Archivi tag: Mondadori

La casa dipinta * John Grisham * Mondadori

Grisham ci ha abituato ad un genere giallo ambientato nei tribunali, invece questa storia è tutt’ altra cosa. forse perchè Grisham ha scritto questo libro molto prima di diventare famoso e di incanalarsi in una tipologia di genere.

La storia è ambientata nel 1952, in Arkansas, in un paese attorniato da  piantagioni di cotone. Il protagonista principale è Luke, è lui il narratore, ogni cosa è vista attraverso gli occhi di un bambino di 7 anni.
Ogni giorno Luke si sveglia molto presto, fa colazione e insieme alla sua famiglia, ai braccianti e ai montanari, passa le sue giornate a raccogliere cotone, per questo viene pagato un tanto al kg. Il suo obbiettivo è riuscire a racimolare abbastanza soldi per acquistare la maglietta dei Cardinals, una squadra di baseball di cui lui è tifoso. In pochi mesi succederanno cose che stravolgeranno la vita di Luke, il suo futuro e il suo modo di vedere la vita.
E’ un libro ben scritto, una storia ben scritta, una realtà che non conoscevo, fatta di enormi sacrifici, di una vita essenziale, di dignità, di case dipinte.

La casa dipinta

Con questo post partecipo al Venerdì del libro.

La chiave di Sara * Tatiana de Rosnay * Mondadori

E’ un romanzo commovente, a tratti struggente.
L’ho letto in un giorno, non riuscivo a staccarmi dalle vicende di Sara, dalla sua vita, da ciò che le capitò in quel lontano 1942.
La polizia francese un giorno bussa alla sua porta, preleva Sara e i suoi genitori dalla sua casa. Sara spaventatissima nasconde il fratellino nell’armadio, lo chiude a chiave, convinta di rientrare entro sera. Non sarà così.

Per Sara e la sua famiglia vengono rinchiusi nel Vélodrome d’Hiver, in attesa di venire deportati in un campo di concentramento, in condizioni disumane, senza acqua nè cibo. Iniziano giorni da incubo, giorni di maltrattamenti fisici e mentali, giorni che non dimenticherà mai più, che la segneranno per tutta la vita.
E’ un romanzo scritto a due voci. Da una parte c’è Sara, dall’altra una giornalista, Julia, che deve scrivere un articolo sulle vicende buie della polizia francese di quegli anni.
Julia verrà a conoscenza della storia di Sara in un modo anomalo e scaverà fino in fondo, vuole sapere cosa le è successo e dove è finita.
Da questo romanzo ne hanno tratto anche un film, che non ho ancora visto, ma vedrò spero a breve. Guardate il trailer QUI.
La chiave di Sara (Omnibus)

Questo post partecipa al Venerdì del libro.

divisori blog
E’ pericoloso rivangare il passato.
Può riservare sorprese spiacevoli.
La verità è più dura dell’ignoranza.
divisori blog

Una notte ho sognato che parlavi * Gianluca Nicoletti * Mondadori

Ho letto questo libro in poche ore.
E’ un libro ben scritto, lo scrittore ha un linguaggio molto forbito, ma scorrevole, sono rimasta incantata dal suo modo di esporre i suoi pensieri, la sua vita, anzi la loro vita, “ma di chi?” Vi starete domandando, di Gianluca e suo figlio.
Gianluca ha due figli maschi di cui uno, il secondo autistico.
Gianluca descrive cosa si prova a scoprire che tuo figlio così silenzioso e sempre sulle sue, in verità è autistico, come, averlo scoperto, ti cambia la vita e come procede questa vita mentre tu cerchi di crescere al meglio tuo figlio, ti impegni per dargli un futuro più che decoroso e il più possibile sereno e la burocrazia ti ostacola in ogni dove.

Tommy  è un ragazzone di 14 anni, in pieno sviluppo,  molto alto e anche piuttosto grosso, dal carattere non molto facile, a volte un po’ aggressivo, ma nello stesso tempo adorabile.
Tommy all’apparenza sembra un normodotato e per questo viene rimproverato sovente dai “paladini dell’ordine e della giustizia” con grande rammarico da parte di Gianluca.
E’ un libro ironico, a volte commovente, per certi versi anche divertente, ma nello stesso tempo struggente, sdrammatizza una situazione in certi momenti davvero complicata da gestire.
La realtà, la vita in genere è difficile da affrontare quando colui che hai accanto ha un bisogno disperato di te, della tua presenza, della tua guida, del tuo spazio, del tuo tempo.

Questo post partecipa al Venerdì del Libro.

Guardate QUI.  Cliccate su……Sempre più mamma blog

L’autistico diventa il catalizzatore di tensioni sopite, ma sicuramente già esistenti. Spesso fa saltare il tappo del non detto, che potrebbe essere considerata un’altra delle sue innegabili doti di rivelatore di realtà sommerse.
Perchè non arrivi il peggio a funestarci, al peggio dobbiamo essere preparati.
La realtà è che mi sono proprio rotto il cazzo di dover tener conto sempre e comunque degli stati d’animo e delle sensibilità altrui, delle opinioni, delle abitudini, dei gusti delle persone con cui entro in contatto. La cultura e la civilizzazione – che di certo non rinnego, anzi che ribadisco essere la migliore maniera possibile di vivere la contemporaneità – mi impongono di essere rispettoso di ogni diversità.
La tolleranza permette lo scambio che è arricchimento. Giusto, ma da una vita mi arricchisco sorridendo a denti stretti, abbozzando, ascoltando e fingendo consenso e solidarietà. Oggi vorrei dilapidare un po’ tutto questo prezioso patrimonio d’umanità, altrimenti che ho vissuto a fare?

Io ballo con Dio * Suor Anna Nobili * Mondadori

L’altra sera facendo zapping sono incappata nelle Invasioni Barbariche di Daria Bignardi, aveva come ospite una suorina, dal viso gentile, dolce, con un sorriso radioso, esprimeva gioia allo stato puro.
Suor Anna era da Daria per presentare il suo libro, la sua testimonianza di fede, di amore verso Dio, verso colui che l’ha salvata dalla perdizione. E già Suor Anna, prima di entrare nell’ordine delle Suore Operaie di Nazareth era una ballerina, ma non una ballerina qualunque, una cubista all’Hollywood di Milano e ha anche partecipato a programmi televisivi di Mediaset. Suor Anna è una bella donna, quindi immaginatevela da ragazza, appena ventenne con abiti succinti a ballare sul cubo, attirava orde di uomini, che lei si portava a letto con una leggerezza che a sentirla mi ha fatto paura.
Era una persona vuota, senza valori, senza punti di riferimento fermi e stabili. Un’infanzia segnata dalla separazione dei genitori che l’hanno portata alla ricerca dell’amore in modo quasi fobico. Ha scambiato l’amore carnale per amore vero, si buttava nelle braccia di chiunque le dimostrasse un po’ di attenzione. Sua mamma si avvicina alla fede, inizia a parlarne ad Anna, ma lei non ascolta, non le interessa, è presa da se stessa, dalle serata in discoteca, dal divertimento effimero, che la lascia sempre più svuotata, sempre più sola.
Decide un giorno di fare un ritiro ad Assisi, si mette in ascolto, apre il suo cuore e Dio la chiama a sè, fa sentire la sua voce, il suo amore profondo. Anna ritorna in discoteca, ma per una sera soltanto, poi abbandona tutto, anche il ballo, pur amandolo in modo viscerale. Inizia il suo cammino di fede, si avvicina alle Suore Operaie e decide di entrarne a far parte, ma la danza la chiama ancora, sente il bisogno di danzare, decide allora di aprire una scuola di danza cristiana. Oggi la sua scuola ha 110 iscritti e lai danza sulle canzoni di Chiesa, che parlano di Dio, di fede, di amore verso Gesù.
Suor Anna oggi è felice, è realizzata e ha colmato la sua fame d’amore.
Se volete vederla nell’intervista di Daria, cliccate QUI.
Mi ha emozionato ascoltare la sua intervista, sentire le sue parole di sofferenza, di disagio affettivo, ma mi ha emozionato ancor di più quando parlava del suo incontro con Colui che le ha dato e le ha fatto provare la gioia pura e semplice dell’amore incondizionato.
Leggerò sicuramente il libro, avrà molti spunti di riflessione.
Qui il suo sito.

Zigulì * Massimiliano Verga * Mondadori *

Il sottotitolo è: La mia vita dolceamara con un figlio disabile.

La copertina è rossa, attira la mia ttenzione sullo scaffale della biblioteca, ma il sottotitolo no, non ho voglia di leggere parole tristi, non in questo periodo, passo dritto, scelgo altri 3 libri, ritorno lì, lo prendo.
Sapevo che era pesante, immaginavo che fosse un po’ crudo, schietto, l’ho capito sin dalle prime parole che leggerlo avrebbe significato fare un tuffo nella quotidianità difficile di una famiglia con un figlio disabile, Moreno.
Moreno ora ha otto anni, è diventato un disabile grave nel giro di pochi giorni e da lì è tutta una strada in salita per la sua famiglia, per suo papà, Massimiliano, per i suoi fratelli.

Moreno ha il cervello grande come una Zigulì, come una caramellina dolce, dura e gustosa, ma Moreno non lo sà, Moreno vive in un mondo tutto suo, un mondo al buio, già, Moreno è anche cieco. Massimiliano racconta in modo schietto la loro vita, le loro difficoltà odierne, quando escono e tutti li guardano, li compatiscono, si girano e bisbigliano. Massimiliano parla della sua frustrazione, delle suo nervoso, del suo non sentirsi un padre adeguato per Moreno, delle sue difficoltà nel gestirlo, ma anche del suo amore profondo e senza limiti.
Vi sono tante frasi che mi hanno colpito in questo libro, una di queste mi ha lasciato perplessa:
uno dei vantaggi di avere un figlio handicappato è che puoi permetterti di essere un idiota e di trattarlo anche male. E io mi concedo spesso questo vizio.
Questa invece mi ha spiazzato del tutto:
Sei insopportabile. Preferirei masticare la sabbia piuttosto che sentirti. Anche dei chiodi nelle mutande sono più piacevoli della tua voce. Quando urli così non ho scelta. O ti sbatto in camera e chiudo la porta, oppure ti prendo a sberle. Quasi sempre finisci in camera. La ritengo una conquista.
Ma c’è un senso di resa quando ammette:
Moreno incarna l’idea del figlio che nessuno vorrebbe avere.

Cosa ti manca per essere felice? Simona Atzori Mondadori

 Il giorno stesso in cui ho finito di leggere il libro di Veronica Pivetti Ho smesso di piangere, ho iniziato il libro di Simona Atzori il cui titolo è Cosa ti manca per essere felice? Direi che sono due libri molto belli, ben scritti e con messaggi di speranza e ottimismo, giusto quello che mi ci vuole.
Sono venuta a conoscenza di questo libro a Maggio di quest’anno e mi sono ripromessa di leggerlo, ora l’ho fatto e ne sono enormemente felice.
Simona nasce nel 1974, senza braccine, la sua fortuna è stata nascere nella sua famiglia, con una mamma forte come un leone, che le ha insegnato a non arrendersi mai, a trovare delle vie alternative, quando quelle consuete non vanno bene per lei. Sin da piccolina Simona dimostra di avere doti per la pittura e per la danza, nessuno della sua famiglia la ostacola, anzi la incoraggiano a realizzare ogni sogno che ha.
Il titolo che Simona ha dato al libro è provocatorio, nemmeno lei ha la ricetta per essere felice, ma sostiene che la predisposizione d’animo fa molto e che per trovare la felicità bisogna cercarla, anche solo un piccolo frammento se siamo ben disposti possiamo coglierlo da qualche parte.

Ho letto una bellissima intervista riportata sul blog di Rai vaticano fatta nel febbraio del 2011, leggetela!!!
Di seguito troverete delle frasi estrapolate dal libro.

Il bello di questa vita sono proprio le persone che incroci lungo il cammino e che aggiungono qualcosa che, prima, nemmeno sapevi che ti mancasse.
Ho imparato sin da bambina a non avere paura del dolore se dietro, nascosta, c’è la volontà di ricominciare a sorridere.
Chi ci ha dato l’idea che per essere felici dobbiamo per forza avere tutto?

Ho smesso di piangere * Veronica Pivetti * Mondadori

Avevo già parlato di questo libro in questo post QUI, ma ora finalmente l’ho letto, anzi l’ho divorato in poche ore e devo dire che mi ha colpito molto, anche perchè anch’io ho avuto diversi problemi tiroidei e so cosa significa quando la tiroide non funziona come dovrebbe.
Veronica nel 2002 ha una forte tiroidite, non riconosciuta, da quel momento in poi diventa ipertiroidea, ma lei non se ne accorge subito, nonostante i sintomi fossero ben evidenti: dimagrimento esasperato, agitazione, palpitazioni, iperattività, tachicardia, insonnia, eccitazione. Consigliata da un medico fa gli esami tiroidei, da questi si evidenza lo scompenso e comincia la sua odissea. Finisce nella mani di un medico, che scopre poi non essere endocrinologo, le da una cura sbagliata e le causa un ipotiroidismo, con conseguenze catastrofiche, soprattutto perchè subentra la depressione che si porterà addosso come un mantello, fino al 2008, fino a quando….Se volete sapere cosa succede, leggete il libro, ne vale veramente la pena. Veronica racconta questa sua storia con fare ironico, divertente e mai pietoso, anche se ciò che passa, non ha nulla di divertente, anzi.
Se volete vedere l’intervista di Daria Bignardi a Veronica pivetti alle Invasioni Barbariche, guardate QUI.

La vita si fà con quello che c’è, non con quello che vorremmo.
Io non l’ho mai visto, quindi non esiste.
La mia depressione era invisibile, non si poteva toccare, quindi non esisteva.
Se leggevo sognavo, ed è meglio non sognare quando la tua vita è un incubo.
Chiunque creda che l’antidepressivo sia la scorciatoia per raggiungere la felicità, crede sbagliato. L’antidepressivo toglie l’abisso ma non ti regala il sorriso. L’antidepressivo non ti dà il buonumore, allevia solo la disperazione.