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Cara Laura Boldrini….

Cara Laura Boldrini, oggi sei stata ricevuta come ti meritavi a Civitanova Marche, inutile negare che lo stato che rappresenti sia reo di quanto avvenuto, come di tutti gli altri casi di suicidio uguali a questo, dovuti all’indecorosa situazione in cui in troppi oggi versano in Italia a causa della crisi e di uno stato assente che non assolve ai suoi doveri. Come persona, certamente non meritavi tale accoglienza, ma
nella tua seppur fresca veste di presidente, oggi eri la vera “responsabile” di questa tragedia e sei stata duramente contestata ai funerali dei due poveri coniugi Marchigiani perchè nessuno di noi può perdonarti e perdonare allo Stato il suo cinismo e la sua assenza. L’assenza di prevenzione, quella che ci eviterebbe di seppellire questa povera gente disperata. I due coniugi, dopo una vita di lavoro erano costretti a sopravvivere solo grazie alla piccola pensione di lei, davvero troppo poco per trascorrere con dignità gli anni che restavano.
Si può intervenire in tanti modi per fermare i suicidi, anche le banche possono adottare delle misure solidali a tutela di quanti versano in gravi situazioni economiche a causa della crisi, vedi quanto avviene in Spagna,( QUI ) o come il Nepal che affrontano lo stesso drammatico problema (QUI).

Queste non sono parole mie, ma del Marito, dato che le condivido, le ho riportate in toto…

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‎16 Marzo 2013 Il primo discorso di Laura Boldrini, neopresidente della Camera

«Vorrei innanzitutto indirizzare il mio saluto rispettoso al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano». «Faccio i miei auguri soprattutto ai più giovani: a chi siede per la prima volta in quest’aula. Sono sicura che insieme riusciremo nell’impegno straordinario di rappresentare nel migliore dei modi le istituzioni repubblicane».
«Arrivo a questo incarico dopo aver trascorso tanti anni a difendere e rappresentare i diritti degli ultimi in Italia e nel mondo. E’ un’esperienza che mi accompagnerà sempre e che metto al servizio di questa Camera».
«Il mio pensiero va a chi ha perduto certezze e speranze. Abbiamo l’obbligo di fare una battaglia vera contro la povertà, e non contro i poveri: dobbiamo garantirli uno a uno. Quest’Aula dovrà ascoltare la sofferenza sociale. Dovremo farci carico dell’umiliazione delle donne uccise da violenza travestita da amore. Dovremo stare accanto ai detenuti che vincono in condizioni disumane e degradanti. Dovremo dare strumenti a chi ha perso il lavoro o non lo ha mai trovato, a chi rischia di perdere la Cig, ai cosiddetti esodati, che nessuno di noi ha dimenticato. Ai tanti imprenditori che costituiscono una risorsa essenziale per l’economia italiana e che oggi sono schiacciati dal peso della crisi, alle vittime del terremoto e a chi subisce gli effetti della scarsa cura del nostro territorio».
«In Parlamento sono stati scritti dei diritti costruiti fuori da qui e che hanno liberato l’Italia e gli italiani dal fascismo. Ricordiamo il sacrificio di chi è morto per le istituzioni e dei morti per la mafia, che oggi vengono ricordati a Firenze».
«Molto dobbiamo anche al sacrificio di Aldo Moro e della sua scorta. Scrolliamoci di dosso ogni indugio, nel dare piena dignità alla nostra istituzione che sta per riprendere la centralità del suo ruolo».
«Facciamo di questa Camera la casa della buona politica. Il nostro lavoro sarà trasparente, anche in una scelta di sobrietà che dobbiamo agli italiani».
«Sarò, la presidente di tutti, a partire da chi non mi ha votato, ruolo di garanzia per ciascuno di voi e per tutto il Paese».
«L’Italia è Paese fondatore dell’Unione europea, dobbiamo lavorare nel solco del cammino tracciato da Altiero Spinelli. Lavoriamo perché l’Europa torni ad essere un grande sogno, un luogo della libertà, della fraternità e della pace. Anche i protagonisti della vita religiosa ci spingono a fare di più, per questo abbiamo accolto con gioia i gesti e le parole del nuovo pontefice, venuto emblematicamente “dalla fine del mondo”».
«Un saluto anche alle istituzioni internazionali e – permettetemi – anche un pensiero per i molti, troppi volti senza nome che il nostro Mediterraneo custodisce».
«La politica deve tornare ad essere una speranza, una passione».