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Volete ricevere in regalo un libro per Natale?

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Federica del Blog Mammamogliedonna ha organizzato una bella iniziativa natalizia: Regala un libro per Natale.
L’anno scorso non ho partecipato, ma quest’anno voglio esserci anch’io.

Se anche voi volete unirvi andate QUI, troverete le istruzioni da seguire per la buona riuscita dell’evento.
Non vedo l’ora di ricevere il libro e vedere il visetto stupito di Miciomao, che ama i libri e la lettura come me.
Chissà che libro sceglieremo da inviare, ne abbiamo diversi e chissà a chi verremo abbinati?

La casa dipinta * John Grisham * Mondadori

Grisham ci ha abituato ad un genere giallo ambientato nei tribunali, invece questa storia è tutt’ altra cosa. forse perchè Grisham ha scritto questo libro molto prima di diventare famoso e di incanalarsi in una tipologia di genere.

La storia è ambientata nel 1952, in Arkansas, in un paese attorniato da  piantagioni di cotone. Il protagonista principale è Luke, è lui il narratore, ogni cosa è vista attraverso gli occhi di un bambino di 7 anni.
Ogni giorno Luke si sveglia molto presto, fa colazione e insieme alla sua famiglia, ai braccianti e ai montanari, passa le sue giornate a raccogliere cotone, per questo viene pagato un tanto al kg. Il suo obbiettivo è riuscire a racimolare abbastanza soldi per acquistare la maglietta dei Cardinals, una squadra di baseball di cui lui è tifoso. In pochi mesi succederanno cose che stravolgeranno la vita di Luke, il suo futuro e il suo modo di vedere la vita.
E’ un libro ben scritto, una storia ben scritta, una realtà che non conoscevo, fatta di enormi sacrifici, di una vita essenziale, di dignità, di case dipinte.

La casa dipinta

Con questo post partecipo al Venerdì del libro.

Incursione in Biblioteca

Io e Miciomao andiamo spesso in biblioteca, leggiamo molto, quindi necessitiamo di scorte di libri continue.
Settimana scorsa muniti di borsa partiamo a piedi alla volta della biblioteca, è l’occasione per una bella passeggiata. La borsa all’andata è pesante, dobbiamo restituire diversi libri, solitamente ne prendo 4 io e 3 lui, ma al ritorno lo sarà altrettanto, lo sappiano e mentre camminiamo pensiamo ai che libri che troveremo.

Entriamo in biblioteca e iniziamo la nostra scelta, io da una parte e lui dall’altra.
La bibliotecaria dice a Miciomao che il libro da lui ordinato durante la visita scolastica settimanale è arrivato, lui è contento, guarda la copertina, gli occhi gli si illuminano, inizia a sfogliarlo e urla: “Guarda mamma che bello!”, incurante del fatto che siamo in biblioteca e il silenzio, o comunque il tono di voce basso è d’obbligo, anche se ci siamo solo noi, ma quando l’entusiasmo è a mille, le regole si dimenticano .
Do un occhiata al libro e vedo che non è adatto alla sua età, è un libro per bambini di 9-10 anni, è una storia complessa, parla di miti e leggende, le immagini però sono molto belle, quindi taccio e lascio che lo prenda.
Scegliamo altri libri e facciamo ritorno a casa. Durante il tragitto spiego a Miciomao che il libro scelto non è adatto a lui, che difficilmente potremmo leggerlo tutto, è lungo e complesso,  che non avrebbe dovuto prenderlo, che la storia lo annoierà e bla bla bla, al che lui esclama:
“Senti mamma, ma vuoi farti un po’ di libri tuoi? Le immagini sono belle e se non riesco a leggerlo mi guardo quelle”.
Chi l’ha detto che i libri si debbano leggere? Dove non arrivano le parole, sopperiscono le poche immagini.

N.B: i disegni in bianco e nero, tipo china, sono di mostri mostruosi che tanto piacciono a Miciomao.

Colpa delle stelle * John Green * Rizzoli

Quando ho scelto questo libro in biblioteca, ho letto la prefazione, sapevo che parlava di malattia, ma nel momento in cui ho iniziato a leggerlo ho trattenuto il fiato, dalla prima pagina all’ultima e ho anche pianto.

E’ un libro commovente, ma spaventosamente vero. Offre uno spaccato di vita in un mondo che ho visto, che ho vissuto e da cui ne sono uscita quasi indenne, almeno credo, almeno spero.
Hazel è una ragazzina di 16 anni a cui hanno trovato un cancro alla tiroide, per chi mi conosce sa che è lo stesso carcinoma che ho avuto io, ma la sua metastasi si è diramata nei polmoni, creando molti problemi respiratori e un cambiamento nella sua vita di ragazzina. I genitori obbligano Hazel a frequentare un gruppo di supporto, frequentato da ragazzini tutti colpiti da una qualche forma tumorale, qualcuno ogni tanto si ferma per strada, qui Hazel conosce Augustus, sarà l’inizio di una nuova amicizia, di nuove esperienze, di nuove lotte.
Leggetelo, Hazel e Augustus vi entreranno nel cuore.

Colpa delle stelle

Con questo libro partecipo al “Venerdì del libro” di Homemademamma.

Ritrae la morte in modo sincero. E’ così che si muore, nel mezzo della vita, nel mezzo di una frase.
In altalena non conta quante volte ci si spinge, non conta quanto in alto si sale, non si potrà mai fare tutto il giro.
Alcuni turisti pensano che Amsterdam sia la città del peccato, ma in realtà è la città della libertà. E nella libertà la maggior parte della gente vede il peccato.

Eligio S. I giorni della ruota * Guido Sgardoli * Giunti

Il libro è ambientato a Venezia ai primi del novecento, il luogo in cui si svolgono gran parte delle vicende è lo Spedale della Pietà, (scritto proprio così), un luogo diretto da suore che accoglieva i bambini abbandonati. Le suore crescevano i bimbi abbandonati, cercavno loro una famiglia, una casa, e per chi non la trovavano, cercavano di insegnare loro un mestierere, per renderli autonomi. Questa è la storia di Rosapineta, che una notte di nascosto, fa compagnia a Speranza al turno della Ruota, dove venivano deposti i bimbi abbandonati.
Quella notte arriva Eligio, un bimbo biondissimo con un difetto alla gambina, la mamma, una donna della Venezia-bene dell’epoca resta incinta e il padre la caccia di casa. Maria si vede costretta ad abbandonare il piccolo per assicurargli un futuro. Rosapineta si affeziona subito ad Eligio e lo accoglie come un fratello, se ne prende cura, gli vuole un gran bene. Un giorno però si presenta allo Spedale della Pietà un uomo senza un braccio che dice di essere suo padre, ma sembra un losco individuo. Comincerà per Eligio una vita travigliata, ma…
Non vi racconto altro, dovete leggere il libro per sapere cosa è successo ad Eligio, a Maria e a Rosapineta.
Un libro ben scritto, ben articolato e con una storia avvincente.
Vi ritroverete in una Venezia dell’ inizio del secolo scorso, diversa da come la vediamo noi oggi.
Buona lettura.
Curiosità:
Voi lo sapevate che nel 1902 il campanile in Piazza S. Marco era crollato???

Questo post partecipa al Venerdì del libro

Eligio S. I giorni della Ruota (Extra)

Method: Calm The Fuck Down! = Metodo: Calma, Cazzo!

Rieccomi qui, più carica che mai, scusate l’assenza ma avevo bisogno di raccogliere le idee, le energie.

Voi guardate la serie Tv “Una mamma IMperfetta“? Io la guardo in streaming, in Tv non riesco, o sono al lavoro o Miciomao non me lo lascia guardare come si deve. Dura pochi minuti, ma val la pena non perdersi nessun dialogo, nessuna sfumatura.
Io ve la consiglio, ci sono degli spunti e delle riflessione niente male, anzi direi azzeccati.
Nell’episodio 14 si parla di mamme tigre, ossia mamme cinesi che impartiscono un’educazione molto severa per avere il meglio dal bambino, delle mamme ritenute perfette.
Amy Chua, mamma cinese-americana, ha scritto anche un libro: L’inno di guerra della mamma tigre.

Amy Chua descrive i metodi con cui educa le due figlie, metodi più ispirati alla cultura confuciana che alle consuetudini americane. Il marito di Amy sia un ebreo americano ma è lei a dettare le regole in quel campo. Disciplina ferrea, divieto di guardare la tv o di trastullarsi con i videogame. Perfino le feste dagli amici sono proibite per dare la priorità allo studio. Come non bastassero le materie scolastiche, ci sono i corsi privati di pianoforte e violino, anche questi da seguire con la massima applicazione. Forte autorità dei genitori. Spirito di sacrificio. Dedizione totale all’apprendimento. La “mamma tigre” può arrivare a vere e proprie crudeltà. 

Se volete leggere tutto l’articolo da dove ho estrapolato il periodo, andate QUI
Non ho letto il libro, ma ne sono assai incuriosita, non credo che applicherò questo metodo, non è nelle mie corde essere così severa e metodica, però magari troverò qualche spunto…forse!
Ma c’è una nuova ideologia che preferisco lungamente, è stata messa a punto da Danny Vienna del Blog “The Daddy Complex”: Calm The Fuck Down = Datti Una Calmata Cazzo!!
Non è un metodo bellissimo? Non si adatta di più a noi mamme sempre in cerca della perfezione irraggiungibile??
Volete leggere l’articolo di Daddy Danny? Andate QUI.
Ecco la traduzione, a grandi linee, di alcuni spunti del suddetto metodo, non conosco l’inglese abbastanza bene da tradurlo in modo corretto, mi sono avvalsa di Google, quindi perdonate alcuni grossolani errori:

Il figlio di un amico ha imparato l’alfabeto più veloce del tuo bambino? Calma, cazzo.
Hai paura che non stai impartendo la saggezza necessaria al tuo bambino  per sopravvivere a scuola e oltre? Calma, cazzo.
sei preoccupato del fatto che non sei il tipo di genitore che pensavi che saresti stato? Calma, cazzo.
Sei sconvolto dal fatto che il bambino non mostra interesse per alcune aree di apprendimento? Calma, cazzo
Il bambino presenta un comportamento in pubblico imbarazzante? Calma, cazzo.

Per utilizzare CTFD, basta seguire questi semplici passi:

1. Calma, cazzo.
2. Non c’è un secondo passo.

Non lo trovate perfetto???
Cosa ne pensate?

L’autore del post sopra citato in Twitter scrive:

Sono così felice! The Method is now spreading through Italy. Here’s a sample via @sempremammahttp://sempremamma.blogspot.com

Il Vangelo di Maria Maddalena * Kathleen McGowan * Piemme


Pochi giorni fà ho fatto il mio solito giro in Biblioteca e ho visto il libro sullo scaffale, dal titolo mi è sembrato abbastanza impegnativo, ricordavo diverse polemiche al momento della sua pubblicazione, io allora non lo lessi, quando se ne parla troppo non mi piace. Ma ora era arrivato il suo momento, l’ho preso e mi sono addentrata nella lettura.
Il libro è frutto di 20 anni di ricerche da parte dell’autrice, ricerche che l’hanno portata a fare delle scoperte interessanti.
L’autrice parte dal presupposto che “La storia non è ciò che è accaduto. La storia è ciò che è stato scritto“.

Bella frase vero?
Quando succede un fatto, ognuno lo racconta a modo suo, a seconda della propria sensibilità, della propria prospettiva, l’accaduto ha sfumature diverse e può essere più o meno intenso, più o meno grave.
Quindi, perchè non può essere così anche per tutta la storia che ci hanno propinato in questi anni?
Detto questo, può essere così anche per i Vangeli?
I Vangeli sono stati scritti da uomini di una certa estrazione sociale e politica, noi ben sappiamo che gli uomini hanno una visione molto diversa della vita rispetto ad una donna.
Oggi mi domando: se fossero stati scritti da donne sarebbero stati diversi? Non possiamo saperlo.
Si apre un discorso molto ampio, che non me la sento di affrontare, non ne ho le competenze e le conoscenze.
L’autrice, dopo attente ricerche, dopo aver parlato con persone che sono custodi di informazioni sacre legate a Maria Maddalena e alle altre donne della storia, ha voluto condividere con tutti noi le sue scoperte.
Possiamo crederci o meno, accettarle o meno, ma val la pena di leggere il libro, che è ben scritto e ci offre un’altra prospettiva della donna nella storia antica e contemporanea.
Non è un libro semplice, soprattutto per chi come me è cresciuto con certi insegnamenti, che sono ben radicati nel mio cuore, nella mia mente.
Non mi ha fatto oscillare nella mia poca fede questo libro, però mi ha fatto pensare.

La luce più forte attira l’oscurità più profonda.

Sognavo di correre lontano * Ron McLarty * Sperling & Kupfer

Dopo una tranquilla vacanza sul lago, i genitori di Smithy partono per rientrare a casa,  lungo il tragitto hanno un brutto incidente, pochi giorni dopo muoiono a distanza di poche ore.
Smithy si ritrova solo a 43 anni, con un lavoro che odia, una vita vuota che riempie ubriacandosi continuamente e mangiando a dismisura, infatti pesa 126 kg.
Il giorno del funerale, dopo la cerimonia, Smithy guarda la corrispondenza dei suoi genitori e vi trova una lettera spedita dal Dipartimento della Salute della città di Los Angeles, hanno trovato sua sorella Bethany scomparsa molti anni prima.

Smithy, confuso e amareggiato, prende la sua bici e comincia a pedalare.
Inizierà per lui un’avventura senza precedenti, partirà da East Providence, Rhode Island e arriverà a Los Angeles in sella alla sua bici, ben 2964 miglia.
Un percorso di introspezione interiore che gli farà capire molte cose, chi e cosa conta nella vita.
Un libro a mio parere bellissimo, che consiglio di leggere.
Sognavo di correre lontano

Con questo post participo al Venerdì del libro.

divisori
Devi imparare a guardare le persone che adori con occhi diversi: da un punto di vista che non ti appartiene. E’ come se occorresse trasformarsi in un’altra persona, per riuscire ad avere uno sguardo severo: i buoni proteggono sempre le persone che hanno a cuore, anche se ciò significa fingere che tutto vada bene.
divisori
Non ero più una valigia piena zeppa di roba in disordine. Avevo imparato a prendere solo ciò che mi serviva davvero.
divisori
E’ la vita, non si scappa. Dobbiamo andare avanti ed essere forti, e il modo migliore per farlo è contare sugli altri e avere il coraggio di fidarsi di loro.
divisori
A volte penso che ti imbatti per caso nelle persone….e tutto dipende dal modo in cui loro ti rimbalzano addosso.

La chiave di Sara * Tatiana de Rosnay * Mondadori

E’ un romanzo commovente, a tratti struggente.
L’ho letto in un giorno, non riuscivo a staccarmi dalle vicende di Sara, dalla sua vita, da ciò che le capitò in quel lontano 1942.
La polizia francese un giorno bussa alla sua porta, preleva Sara e i suoi genitori dalla sua casa. Sara spaventatissima nasconde il fratellino nell’armadio, lo chiude a chiave, convinta di rientrare entro sera. Non sarà così.

Per Sara e la sua famiglia vengono rinchiusi nel Vélodrome d’Hiver, in attesa di venire deportati in un campo di concentramento, in condizioni disumane, senza acqua nè cibo. Iniziano giorni da incubo, giorni di maltrattamenti fisici e mentali, giorni che non dimenticherà mai più, che la segneranno per tutta la vita.
E’ un romanzo scritto a due voci. Da una parte c’è Sara, dall’altra una giornalista, Julia, che deve scrivere un articolo sulle vicende buie della polizia francese di quegli anni.
Julia verrà a conoscenza della storia di Sara in un modo anomalo e scaverà fino in fondo, vuole sapere cosa le è successo e dove è finita.
Da questo romanzo ne hanno tratto anche un film, che non ho ancora visto, ma vedrò spero a breve. Guardate il trailer QUI.
La chiave di Sara (Omnibus)

Questo post partecipa al Venerdì del libro.

divisori blog
E’ pericoloso rivangare il passato.
Può riservare sorprese spiacevoli.
La verità è più dura dell’ignoranza.
divisori blog

Una notte ho sognato che parlavi * Gianluca Nicoletti * Mondadori

Ho letto questo libro in poche ore.
E’ un libro ben scritto, lo scrittore ha un linguaggio molto forbito, ma scorrevole, sono rimasta incantata dal suo modo di esporre i suoi pensieri, la sua vita, anzi la loro vita, “ma di chi?” Vi starete domandando, di Gianluca e suo figlio.
Gianluca ha due figli maschi di cui uno, il secondo autistico.
Gianluca descrive cosa si prova a scoprire che tuo figlio così silenzioso e sempre sulle sue, in verità è autistico, come, averlo scoperto, ti cambia la vita e come procede questa vita mentre tu cerchi di crescere al meglio tuo figlio, ti impegni per dargli un futuro più che decoroso e il più possibile sereno e la burocrazia ti ostacola in ogni dove.

Tommy  è un ragazzone di 14 anni, in pieno sviluppo,  molto alto e anche piuttosto grosso, dal carattere non molto facile, a volte un po’ aggressivo, ma nello stesso tempo adorabile.
Tommy all’apparenza sembra un normodotato e per questo viene rimproverato sovente dai “paladini dell’ordine e della giustizia” con grande rammarico da parte di Gianluca.
E’ un libro ironico, a volte commovente, per certi versi anche divertente, ma nello stesso tempo struggente, sdrammatizza una situazione in certi momenti davvero complicata da gestire.
La realtà, la vita in genere è difficile da affrontare quando colui che hai accanto ha un bisogno disperato di te, della tua presenza, della tua guida, del tuo spazio, del tuo tempo.

Questo post partecipa al Venerdì del Libro.

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L’autistico diventa il catalizzatore di tensioni sopite, ma sicuramente già esistenti. Spesso fa saltare il tappo del non detto, che potrebbe essere considerata un’altra delle sue innegabili doti di rivelatore di realtà sommerse.
Perchè non arrivi il peggio a funestarci, al peggio dobbiamo essere preparati.
La realtà è che mi sono proprio rotto il cazzo di dover tener conto sempre e comunque degli stati d’animo e delle sensibilità altrui, delle opinioni, delle abitudini, dei gusti delle persone con cui entro in contatto. La cultura e la civilizzazione – che di certo non rinnego, anzi che ribadisco essere la migliore maniera possibile di vivere la contemporaneità – mi impongono di essere rispettoso di ogni diversità.
La tolleranza permette lo scambio che è arricchimento. Giusto, ma da una vita mi arricchisco sorridendo a denti stretti, abbozzando, ascoltando e fingendo consenso e solidarietà. Oggi vorrei dilapidare un po’ tutto questo prezioso patrimonio d’umanità, altrimenti che ho vissuto a fare?