che parlavano lingue a me sconosciute (lo sono tutt’ora), con genitori di tutte le razze.
Mi sono persa negli occhi azzurri di un bimbo mulatto, non lo dimenticherò mai. Era il simbolo dell’integrazione per me.

Ho cercato sempre di insegnare ai miei figli a rispettare tutti, indipendentemente dal colore della pelle, dal taglio degli occhi, dalla provenienza, dalla nazionalità, dalla lingua.
Alle elementari il migliore amico di MrD era un bimbo marocchino appena arrivato in Italia, non parlava nemmeno una parola di italiano e MrD si è armato di santa pazienza e gli ha insegnato le parole più semplici, fino ad ad arrivare alla frase con un senso logico. E’ stato elogiato molto dalle maestre per questo suo impegno e per questa sua amicizia.
Io ne sono sempre stata fiera, significava che ciò che avevo insegnato lui, era stato recepito e anche bene. Dopo qualche anno il bambino si è trasferito e MrD è rimasto malissimo, ma non lo ha mai dimenticato. Ancora oggi a distanza di anni ogni tanto se ne esce con la frase: “Mamma, ti ricordi H.?”
Come potrei dimenticarlo? Era spesso a casa nostra.
Con lui ho fatto un buon “lavoro”. So per certo che non è e non sarà mai un razzista. Per lui il colore non conta, non è motivo di perplessità, di differenza, è solo un colore.
Se devo dire la verità ho sempre sognato una nuora di una nazionalità differente, magari cinese o giapponese, mi piacciono tanto i bimbi con quei tratti somatici.
Da molti mesi MrD è insieme ad una ragazza che non è italiana.
Per me è bellissima e carinissima.
Se son rose, fioriranno e io sorrido felice.

Arricchiamoci delle nostre reciproche differenze. 
Paul Valéry
 


 
 
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Cose che non avrei mai voluto leggere

Avete letto questo articolo? E’ di qualche giorno fa, ma io l’ho letto solo oggi, se anche a voi è sfuggito, leggetelo e ditemi cosa ne pensate.

Jesolo: vietato assumere donne per non offendere gli immigrati islamici

Io sono allibita, ma ormai lo sono sempre più.
Le notizie che si leggono in rete mi lasciano con l’amaro in bocca.
Il rispetto in ogni cultura è alla base di una convivenza civile.
Io rispetto te che la pensi in modo diverso, tu rispetti me.
Io capisco le tue tradizioni, anche se non le condivido, tu dovresti capire le mie e rispettarle.
Io se vengo nella tua terra, cerco di non urtare la tua sensibilità, tu dovresti non urtare la mia.
Io non ti impongo nulla, tu non la imponi a me.

Adesso, il fatto che tu uomo islamico, consideri la donna meno di niente, a me da fastidio, sappilo.
Il fatto che tu non consideri la donna al tuo pari, non lo sopporto proprio.
Se una donna, per motivi lavorativi, ti fa un osservazione per un tuo errore, un tuo comportamento sbagliato, tu dovresti rispettare ciò che lei ti ha fatto notare, non offenderti, in quel momento è un’autorità, non è tua moglie nelle tue mura domestiche.
Tu sei in un paese civile, avanzato, (anche se certi fatti ultimamente questo lo smentiscono), nel quale le donne si stanno battendo da anni per avere pari diritti degli uomini, nel quale le donne non sono disposte a stare in seconda fila solo perchè sono nate con la vagina (Scusate).
Tu uomo islamico hai portato la tua famiglia nel nostro paese per offrire loro un futuro migliore, ecco, in questo futuro migliore è compreso anche la dignità della donna, il riconoscimento della donna come essere uguale a te, sappilo.
Credo che non tutti gli uomini islamici siano così, non voglio generalizzare, mi riferisco all’uomo islamico, come pure a quello occidentale, o orientale, di qualsiasi etnia, che ritiene la donna  un essere di serie B, un essere senza  diritti, ma solo doveri.

Ci sono state dure potreste in seguito a questa notizia, quindi si è fatta mezza marcia indietro, si mezza, le donne potranno essere assunte, ma se devono contestare qualcosa ad un uomo islamico, si dovranno presentare accompagnate da un altro uomo.
Non ho parole.
Se non sopportano di essere ripresi da una donna, non dovrebbero far altro che non presentarsi sull’arenile di Jesolo, molti di loro sono anche abusivi, quindi andrebbero allontanati, , io aggiungerei, da un gruppo di donne.