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Quando il bambino mangia e cresce poco

omogeneizzato

Omogeneizzato acquistato in USA

Quando Miciomao aveva quattro mesi ho perso il latte, penso a causa dello stress, ho iniziato a lavorare a pieno regime quattro giorni dopo il parto. La scelta di passare al latte artificiale è stata molto sofferta, ma necessaria, Miciomao cresceva poco e piangeva spesso. Il brutto però è stato constatare che il latte artificiale non era di suo gusto, li abbiamo provati tutti, ma lui ne mangiava 100 gr. Aveva 4 mesi e ne mangiava 100 gr.  Continua a leggere

Horse Boy * Rupert Isaacson * Rizzoli

Rupert e Kristin sono due viaggiatori, due anime libere, due persone nate per incontrarsi per amarsi, per mettere al mondo Rowan, un bimbo speciale, un bimbo autistico.

Rupert e Kristin capiscono che il loro bimbo ha “qualcosa” intorno ai tre anni, Rowan non parla, o meglio non comunica con loro, non gioca con gli altri bambini, si isola sempre più, ha problemi di incontinenza fisica e psicologica, ha crisi nervose accompagnate da strilli, urla e movementi inconsulti.
Un giorno, durante una passeggiata Rupert e Rowan incontrano la cavalla Betsy, di proprietà del vicino di casa, la cavalla si avvicina a Rowan con sottomissione, con amore, con tenerezza, Rupert capisce che Rowan ha il dono, è un sussurratore di cavalli. Inizia così a portare tutti i giorni Rowan a cavallo e quelle ore diventano l’unico momento in cui Rowan sta bene, ride, è sereno.
Nel 2007 Rupert e Kristin decidono di intraprendere un viaggio dal Texas fino in Mongolia per cercare di curare l’autismo di Rowan attraverso il contatto con i cavalli e gli sciamani.
Sarà un viaggio straordinario, pieno di sorprese, di inconvenienti, ma anche di importanti miglioramenti nel bambino.
Rupert ha scritto questo libro per testimoniare la loro esperienza singolare e hanno fatto anche delle riprese, grazie a degli amici che li hanno accompagnati, ne è uscito un bellissimo documentario.
Al ritorno da questo viaggio, Rupert ha fondato un’associazione, la “Horseboy Foundation” che si dedica alla cura dei bambini con problemi neurologici, attraverso l’ippoterapia.
E’ un libro bellissimo, che ho letto tutto d’un fiato…famiglia permettendo!!!!
La cosa peggiore che lei possa fare, è non fare niente.
E’ necessario coltivare la gentilezza e il perdono nei propri confronti oltre che verso gli altri: un’impresa non facile, specialmente nei momenti di sofferenza o fallimento.

E’ giusto far credere ai bambini che Babbo Natale esiste?

Nella scuola elementare di Christchurch nel Regno Unito, un maestro ha avuto la bruttissima idea di dire ai suoi alunni che Babbo Natale non esiste ed ha alzato un putiferio, tutti i genitori sul piede di guerra, la comunità locale è indignata.
Non so cosa spinge un maestro a fare questo tipo di revelazioni e per giunta poco prima di Natale. perchè l’ha fatto? I bambini erano già grandicelli, otto/nove anni, ma nonostante ciò nessuno l’aveva autorizzato a fare una dichiarazione del genere. Il maestro, dopo le rimostranze dei genitori, si è dimostrato pentito e contrito, ma ormai il danno è fatto, la magia per questi bambini è finita.
Le poste del Regno Unito hanno pubblicato sul sito Royal mail, un messaggio di Babbo Natale che invita tutti i bambini a mandargli le letterine entro il 14 dicembre in modo da avere il tempo di soddisfare tutte le richieste.
Ecco il messaggio: «Santa Claus è molto impegnato al Polo Nord per fare in modo che tutti i regali siano pronti e incartati per la notte della vigilia».
Secondo voi è giusto far credere ai bambini che Babbo Natale esiste? Molti sono contrari, io no. Mi piace far credere al mio Miciomao che Babbo Natale arriverà sulla sua slitta tirata dalle renne, mi piace il suo visetto curioso e stupito, mi piace farlo sognare. Infondo Babbo Natale è una figura nata per i bambini, per renderli felici e rendere una notte speciale, ancora più magica. Si regala ai bambini la voglia di sognare e come tutti i sogni prima o poi si dissolvono con la luce del giorno.
Io ho scoperto chi era Gesù Bambino (dove abitavo da piccola passava lui) all’età di 6 anni, quando mio fratello, più grande di me di 4 anni, mi ha aperto un armadio in soffitta e mi ha fatto vedere i regali che avrei ricevuto. In quel momento è finita la magia, ma poi è subentrata la voglia di ricevere i regali, chi si importava da dove arrivassero, l’importante era riceverli!!! Ero già disincatata allora, aiuto!!!

Se avete un po’ di tempo, ma soprattutto un po’ di soldini, potreste portare i vostri bambini a Rovaniemi, nella dimora di Babbo Natale e lì vivreste un sogno, un sogno di quelli veri, infondo nella vita si ha bisogno della fantasia, come della verità.