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Manikomio a Movieland Park, è un’attrazione adatta ai bambini?

ManikomioQuest’anno probabilmente non andremo in ferie,  dato che non vogliamo vivere di ricordi delle ferie passate, ma crearcene sempre di nuovi, mio marito ha pensato bene di fare gli abbonamenti nei parchi a tema che ci sono in prossimità del Lago di Garda, nostra meta estiva preferita essendo la più “vicina” a casa. Abbiamo fatto l’abbonamento a Gardaland, al Caneva, al Movieland e a rotazione ci portiamo Miciomao, per passare delle giornate spensierate all’insegna del divertimento.  Continua a leggere

La storia di Papà GiardinierePerdita del lavoro

Questa che leggerete è una storia vera.

Qualsiasi riferimento a luoghi e persone non è casuale, anche se resterò sul vago per non incorrere in problemi futuri.
Vi prego di avere pazienza e leggerla fino in fondo.

C’era una volta una bella famiglia composta da Papà Giardiniere, Mamma e due figlioli. Papà Giardiniere ha sempre amato il suo mestiere, ama i fiori, ama le piante, le cura con attenzione. E’ talmente bravo che anni fa è riuscito a convincere il padrone di un posto meraviglioso, un luogo dove i bimbi vanno a divertirsi, ad affidargli la tenuta del parco.

Per allietare la giornata dei bambini e dei genitori Papà Giardiniere si sbatte come un matto, taglia i cespugli a forma di animaletti, cura le aiuole, pianta tantissimi  fiori colorati creando delle immagini, tiene l’erba del parco sempre ben tagliata e pulisce sempre tutto meticolosamente.
Ad un certo punto Papà Giardiniere, che è uno che vuole fare le cose per bene, prende con sé due bravi Giovani Aiutanti, insegna loro il lavoro,  spiega che va fatto con molta attenzione, senza disturbare i frequentatori del parco, che sono lì per divertirsi e passare una lieta giornata. I due giovani aiutanti ci tengono al lavoro, ma soprattutto piace loro quello che fanno, curare un posto così meraviglioso da grandi soddisfazioni.
Passano gli anni, il parco cresce, cambia però Proprietari,  fanno tagli sul personale, sulle spese, anche sul compenso di Papà Giardiniere, ma lui stringe i denti e continua a fare il suo lavoro mettendoci il cuore.
Papà Giardiniere per svolgere al meglio ciò che fa si attrezza indebitandosi, ma è sicuro che così farà dei lavori importanti all’interno del parco senza intralciare il buon andamento della giornata dei frequentatori.
Passa un po’ di tempo e i Proprietari dicono a Papà Giardiniere che non potrà più lavorare per loro, perchè preferiscono dare il lavoro a qualcun altro, qualcuno che si chiama Onlus. Il Signor Onlus è un ente benefico che dà lavoro agli Emarginati,  ex carcerati, ex tossicodipendenti, persone segnalate ai servizi sociali.
Papà Giardiniere è molto preoccupato, se perde questo lavoro dovrà licenziare i Giovani Aiutanti, che sono dei bravi ragazzi, che si sono sempre dati da fare, che non si sono mai lamentati nonostante il lavoro fosse duro e faticoso, sotto il sole, sotto l’acqua, al caldo e al freddo. Papà Giardiniere pur di non perdere il lavoro fà una controfferta, ma è tutto inutile, purtroppo perde il lavoro, licenzia i  Giovani Aiutanti e mentre lo fa il suo cuore piange, piange e pensa che questi Giovani Aiutanti, che nella vita si sono sempre comportati bene, hanno sempre fatto le cose in regola, sono sempre stati onesti, vengono soppiantati da persone che invece nella vita hanno fatto ben altro.
Papà Giardiniere non è contro il Signor Onlus, un po’ si dai.
Il Signor Onlus ha delle agevolazione che lui non ha mai avuto, grazie alle leggi del Signor Stato, non deve pagare certi oboli e soprattutto si approfitta degli Emarginati pagando queste persone, confinate ai margini della società, meno della metà di quello che Papà  Giardiniere dava ai suoi Giovani Aiutanti, quindi lucrando su queste persone. Il Signor Onlus durante il lavoro non offre nemmeno un pranzo decente agli Emarginati, banchettano seduti sul parto con panini e acqua, indipendentemente che piova e ci siano 40°.
Papà Giardiniere è molto sconfortato, spera di trovare un nuovo lavoro per poter continuare a mantenere in modo dignitoso la sua famiglia e poter pagare i debiti assunti in precedenza.

Non aggiungo altro.
I fiori sono i miei, non quelli piantati da Papà Giardiniere nello splendido parco.

Gardaland, un mondo magico

Chi è passato nel mio blog ieri, sa che ho passato la giornata a Gardaland con marito e Miciomao.
Non è iniziata nei migliori dei modi, Marito si è accorto che ha dimenticato il Bancomat ad un distributore di gasolio e ha dovuto fare la denuncia. Telefonare alla banca, spiegare ogni cosa, con il sottofondo delle musichette del Parco, non è semplice. Per un’oretta siamo rimasti un po’ preoccupati, ma poi Gardaland con tutte le sue meravigliose attrazioni, con la sua allegra e colorata ci ha coinvolto.
Il Parco è sempre meraviglioso, c’era pochissima gente, mai una fila, mai, mai. Arrivavi ad una qualsiasi attrazione e salivi immediatamente, così si che ci piaceva!! Ce lo siamo goduto alla grande!!

Miciomao per la prima volta è potuto salire sul Mammut, ora è alto 110 cm, l’ha voluto fare 5 volte, era esaltatissimo!! Avrebbe voluto salire anche sul Raptor, è un tipo impavido, non ha paura di nulla, ma essendoci un seggiolino di prova, gli ho fatto notare che sarebbe stato alquanto scomodo, col rischio di sgusciare fuori durante i giri della morte.
Un accessorio che consiglio di portare ai genitori è il passeggino. Miciomao è grandino, ormai ha quasi 6 anni, ma farlo camminare per tutti quei km da una parte all’altra del parco, noi non ce la siamo sentita e abbiamo fatto bene. Lui era tranquillo e riposato, noi molto meno, ma almeno non abbiamo dovuto sorbirci i suoi capricci dovuti alla stanchezza.
All’ingresso abbiamo preso il pacchetto famiglia, un bel risparmio, in più ti danno un buono per ogni componente che con € 6.50 mangi in alcuni punti del Parco, se non avete portato con voi il pranzo al sacco, usufruitene, almeno fate un pasto completo.
Il giro sul Raptor da sola l’ho fatto, seduta in prima fila, senza nessuno accanto. Non è da tutti avere il coraggio di prendere posto davanti!! Anche un salto con lo Space Vertigo è d’obbligo, la sensazione di vuoto che mi lascia è emozionante, un salto di 40m a 70 km orari, mi piace!.
Purtroppo oggi non posso mettere nemmeno una foto, ieri sera siamo tornati tardi e oggi sono ancora fuori casa, quindi non posso scaricarle, sorry!
Volevo fare un elogio agli operatori del Parco, fanno un ottimo lavoro, è sempre bel pulito, tutto è curato nei minimi particolari, le aiuole sono incantevoli, ognuno di loro è molto gentile, sempre col sorriso, sempre disponibile.
L’unico neo: lo spettacolo di Madagascar, ci aspettavamo qualcosa di meglio, non che fosse brutto, è carino, ma avendoci abituati a degli spettacoli spettacolari, siamo rimasti un po’ delusi.
Gardaland…ci vediamo l’anno prossimo, perchè una tappa all’anno da voi è d’obbligo.
Voi ci siete mai stati? Ci andate ogni anno?

Vi piacciono gli zoo? Ci portate i vostri bambini?

L’altra sera ho visto un bellissimo film, “La mia vita è uno zoo”, ve lo consiglio.
Gli interpreti principali sono Matt Damon,un po’ ingrassato e invecchiato,Scarlett Johansonn, all’inizio molto sciatta, poi sempre molto bella, e l’adolescente più dolce del cinema, Elle Fanning. E’ un film ricco di sentimenti, di buoni propositi, di ottimismo, ma anche di delusioni e di problemi.
I miei genitori mi hanno portato spesso allo zoo, ce n’era uno a Milano, di stampo vecchio, con gabbie piccole, spazi ristrettissimi, che ospitavano animali per me giganteschi. Soffrivo nel vederli lì dentro, anche se allo stesso tempo ne ero affascinata, non capitava tutti i giorni di vedere un elefante o un leone. Erano così maestosi, così belli, ma così tristi, glielo si leggeva in quegli occhioni.
Sono stata spessissimo anche al Parco Faunistico Le Cornelle a Valbrembo in provincia di Bergamo. Nei primi anni in cui andavo anche lì gli animali soggiornavano in spazi ristretti, ma col passare del tempo il parco ha ampliato gli spazi, ha aggiunto molti confort per gli animali, è diventato bellissimo. Ogni anno noi ci portiamo il nostro bambino, è sempre una gita divertente e nel contempo istruttiva.

L’anno scorso è mancato il fondatore del Parco delle Cornelle, colui che con tanti sacrifici ha realizzato questo suo sogno con tanta, tanta passione. La missione di Angelo Ferruccio, questo è il nome del fondatore, è sempre rimasta costante negli anni: animali in ampi spazi, salvaguardandoli ed educando bambini e adulti al loro rispetto.

All’interno del Parco ci sono circa 120 specie di animali, tra mammiferi, volatili e rettili, specie provenienti da tutto il mondo, vivono all’interno di ambienti che ricreano il loro habitat naturale. Vi sono diverse specie di animali in fase d’estinzione: dalla testuggine delle Seychelles (in gergo, la tartaruga gigante) alla tigre bianca del Bengala, bellissima e maestosa, che è il simbolo del Parco.
Una curiosità: mio fratello ha fatto la casa degli elefanti, tutta in pietra, con tanto di riscaldamento a pavimento, per farli stare caldini caldini d’inverno.
E’ vero che gli animali dovrebbero vivere nel loro ambiente naturale senza gabbie e recinzioni, ma è anche vero che se questi animali non fossero all’interno di questi parchi, sarebbero già estinti e i nostri figli non potrebbero ammirarli. E’ anche vero che, come dice mia suocera in un suo commento a proposito di zoo:

“La cosa più importante, gabbie o no è che siano amati e accuditi. Nella vita nemmeno loro possono avere tutto, perciò, secondo me, se si dà amore stanno bene ugualmente,e del resto non ci accorgiamo che anche noi viviamo in gabbie che ci creiamo con le nostre mani , siamo schiavi dei nostri egoismi, dei nostri pensieri, delle nostre ingiustizie e chi più ne ha più ne metta. Alla fine i veri animali ,forse siamo noi!
Come darle torto?